Avignone 2019

Ah, il fascino della Provenza. È tanto tempo che ve lo dite: il prossimo viaggio voglio farlo tra i campi di lavanda del sud della Francia. Ma poi, non succede mai. C’è da prendere l’auto, scegliere un itinerario, e poi prenotare gli alberghi nelle varie tappe… Ma con noi di Nuok, è molto più semplice di quello che può sembrare, facendo base in una città inaspettata ed eccezionale: Avignone. Dall’Italia si arriva in treno (date un’occhiata alle offerte di SNCF) con poco più di cinque ore di viaggio se partite da Torino e un solo cambio a Lione.

I fondamentali

C’è qualcosa di magico qui, qualcosa che è fuori dai circuiti turistici (a differenza della vicina Arles), e che rende il viaggio ancora più speciale. Avignone è custodita in un cerchio di mura del ‘300, accarezzata su un solo lato da uno spesso tratto del fiume Rodano. I palazzi monumentali e le strade lastricate del centro hanno una sfumatura ocra particolare: all’ora del tramonto diventa oro, per poi raffreddarsi, lasciando trasudare nuance violette come la lavanda provenzale che pervade l’aria. È una delle città più belle di questa parte di Francia. Il suo simbolo? Il ponte dimezzato di Saint-Bénezet.

La storia

Se amate la storia, qui troverete pane per i vostri denti, perché Avignone fu sede del Papato nel Medioevo. Tutto ha avuto origine nel 1305 quando venne eletto Papa il francese Clemente V, arcivescovo di Bordeaux. Non mise mai piede a Roma per via di tensioni e guerre intestine, e quattro anni più tardi decise di spostare ufficialmente la sede papale. Da allora al 1377 ci furono nove papi: sette avignonesi e due scismatici. In rue Dorée c’è un bellissimo murales che li ricorda, opera di un’artista avignonese, Agnès Saint-Gal de Pons.

Oggi il colossale edificio che li ha ospitati è considerato il più grande palazzo gotico d’Europa. Alzatevi presto la mattina e andate a passeggiare nel suo grande parco Rocher des Doms. La salita vi regalerà una vista mozzafiato sui tetti, sulla campagna circostante, sulle acque del fiume e sulla vicina Ile de la Barthelasse, un’isola collegata alla terraferma da una navetta fluviale gratuita.

Il clima

Pensate ad Avignone come una città afosa e piena di zanzare in estate? Niente di più sbagliato. In città c’è tantissimo vento, continuo. Si tratta del Maestrale, il principale di tutti i venti, e si ha quando correnti di aria polare o artica irrompono nel Mar Mediterraneo occidentale dalle coste della Provenza. In queste circostanze, le masse d’aria provenienti da Nord si incanalano lungo la valle del Rodano. Amico dei navigatori e di noi nuoker esploratori, è un vento estivo che alleggerisce di parecchio il caldo. Se state pensando dunque al periodo migliore per partire, sicuramente l’arco tra aprile e ottobre è l’ideale.

Colazione e design

Per iniziare a prendere confidenza con la città, potete iniziare dall’arteria principale dello shopping, rue de la Bonneterie. Ci sono molti negozi delle grandi marche, ma anche divertenti botteghe di giocattoli, vestiti e oggetti di design, come Vox Populi al civico 35. Entrate in questo locale lasciato volutamente in penombra, e passate tra luci a stelo minimaliste, fantasmi di meduse sotto teca, teschi e carte da gioco come bigliettini da visita, fino ad arrivare al bistrò, dove non vi negheranno un caffè per iniziare bene la mattina, in compagnia del cane della proprietaria.

La combo negozio e area ristoro non è strana ad Avignone, e in agenda, se vi piace lo shopping accompagnato da una pausa al tavolo, dovrete segnare anche Le Nid al 7 di rue des Trois Faucons. Tra le marche francesi vendute, c’è anche Papier Tigre, sogno di tutti gli amanti di cancelleria hipster. Date un’occhiata (e se il vostro soggiorno ad Avignone è lungo, sappiate che qui dentro c’è anche un centro di yoga).

