STELLE E STRISCE: Silvia Mastrangelo

silviaSilvia Mastrangelo, autrice e sceneggiatrice

:: Benvenuta su Nuok, Silvia! Come nascono questi meravigliosi viaggi di Conquà? Intanto grazie per i meravigliosi… “I viaggi di Conquà” nascono da una mia grande passione, i viaggi, e dalla voglia di trasmetterla ai più piccoli iniziando da mio figlio di 4 anni che me ne ha dato, inconsapevolmente, lo spunto creativo: è lui infatti il Nico della collana e suo è l’orsetto Conquà, che fin dalla più tenera età chiamò così per significare, io penso, la sua forte idea di possesso nei suoi confronti (Conquà nel senso di “qua con me” e con nessun altro).

:: Hai scritto sia per adulti (Un posto al sole, Vento di Ponente, Agrodolce, Cuori rubati, ecc), che per bambini (ad esempio le Winx, Ondino, i Bibi, Teendays – andati in onda in Rai in questi anni). E’ più difficile raccontare storie ai grandi o ai piccini? Sono due cose diverse. Ai grandi racconti cose di cui hanno già una conoscenza più o meno accentuata: loro si riconoscono, o almeno dovrebbero farlo, nelle storie che scrivi e nei personaggi di cui scrivi. Invece coi più piccoli, che sono un territorio inesplorato anche per se stessi, è come se ogni volta creassi un mondo nuovo nel momento in cui loro ti leggono o fruiscono delle tue storie in tv. C’è più partecipazione creativa nei bimbi: tu puoi raccontare loro quello che vuoi ma poi sono loro che ci mettono tanto di sé, nelle storie. Questo naturalmente non limita la creatività di chi scrive, anzi… la esalta, se è possibile. Dal punto di vista prettamente formale devi metterti nei loro panni, devi provare a parlare come loro, liberandoti dei nessi causa-effetto o spazio-temporali di cui i ragionamenti di noi adulti sono invece zeppi… Insomma, è tutto molto divertente ma anche molto, molto difficile!

:: La prima immagine che ti viene in mente se diciamo New York. Che cosa rende magica qusta città? L’incredibile varietà di persone. Le forti contraddizioni ma anche il forte senso di appartenenza che i newyorkesi hanno nei confronti della loro città. I meravigliosi spazi verdi e il fatto che trovi sempre il posto giusto per ogni cosa tu voglia fare, anche e soprattutto coi bambini! Le nostre città sono stupende dal punto di vista architettonico, culturale, estetico… ma danno l’idea di essere un po’ paludate, legate alla tradizione. New York invece ti sembra sempre rinascere con una diversa vocazione e io, ogni volta che ci sono andata, mi sono sempre sentita diversa a seconda degli stimoli che la città mi ha dato. Spero che questa sua incredibile capacità di stupire, sempre e comunque, emerga dalle pagine del mio librino!

:: Esiste ancora il Sogno ed il mito americano? Ultimamente, purtroppo, il mito americano ha preso le sembianze più di un incubo che di un sogno (vedi partecipazione alle guerre, questioni morali, economiche e sociali non del tutto limpide e cristalline e così via…) ma se intendete il fascino di certa letteratura e soprattutto di certa musica, quella esiste ancora, eccome! Diciamola così, per tornare con un flash ai bambini: se un domani mio figlio mi dicesse che vuole provare a realizzare i suoi sogni lontano da qui, sarei felice scegliesse come sua “patria d’adozione” una città stimolante e viva come New York!

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