Oggi a New York: Tommaso Majonchi

:: Ciao Tommaso! Raccontaci brevemente di te e della tua professione! Sono un giovane fotografo italiano. Nato a Firenze e traferitomi nelle Marche in giovane età ho studiato fotografia allo IED di Torino e alla School of Visual Art di NY. Al momento lavoro in Italia ma vorrei presto allargarmi verso i mercati esteri. Prediligo la ritrattistica e la moda ma realizzo anche fotografie di prodotto.


foto tommaso majonchi

:: Che cosa hai pensato durante i primi giorni a New York? Beh, come tutti penso di essermi trovato dentro un film, sembrava un posto che conoscevo benissimo, come se ci fossi cresciuto e allo stesso tempo era un posto da scoprire ogni giorno. NY è sicuramente una metropoli ma con tutti i suoi cambiamenti tra quartiere e quartiere sembra sempre di essere in una piccola realtà e questo ti fa sentire a casa.

:: Come cambia la professione di fotografo negli States? E’ tutto triplicato. Attrezzature, persone coinvolte negli shooting e nell’organizzazione e, per fortuna loro, anche gli ingaggi. Tutte le procedure sono applicate alla regola, sia come burocrazia che come organizzazione e ogni figura è chiamata in causa per la sua professionalità. Inoltre l’idea che ho avuto lì quando studiavo è che la scalata sociale per i giovani è facilitata. In Italia, se vuoi fare il fotografo, la vita è abbastanza dura, non hai canali per l’ingresso al mondo del lavoro e non hai possibilità di scalata sociale. Per prima cosa non esiste una laurea riconosciuta in fotografia, inoltre, noi fotografi, siamo valutati principalmente per i clienti che abbiamo o per le persone che abbiamo fotografato, ma per fotografare persone importanti ed avere importanti clienti ci viene richiesto di averli già nel portfolio, insomma, un cane che si morde la coda! Negli States i giovani sono visti come una risorsa e si può passare velocemente da assistente a fotografo.

:: Quale è stata la tua prima fotografia scattata nella Grande Mela? Un tombino che fumava sulla 5th Avenue: con il cellulare! Sono rimasto di stucco quando ho visto che esistevano veramente.


foto tommaso majonchi

:: Esiste davvero il Sogno Americano? Probabilmente si, anche se gli States sono pieni di difetti e contraddizioni. Per noi giovani europei, liberi professionisti, rimane complicato provare a vivere il sogno americano: le restrizioni dei visti sono molte e fin quando non hai lavori commissionati direttamente è difficile lavorare. Penso inoltre che l’Europa potrà dare altrettante possibilità ai giovani tanto quanto gli Stati Uniti, anche se l’Italia rimane il fanalino di coda del continente.

:: Come sono visti gli italiani in America? C’è il culto degli Italiani a New York: siamo visti come i veri artisti, capaci di dare una visione umanistica a qualsiasi cosa. In effetti noi europei (come gli asiatici) abbiamo una visione più aperta e personale, mentre gli americani hanno una tecnica incredibile ma spesso si incanalano in stili omogenei.

:: Il tuo posto segreto a New York? Senza dubbio la Promenade a Brooklin Hights, sono un romanticone : )

Link
www.tommasomajonchi.com



Lascia un commento