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Il giardino segreto dell’Institut Suédois di Parigi

24 marzo 2014

Parigi è ormai un fiore in pieno germoglio. La primavera sembra esser finalmente arrivata e i venti gradi delle settimane scorse hanno fatto uscir di casa anche gli ultimi parigini ancora in letargo. Proprio a questo proposito vogliamo portarvi alla scoperta di un angolo di paradiso nascosto tra i meandri del quartiere del Marais, un luogo ideale dove godersi i primi raggi di sole della belle saison.

Rue des Francs Bourgeois nel 4ème arrondissement è senza dubbio una delle strade più note tra fashion-blogger e cultori della moda per le sue numerose boutique d’abbigliamento. Noi di Peris però vi consigliamo di proseguire in direzione del Museo Carnavalet e d’imboccare Rue Payenne. Qui, l’unico portone color blu fiordaliso della via segnala l’ingresso dell’Institut Suédois de Paris: eccoci arrivati!

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Questo centro di cultura offre un vasto programma d’incontri, concerti, esposizioni, proiezioni e spettacoli, aventi tutti un punto in comune: la Svezia. Quello che però non tutti conoscono è la storia che si cela dietro quest’antico palazzo – originariamente chiamato Hôtel de Marle – e il suo giardino segreto del quale oggi vi raccontiamo.

Va innanzitutto detto che con il termine hôtel non s’intende un albergo bensì un hôtel particulier, espressione francese che indica una lussuosa abitazione di città costruita alla maniera delle ville di campagna, con tanto di corte d’onore e giardino sul retro. L’Hôtel de Marle e tutti i suoi annessi fu dimora stabile dell’illustre uomo politico Christophe Hector de Marle, che qui visse verso la fine del Cinquecento.

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Nel corso della storia, oltre a Monsieur de Marle, questa ricca dimora ospitò insigni personaggi dell’aristocrazia francese e passò di famiglia in famiglia fino agli albori della Rivoluzione, momento in cui i nobili furono costrette a lasciare il quartiere per aver salva la pelle. Ne susseguirono atti di vandalismo e saccheggi che portarono alla sparizione di molti dei corredi originari di cui era dotata la casa. Lo stabile cadde in disgrazia tanto da essere occupato e deturpato durante più di un secolo. Acquistato nel 1965 dallo Stato svedese su iniziativa dell’ambasciatore di Svezia a Parigi, venne rimesso totalmente a nuovo per ospitare quello che oggigiorno è l’istituto di cultura svedese e la collezione d’arte dell’Institut Tessin.

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Passato il portone ad arco ci si ritrova subito immersi nella terrasse del Café Suédois. L’ala sud del palazzo – un tempo destinata alla servitù – accoglie oggi un grazioso bar rinomato per le sue torte svedesi rigorosamente homemade che vi invitiamo calorosamente a provare e i suoi caffè in tazza mug.

Dopo esservi concessi una pausa, proseguite la visita all’interno dell’hôtel: l’ingresso è totalmente gratuito così come la visita alle frequenti esposizioni che il centro organizza. Spingete forte la grande porta dell’ala nord e vi ritroverete in quello che un tempo era la casa di Monsieur de Marle.

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La scalinata d’onore in ferro battuto – tipica degli hôtel particulier francesi del XVII secolo – distribuisce il flusso dei visitatori lungo le varie sale dell’istituto. Al momento della nostra visita una mostra intitolata “66° Nord l’attitude suédoise” colorava le sale del museo: un piacevole viaggio fotografico lungo il 66° parallelo inscritto in uno dei più bei palazzi della Parigi Cinquecentesca.

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Di grande pregio artistico è senza dubbio il salone del primo piano, famoso per il suo soffitto in travi di legno dipinte a mano dov’è ancor oggi visibile lo stemma della casata de Marne.

Proprio dalla finestra di questa sala è possibile intravvedere sul retro del museo una corte con uno splendido giardino fiorito, un luogo incantato sconosciuto ai più. Per accedervi bisogna scendere di un piano e oltrepassare la porta recante l’insegna “pas de pique-nique dans le jardin”.

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Questo piccolo Eden è un posto più unico che raro nel Marais, un luogo di pace dove venire a rilassarsi, respirare il profumo degli alberi e godersi l’inizio della primavera. Numerosi tavolini e panchine sono messi a disposizione dall’Institut Suédois per sedersi a prendere il sole e spesso è possibile udire dai palazzi circostanti un pianoforte suonare.

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Il giardino è accessibile solamente passando attraverso il museo e quindi ne sottostà agli orari di apertura e di chiusura (da martedì a domenica, dalle 12h00 alle 18h00). Forse perché così ben nascosto o non propriamente segnalato, questo piccolo cortile privato viene ignorato dalla maggior parte dei frequentatori dell’Institut Suédois, rendendolo per così dire “segreto”. L’unica regola cui sottostare: niente pic-nic nel giardino come ben riporta il cartello all’ingresso.

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Ora che la bella stagione è pienamente cominciata prendete in considerazione l’idea di passare di qui a leggervi un libro, noi di Peris ne conosciamo uno che cade giusto a pennello: Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett. Buona lettura!

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