:: Benvenuto su Nuok, Francesco! Raccontaci brevemente di te! Che cosa ti ha spinto oltre oceano?
Sono originario di Pescara, sono cresciuto con la passione per i videogiochi e per i film, specialmente quelli carichi di effetti speciali visivi (guerre stellari, indiana jones, ritorno al futuro, ghostbusters etc.) e ho deciso di farne una professione. Mi sono laureato a L’Aquila presso l’Accademia dell’Immagine in Scienze Cinematografiche, dove ho avuto il piacere e l’onore di avere come professori professionisti del settore quali Ennio Morricone, Dante Ferretti, Alessandro Bencivenni, Luciano Tovoli, Michele Placido, etc. Mi sono quindi trasferito nel 2008 a New York per un master in Animazione 3D ed Effetti Speciali.

Dopo la graduation alla NY Film Academy nel 2009, sono stato assunto in California per una internship che si è trasformata in lavoro su quella che e’ poi stata la mia prima pellicola, Clash of the Titans. Ho allo stesso tempo avuto modo di lavorare per Danny DeVito per il quale ho realizzato con i miei precedenti studios degli effetti in computer grafica per sua serie online horror splatter ‘The Blood Factory‘.
Da 2 anni vivo in California, dove lavoro come 3D Artist & Digital Compositor. Ho curato gli effetti speciali su Warrior (in uscita in tutto il mondo, Italia compresa, in Settembre 2011) e mi sono occupato fino ad ora di For Colored Girls di Tyler Perry con Janet Jackson e Whoopi Goldberg e Madea’s Big Happy Family, diretto, prodotto ed interpretato da Tyler Perry.
:: Quali sono le differenze tra il tuo lavoro in Italia ed in America?
La metodicità e la tecnica americana sono la prime (e direi forse anche le uniche) al mondo. Le pipelines vanno seguite in maniera religiosa, le deadlines sono sempre severissime e ti costringono a lavorare in ogni momento al 110%. L’approccio professionale ad ogni task e’ qualcosa di ammirevole e anche molto motivante. La meritocrazia poi ti fa sentire sempre apprezzato e tutelato, lavori con delle persone fantastiche, artisticamente uniche e preparate da ogni punto di vista.

Jim Morris, Los Angeles
In Italia il settore degli effetti speciali visivi ovviamente non è sviluppato come negli States, e avrei fatto sicuramente un’estrema fatica a posizionarmi, ma fortunatamente non ho mai dovuto affrontare simili preoccupazioni.
:: New York vs Los Angeles: chi vince?
Ho avuto la fortuna di vivere New York da studente ed e’ stato l’anno piu divertente della mia vita, nonchè il piu formativo dal punto di vista pre-professionale e personale. Ho lasciato moltissimi amici sulla East Coast, ma sfortunatamente (e quasi paradossalmente) è una città resa famosa dal cinema ma che ha davvero pochissimi production and especially post production
facilities. Di conseguenza trasferirmi in California è stato quasi inevitabile (nonchè assolutamente indolore visto che era comunque un mio sogno ed un mio obiettivo).

Renée Zellweger, Los Angeles
Della Grande Mela mi piace il clima internazionale, la nightlife, la genuinità delle persone (che in California sono un po’ piu superficali, specialmente in ambito hollywoodiano), ma ho trovato parecchio intollerabile il freddo mostruoso. Della California, non amo le enormi distanze ma adoro lo stile di vita molto tranquillo, il clima splendido 24/7/365 e l’oceano pacifico che ti permette di andare a surfare per disconnetterti dal mondo anytime. E poi il fatto di essere a Hollywood, che è la punta di diamante per quello che faccio. Per rispondere alla tua domanda, direi che considerando la mia esperienza personale se la giocano alla pari.
:: Consigliaci un posto da non perdere a New York ed uno a Los Angeles.
A New York mi piaceva molto Dumbo, in Brooklyn Heights, dove si nutre una vista meravigliosa del financial district e di gran parte dell’east side. A Los Angeles, quando ho qualche ora libera, adoro rifuggiarmi a Malibu con una frittura di pesce di fronte alle onde e tramonto del Pacifico o magari a surfare a Point Dume.
:: The King’s Speech ha vinto proprio ieri come Miglior Film: che cosa ne pensi? Sei soddisfatto?
Non mi ha lasciato molto soddisfatto a dire il vero. Gli Oscars sono sempre stati una manifestazione che premia la tecnica e mi ha davvero meravigliato non vedere Inception, a mio avviso un capolavoro artistico, vincere come Miglior Film. Per carità, The King’s Speech è un gran film, ma estremamente semplice da realizzare rispetto ad un Inception o comunque anche un The Social Network.

Danny Devito, Los Angeles
Inoltre The King’s Speech, seppur candidato -come Inception- e poi vincitore per l’original screenplay, è una versione estremamente rinnovata e simile di uno sceneggiato teatrale inglese (cosi come ammesso dal regista Hooper sul palco durante la sua premiazione per best directing) mentre Inception è completamente frutto della geniale mente di un grande artista e visionario cinematografico come Christopher Nolan (a mio avviso quasi allo stesso livello di James Cameron) lasciato questa sera a mani vuote.
Non discuto però la bravura di Colin Firth, che ha ampiamente meritato l’Oscar come miglior attore protagonista. Che dire, l’estrema meritocrazia americana dell’Academy colpisce ancora, andando a premiare una pellicola totalmente inglese già pluripremiata con sei BAFTA in UK.
:: The Social Network: film davvero meritevole oppure semplicemente sopravvalutato?
Un film davvero ben fatto a mio avviso, pulito e gradevole, testimonial del fattore e fenomeno Facebook. Anche David Fincher è stato uno dei tanti delusi di questa 83esima edizione degli Oscars, non vincendo ne’ miglior regista ne’ miglior film, ma a mio avviso il suo film ha vinto altrettante statuette (miglior montaggio, miglior colonna sonora e screenplay non originale) che comunque lo consolano un po’.
:: Il tuo film preferito di sempre.
Una delle domande da non chiedere MAI ad un appassionato di cinema che lavora di fatto in ambito cinematografico è proprio questa: il film preferito di sempre.

Brian De Palma, Venezia
Chi lavora nel cinema è sempre influenzato da parecchie pellicole, mai una. Posso tranquillamente dire che la prima trilogia di Guerre Stellari e quella di Indiana Jones sono i miei punti di riferimento per come sono nati i miei sogni, pero’ anche pellicole magari meno eclatanti del cinema francese, inglese ed italiano costituiscono parte del mio bagaglio culturale. Mi piacciono molto registi come Polanski, Godard, Truffaut, Leone, Hitchcock, Tornatore. Francesco Rosi ed il suo cinema d’inchiesta all’italiana poi sono una parte del nostro cinema che piu preferisco: non mi stancherei mai e poi mai di rivedere ‘Il Caso Mattei’ con Gian Maria Volonte’ o ‘Cadaveri Eccellenti’ con Lino Ventura.
:: I tuoi prossimi progetti?
Ho appena iniziato a lavorare su We the Peeples con Craig Robinson e Kerry Washington e mi sto dedicando anche a Abduction, in uscita in tutto il mondo a Settembre 2011, con Sigourney Weaver, Alfred Molina e Taylor Lautner di Twilight.


Complimenti Francesco! Sempre un grande!! :)
ma che bella storia!
[...] il tramonto emozionante. Fabio ci parla di Brooklyn Promenade dove va lì soprattutto al tramonto e Francesco di Dumbo, “in Brooklyn Heights, dove si nutre una vista meravigliosa del financial district e di [...]