Grazie, Nuok

Questa è la prima foto che ho scattato a New York. Era il 10 agosto 2009.

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Non è particolarmente significativa, ma ha congelato la scintilla che ha dato vita a Nuok. In quel preciso momento, ho infilato la Routard in una tasca del trolley, senza rendermi conto che fosse bucata. Non l’ho mai ritrovata. Ricordo la stanchezza, e la sensazione di sconforto e smarrimento: il libro conteneva tutti gli appunti che mi ero presa settimane prima della partenza. Quella sera stessa ho pensato che forse avrei fatto bene a scrivere la mia guida. E così, ho aperto un blog su WordPress, di quelli gratuiti, e l’ho chiamato Nuok, come un bambino pronuncerebbe la parola New York. Volevo provare a scoprire la città con lo stesso stupore dei più piccoli, e scriverne. Tutto quello che è venuto dopo fa parte della storia del progetto: ho incontrato Leonardo, ho deciso di trasferirmi negli Stati Uniti, abbiamo allargato via via ad altre città.

Ma al di là dei riconoscimenti che sono arrivati ben presto dal World Summit Youth Award delle Nazioni Unite e dal primo Lovie Award londinese, delle guide in carta e ossa con BUR Rizzoli su Roma, New York e Londra, e delle tante attenzioni ricevute in questi anni, c’è un motivo più forte che mi porta a provare oggi immensa e sincera gratitudine. Il mio grazie va a ciascuno dei 254 ragazzi che si sono riconosciuti in Nuok, che hanno scelto di raccontare luoghi meravigliosi e che hanno condiviso l’affetto e il calore di una rete sincera, che andava ben oltre la pubblicazione: 254 storie che si sono intrecciate alla mia e hanno reso possibile tutto questo. Il lato migliore di Nuok è stato nel suo dietro le quinte, nei nostri incontri in giro per l’Italia e nel mondo. In coloro che anche la Treccani ha riconosciuto come nuoker.

Tutti noi abbiamo dato anima, corpo e cuore a Nuok. Calare il sipario dopo così tanti anni è una scelta coraggiosa e dovuta. Nonostante i repentini cambi di rotta sulla linea editoriale degli ultimi mesi e una immutata buona dose di entusiasmo dalla maggior parte della redazione, la verità è che il progetto aveva perso di intensità, aveva fatto il suo corso sul digitale: nato, cresciuto, maturato. Nuok ha fatto nascere amicizie e amori, ha dato una nuova luce alla bellezza che ci circonda ogni giorno, ha ispirato tanti viaggiatori.

In fondo, Nuok ha sempre parlato di viaggi, lo sapete. E un viaggio è partenza, ma soprattutto ritorno; è un’esperienza circolare. Nuok stesso è stato un viaggio incredibile per tutti, noi autori e voi lettori, insieme.

Uno deve sempre capire quando uno spettacolo giunge alla fine. Se insistiamo a rimanere più a lungo del necessario, perdiamo la felicità e il significato di ciò che ci aspetta. Chiudere i cicli, chiudere le porte, finire i capitoli – comunque lo vogliamo chiamare, ciò che importa è lasciare nel passato il momento di vita che abbiamo finito.

– Paolo Coelho

Perdere qualcosa, per quanto doloroso, significa soprattutto fare spazio al nuovo.
Grazie per essere stati compagni di viaggio eccezionali.

Alice Avallone
alice.avallone@gmail.com