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Urban Safari

24 ore per innamorarsi della laguna di Venezia

16 maggio 2016

La prima cosa che colpisce il visitatore a Venezia è il profumo della laguna, che riempie le calli, i campielli, i sottopassi ed ogni spazio libero disponibile. Da subito appare difficile orientarsi e Venezia può apparire un po’ ostile e fredda, il nostro consiglio è semplicemente quello di perdersi e di dare alla città la possibilità di esercitare il suo potere magico: capire quale parte è più adatta a noi e farci innamorare di lei.
Se avete a disposizione solo poche ore, vi diamo qualche dritta per riuscire ad entrare in contatto con tutte le sfaccettature di Venezia e per conoscere alcuni dei suoi sorrisi più belli.

Il Ghetto Ebraico

La prima tappa che vi proponiamo è una delle parti più suggestive della città: il Ghetto, nel sestiere Cannaregio, dove si trovano anche la Stazione Santa Lucia e il parcheggio di Piazzale Roma, gli ultimi baluardi degli spostamenti su mezzi via terra a Venezia. Si può accedere al Ghetto solo tramite quattro ponti che in passato venivano chiusi con due pesanti cancelli durante la notte. Al suo interno, oltre al Museo Ebraico e a diverse sinagoghe, si trovano numerosi ristoranti kosher e tantissimi negozi di antiquariato. L’architettura del ghetto è diversa rispetto a quella della città: per esigenze di spazio, gli alti soffitti dei palazzi signorili, vennero sostituiti da altri ribassati, in modo che in un piano se ne potessero creare due; troviamo così anche edifici a sette o otto piani, cosa più unica che rara a Venezia. Persistono ovunque scritte ed indicazioni in ebraico che contribuiscono a rendere ancora più alienante la visita a questa parte della città. Vi consigliamo in particolare una visita ai negozi di anticaglie, nei quali si possono album di fotografie, stoviglie, abiti e altri piccoli oggetti molto affascinanti che ben illustrano la vita degli ebrei in passato.

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Se capitate in questa zona al tramonto, inoltre, prendetevi qualche minuto per fermarvi ad osservare il Sole che da’ l’ultima carezza a Venezia prima di lasciarla dormire.

Ghetto_ebraico_venezia_tramonto

Il Laboratorio Tessile Arras

Abbandoniamo Cannaregio e dirgiamoci verso Dorsoduro, dove tra piccoli ponti, canali strettissimi e campielli riusciamo ad afferrare una piccola parte di quotidianità veneziana. Il sestiere, trovandosi non lontano dall’Università Ca’ Foscari, è abitato da molti studenti, ma anche da tanti Veneziani DOC che mantengono viva l’unicità di Venezia. Per fare la spesa, dimenticatevi parcheggi, supermercati e carrelli; qui arriva direttamente sotto casa il barchino che vende frutta e verdura, attracca al molo e gli abitanti della zona possono comodamente fare la spesa, scegliendo i prodotti tra la merce esposta e non dovendo trascinare pesanti sacchetti a piedi per calli e fondamenta.

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La nostra meta è Campiello Squelini, dove in un meraviglioso palazzo in mattoni rossi dove c’è la sede del Laboratorio Tessile Arras.

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Al suo interno vengono lavorati a mano bellissimi tessuti naturali che, grazie alla fantasia degli artisti che vi lavorano, diventano borse, abiti, pochette ed altri accessori.

cooperativa_arras_venezia_tessuti_ecosostenibili

Questo laboratorio è nato grazie alla Cooperativa Laguna Fiorita, un’associazione di genitori con figli disabili che ha deciso di creare per loro qualcosa di unico. I tessuti di Arras sono tinti a mano con tinture naturali, nel rispetto della migliore tradizione artigiana e dell’ambiente e il negozio merita veramente una visita almeno per vedere dal vivo la lavorazione a mano su telaio dei tessuti.

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Proprio da queste parti, inoltre, come vi avevamo raccontato qualche mese fa, si trova anche Ca’ Macana, una bottega artigiana che realizza maschere veneziane fatte a mano: un souvenir di classe!

L’Università Ca’ Foscari

Lasciamoci guidare dalle calli di Dorsoduro e facciamoci portare nei pressi del Canal Grande al confine con il sestiere di San Polo, precisamente in una delle istituzioni più famose della città: l’Università Ca’ Foscari. Fondata nel 1868 e racchiusa in un bellissimo palazzo gotico affacciato sul Canal Grande, l’ateneo veneziano è famoso soprattutto per essere una delle prime Business School fondate in Europa.

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Lasciamo da parte la didattica per concentrarci solo sulla bellezza, sulla grande ed immensa bellezza dell’edificio: un meraviglioso palazzo del Quattrocento in stile gotico veneziano, con fregi, polifore e logge. Si può visitarla interamente solo avvalendosi delle guide turistiche messe a disposizione dell’università, ma vi assicuriamo che anche semplicemente curiosare nel cortile principale sarà sufficiente per farvi venire in mente di iscrivervi subito ad un corso di laurea!

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Il Ponte di Rialto

Non si può visitare Venezia senza passare dal Ponte di Rialto, il più antico dei quattro ponti che attraversano il Canal Grande. Il ponte come lo vediamo oggi fu completato verso la fine del Sedicesimo Secolo, ma c’erano state delle versioni precedenti in legno già a partire dal 1200.

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Prima di arrivare al Ponte vero e proprio dobbiamo attraversare la Ruga degli Oresi, sulla quale si affacciano centinaia di negozietti di souvenir, gioielli, abiti e suppellettili che sono la gioia dei turisti. Passare da questo ponte è un po’ come attraversare una soglia che porta dritta nel cuore di Venezia verso il sestiere di San Marco che con la sua omonima Piazza è uno dei luoghi più imitati e fotografati al mondo.

Piazza San Marco e il Campanile

In una città come Venezia dove tutto è piccolo e stretto, arrivare a San Marco vuol dire finalmente riuscire a respirare. La Basilica di San Marco con le sue cupole, incorniciate dalle Procuratie accolgono il visitatore e lo ricompensano della fatica fatta per essere finalmente arrivato al cuore di Venezia. A lato della Basilica, si sviluppa Palazzo Ducale che sembra quasi tuffarsi dalla Riva degli Schiavoni e finire direttamente nel Canale. A fermarlo ci sono le colonne di San Marco e di San Todaro, che danno il benvenuto a chi giunge nella piazza dal mare. Da questa posizione si apre la vista sulle isole di San Giorgio e della Giudecca, che salutano dalla laguna.

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Ventiquattrore a Venezia sono veramente poche, ma se volete vederla veramente tutta tutta c’è un solo modo: mettetevi in fila e salite sul Campanile di San Marco. La salita dura poco meno di un minuto in ascensore e una volta arrivati in cima un vento gelido e tagliente sfida i visitatori in qualsiasi periodo dell’anno. Non scoraggiatevi ed affacciatevi alla balconata, da lì potete veramente vedere cos’è Venezia e perché turisti di tutto il mondo, scrittori e poeti di tutte le epoche e persone di ogni estrazione sociale prima o poi sentono il bisogno di visitarla.

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Se vi abbiamo incuriositi, mettete nello zaino una macchina fotografica, una sciarpa e tanta voglia di perdervi… Venezia vi farà innamorare di lei a tal punto da vorrete tornare a trovarla altre mille volte ed ogni volta lei vi accoglierà e vi farà scoprire un volto nuovo!

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