Oggi a New York: Arianna Bassoli

:: Benvenuta su Nuok, Arianna! Ci racconti brevemente di te?

Dunque, sono di Modena e mi sono laureata a Siena in Scienze della Comunicazione, dato che volevo fare la giornalista. In realtà ancora prima di laurearmi ho colto al volo l’opportunità di lavorare come ricercatrice a Dublino presso il Media Lab Europe (sede europea dell’MIT Media Lab), dove sono rimasta tre anni a progettare interfacce per dispositivi mobili. Già da allora ho cominciato a lavorare su tecnologie musicali (vedi il mio progetto tunA del 2003), interesse che ho portato avanti (vedi il progetto undersound, in collaborazione con Johanna Brewer) anche durante il mio dottorato in Information Systems, che ho finito quest’anno, alla London School of Economics.

Da un paio d’anni a questa parte ho aperto una società, con Johanna Brewer, chiamata frestyl, e dall’anno scorso ho lasciato l’estero (dopo 8 anni tra Dublino, Londra e Los Angeles) per tornare in Italia e stabilirmi a Roma, anche se il nostro lavoro si svolge tra l’Italia e gli Stati Uniti (soprattutto New York), dove passiamo molto tempo.

:: Come nasce frestyl? Prossimi obiettivi?

Per quanto mi piacesse lavorare nell’ambito della ricerca tecnologica ho sempre trovato frustrante il non poter sviluppare progetti di design fino in fondo, cioè fino al livello in cui diventino non solo demo da mostrare a conferenze ma prodotti che potenzialmente migliaia di utenti possono usare in tutto il mondo. Questo d’altronde è il potenziale delle applicazioni web e mobile di oggi, ed è quello che sto cercando di fare con Johanna Brewer con frestyl. frestyl perciò si può vedere come l’evoluzione commerciale dei progetti di ricerca nell’ambito delle tecnologie musicali su cui ho lavorato dal 2001 ad oggi.

Descrivendolo brevemente, frestyl è un servizio web e applicazione per iPhone che permette agli utenti di scoprire musica dal vivo nel luogo in cui si trovano o dove stanno andando, e ai musicisti, booking agents e locali di promuovere i concerti in cui suonano o che organizzano. E’ un servizio altamente geolocalizzato e utile per trovare buona musica, soprattutto sconosciuta, all’ultimo momento. Una sorta di Yelp per la musica dal vivo, che si svilupperà sempre di più come social network con raccomandazioni musicali basate su dinamiche d’interazione e connessioni sociali.

Mentre al momento abbiamo eventi soprattutto a Roma, il nostro obiettivo imminente è di lanciare, tra meno di un mese, la possibilità per gli tutti utenti (amanti della musica, artisti e locali) di crearsi un profilo e aggiungere nel database concerti di ogni tipo. A questo seguiranno integrazioni con i principali social network, e la possibilità di pubblicare direttamente, tramite frestyl, i concerti su altre piattaforme come Facebook, Twitter e MySpace. Nei prossimi mesi cercheremo di far diventare frestyl un punto di riferimento per il nostro bacino di utenza soprattutto a Roma e New York, dove fino ad ora si sono concentrati i nostri sforzi di ricerca e marketing. Il servizio sarà comunque aperto per tutti. In seguito, vorremmo esplorare più a fondo alcuni mercati che troviamo particolarmente interessanti, come Israele e Portogallo (in entrambi abbiamo già diversi contatti).

:: Come cambia il panorama musicale tra America ed Italia?

Forse la più grande sfida che abbiamo accettato quando abbiamo iniziato frestyl è stato il cambiamento rivoluzionario che sta attraversando il mercato musicale in questo periodo, che lascia tutti a domandarsi cosa succederà e in che direzione si muoverà nei prossimi anni. Questa per noi però rappresenta anche la parte più eccitante del nostro lavoro, cioè la possibilità di prendere parte a questa rivoluzione, e forse anche di lasciare un’impronta, e di lavorare con altre startup musicali per “combattere il sistema” nel senso tradizionale del termine, incluse le etichette discografiche, l’elitè dei pochi musicisti che possono pagarsi l’affitto con questo lavoro, e così via. E’ estremamente emozionate tutto ciò. Noi, peraltro, rimaniamo convinte che l’esperienza “dal vivo” è e resterà comunque la base e la componente principale del mercato musicale (da qui il nostro motto “live līve” : ).

