
:: Benvenuto su Nuok! Ti abbiamo trovato attraverso il tuo blog (davvero spassoso ed interessante!) www.alain.it – Ci racconti brevemente di te? Ho 31 anni e vivo a New York dal 2007. Ci sono capitato quasi per caso: mi trovavo qui in vacanza e chattando con un mio ex capo ufficio mi fu proposto di fare un colloquio nella nuova sede aziendale di New York. Mi presentai al colloquio in t-shirt ma nonostante ciò fui preso lo stesso.
Un pò per paura di interrompere i contatti con l’Italia, un pò per evitare di riscrivere le stesse e-mail dieci volte subito dopo il mio arrivo ho cominciato a scrivere il blog per farlo leggere ad amici e parenti.
Ad oggi ho scritto più di 700 post sugli argomenti più disparati e (con mio enorme stupore) sono stato citato dai maggiori media Italiani. Come è ovvio parlo spesso della mia vita in città, altre volte semplicemente scrivo quello che penso o come mi sento, altre volte ancora mi diverto nel cimentarmi in post cinici e provocatori. Cose di poco conto ma che incuriosiscono i lettori facendomi sentire meno solo.

Foto di Alain. Long Island City.
:: Che rapporto hai con la città di New York? Che cosa ha in più dell’Italia? Il problema non è come arrivare a New York. Il problema è come eventualmente rassegnarsi al fatto di doversene andare.
Questa non è solo una città ma come cantava Billy Joel anche uno stato mentale. Nonostante gli aspetti qualche volta duri che viverci da soli comporta io me ne sono innamorato perdutatemente al punto che sto pensando da mesi di farmi tatuare il simbolo degli Yankees sul braccio.
In più rispetto all’Italia ci sono gli stimoli, la diversità delle persone e delle idee, le regole semplici ed uguali per tutti. L’Italia, ora più che mai, in questo senso sta andando indietro anzichè andare avanti.
:: Qual è la cosa più strana che hai visto a New York? Una sera a Williamsburg incrociai una ragazza con le orecchie a punta come quelle di Spok. Non erano finte, erano veramente le sue orecchie ritoccate chirurgicamente per farle sembrare quelle di un Vulcaniano in Star Trek.

Foto di Alain. Coney Island.
:: Il tuo posto segreto preferito nella Grande Mela? Tra il Queens e Manhattan c’è Roosevelt Island, un’isola in cui ho vissuto per oltre un anno. E’ un posto che a New York non conosce quasi nessuno e che molti non hanno visitato neanche una volta.
Le viste della skyline sono eccezionali. Irripetibile quella di cui si può godere dall’interno della funivia che collega orizzontalmente l’isola alla sessantesima strada di Manhattan.
E’ un paesino all’interno di una metropoli, un’isola nell’isola, un posto per me veramente speciale.
:: Finiamo con i luoghi comuni! – Gli americani mangiano male – A New York il caffè fa schifo – Quello ha proprio la faccia da italiano – Gli italiani all’estero si fanno sempre riconoscere. Purtroppo sono luoghi comuni confermati dai fatti. Il cibo in particolar modo. Messo da parte il Sushi e le altre cucine esotiche rimane ben poco (mica si può mangiare tutte le sere all’Etiopico o al Turco!). Per fortuna abbiamo un paio di pizzerie che alzano la media.
Ho viaggiato finora in 11 stati diversi ma un cappuccino degno di tale nome non ho mai avuto il piacere di vederlo. All’espresso ho rinunciato da tempo e mi sono dovuto piegare al caffè americano.

Foto di Alain (a destra).
Per quanto riguarda gli Italiani è necessario fare una precisazione. In tanti qui si definiscono “Italiani” senza parlare la lingua, senza essere mai stati in Italia e senza sapere nulla della nostra cultura e ritengono che per esserlo basti un lontano zio, o forse un nonno emigrato agli inizi del 900. C’è addirittura uno show televisivo, una sorta di grande fratello trash, in cui questi tipi si sforzano nel dare il meglio del peggio di se. Qui li chiamano “Guido’s” e sembrano tutto fuorchè Italiani. Una vera tragedia.
Restringendo il campo agli “Italiani Italiani”, quelli cioè che sono qui di passaggio (siano essi stanziali o semplici visitatori) ritengo che ci si distingua esclusivamente in senso positivo.
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www.alain.it


[...] chiama nuok.it e (pensa te) hanno voluto intervistarmi nella rubrica “Oggi a New York” che si occupa dei connazionali che vivono in [...]
[...] paese – l’America – dove non esiste una vera e propria anagrafe, come ci ricorda Alain nel suo blog, esiste per New York una catalogazione online di tutte le case, civico per [...]