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Il fascino senza tempo della Certosa di Bologna

31 ottobre 2014

Andar per cimiteri è diventata ormai una cosa da turisti. E con la notte di Halloween dietro l’angolo, può esserci un momento migliore per fare un giro al camposanto? In verità a noi nuoker i cimiteri piacciono tutto l’anno. Volete le prove? Siamo stati al cimitero di Rroma, Milan, Venessia, Praa, Lannon e in molti altri. Oggi, per la serie cimiteri da scoprire, abbiamo deciso di andare a curiosare alla Certosa di Bologna. E sì, perché a Bologna non si va al cimitero, si va in Certosa!

Se l’idea vi sembra un po’ macabra, sappiate che si tratta di uno dei maggiori cimiteri monumentali d’Europa, considerato da molti come una delle meraviglie della città. E no, non rischierete di incontrare ragazzini goth emo intenti a scattare selfie tra i cipressi o a profanare tombe, né attraenti vampiri (purtroppo!) impegnati a sedurre fanciulle indifese, quella che vi attende è una piacevole passeggiata all’insegna dell’arte e della bellezza. I cimiteri monumentali sono dei veri e propri musei en plein air. Nel corso dell’Ottocento, artisti e scultori sono stati chiamati a decorare i sepolcri delle più importanti e illustri famiglie, che hanno intrapreso così una competizione a colpi di tomba. Opere d’arte, tombe celebri, atmosfere romantiche e suggestive attirano curiosi e visitatori nei maggiori cimiteri del mondo.

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Il cimitero di Bologna è uno dei più vecchi d’Europa. Fondato nel 1801 – in anticipo rispetto all’editto napoleonico di Saint-Cloud del 1804 – sui resti di un antico monastero dell’ordine dei Certosini risalente al XIV secolo, il monumentale cimitero bolognese ospita un gran numero di capolavori artistici che testimoniano le evoluzioni culturali e sociali della storia cittadina degli ultimi duecento anni.

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Durante dei lavori nel 1869 fu casualmente fatta un’importantissima scoperta: l’area sopra cui si stava espandendo il cimitero bolognese, nascondeva un sepolcreto etrusco. Cominciò così un periodo di esplorazioni archeologiche che riportò alla luce una necropoli etrusca databile tra il VI e il IV secolo a.C.; furono recuperate oltre 400 tombe e i reperti si trovano oggi al Museo Civico Archeologico di Bologna. La coincidenza del monastero e in seguito del cimitero, con la necropoli etrusca non è altro che una casualità, ma l’idea che questo sia un luogo destinato al culto dei morti da millenni lo rende ancora più misterioso e affascinante.

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La struttura architettonica è piuttosto complessa e si articola in un susseguirsi di chiostri, sale, gallerie e porticati, che ricordano molto l’architettura cittadina. Il cimitero è vasto, quindi se avete paura di perdervi potete prendete la mappa all’ingresso. Tuttavia il nostro consiglio è quello di lasciarvi guidare dall’istinto: se scegliete di entrare dal cortile della chiesa come abbiamo fatto noi, proseguite alla vostra sinistra – dove si sviluppa la parte monumentale – e preparatevi a rimanere affascinati dalla magnificenza del luogo. Le statue cariche di pathos, l’alternanza degli spazi e degli stili architettonici, il paesaggio immobile vi incanteranno e vi trascineranno in un luogo fuori dal tempo.

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Le opere d’arte funeraria più antiche si trovano nel Chiostro Terzo e sono più uniche che rare, in quanto si tratta di tombe dipinte a tempera. I dipinti risalgono alla prima metà del XIX secolo e pare non ci sia traccia di questo tipo di manufatto in nessun altro cimitero. In un primo momento il numero di tombe dipinte superava quello delle tombe scolpite, ma più tardi si avrà un’inversione di marcia e la scultura finirà per soppiantare le pittura. La maggior parte delle sculture sono del periodo neoclassico e le più belle le troverete tra il Chiostro VII, la Galleria degli Angeli e la Sala del Colombario. Passeggiando fra la quiete dei portici e le anguste gallerie rimarrete affascinati dalla ricchezza degli arredi delle tombe.

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In Certosa scoprirete anche diversi monumenti collettivi realizzati nel corso del XX secolo, come il Sacrario dei Caduti della Grande Guerra, il Monumento ai Martiri del Fascismo e il Monumento Ossario dei Caduti Partigiani. Non mancano le tombe celebri: tra i tanti, qui sono sepolti il premio Nobel per la letteratura Giosuè Carducci, il pittore Giorgio Morandi, il compositore Ottorino Respighi e accanto a questi, di recente, ha trovato posto la tomba di Lucio Dalla.

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Quella che vi proponiamo è la passeggiata perfetta per chi ama l’arte, la fotografia e le atmosfere gotiche. Molti ambienti del cimitero versano in un quasi totale stato di decadenza e abbandono che contribuisce ad aumentare il fascino senza tempo di questo luogo. Alcune zone risultano persino recintate o inagibili, per questo già da molti anni in diversi hanno lanciato l’allarme riguardante la conservazione del complesso della Certosa.

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Una visita accurata in Certosa richiede almeno due ore di tempo e l’ingresso è libero e gratuito. Vengono organizzati anche dei tour guidati, generalmente di domenica. In estate il cimitero apre i cancelli anche la sera per animarsi con eventi musicali e itinerari tra fiaccole e lumini. Se non vi lasciate impressionare dalle atmosfere spettrali è un’occasione da non perdere!

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Tappa fondamentale del Grand Tour in Italia, la Certosa di Bologna per molto tempo ha goduto di fama internazionale e fu visitata e declamata da artisti e scrittori quali Lord Byron, Jules Janin, Charles Dickens, Stendhal, François-René de Chateaubriand, Theodor Mommsen e molti altri. E tra questi ci fu chi la preferì alla città stessa:

Andate sempre così , diritto diritto, al riparo del sole, e quando avete fatto tre miglia e percorso settecento archi, siete giunto. (…) Però bisogna dire che, tutto sommato, il cimitero di Bologna è più allegro della città. V’è più aria, più spazio, più verde, le case più bianche e meglio disposte. 

Allora vi abbiamo convinti ad andare in Certosa?

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