Vi è venuta una certa fame e siete in cerca di una lauta seconda colazione? Sulla stessa strada, al 21, c’è Café tulipe, un baretto hipster che propone buone miscele da consumare senza fretta con il Chemex, e un’ottima selezione di cookie con grani di cioccolato e cheesecake artigianali sempre fresche. Un angolo di New York, insomma, ma dalle irresistibili note provenzali. Prendetevi il giusto tempo, che si riparte stavolta alla scoperta dei mercatini rionali.

I mercati

Tovaglie a fiori, profumi di erbe di campagna, marmellate casalinghe, pomodorini gialli e rossi. Tutto è così allegro, spensierato, leggero. A questo link, troverete tutti i mercati più belli suddivisi per categorie, giorni e cittadine. Avrete solo l’imbarazzo della scelta. Tutti i sabato mattina, ad esempio, sotto la caratteristica tettoia in ferro battuto di Place des Carmes dalle 8 alle 13 troverete un delizioso mercato di coltivatori e apicoltori diretti.

La fortuna di avere come base di Avignone è soprattutto avere la possibilità di muoversi agilmente in treno. Con i TGV in men che non si dica puoi raggiungere i grandi centri come Marsiglia, ma anche quelli più piccoli come la preziosa Isle-sur-la-Sourge, con i suoi canali, i germani reali e le antiche ruote idrauliche in legno ricoperte di muschio. A ridosso della stazione ci sono un centinaio di antiquari, aperti soprattutto nei fine settimana estivi. Approfittate idella domenica mattina per visitare questa perla poco conosciuta, quando ospita anche un grande mercato di frutta, verdura e artigianato locale. Tra i banchi potrete trovare anche qualcosa da mangiare nei piccoli giardini verdi sull’acqua. L’abbinamento fromage et baguette è il più gettonato. In caso vogliate fare foto, chiedete prima, nessuno ve lo negherà ma l’educazione è sempre ben vista. Anche ai bizzarri fiori di carciofi!

Oltre ai mercati, tenete d’occhio anche gli eventi di Avignone e dintorni, come il Festival dei vini Côtes du Rhône, con degustazioni generose e piatti di ostriche per una decina di euro. Si tiene nello spiazzo adiacente alla gotica chiesa Saint-Didier, parchetto delizioso dove passeggiare tra arbusti e fiori e bacini quadrati d’acqua (acqua che noi abbiamo trovato rossa, come in un set di Dario Argento).

I teatri

Dal 1947 ogni estate in città si tiene il Festival d’Avignon, dedicato al teatro, con un numero incredibile di spettacoli che si spalmano su tre settimane. Spettacoli, opere, balletti, letture, mostre, film, dibattiti. E tantissimi artisti di strada pronti a intrattenerti. Ma l’attività continua tutto l’anno: il centro è letteralmente costellato di minuscoli teatri. La viuzza più artistica è Rue des Teinturiers, dove scorre un corso d’acqua con ponticelli, ruote e grandi alberi… Vi sembrerà di essere un po’ come ne Il favoloso mondo di Amélie.

Sembra di essere fuori dal tempo, in effetti. Tutto è bizzarro, fermatevi a vedere i dettagli: la corteccia militare dei grandi platani, gli uccelli allegri che ne animano le fronde, e i curiosi animali scolpiti nella pietra delle panchine.

La pausa pranzo ve la consigliamo da Coeur D’Artichaut, cuore di carciofo: la cucina usa solo ingredienti freschi e a chilometro zero, e cambia menu ogni giorno, a seconda di quello che trova nei mercati e dai suoi produttori di riferimento. La formula piatto principale e dessert è a 12 euro, un vero affare per corpo, mente e portafoglio. Ricordatevi di passare a prenotare, perché è sempre piuttosto affollato.

Le opere d’arte

E ora, un po’ di cultura. Iniziate dal Musée Angladon, che custodisce la collezione di Jacques Doucet, stilista e grande amatore delle opere d’arte. Il piccolo museo è ospitato dentro l’antico hôtel de Massilian, un grandioso edificio seicentesco che già da solo merita la visita. Nelle sue stanze, c’è tutto quello che serve per rimanere a bocca aperta: Degas, Manet, Sisley, Picasso, Modigliani, Van Gogh e Cézanne, solo per nominarne alcuni. Come andare al MoMA, al Prado e al Louvre in un colpo solo.

