Oggi a New York: Chiara Bernasconi

:: Benvenuta su Nuok, Chiara. Tu sei Digital Media Project Manager presso il MoMA. Di cosa ti occupi precisamente?

Coordino un team di otto persone che lavora al design e produzione del sito web del MoMA, chioschi interattivi, schermi digitali e applicazioni su supporti mobili. Di recente abbiamo contribuito all’organizzazione degli aspetti più tecnici della mostra Talk to me, l’ultima mostra di design che ha inaugurato la scorsa settimana sull’interazione tra persone ed oggetti. Sto anche lavorando alla costruzione di un sito solo per i soci del museo, e alla creazione di una piattaforma collaborativa per un magazine online sull’arte contemporanea che sarà ospitato sul sito del MoMA. Ormai anche ogni aspetto del museo è collegato in qualche modo al digitale, quindi nel nostro dipartimento non ci si annoia mai.

photo credit: Todd Shalom / Tutti i diritti riservati a Elastic City

:: Quale sezione del MoMA non ti stanchi mai di rivedere?

Le sezioni di fotografia e design, perchè ci sono sempre rotazioni di nuove opere e ogni volta che riesco a fare un salto nelle gallerie trovo lavori che non conoscevo. Solo il 4% delle opere nella collezione del MoMA sono esposte nel museo.

:: Fai parte anche del collettivo artistico l-i-n-e-a-r-o-s-s-a. Ce lo presenti?

l-i-n-e-a-r-o-s-s-a nasce dall’incontro con Francesca Divano e Sara Pettinella, come risposta ad un bisogno di proporre nuove prospettive artistiche attraverso un filo di idee e azioni che includono performance, installazioni, opere visive, installazioni di cibo, aperte a diverse variazioni a seconda delle materie, contesti, e condizioni. Si è appena conclusa una doppia rassegna di screenings intitolata Tempo scaturita da una riflessione sui ritmi della città. Ospiti della .NO gallery, abbiamo proiettato sulla vetrina della galleria su Houston Street video di artisti italiani e americani, e abbiamo invitato performers e musicisti a partecipare alle opening, per cui abbiamo creato delle food installations ad hoc. Abbiamo curato poi Contemporary Alchemy con opere di Andreco. La mostra, che chiuderà a fine mese, è incentrata sul rapporto tra uomo, natura e sui suoi rituali.

:: Progetti futuri?

Continuare a cercare un equilibrio tra progetti professionali e personali. Sicuramente ho intenzione di continuare a sviluppare collaborazioni per progetti creativi sul territorio. New York è il luogo ideale per sperimentare modalità creative e di collaborazione che sembrerebbero impossibili in altre città. In particolare perchè attrae le energie di artisti che se anche di passaggio da ogni parte del mondo hanno voglia di lasciare la loro impronta sulla città. Oltre al desiderio di creare un senso di comunità seppure temporanea e nomade, mi piacerebbe anche mantenere il confronto con l’Italia, magari organizzando una seconda residenza di artisti internazionali in Italia.

:: Che cosa hai pensato la prima volta che hai visto New York?

Che sarei dovuta ritornarci, questa volta a viverci, perchè è evidente che New York è un esperimento sociale incredibile, una città densa, piena di contrasti, di luoghi e persone eccezionali in ogni senso. Un anno vissuto a New York equivale a cinque in qualsiasi altra città.

:: Il tuo fine settimana ideale a New York?

Visto che durante la settimana i ritmi sono così intensi, il fine settimana preferisco trascorrerlo nel relax, un caffè o un brunch con un’amica e magari un pic nic nel tardo pomeriggio a Governors island. Anche se è vicinissima a Manhattan, prendere la ferry è già un po’ come andare in vacanza.

photo credit: Todd Shalom / Tutti i diritti riservati a Elastic City

:: Posto preferito?

Senza dubbio Coney Island, perchè è un luogo unico con quello che rimane della sua storia recente, luogo natale dei primi parchi di divertimento negli anni venti, e allo stesso tempo è il luogo americano per eccellenza, con i suoi contrasti estremi e l’accettazione di tutto ciò che è strano e fuori dalle norme. E’ un posto così importante per me, che ho deciso di organizzare un walk con l’organizzazione Elastic City, proprio a Coney Island, sul tema delle ombre.



Commenti (3)

  1. Davvero interessante! È bello vedere in quanti modi e posti gli italiani sanno portare la propria eccellenza. Il progetto l-i-n-e-a-r-o-s-s-a poi è semplicemente fantastico.
    Grazie per aver condiviso questa intervista.

  2. Laura

    Quello che ci hai raccontato è davvero molto intressante. Mi hai convinto a tornare a New York!

  3. [...] posto preferito di Chiara è Coney Island, Giulia, invece, ci consiglia Brigthon Beach “perché puoi sentire il rumore [...]

Lascia un commento