Strand and the City

Per chi ama i libri lo Strand 105 più che un nome è quasi un indirizzo. Di certo, per chi vive in Città, lo Strand non è soltanto una libreria, ma un luogo di frequentazione particolare, un’interpretazione dell’oggetto libro e, ancor più, un modo di essere di New York. Fondata nel 1927 da Ben Bass e situata oggi all’angolo tra Broadway e dodicesima strada, lo Strand attira anche l’attenzione dei distratti: la tenda rossa che corre intorno ai carrelli esterni coi libri in offerta a un dollaro è il segno inconfondibile di questo luogo: 18 miles of books contenuti su piani e falsi piani, tra libri nuovi offerti al 50 per cento e libri usati, rari (lo Strand 105 possiede la collezione più grande della Città), reminder e occasioni speciali. Una misura impressionante, quasi 29 chilometri di libri, un cartaceo percorso le cui cifre sono riportate tanto sulla tenda quanto sui gadget di questa libreria-culto. Non è un caso che una marca altrettanto cult del mondo dell’abbigliamento come American Apparel, da sempre celebre per le sue linee monocromatiche, accolga tra le sue tinte unite il marchio Strand 105.

Per chi se lo fosse chiesto, il nome di questo bookstore rimanda a una celebre strada londinese che va da Trafalgar Square e si snoda verso est fino a raggiungere Fleet Street all’altezza di Temple Bar. A questa strada, Edward Lear dedicò uno dei suoi celebri nonsense in cui un rozzo abitante di Anerley se ne va a spasso con due maiali in mano per ritornarsene via, senza che nulla sia accaduto veramente, a fine giornata:

“There was an Old Person of Anerley, / Whose conduct was strange and unmannerly; / He rushed down the Strand / With a pig in each hand, / But returned in the evening to Anerley.”

Il contrasto che si crea tra le maniere poco signorili dell’uomo di Anerley e la prescelta location è certamente voluto da Lear, dato che nel secolo XIX l’anglosassone Strand era un luogo ben noto della City: publishing street e ritrovo di intellettuali inglesi, una sorta di rive gauche anglaise, stando anche al significato del termine strand, “the land bordering a sea, lake or river.” Se si considera, infatti, la vicinanza della strada alle sponde del Tamigi, sembra esser questo il più probabile dei quattro lemmi riportati dall’Oxford English Dictionary. Di un tale carattere à la page, la libreria della Città sembra davvero aver trattenuto qualcosa: lo Strand rappresenta non soltanto una meta attualissima, ma anche l’unico sopravvissuto di una storia del passato che ha il suo inizio alla fine del secolo XIX sulla 4th Avenue. Lungo quel “meridiano” si sviluppava la cosiddetta Book Row, una fila di quarantotto librerie estesa per sei isolati che andava da Union Square. ad Astor Place e di cui lo Strand entrò a far parte nel 1927: all’epoca una vera e propria Book City dentro New York.

Per trovare la tenda rossa dello Strand 105 serve prima di tutto la formula seguente: 14 St-Union Sq L-N-Q-R-W-4-5-6. Si tratta delle linee della metropolitana che fermano a Union Sq., uno dei centri nevralgici della scacchiera. Ritrovata la superficie e imboccata Broadway, basta camminare per due isolati vero sud perché alla coda dell’occhio non sfugga l’impressione di una grande e continua superficie rossa che ripara vetrine e carrelli.

Raggiunta oggi la veneranda età di 83 anni, lo Strand 105 non dimostra affatto la sua età. Basta entrare e perdersi per un po’ tra file e piani di volumi per cogliere l’aspetto più elegante del luogo: una vicenda di colori e segni grafici che rendono lo Strand 105 un’istallazione degna di un graphic designer. Forse è per questo che la libreria offre al pubblico books by the foot, un’originale trovata che permette di affittare o comperare libri al “piede”, ossia ogni trenta centimetri circa, con tanto di specifiche richieste tematiche. Una sorta di vanitas vanitatum che non appare per nulla vana alla Città.

Diego Bertelli



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