Oggi a New York: Camilla Fucili

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Ciao Camilla, benvenuta su Nuok! Raccontaci brevemente di te!
100% italiana ma ufficialmente americanizzata da un paio d’anni. Amo i particolari insignificanti e gli scontrini ((non chiedermi perche’, credo sia un disturbo ancora da diagnosticare)). Urbino e’ stata la mia prima casa, poi e’ venuta Firenze dove mi sono laureata in Disegno Industriale nel 2007 e un mese dopo New York.

Che cosa stai facendo in America?
Dallo scorso settembre mi sono trasferita a Providence e frequento il primo anno del Master in Industrial Design a RISD (Rhode Island School of Design).

Industrial design: che cosa è?
(( Ogni volta che rispondo a questa domanda mi vien detto con una smorfia in bocca o un ciglio arricciato: “You do what??” )) Letteralmente sotto il grande ombrello chiamato Industrial Design ci sta tutto cio’ che puo’ essere appunto prodotto industrialmente, ma e’ a parer mio una definizione vuota e anacronistica. L’Industrial Design come molte altre discipline ha oramai sfumato i suoi confini contaminando e contaminandosi con arte, grafica, illustrazione, architettura.. Niente rimane immutato: e’ un organismo vivente che reinventa continuamente se stesso, proprio come New York. Essenzialmente credo che il designer sia equiparabile alla figura del cantastorie.

Che cosa hai pensato la prima volta che sei stata a New York?
La prima volta che sono stata a New York era subito dopo la laurea. NY e’ stata proprio il mio regalo di laurea: due settimane nella grande mela, che si son presto tramutate in un anno. Mi ricordo che la prima cosa che ho notato sono stati gli odori, ancor prima di farmi venire il torcicollo. Camminare per le strade di NY e’ come farsi una passeggiata tra milioni di citta’, giri l’angolo e hai cambiato continente, e con lui cambiano i profumi.

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New York – Italia, che cosa ci manca?
Io non sopporto il disfattismo pessimista che circola in Italia. Tutti a lamentarsi e davvero pochi a far qualcosa. Il nostro e’ un paese che si vede grasso ma non si mette mai a dieta. Ci manca la mentalita’ propositiva che hanno qui. Ci manca la voglia di mettersi in gioco. Ci manca il coraggio di crearsele le opportunita’ senza aspettare che ci vengano date. Ma io sono una ottimista, so che prima o poi tutto cio’ verra’ fuori anche da noi.

E che cosa abbiamo in più rispetto a loro?
Abbiamo la storia. E non parlo di quella scritta sui libri, parlo dei muri delle citta’, delle sfumature delle colline. Siamo esposti ad una bellezza unica e che senza neanche rendercene conto riesce in qualche modo a plasmarci, ad entrarci dentro.

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Finiamo con i luoghi comuni, vogliamo la tua opinione!

- Gli americani mangiano male.
Non e’ che mangiano male, e’ che non capiscono che se A e’ buono e B e’ buono, questo non vuol dire che sia buono anche A piu’ B. Magari gli fai un buon risotto ai funghi e lo apprezzano davvero, ma poi te li vedi mettere il burro di arachidi nel pane per fare la scarpetta e allora capisci che non c’e’ niente da fare ((ogni riferimento a persone o fatti e’ puramente reale)).

- Gli americani non sanno fare il caffè.
Bugia! Gli americani non sanno fare l’espresso. Il caffe’ americano pero’ lo sanno fare ed e’ anche molto fashion andare in giro con occhiali extralarge e bicchierone di starbucks.

- Gli italiani all’estero si fanno sempre riconoscere.
Io parlo parlo, ma alla fine la foto col modello di Abercrombie me la son fatta fare   ; )

Grazie Camilla!



Commenti (4)

  1. Il D

    You Rock!

  2. HHAHA!
    Beh… onesta! Bella chiusura di intervista :D

    Dunque.. sono un traduttore di videogiochi (il che significa che non sono vincolato in un posto yay!), sono stato a nyc per la prima volta un paio di mesi fa… voglio venire a viverci. Che faccio????

    :D

  3. Ciao Marco!

    Il bello di NY e’ che e’ una citta’ che non ha bisogno di troppi programmi. Io ero andata in vacanza ed e’ finita che ci son rimasta un anno.. Ma con questo non voglio dire che devi salire sul primo volo e vedere come va.. o forse si?? ;)

    Cheers!

  4. fantastica l’immagine dell’italia grassa che si lamenta ma non si mette mai a dieta.. credo che la rivenderò, se è sotto licenza creative commons!
    s.

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