:: Benvenuta su Nuok, Laura! Raccontaci brevemente di te!
Intanto grazie per l’ospitalità sulle vostre pagine, è un immenso piacere! Che dire di me, da che ho memoria ho sempre avuto una macchina fotografica in mano, anche se non è stato immediato rendermi conto che era di fotografia che volevo vivere, è stato un percorso graduale, che si è sviluppato parallelamente alle diverse esperienze che ho vissuto, fondamentalmente dagli anni dell’università in poi.
Oggi mi occupo di fotografia praticamente ventiquattr’ore su ventiquattro e lo faccio da diversi punti di vista. Come fotografa in primis, seguendo alcuni progetti legati alla mia ricerca personale. E da un anno anche come responsabile di Spazio Labo’-Centro di Fotografia, uno spazio dedicato alla fotografia che ho fondato e aperto a Bologna gennaio 2010 insieme al mio compagno d’avventura Roberto (Alfano), anche lui fotografo. A Spazio Labo’ noi due ci occupiamo praticamente di tutto quel che concerne l’organizzazione delle nostre attività (mostre, incontri, corsi, ecc) e siamo anche docenti, insieme ad altri fotografi che collaborano con noi.

Laura De Marco - foto di Roberto Alfano
Ho sempre avuto gli Stati Uniti nel cuore dalla prima esperienza di studio vicino a Boston ai tempi del liceo e poi ho approfondito la mia conoscenza con il paese vivendo un anno in California durante l’Università. Il primo incontro con la città di New York è stato proprio di ritorno da Los Angeles, nel 2003. Amore a prima vista, da allora sono tornata per brevi periodi quasi ogni anno sino al 2009 quando ho vinto il MaeCrui per un tirocinio al consolato d’Italia di Park Avenue e ho avuto così la possibilità di vivere cinque mesi a Manhattan (sulla centodecima, ad Harlem) e realizzare il sogno di studiare all’ICP, modello ideale di Spazio Labo’. Questa esperienza ha ha ampliato la mia visione generale del modo di intendere e approcciare la fotografia e ha totalmente cambiato anche il mio modo di concepirne l’insegnamento. L’importanza e l’attenzione data alla fotografia negli Stati Uniti, e a New York in particolare, purtroppo è di gran lunga superiore a quella attribuitale in Italia al momento e per questo è importante cercare di importare in qualche modo il loro modello. E’ così che io e Roberto abbiamo iniziato a pensare a come riuscire a portare questo diverso approccio in Italia, per divulgare e condividere quanto da noi imparato e visto. Sul mio sito è possibile conoscermi un po’ meglio.
:: Che cosa è Spazio Labò? Come nasce l’idea?
Spazio Labo’ è un centro dedicato alla fotografia che ha sede in centro a Bologna ed è stato fondato come associazione culturale da me e da Roberto Alfano a gennaio 2010. Entrambi fotografi, provenienti da esperienze fotografiche diverse ma con la stessa passione e visione, entrambi con percorsi di studio a New York alle spalle, ci siamo resti conto che nella città in cui viviamo mancava uno spazio aperto e indipendente dedicato esclusivamente alla fotografia e così abbiamo deciso di aprirlo noi e buttarci in questa avventura che è Spazio Labo’.

Un momento di condivisione durante un workshop con Antonio Manta a Spazio Labo'
L’obiettivo principale di Spazio Labo’ è quello di diffondere la cultura della fotografia a trecentosessanta gradi e di diventare un punto di riferimento per la fotografia, a Bologna ma non solo. A tale proposito siamo impegnati su diversi fronti: quello della formazione, con un’offerta didattica di ampio respiro – tra corsi e workshop – rivolta sia a chi prende la macchina fotografica in mano per la prima volta sia a chi è già esperto e lavora su progetti autonomi, sia amatore o professionista; quello della proposta culturale, con numerosi eventi culturali dedicati al mondo della fotografia, come incontri con gli autori, presentazioni di libri, seminari, lectures, letture portfolio e così via; quello dello spazio espositivo, siamo infatti anche una galleria di circa 100 mq che propone mostre che spaziano dai grandi autori nazionali e internazionali ai giovani fotografi emergenti, lasciando anche posto ai lavori che verranno realizzati dagli studenti e dai fotografi che graviteranno intorno allo Spazio; quello progettuale, che prevede la creazione di laboratori dedicati alla produzione fotografica in relazione a diverse tematiche e generi, con la finalità di far nascere nuovi lavori che potranno poi scaturire in mostre o pubblicazioni.

Claudio Corrivetti parla del suo lavoro di editore, Spazio Labo', 13 dicembre 2010
All’interno dello spazio è anche presente una libreria specializzata con una accurata selezione di libri e riviste perché crediamo fermamente che la fotografia, anche oggi, nasca per essere fruita soprattutto su carta. Insomma, Spazio Labo’ è un centro con diverse sfaccettature con al cuore la fotografia e il suo mondo! Maggiori informazioni su di noi e su quello che abbiamo fatto nel nostro primo anno di vita, possono ovviamente essere reperite sul nostro sito.
:: Il 3 aprile 2011 scade il vostro bando. In che cosa consiste la vostra offerta?
Il 3 aprile 2011 scade il bando per l’assegnazione di 3 borse di studio che permetteranno a tre giovani fotografi emergenti under 30 di partecipare gratuitamente ad uno dei workshop di fotografia che fanno parte di un progetto di Spazio Labo’ a cui teniamo moltissimo che si chiama “Photography Workshop in New York”.