Il panorama musicale in America (così come in Inghilterra) è già cambiato, in quanto moltissimi musicisti bravi ma sconosciuti riescono a diventare relativamente famosi in poco tempo grazie a canali come MySpace, blog musicali e partecipazioni a festival. i Produttori televisivi e cinematografici ormai guardano più MySpace che i negozi di musica e le classifiche ufficiali, e le radio aprono le braccia ai musicisti che hanno magari solo un EP autoprodotto, ma già migliaia di fan che vanno ai loro concerti. Queste cose già succedono da qualche anno in America. Mentre in Italia naturalmente tutto va molto più a rilento, il processo si prevede doloroso e con diversi ostacoli, e la buona musica non solo non arriva all’estero, ma spesso neanche in Italia raggiunge un livello di visibilità sufficiente. Ma qualcosa si sta smuovendo anche lì. Il livello della musica indipendente è altissimo e non ha niente a che invidiare a quello americano, e festival di musica emergente come il MI AMI a Milano ormai fanno il tutto esaurito con migliaia di persone che accorrono per vedere band sconosciute. C’è più apertura, e i musicisti rischiano di più. Insomma, c’è speranza, e anche noi ci metteremo del nostro. Per questo abbiamo deciso di organizzare questi showcase di musica italiana a NYC (tra cui uno ufficiale al Northside Festival) in cui abbiamo chiamato a suonare band emergenti come LE-LI, POSI e Serpenti che hanno un sound estremamente internazionale ma sono ancora relativamente sconosciute al di fuori del panorama indipendente italiano.

:: Che cosa rende speciale il quartiere di Williamsburg?

Williamsburg si è aperta ai trend, ai giovani, alla musica emergente, al design, e così ha attirato sempre di più giovani, artisti, nuovi trend e nuova musica, in un circolo virtuoso. Negli ultimi anni molti locali storici di musica dal vivo a Manhattan hanno chiuso, e nuovi sono emersi a Williamsburg, così che anche per le band è diventato un must dire che vengono da Brooklyn, perché è segno di innovazione e qualità.

Ad essere sincera per me Williamsburg è diventata fin troppo tendy, un po’ come l’East End di Londra, e si sta omogeneizzando un po’, rischiando di perdere quella freschezza e diversità che l’ha resa attraente. Ma la cosa bella di città come New York e Londra è che sono in continuo cambiamento, e i giovani, l’arte e i trend si spostano in continuazione da un quartiere all’altro e cioè contribuisce a mantenerle la città viva e aperta.

:: Consigliaci due gruppi new yorkesi da non perdere assolutamente!

Solo due, che difficoltà! Mi piacciono talmente tante band oggi come oggi che fare anche una top 10 sarebbe difficile (anche solo di band newyorchesi!). Diciamo che nell’ultimo paio d’anni ho scoperto i Chairlift e i Passion Pit che mi hanno molto colpito, anche se devo dire che, come tutta la musica di oggi che subisce un ricambio velocissimo, anche loro stanno già invecchiando nel mio iTunes! Però consiglio a chi non li conosca di sentirli, ancora meglio se dal vivo.

:: Il tuo posto preferito nella Grande Mela.

Quando sono a New York sto nella zona sud del Park Slope, a Brooklyn. Amo questa zona, perché sembra quasi di non essere in città, c’è natura, pace, giovani e non mancano buoni ristoranti, bar e locali di musica dal vivo. Poi mi piace anche Chinatown, con il suo casino e i suoi colori; diciamo che compensa la pace del Park Slope, poi a Londra ho vissuto quasi 5 anni a Brixton, per cui mi piacciono le zone “etniche” e incasinatissime!



Commenti (3)

  1. [...] al Miami e, tra il pubblico accaldato di quella domenica di giugno, c’erano anche Johanna e Arianna, le organizzatrici di Frestyl, che ci hanno apprezzato ed invitato a suonare durante il Northside [...]

  2. [...] who live in NYC which was founded by our friend Alice Avallone and where I had the pleasure to be interviewed, as Valerio did, not so long ago. Valerio is a full-time translator and a part-time, talented [...]

  3. [...] consiglieri e formeranno una think-tank molto concreta a viale Trastevere, ma non solo. Si chiamano Arianna Bassoli, Stefania Milan, Damien Lanfrey, Lorenzo Benussi, Donatella Solda Kutzmann, Dario Carrera. In tre [...]

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