Oggi a New York: Stella Toppan

1. Benvenuta su Nuok, Stella! Raccontaci qualcosa di te; cosa ti ha portato a New York?

Grazie! Sono un’attrice, originaria del lago di Como, ma mi sono trasferita a New York tre anni fa per proseguire i miei studi e consolidare la mia carriera teatrale e cinematografica.

Mi sono recentemente diplomata presso “The Lee Strasberg Theatre and Film Institute”, dopo un corso durato due anni.

2. Hai studiato teatro sia in Italia che negli Stati Uniti: quali sono le differenze che più ti hanno colpito?

Sono state due esperienze totalmente diverse, anche se il metodo che ho approfondito è lo stesso. In Italia ho studiato recitazione prima a Milano e poi a Roma, e posso dire che il rapporto che si crea con gli altri studenti e con gli insegnanti è molto speciale. Diventi parte di una famiglia; si crea un’intimità – un’unione potrei dire – che permette di liberarsi di pregiudizi e barriere per far emergere la propria personalità, quella vera e unica. L’impatto che ho avuto con la scuola Americana è stato l’opposto. La società americana è molto individualista, e spesso mi sono ritrovata a sentire il bisogno di una guida, o di più supporto. Nonostante questo, sono felice della scelta che ho fatto, e la rifarei, perché sono maturata artisticamente e ho avuto la fortuna di formarmi con grandi insegnanti all’interno di un contesto internazionale molto stimolante.

3. A New York ti sei avvicinata anche al mondo del cinema: com’è successo?

E’ successo per caso, e non avrei mai immaginato di provare così tante emozioni e soddisfazioni nel processo creativo di dirigere un film. Ho seguito una bellissima classe di storia del cinema, in cui vedevamo e analizzavamo parecchi film. L’insegnante era molto bravo, e le discussioni appassionanti. Mi si è aperto un mondo nuovo, che volevo assolutamente scoprire e di cui volevo fare parte. E quando poi la scuola ha deciso di avviare un nuovo corso di regia, mi ci sono subito fiondata, realizzando così i miei primi cortometraggi.

4. Perché hai scelto di vivere a Williamsburg? Cosa ti piace di questo quartiere?

Adoro Williamsburg! E’ stato amore a prima vista. Williamsburg è un quartiere originariamente industriale che nel tempo è diventato il fulcro della scena alternativa newyorkese, creando uno stile tutto proprio, molto riconoscibile. E’ popolato da artisti di ogni genere, gli hipsters, come li chiamano gli americani: giovani attratti dalla cultura indipendente (musica, arte, film) e a cui piace andare controcorrente… Ma senza sforzo, mi verrebbe da dire. Se dovessi descriverli direi che possiedono quasi tutti la bicicletta, praticano yoga, mangiano prevalentemente organico e vegetariano, bevono birra locale e amano tutto ciò che è vintage; i marciapiedi di Williamsburg sono pieni di mercatini che vendono di tutto, dai libri a vecchie Polaroid a mobili. Gli elementi che contraddistinguono i ragazzi sono il baffetto curato, i tatuaggi e gli occhiali da vista giganti, alla Johnny Depp, mentre le ragazze ostentano uno stile eccentrico, molto old-fashioned.

5. Qual è il tuo posto preferito nella Grande Mela?

Uno dei posti in cui amo rintanarmi è il Drama Book Shop, una libreria che è letteralmente un paradiso per chiunque sia interessato alle arti e allo spettacolo. Qui puoi trovare davvero di tutto: testi teatrali, spartiti musicali, libri sul cinema, giornali indirizzati ad attori con un sacco di audizioni… Diciamo che mi siedo su un divanetto e passo il mio pomeriggio leggendo. Un altro posto che amo molto è Second Stop Cafè; in questo locale si respira un’aria accogliente e calorosa, e spesso hai la possibilità di incontrare persone super interessanti. E poi è proprio sotto casa… Insomma, una vera chicca.

6. Quali sono i tuoi progetti futuri? Abbiamo saputo di una collaborazione con Abel Ferrara, puoi anticiparci qualcosa?

Insieme ad altri quattro attori italiani ho da poco formato una compagnia teatrale, “La Bottega”, con l’intento di promuovere il teatro italiano qui a New York. Cominceremo presto a produrre spettacoli itineranti, portando in scena testi di importanti autori italiani, ma in seguito intendiamo aprirci anche alla recitazione in lingua inglese, e alla realizzazione di progetti cinematografici. Per quando riguarda Abel Ferrara, sì è vero, avrò presto modo di lavorare con lui su un paio di film; il primo riguarderà i single a New York, mentre il secondo si intitola “Pericle, il Nero”. Abel è una persona squisita, che stimo molto, e con cui mi diverto sempre un sacco. Ogni volta che lo incontro non posso fare a meno di pensare che tutto questo è possibile solo a New York!

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Commenti (1)

  1. [...] Strand Books suggerito da Andrea e il Drama Book Shop, “una libreria che è veramente un paradiso per chiunque sia interessato alle arti e allo spettacolo”, a detta di Stella. [...]

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