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Urban Safari

Cibo, arte e mercatini tra i campi di Venezia

13 febbraio 2016

Come saprete, l’urbanistica di Venezia è scandita da una moltitudine di chiese – pensate ce ne sono più di duecento! – che nella maggior parte dei casi sono affiancate dal loro omonimo campo. Il filo conduttore di questo Urban Safari saranno proprio chiese e campi, che vi porteranno alla scoperta di un itinerario, ideale per una mattinata all’aria aperta, che si dipana tra il sestiere di San Polo e quello di Dorsoduro e che entra in contatto con la quotidianità veneziana a ritmo di cibo, cultura e curiosità.

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Punto di partenza è il campo adiacente alla Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari. Qui, un giorno a settimana, ha luogo un mercatino dell’usato e del piccolo antiquariato con libri, vestiti e un variegato assortimento di soprammobili, gioielli, vasi, bicchieri e altri ninnoli in vetro, rigorosamente di Murano. Oggetti con poche pretese ma provenienti direttamente da case veneziane. Si tratta infatti di donazioni, il cui ricavato è devoluto ad associazioni cittadine che operano nel sociale. Potete trovare questi piccoli mercatini delle pulci in vari punti della città, quindi vi consigliamo di controllare la loro pagina facebook per tenere sott’occhio date e luoghi durante l’intero arco dell’anno.

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Costeggiata la mole della chiesa e imboccata sulla sinistra Calle San Rocco, poco più avanti sulla destra vi proponiamo una sosta “rifornimento zuccheri”. La storica pasticceria Tonolo è il luogo ideale per la vostra colazione. Fondata nel 1886, oggi è rinomata per i suoi dolci e pasticcini. Il campionario dolciario spazia dalle paste classiche a quelle prettamente autoctone, come i biscotti secchi: bussolai, zaeti e pan del doge. Qui ogni ricorrenza e festa comandata che si rispetti si traduce in un dolce; quindi durante il periodo di Carnevale, non perdetevi le favolose frittelle e i galani, equivalenti alle chiacchiere, ovvero quelle strisce di pastella fritta, il cui nome varia da regione a regione. Noterete che lo spazio, come quasi ovunque a Venezia, è molto ristretto, infatti è possibile consumare solamente al banco ma l’efficienza del personale e la qualità delle leccornie vi faranno dimenticare presto questo aspetto. Infine, un altro punto a favore del locale lo gioca il poter gustare un caffè ancora alla modica cifra di 1 €, in eleganti tazzine dal gusto british.

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Proseguendo per Calle San Pantalon e passato il ponte ad arco, varcate l’invisibile soglia di Campo Santa Margherita, via vai della vita diurna, con il mercato e i banchi del pesce del venerdì, e notturna, con la movida alcolica di bar e bacari. Tenete a mente nomi come Caffè Rosso, Orange Bar e Margaret Duchamp se decidete di tornarci in orario da spritz.

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E qui vi chiederete, ma la chiesa, dov’é? O meglio, che cos’è diventata? Ebbene è stata trasformata in auditorium e ospita oggi convegni, riunioni e altri eventi consolidati aperti al pubblico come il Cà Foscari Short Film Festival per gli appassionati cinefili e il Festival di letteratura “Incroci di civiltà”.

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Tempo di rilassarvi su una delle panchine in legno e subito proseguite verso Rio Terà Canal, nome dialettale che indica appunto un canale interrato. Di seguito, arriverete ad un altro ponte, questa volta più piccolo ma che cela una curiosità storica. In cima al Ponte dei Pugni, così è chiamato, noterete sulla pavimentazione delle impronte in pietra d’Istria che ricordano il punto in cui due fazioni veneziane, i Castellani e i Nicolotti, si scontravano a suon di cazzotti. Scopo del “gioco” era riuscire a gettare gli avversari nel canale sottostante.

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Sorpassato il ponte e digerita la sua cruenta storia, a sinistra vi si presenterà un enorme barcone, che da più di settant’anni è adibito a colorata e caratteristica rivendita ortofrutticola. Troverete verdure e frutta di stagione coltivate proprio nelle isole vicine, come quella di Sant’Erasmo, denominata orto di Venezia per la sua dedizione agricola soprattutto a castraure e carciofi.

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Dopo pochi passi, sarete nuovamente in un altro campo, quello di San Barnaba, la cui chiesa, oggi sconsacrata, ospita un’esposizione permanente dedicata alle macchine di Leonardo Da Vinci. Imboccato il Sottoportico del Casin dei Nobili, entrerete in zona Toletta, dove noi di nuok già vi avevamo accompagnati tra librerie e artigianato. Se state pensando a questo termine come una declinazione di toilette, siete completamente fuori strada. In veneziano per toletta si intende quella passerella fatta di piccole tavole che permetteva in passato l’attraversamento di alcuni canali prima che venissero costruiti i ponti che ne collegassero le rive.

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In questa occasione vi suggeriamo una meta gastronomica, ovvero il bar Alla Toletta, conosciuto per l’abbondante e variegata palette di deliziosi tramezzini veneziani, pietanza che in laguna ha perfino un centro studi per promuoverla. Quelli della Toletta sono tagliati a triangolo, gonfi di farcitura e particolareggiati negli abbinamenti degli ingredienti. Sicuramente avrete voglia di assaggiarli tutti! Oltre a questi troverete anche primi piatti e insalate miste, se volete consumare ai tavoli. Invece piadine e panini da portar via potete ordinarli – se avete fretta ed è l’ora di punta – direttamente dalla calle tramite una finestra aperta sulla vetrina.

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Prese le scorte cibarie, oltrepassate l’ennesimo ponticello e se vi guarderete intorno noterete che siete giunti in terra di artisti. Sulla destra, con la facciata rivolta sul canale, spicca il Liceo Artistico Statale e sulla sponda opposta intravedrete anche alcuni negozi specializzati in colori, materiali e utensili artistici.

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Non distante, Calle Contarini Corfù e Rio Terà Carità vi porteranno sull’uscio delle Gallerie dell’Accademia situate in Campo della Carità. La sua chiesa è parte del complesso museale, dove vi invitiamo ad entrare per lasciarvi ammaliare dai capolavori di arte veneziana e veneta e per scoprire le nuove sale ristrutturate e inaugurate a gennaio 2016 adibite anche a mostre temporanee.

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