
Giuseppe Silvio Tazzioli nacque il 1883 a Piandelagotti, zona detta Canalaccia, sull’Appennino tosco-emiliano in provincia di Modena. Dopo un soggiorno in America nei primi del novecento Giuseppe si inventò un mestiere: lo Stregone. Quella che segue è una storia vera.
Lo Stregone della Canalaccia era alto, biondo e sporco. Viveva in completo isolamento, in una baracca con alcune capre in mezzo al bosco. Complice lo sguardo misterioso, per la gente del posto era un uomo magico: faceva intrugli di erbe e strani riti, e si faceva pagare in natura. Formaggi, conigli, galline – ma non solo. Pare che si chiudesse per ore nella sua stanza con alcune delle sue clienti più affezionate e molto ben disposte nei suoi confronti!
Pettegolezzi a parte, dal blog Verdi Orizzonti scopriamo un aneddoto divertente:
Parecchie persone si rivolgevano a lui per risolvere vari problemi, in particolare per combattere il malocchio. Un mio conoscente, convinto di avere proprio il malocchio, decise di recarsi dallo stregone per allontanarlo. Lo stregone non pretendeva certo denaro, anche perché a quei tempi difficilmente, in montagna, si maneggiavano soldi, ma accettava un comodo pagamento in natura. Questo cliente gli portò così una gallina e un coniglio, che gli diede prima dell’inizio della preziosa consulenza. Lo stregone, ricevuto l’onorario, si applicò a fare un rito: chiuse il cliente dentro alla sua casa, che più che casa era una sorta di capanna, e poi prese un bastone e cominciò a correre intorno ad essa pronunciando strane formule.
Chissà perché il povero cliente, chiuso nella stamberga, cominciò ad impaurirsi, tanto che, terminato il rito, dopo che lo stregone aprì la porta e lo fece uscire, invece di aspettare il responso corse via velocemente e cadde dentro a un letamaio, sprofondando fino alle ginocchia. Sentendo tutto quel trambusto, il proprietario del letamaio accorse e, vedendo l’uomo lercio ed impaurito, gli disse: “Stai tranquillo, cadere nel letamaio porta fortuna!”.
Perchè ne stiamo parlando su un portale dedicato agli italiani a New York? Beh, perché anche lo Stregone della Canalaccia, nei primi del novecento sbarcò nella Grande Mela.
Luigi Bonaldi, veterinario appassionato di storia e tradizioni locali, nel 2005 ha scritto addirittura un libro dedicato a quest’uomo, Lo stregone della Canalaccia:
Conosceva lo spagnolo e l’americano. Imparò l’arte del guaritore dagli sciamani indiani d’America e, successivamente, ebbe come maestro un esperto in materia di nome Secondo Tornado.
Vi è chi sostiene che il fratello Settimo sia stato un guaritore più forte di lui. Nato alla Canalaccia, emigrò a diciassette anni e otto mesi negli USA, visse tra lo stato di Washington e la California, dove fece fortuna. Morì nel 1948 a sessant’anni, ad Alameda, cittadina posta sulla baia di San Francisco.
Maria Pia Cavallini ci aggiunge un altro mistero:
Pare addirittura che avesse aiutato Guglielmo Marconi in America, nella realizzazione delle telecomunicazioni radiotelegrafiche con l’Europa e che avesse inventato un ‘cannone’ capace di abbattere, con una gittata di 30 transfere, gli aerei nemici nella guerra d’’Africa, arma però disdegnata da Mussolini.
Abbiamo curiosato nell’archivio di Ellis Island: molte cose non tornano, e questo rende il personaggio ancora più misterioso! L’unico Giuseppe di Frassinoro (entrambi i nomi mal scritti nel documento) era sposato ed arrivò nel 1906 a 39 anni. Questo non coinciderebbe con la sua data di nascita: dovrebbe avere 23 anni.

Se poi andiamo più a fondo, curiosando tra il registro originale, scopriamo ben di più.

Era diretto a Porland (Oregon), con 80 dollari, da suo zio Zeffirino. Potrebbe essere un indizio. Nell’Oregon esiste una grande tradizione di sciamani indiani, tra cui la Burns Paiute Tribe of the Burns Paiute Indian Colony of Oregon. E’ una possibilità.
Andando avanti con le ricerche, abbiamo ritrovato anche il fratello, Settimo Tazzioli. Qui le date coincidono: lui arrivò a marzo del 1906, e lo Stregone Giuseppe lo raggiunse in effetti successivamente (come dichiarato sul libro di Luigi Bonaldi), ad agosto dello stesso anno. Settimo Tazzioli era diretto verso la costa ovest a Seattle, con 30 dollari.

Alla fine, lo Stregone dopo aver imparato l’arte americana, tornò alla Canalaccia. E’ molto curioso scoprire dunque che tra i tanti italiani sbarcati ai piedi della Statua della Libertà, c’era anche questo uomo dai capelli biondi e unti, che si pensava già un mago. Ed ancora curioso è che già all’inizio del ’900 funzionava come oggi: i talenti fuggivano in America per imparare il mestiere, e poi tornavano in Italia portando le loro conoscenze ed una ventata di innovazione.
Ma questa storia ci dice anche un’altra cosa: Giuseppe tornò in Italia e morì povero e sconosciuto. Settimo rimase in America e fece fortuna, diventando ancora più popolare del fratello. Un segno? : )


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