Oggi a New York: Giorgio Casu

:: Benvenuto su Nuok, Giorgio! Raccontaci come sei arrivato fino a New York e di quando una tua opera è entrata alla Casa Bianca! In Sardegna insegnavo in un istituto superiore e lavoravo in un centro psichiatrico come educatore. Mi annoiavo, così a 26 anni decisi che la cosa più divertente da fare: girare il mondo. La prima cosa, pensai, è imparare l’inglese. Così partii per l’inghilterra, dove ho passato due anni in un college a Leeds a studiare inglese per la Cambridge University e nelle ore libere cominciai a dipingere su tela.

Quando ormai parlavo inglese benone e cominciai nuovamente ad annoiarmi anche là, partii per un viaggio di due anni e mezzo on the road, on the boat, on the sky per Thailand, Australia, Indonesia e Fiji. Stavo bene in Australia. Facevo immersioni, surf e tante mostre; organizzavo eventi teatrali e collaboravo con festival. Conobbi Layla Love – una fotografa americana che mi disse che a New York ci si divertiva, che c’era un sacco d’arte e surf anche lì. Così nel novembre del 2007 partii per New York City.

Layla un giorno mi disse che stava andando a Washington per esporre delle foto alla Casa Bianca in occasione di un evento pro Haiti. Mi disse anche che le sarebbe piaciuto far vedere un mio quadro, che dipinsi in occasione dell elezione di Obama come Presidente. Quando l’organizzatrice dell’evento venne nel mio studio, si innamorò del ritratto. Il lunedì successivo lo portarono alla Casa Bianca, dove piacque molto, tanto che mi chiesero se fossi interessato a farlo diventare parte della permanent collection of the White House. E così accettai.

:: Dal fumetto ai dipinti: quanta America c’è nei tuoi lavori? Hai artisti americani di riferimento o che ami particolarmente? Ho sempre amato i fumetti, tanto che quando me lo chiesero fondai un’associazione culturale di fumetto in Italia con quattro amici: Chine Vaganti. Ho anche scritto la mia tesi di laurea sui potenziali espressivi del fumetto. Una tesi sperimentale. Quando poi cominciai a dipingere su tela continuai a proporre soggetti comics style. Nei miei quadri entrano parti di tutto ciò che vedo e che mi influenza. L’America e gli artisti americani sono sempre stati molto presenti – ed ora immagino ancora di più. Cito Basquiat per la spontaneità della sua espressione artistica che, in alcune produzioni, piace vivere anche a me.

:: Esiste davvero il sogno americano? Che cosa ha New York che non si trova in altre città del mondo? Il sogno americano esiste forte e vibrante. Qui le opportunità di fare e farsi conoscere sono illimitate, tutto puo succedere overnight. New York ha la capacità di rigenerarsi ogni giorno, non si ferma mai a ragionare e quando lo fa, un po’ si annoia e scalpita. Preferisce muoversi. I momenti più pesanti a New York sono quelli in cui non sai cosa fare e stai a casa annoiato, come se avessi perso un treno. I momenti più leggeri invece sono quelli in cui viaggi alla sua stessa velocità, come se stessi seguendo un flusso d energia. Take it or leave it.

:: Ci consigli una buona galleria d’arte nella Grande Mela? Jonathan Levine Gallery, l’avanguardia degli ultimi anni è tutta là…

:: La tua citazione preferita è… What goes around comes around… eventually ; )

:: Progetti futuri? Una mostra a New York con il mio gemello Giovanni, l’artista piu bravo che io abbia mai conosciuto, e una con Layla Love – la mia amica fotografa che conobbi un Australia, che sfortunatamente adesso sta lottando contro una malattia rarissima che le sta facendo perdere la vista.

Link
www.giorgiocasu.com



Commenti (2)

  1. Complimenti, un ottimo articolo che mi riempie di gioia per l’amico Giorgio.

    Ho sempre invidiato Giorgio per il suo talento innato, ma sopratutto per aver avuto la forza di inseguire i suoi desideri. Partire “on the road, on the boat, on the sky “ non è da tutti, almeno qui in Italia.

    In bocca al lupo a Giorgio per la sua mostra ma soprattutto a Layla, per la sua personalissima lotta.

    Ciao
    Luigi » LuVi Weblog
    La mente è come un paracadute, funziona solo se si apre

  2. [...] Questa prestigiosa location, offerta da The Corcoran Group, ha dato l’opportunità all’International Migration Art Festival (IMAF) di promuovere i lavori artistici di due talenti italiani che vivono a New York, Michela Martello e Giorgio Casu – che abbiamo avuto la fortuna di intervistare per voi qualche mese fa. [...]

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