Siete stufi del solito sushi o degli onnipresenti ristoranti italiani a New York? Allora il locale che fa per voi è senza dubbio l’ Ear Inn, una storica taverna che serve cucina locale casalinga a prezzi onesti, la migliore birra e quell’atmosfera da vecchia locanda di porto di mare ormai scomparsa altrove. L’Ear Inn non è un posto turistico e questo e’ il primo di molti aspetti che lo rendono speciale.

Di solito, dopo un pomeriggio di shopping a SoHo, mi piace fare quattro passi lungo l’Hudson ed all’altezza di Spring St., trovarmi con qualche amico in quest’antica locanda. L’edificio è del 1817 e per il Nuovo Mondo stiamo parlando quindi di un posto antichissimo, nonchè patrimonio storico-culturale della città. Si tratta della casa di un certo James Brown, che a detta del menù, pare fosse un aiutante di colore, addirittura, di Gorge Washington e che avesse fatto fortuna commerciando tabacco. Considerando che nella Grande Mela buttano giù tutto dopo neanche cento anni, il fatto che questo palazzetto a due piani sia ancora in piedi incastrato tra i building è, credetemi, una specie di miracolo.
Mi piace sedermi al bancone del bar, verso le 7 quando ancora il locale non è affollato e la musica è morbida come le chiacchiere degli avventori e davanti ad un meraviglioso boccale di Brooklyn Lager, mi piace immaginarmi quando qua fuori ci arrivava il fiume, oggi ritiratosi di qualche yarda e c’erano i moli in legno e le navi dirette in Cina ed in California ancorate. Quando il locale si chiamava semplicemente Bar Inn ed era un bordello frequentato da marinai di ogni sorta che entravano a sollazzarsi con il whiskey e le donne.
Gli uomini dietro al bancone e le donne che servono ai tavoli, all’inizio ti danno l’impressione di modi rudi, ma poi non appena l’interroghi sulle pietanze, si dimostrano gentilissimi e ti illuminano sulla lavagna con tutti gli specials del giorno. Io adoro il filetto di manzo “medium rare” guarnito con purè di patate e verdure. Abbondante, genuino e da leccarsi i baffi. Ma anche il pesce è ottimo; salmone, tilapia, zuppe con gamberi in stile Louisiana. Insomma tutti piatti tipici americani, preparati in maniera autentica. Se siedi al tavolo nella saletta ti allietano l’attesa, mai lunga, con pastelli a cera e tovaglie di carta da scarabocchiare come quando avevi 6 anni.
In effetti l’Ear Inn ricorda molto sia una barca sgangherata di legno, con i suoi pavimenti storti, gli oblò e le stampe di vecchi battelli affissi alle pareti, sia un vero e proprio orecchio, con la sua forma ingarbugliata e la disposizione degli oggetti alquanto casuale. Ma prima di essere un luogo affascinante e ricco di storia, L’Ear Inn è uno dei migliori ristoranti americani della Grande Mela. Durante il proibizionismo divenne un bar clandestino, l’insegna fu tolta e per anni rimase un posto senza nome, ma conosciuto da tutti come The Green Door ed il motto era “Rinomato da Costa a Costa”. Una piccola sala da biliardo con bisca clandestina, senza musica nè donne. Nel 1977, la B di Bar dell’insegna ripristinata fu dipinta in modo da divenire una E e da qui Ear Inn, come Orecchio, piccolo stratagemma per salvare il vecchio neon.

Dopo aver goduto delle gustose vivande e buttato giù un whiskey da vecchio lupo di mare, non ci resta che proseguire la serata nel Greenwich Village che è proprio dietro l’angolo. Scoprite un luogo davvero fuori dal tempo e chissà, magari ci scappa pure l’occasione per fare due chiacchiere con qualche simpatico fantasma, che si dice si aggiri ancora fra i minuscoli tavolini storti e il bancone del bar.
Con meno di 20 dollari, incluse mance e tasse, prendi un piatto di carne con contorno ed un boccale di birra. Ed e’ tutto davvero buono. Da 1 a 5 nel complesso vale 5+ per me.
Per piu’ info www.earinn.com


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