Backstage della prima edizione di ”Photography Workshop in New York City” 2010
Contestualmente alla nascita di Spazio Labo’ abbiamo infatti ideato questo progetto che è legato al discorso di prima dell’importanza di “importare il modello statunitense” in Italia e che ha come principale obiettivo quello di far scoprire il mondo della fotografia newyorchese – e americana in generale – al pubblico italiano. Fondamentalmente l’idea è di organizzare ogni anno, tra maggio e giugno, dei workshop di fotografia – due o tre – che si svolgono a New York, durano una settimana cadauno e sono condotti da fotografi professionisti di fama internazionale, newyorchesi e italiani, che scegliamo di anno in anno.

Backstage della prima edizione di ”Photography Workshop in New York City” 2010
Il workshop è inteso come momento di crescita fotografica personale per chi vi partecipa: è un’esperienza intensa che in una settimana porta ognuno a realizzare, vedendolo nascere e crescere, un proprio progetto per le strade di New York a stretto contatto con la guida dei docenti e in un clima di scambio e confronto reciproco con il resto del gruppo. Io e Roberto fondamentalmente trasferiamo per un mese il quartier generale di Spazio Labo’ sotto il ponte di Williamsburgh, dove si trova lo splendido loft all’interno del quale si svolgono gli incontri quotidiani dei workshop. Nel 2010 si e’ svolta la prima edizione del progetto che e’ stata ricca di soddisfazioni, per noi, per i docenti e soprattutto per i partecipanti. Pochi mesi dopo il rientro in Italia abbiamo organizzato presso Spazio Labo’ una mostra collettiva dei lavori realizzati da tutti ed e’ stata un’occasione bellissima per rivivere quanto vissuto a NY e per prepararci per l’edizione 2011.

Backstage della prima edizione di ”Photography Workshop in New York City” 2010
Quest’anno proponiamo tre workshop nel periodo che va dal 14 maggio al 5 giugno: dal 14 al 20 maggio Donna Ferrato, pilastro della fotografia newyorchse, condurrà “In Plain Sight”; dal 22 al 28 maggio toccherà al team di Erica McDonald e Andrew Sullivan – con noi anche lo scorso anno e riconfermati perche’ tra i migliori insegnanti con cui abbiamo avuto modo di lavorare per la capacita e la voglia di far emergere “la voce” di ogni singolo partecipante – con il workshop “The Personal Documentary”; e infine dal 30 maggio al 5 giugno sarà la volta di “New York Report”, il workshop condotto dal fotografo Davide Monteleone, fotografo pluripremiato, e da Maurizio Garofalo, uno dei migliori photo editor italiani. All’interno di ogni workshop sono previsti interventi di altri fotografi e professionisti del settore che servono ad arricchire ulteriormente di stimoli e a fornire diversi punti di vista sulla fotografia.

Backstage della prima edizione di ”Photography Workshop in New York City” 2010
Ogni workshop prevede poi una serata conclusiva, aperta al pubblico e alla quale cui viene invitata la community fotografica newyorchese, dove i partecipanti mostreranno i lavori realizzati nel corso della settimana: un ulteriore stimolo e obiettivo che la classe si pone sin dal primo giorno di workshop. Invitiamo sin d’ora tutti voi di Nuok e chi ci legge a partecipare, le sarate saranno il 20 maggio, il 28 maggio e il 5 giugno, dalle 19 in poi…. per l’indirizzo scriveteci a info@photoworkshopnewyork.com!

Backstage della prima edizione di ”Photography Workshop in New York City” 2010
Sul sito del progetto è possibile leggere tutti i dettagli dei singoli workshop 2011, visionare i lavori realizzati la scorsa edizione, scaricare il bando per le borse di studio e scoprire come partecipare (i workshop sono aperti a tutti, fotografi amatori o professionisti, italiani ma anche stranieri, di qualunque età): photoworkshopnewyork.com.
:: C’è qualcosa di New York che proprio non ti aspettavi?
Probabilmente il senso di totale armonia con la città che si percepisce fin da subito camminando per le sue strade e parlando coi suoi abitanti. A New York mi sono sentita a casa, come se ci avessi sempre vissuto, sin dal primo momento.
:: Qual è la prima foto che hai fatto nella Grande Mela?
Molto probabilmente è stata una foto all’interno di qualche stazione della subway, uno degli spazi che da subito mi hanno affascinato immensamente e sul quale ho successivamente iniziato un progetto, tuttora work in progress. Ma la foto “mia” più vecchia di cui ricordo benissimo anche il momento dello scatto e’ stata fatta ad Ellis Island, una veduta con pellicola in bianco e nero dal parco dell’isola con una piccolissima statua della libertà sullo sfondo…
:: Che cosa importeresti in Italia da New York? E viceversa?
Una domanda che mi sono spesso posta io stessa! Quando sei a New York ti trovi di continuo a trovare aspetti che immediatamente sogneresti di avere anche in Italia, dalle cose più concrete come magari certi tipi di locali o servizi a quelle più intime come il modo di relazionarsi delle persone, il principio della meritocrazia, la voglia di condivisione e certi aspetti di senso civico della popolazione che comunque appartengono all’America in generale…
Dall’Italia a New York? Forse l’aspetto artigianale legato ad alcune nostre tradizioni culturali, legate al cibo in primis…so che e’ banale ma un buon piatto di pasta fatto in casa con gli ingredienti freschi che si trovano da noi a volte può mancare anche in una città dove si trova tutto come New York!
:: Il tuo posto preferito a New York.
Domanda difficilissima! La prima risposta che mi viene in mente è Central Park, l’oasi in cui mi rintano quando voglio osservare la città da lontano… ma le risposte più personali sono sicuramente due: il rooftop del palazzo su Kent ave (Williamsburgh) dove vivono moltissimi fotografi che frequentiamo e il Fanelli’s Cafe’ di Soho, il primo locale dove ho voglia di rintanarmi appena metto piede a JFK!


Lascia un commento