STELLE E STRISCE: Giuseppe Gagliardi

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Giuseppe Gagliardi, regista e sceneggiatore italiano, autore di cortometraggi, documentari, film e videoclip musicali. Il suo primo lungometraggio La vera leggenda di Tony Vilar è stato presentato il 15 ottobre 2006 alla Festa internazionale del cinema di Roma ed il 30 aprile 2007 al Tribeca Film Festival di New York.

:: Benvenuto su Nuok Giuseppe! Cos’hai pensato quando hai visto New York per la prima volta? Era tanto diversa da come la immaginavi? Ho pensato che era il posto dove volevo vivere, l’ho sentita subito vicina. Ho avuto la sensazione che potesse essere il luogo dove stare il maggior tempo possibile. Non mi aspettavo quest’impatto.

:: Nel tuo divertentissimo mockumentary “La vera leggenda di Tony Vilar” hai fatto recitare (e ballare!) un gruppo di italo-americani del Bronx che sembravano tante fotocopie di Tony Soprano: ci racconti qualcosa di quella esperienza? Come ha reagito il pubblico del Tribeca Film Festival? È stato un’esperienza centrale per il mio lavoro. Un road-movie tra Buenos Aires e New York sulle tracce degli italiani è stato il punto di partenza per raccontare la nostra storia, lontano dall’immaginario della valigia di cartone. Girare a New York è come per un musulmano andare alla Mecca. Ogni singola inquadratura rimanda alla storia del cinema. Gli italiani del Bronx, poi, ci hanno dato una grande carica. Le loro facce, i loro anelli e la loro lingua mista ci hanno regalato grandi momenti, sia davanti che dietro la macchina da presa. Personaggi straordinari come Tony Pizza con le sue 34 pizzerie aperte e subito chiuse, o Frank Bastone, maitre di altri tempi che saluta tutti per Morris Park Avenue il lunedì mattina, stretto nella sua giacca bianca elegantissima, con una sigaretta 100’s tra le labbra.

L’invito al Tribeca Film Festival è stato un momento straordinario. Il mio è un piccolo film fatto con poche risorse. Avere l’onore della Selezione Ufficiale è stato molto emozionante.

:: Secondo te esiste ancora il sogno americano? Non ho mai capito cosa sia veramente. Credo che esiste una città straordinaria come New York. Ma non credo che inseguire questo sogno a Minneapolis sia la stessa cosa.

:: Cosa invidi al cinema americano, e cosa invece pensi che abbiamo in piu’ noi europei, e gli italiani in particolare? Il cinema americano ha permesso a cineasti straordinari di poter fare un grandissimo cinema all’interno di un’industria solida, con grandi mezzi. Un cinema a metà tra le esigenze autoriali e i compromessi del mercato. Questo da noi forse non accadrà mai. Tuttavia qualcosa si sta muovendo. Bisogna sperare che possa nascere una nuova generazione di produttori illuminati.

:: Segnalaci un film ambientato a New York che ti e’ particolarmente caro, e dicci perche’. È difficile scegliere. Ne cito uno vecchio e uno più recente: Raging Bull e The 25th Hour. Rigorosi e spumeggianti.

:: La cosa piu’ strana che hai visto o che hai fatto a New York. Non prendere la multa con la macchina presa a noleggio dal produttore.

:: Il tuo posto preferito a New York. Il barber shop di Sal, su Mulberry Street: ha dovuto affittare metà del negozio ai Cinesi. Sono divisi solo da una vetrata e questo ti fa sentire la vera anima della città: New York è di tutti.

:: Puoi anticiparci qualcosa dei tuoi nuovi progetti? Sto preparando un film dal titolo TATANKASKATENATO, ambientato nelle palestre di Marcianise, la più gloriosa scuola di boxe italiana. É la storia di un ragazzo che riesce a salvarsi grazie al pugilato dalle fauci della camorra. É con la boxe che diventerà uomo. L’etica della boxe è etica antimafia. Ha delle regole diametralmente opposte a quelle adottate dalla criminalità organizzata. C’è il rispetto per l’avversario, ti abitua a non reprimere la rabbia ma a sfogarla, e, soprattutto, si vince solo con tattica, talento e cervello. La sceneggiatura è tratta da un racconto di Roberto Saviano.

Leonardo Staglianò

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Tatanka Scatenato
Roberto Saviano su L’Espresso



Commenti (1)

  1. [...] Hai lavorato in due film di Giuseppe Gagliardi, “Doichlanda” e “La vera leggenda di Tony Vilar”, in cui siete entrati in [...]

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