
Paolo Ruffini, conduttore televisivo e attore italiano. Fa parte del cast di La prima cosa bella, l’ultimo film di Paolo Virzì.
:: Caro Paolo, benvenuto su Nuok! Ci consigli il posto di New York dove andare per divertirsi sicuramente. Ciao! Senza dubbio ovunque a Soho, là caschi sempre bene!
:: In “Natale a New York” fingevi di essere uno studente modello invece ti davi al cazzeggio. La lavorazione di una commedia del genere com’è? Una risata continua o invece molta serietà? Che ricordi hai di quell’esperienza? In realtà sul set ci si diverte sicuramente, ma ci sono anche tempi da rispettare, e persone che lavorano duramente per ore. Quindi la risata c’è ma viene sicuramente dopo la serietà e la professionalità, soprattutto ad un livello del genere. Lavorare con mostri sacri come De Sica o Neri Parenti è motivo di immensa soddisfazione. Faceva ridere che ogni tanto in mezzo a tanto slang c’era qualche romano e diceva “an vedi chi ce stà, De Sica!”
:: Ora sei nei cinema con “La prima cosa bella” di Paolo Virzì, anche lui come di Livorno. Vi conoscevate già? Com’è stato lavorare con lui e con un cast così importante? Io e Paolo siamo amici praticamente da sempre, e ho debuttato con lui sul grande schermo, con “Ovosodo”, nel 1997. Sono orgoglioso di aver partecipato ad un’opera del genere, e soprattutto sono felice di aver dato vita ad un personaggio un po’ differente da quelli che avevo interpretato fino adesso, un ruolo un po’ più “serio” ma non serioso. Per questo ringrazio Paolo Virzì per aver pensato a me.
:: Molti italiani vedono gli Usa come la terra delle mille opportunità: per te è così? Nonostante i molti scivoloni perchè resiste il sogno americano? Gli USA, mantengono inalterato il loro fascino per la molteplicità di impulsi culturali che li contraddistinguono, a tanti livelli. La situazione economica del nostro paese è sicuramente poco felice e porta inevitabilmente a guardare altrove, a cercare ambienti lontani dove le proprie capacità vengano valorizzate adeguatamente. A New York è tutto più immenso. Noi abbiamo un parco e lì c’è Central Park. Noi abbiamo un cartone di latte da un litro, là ci sono “damigiane” da 5 litri.
Allo stesso modo anche la cultura è amplificata, basti pensare al MoMA. Con lo stesso principio sono di più anche le possibilità e la probabilità di successo. Chi è sveglio e ci sa fare e non ha paura di stare lontano da casa, non deve fare altro che entrare e mordere la grande mela. E’ la città dei sogni… Ma purtroppo io non riesco a stare troppo tempo senza cacciucco.. : )



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