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Stelle e strisce: Nina Zilli

04 agosto 2011

Il singolo 50mila la rende una delle cantanti più trasmesse in radio, al Festival di Sanremo numero 60 vince il premio della critica con L’uomo che amava le donne e il suo primo cd Sempre lontano diventa un must. Ladies and Gentlemen ecco a voi Nina Zilli, piacentina che ha maturato la sua identità musicale tra New York e Chicago a suon di R&B, Reggae, Motown e Soul senza dimenticare le melodie della canzone italiana anni ’60. Se vi siete persi il successo radiofonico Stay Soul, su Radio2, non dovete fare altro che riascoltarvi le repliche che gireranno per tutto agosto.

photo credit: alessandra greca

:: Immaginiamo che parte del materiale che hai fatto girare nel tuo Stay Soul, su Radio2, è arrivato direttamente dall’America?

Ovviamente sì. Tutto quello che avete sentito proviene dai miei vinili e i miei vinili, in particolare quelli americani, sono stati tutti acquistati oltreoceano. La chess, la sun, la motown, la stax ecc..ecc.. un po’ da Amoeba Records a San Francisco e Los Angeles, un po’ a Manhattan, un po’ a Menphis. E una valanga a Chicago, nel mitico negozietto di Val. Non importa dove si acquistino, l’importante è farli girare su un piatto, magari di un bel brionvega, proprio come ho fatto io, dagli studi Rai di Milano.

:: Raccontaci la prima volta a New York City…

Era il 4 luglio. Ho guardato i fuochi d’artificio da uno dei ponti che danno sul New Jersey, non ricordo quale, ero arrivata negli States da un paio d’ore, con il jet leg che si faceva sentire parecchio. È stata un’esperienza mistica, mi girava la testa e mi si chiudevano gli occhi dal sonno. Devo ancora capire se ho i visto i fuochi più spettacolari della  vita mia o se quelle forme mastodontiche e colorate siano state una mia fantasia onirica. Conoscendo gli americani e le loro imprese faraoniche,  la prima!

:: I tuoi posti del cuore a NYC e perchè?

Central Park perchè è il cuore pulsante più silenzioso della Grande Mela.  Harlem perché è lì che cantava Billy Holiday ed è lì che il miglior jazz ha preso forma! 
Il Village e il Meatpacking District (oggi è molto modaiolo). Era il quartiere in cui abitavo. Arte ovunque, dagli Off Broadway ai concerti più underground della City.

:: La pazzia più pazza nella città che non dorme mai?

Le pazzie più pazze erano e sono riservate ai 21 years old and over… Non ero ancora maggiorenne per la legge americana… ma per fortuna esistono quelle che loro chiamano “fake id”!

:: Parliamo di cibo: dov’è che ti piace andare?

Negli States ho scoperto la buona cucina asiatica. Andavo spesso in un vietnamita b.o.b (bring your own booze) che avevo sotto casa. Ogni tanto mi mangiavo un’americanissima bistecca, a taglio “new york strip” e “totally rare”, oppure mi piaceva andare nei vecchi diner, quelli con gli stessi arredamenti e camerieri di 50 anni fa. Quelli in cui ti fanno l’hamburgher come si deve, l’apple pie della nonna e gli smoothies.

:: Sei un’icona glamour. Potrai darci senz’altro consigli di shopping newyorchese…

Beh, una sola risposta: la 5th avenue. Soprattutto nella zona dei negozietti vintage, che adoro!

:: New York e l’America in generale quanto ha influito nel tuo modo di fare musica?

Molto. Arrivavo dall’Italia con l’amore per il beat e il rock’n roll, tra Chicago e New York ho passato un milione di ore nei negozi di vinili, scoprendo i suoni e gli artisti che ancora oggi amo. Sono impazzita per la motown, la stax, la philly, studio one…ecc..ecc..

:: I locali di musica dove sei andata o ti piacerebbe suonare?

Mai andata perché minorenne, ma sarebbe divino suonarci: il Blue note di NY e l’House Of Blues di Chicago.

:: Broadway e i musical. Ne hai visto qualcuno o hai visto show che ti sono particolarmente piaciuti?

Ho visto Doctor Jackill e Mr Hide, interpretato dal cantante degli Skid Row: non ci potevo credere, un metallaro ripulito, con il codino impomatato e il vibrato di Frank Sinatra!

:: Cosa dobbiamo aspettarci da Nina Zilli?

Per tutta l’estate, per chi si è perso Stay Soul, di sentirmi in replica su Radio2! Poi una serie di incalcolabili variabili, e sicuramente un disco.

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