Oggi a New York: Paola Melle

:: Benvenuta su Nuok, Paola! Ci racconti brevemente di te e di come nasce we:plan?

Mi chiamo Paola ho 34 anni e sono di Bologna. Nel 2006 è iniziata l’avventura we:plan insieme a Roberta, la mia socia. Lavoravamo insieme in un’agenzia di comunicazione per la quale abbiamo seguito insieme diversi eventi. Nel 2005 il mio matrimonio mi ha illuminato! Orientarsi nella giungla dell’infinita offerta di fornitori, organizzare tutto alla perfezione conciliando lavoro ed emozioni è stato molto difficile, anche per me che “ero del mestiere”. Mi sono resa conto che se avessi avuto l’aiuto di una professionista sarebbe stato tutto molto più facile e probabilmente sarei riuscita a realizzare tutte le idee che mi ero prefissata. Da qui l’idea di colmare un “buco nel mercato” – almeno per quanto riguardava Bologna – e proporsi come wedding planner: consulente per l’ideazione di un evento indimenticabile, punto di riferimento per alleggerire gli sposi del carico di fatiche e dare loro la possibilità di godersi pienamente il giorno del matrimonio. Il mio obiettivo era ed è tuttora realizzare i sogni dei nostri sposi. In poche parole è un lavoro meraviglioso!


Palmhouse. Foto di Paola Melle

:: Come cambiano i gusti in fatto di matrimonio tra italiani ed americani?

Gli italiani sono molto legati alle tradizioni e difficilmente rinunciano a lunghi festeggiamenti dove la buona cucina resta protagonista indiscussa, perchè una vera festa non si può definire tale senza sedersi attorno a una tavola per degustare in compagnia dei propri invitati del buon cibo, ancora meglio se servito in abbondanza. La maratona culinaria è ancora di gran moda nel Sud Italia. Nel nord gli invitati non tollerano cene più lunghe di 2 ore e si comincia a guardare con interesse al cocktail party! Ma sempre con un occhio alla tradizione. Purtroppo i dettagli non sono sempre ritenuti importanti e spesso sono poco curati: molti ancora preferiscono affidarsi a servizi e allestimenti standard, privi di personalità, anche in un’ottica di contenimento dei costi.

Qui a New York ho visitato nelle scorse settimane un evento dedicato al matrimonio e posso dirvi che la cura di certi dettagli è quasi maniacale. Il famoso “effetto wow” sembra realmente l’imperativo dei ricevimenti a stelle e strisce. Quello che in Italia è ancora difficile da “capire” è che per stupire i propri ospiti non necessariamente si deve fare affidamento su effetti speciali quali l’arrivo in mongolfiera o un esercito di elefanti; è l’insieme armonioso, l’originalità dei piccoli dettagli realizzati anche con materiali semplici, che regala all’ospite la sorpresa di un evento indimenticabile.


Ingresso Giardino Botanico. Foto di Paola Melle


Metropolitan Pavillion. Foto di Paola Melle

:: Quali sono le ultime tendenze? Esiste ancora il mito del matrimonio a Las Vegas?

Il mito di Las Vegas non credo potrà mai tramontare. Le coppie che la scelgono come meta per il proprio matrimonio mettono al primo posto il divertimento e in un certo senso una ricerca estrema di piacere e originalità e forse anche un po’ di trasgressione. In questo senso i fan di questo particolarissimo matrimonio ci saranno sempre.

E mentre noi italiani veniamo qui per cercare di uscire dalla tradizione e dal nostro passato per “sposare” le nuove tendenze, sono ancora tantissimi gli americani che scelgono l’Italia come meta per il proprio matrimonio. Coppie che vengono in Italia perché sicuri di trovare storia, antiche tradizioni, tanta cultura e soprattutto (questo credo valga un po’ per tutti) buon cibo. Il fascino che esercita il nostro paese è ancora fortissimo! E noi con la nostra agenzia siamo al loro servizio: pronti ad accogliere tutte le coppie di stranieri che desiderano un vero matrimonio made in Italy!

:: Che cosa ti piacerebbe importare in Italia da New York? E viceversa?

Non sapete quanto invidio alle coppie americane la voglia di osare per il loro grande giorno! In Italia sono davvero poche le coppie, anche le più giovani, che decidono di optare per formule di ricevimento più dinamiche, scelte di allestimenti più originali e colori sgargianti: dal fucsia al giallo, dal verde acido all’azzurro. In America noto maggiore spregiudicatezza in tal senso. Così come sarebbe meraviglioso poter celebrare cerimonie anche in location meno convenzionali, abitudine ormai consolidata qui da queste parti e invece molto lontana dai canoni del matrimonio in Italia.

Cosa porterei a New York? Sarò banale ma naturalmente la buona cucina e i prodotti artigiani di alta moda!


Cherry Esplanade. Foto di Paola Melle

:: Ci consigli un paio di locations da sogno per un matrimonio nella Grande Mela?

Ho organizzato in questi giorni una visita al Giardino Botanico di Brooklyn per vedere gli spazi che propongono per i loro matrimoni. Beh, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Per un ricevimento al coperto la Palmhouse, una grande serra coperta, davvero strepitosa.

Per la promessa all’aperto il viale di ciliegi, il Cherry Esplanade, toglie il fiato soprattutto in aprile tutto fiorito è uno splendore!

L’evento wedding che ho visitato si svolto in questo bellissimo loft sulla 18° street in direzione west, il Metropolitan Pavillion. Strutture di questa tipologia a Bologna sono praticamente inesistenti e quindi per me è stato ossigeno puro!



Commenti (2)

  1. [...] ricordate la nostra chiacchierata con Paola Melle? Bene, sul blog di we:plan ha pubblicato un gustosissimo resoconto sulle migliori cupcakes della [...]

  2. [...] vi ha detto sì? Auguri! Prima di trovarvi un espertissimo wedding planner, date un’occhiata a queste partecipazioni [...]

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