Che poi, l’arte ad Avignone è ovunque. Badate ai tanti trompe-l’œil alle (finte) finestre e sui muri dei palazzi storici. La riconoscete, lassù, la matrigna di Biancaneve ad esempio?

Le gite fuori porta

Villeneuve-les-Avignon è il centro medievale dirimpettaio, raggiungibile in dieci minuti con il bus. Qui si trova la superba Certosa di Notre-Dame-du-Val-de-Bénédiction: immersa nel verde e in un silenzio religioso, è anche sede di uno dei più importanti centri di scrittura drammaturgica.

Fermatevi dentro la Cappella degli Affreschi, un’abside a cinque spioventi i cui muri hanno conservato begli affreschi realizzati da Matteo Giovannetti, pittore italiano chiamato dai papi Clemente VI e Innocenzo VI.

In alternativa, in mezz’ora di treno verso sud potrete raggiungere la cittadina di Arles, resa immortale dai pennelli di Vincent van Gogh e Paul Gauguin. Ha dei colori incredibili: le persiane, i muri, le stradine. Con ogni probabilità, è la città più fotogenica del mondo. E non a caso è anche la sede dei maggiori eventi dedicati alla fotografia, come lo storico appuntamento Les Rencontres d’Arles. Unico neo: è estremamente turistica e le fregature nei ristoranti sono dietro l’angolo. Potrete cavartela alla grande solo da Le Monde de Sophie, gestito da due donne splendide che cucinano prelibatezze dolci e salate. Provate i loro muffin alla banana.

L’ora di cena

Torniamo a parlare di cibo, e vediamo adesso le proposte per un più sostanzioso pasto serale. La cucina ad Avignone è eccezionale. Ne sono la prova la cucina francese di Chez Lulù, la spagnola del Le Barrio, l’americana di Le Potard, la casalinga (ed economica) a base di tartine di Ginette et Marcel.

O la marocchina di Le Riad.

E ancora, quella creola delle Antille de La Kase à Rom.

Per un dolce di fine serata, passate invece da La Flourdiliz, per una crêpe bretone all’arancio candito e cioccolato, che vi infiammeranno sotto i vostri occhi con del liquore.

Il dopocena

Per finire il pasto (anche se viene inserito tra gli aperitivi nei menu) conceditevi un Pastis 51 oppure Ricard, con una nota in più di liquerizia rispetto alla dominante anice. Per un bicchiere di vino invece, c’è il bar del Cinéma Utopia all’ombra delle mura interne del Palazzo dei Papi. Fatevi consigliare: gli avignonesi sono molto aperti e disponibili a venirti incontro, anche se non masticate bene il francese.

Infine…

Ancora una dritta. Accanto al ponte di Saint-Bénezet, sulla vostra sinistra, c’è un piccolo campo di lavanda che fiorisce all’inizio dell’estate. Se non avete tempo di fare un tour organizzato (e costoso) fino all’altopiano di Sault ai piedi del Mont Ventoux, questa è un’alternativa economica e a portata di mano. Almeno una foto tra i caratteristici fiorellini viola è assicurata, insomma. E visto che è nelle vicinanze, dopo raggiungete Tom Tip per un caffè espresso da cento e lode.

Qualche altra dritta utile.

Per fare la spesa: Carrefour City Avignon, 23 Rue de la République (ma copritevi bene, che sembra di scendere in una ghiacciaia).

Per chiedere informazioni: Office de Tourisme d’Avignon, 41 Cours Jean Jaurès, anche solo per procurarvi una bella piantina della città.

Per portare a casa souvenir: Boutique Fragonard, 20 Rue Saint-Agricol, costoso ma merita un salto, così come tutti i negozietti di questa via.

Per prendere il treno: Gare d’Avignon Centre, Boulevard Saint-Roch, da non confondere con l’omonima stazione dei TGV poco più distante.

Su Google Maps abbiamo preparato una mappa dei posti citati che potrà aiutarvi a muovervi in città, soprattutto se è la vostra prima volta.

Buona scoperta.

Guida e foto a cura di Alice Avallone.
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