Se siete in visita a NY per una o due settimane, le cose da fare sono talmente numerose che diventa necessario fare delle scelte. La Statua della Libertà o il Museo di Storia Naturale? Central Park o Dumbo? Il Moma o Coney Island?
In questo articolo non vogliamo perciò suggerirvi posti da visitare, poiché non potete farlo: sono sotto terra, nascosti e spesso difficilmente accessibili. Quello che però vogliamo darvi è un pizzico di consapevolezza in più: vogliamo che mentre camminate per le strade della grande mela vi rendiate conto che sotto i vostri piedi c’è un mondo sommerso che vive anche se non vede mai la luce del sole.
La nostra guida è lo storico urbano e (a parer mio) pazzo scatenato Steve Duncan, che vedete in questa foto:

Ora: per chi non è avvezzo ai panorami di NY questa foto può non sembrare niente di che. Con qualche dettaglio in più però potete comprendere l’eccezionalità di questo scatto: siamo sul ponte di Williamsburg e la scia luminosa che vedete sotto è il ponte stesso. Quello con il sorriso innocente è Steve, che lo ha appena scalato e sta per scendere aggrappandosi solamente ai cavi d’acciaio che lo sorreggono. Come potevamo non avere il punto di vista di un personaggio così sui segreti di questa città? Ecco il risultato della nostra chiacchierata.
Per prima cosa: raccontaci qualcosa di te.
Ho 32 anni e da un anno vivo a Los Angeles, dove studio storia urbana e beni culturali. Prima vivevo a Brooklyn, dove assieme a un collega ho fondato una piccola azienda che pubblica mappe e guide turistiche di NYC, www.opuspublishing.com. Lavoravo anche come fotografo, ed a volte come consulente o guida per crew di film o tv che volevano filmare la città sotto terra. E ancora: lavoravo molto, molto lentamente a un libro sulla storia di NY e su tutte le cose che sono rimaste intatte sotto il livello della strada. Per me era molto divertente, ma non per i miei amici che ritenevano i miei scritti piuttosto noiosi.
Così ho capito che se volevo fare ricerca storica e scrivere di cose che nessuno vuole leggere avrei dovuto farlo a scuola dove questo è uno dei tuoi compiti. Ecco perché sono all’università.

Tutti i diritti riservati. Foto di Steve Duncan.
In più penso che nessuno dovrebbe annoiarsi leggendo di storia. Perciò ho deciso di trovare un modo di rendere interessante ciò di cui parlo e di combinare quello che è il mio senso di avventura ed esplorazione con la vera e propria storia dei posti. Così è nato www.undercity.org
Com’è nato l’interesse per ciò che sta sotto la città?
Sono arrivato a NY nel 1996 per studiare alla Columbia University e quelli sotto l’università sono stati i primi tunnel che ho esplorato: molti sono solo tunnel di vapore e di passaggio tra gli edifici del campus, ma alcuni sono più vecchi. Nel 19° secolo il campus era un manicomio e sottoterra c’è almeno un tunnel che ce lo ricorda.
La leggenda vuole poi che questi tunnel fossero usati all’inizio del Progetto Manhattan che portò allo sviluppo della bomba atomica; sono solo storie, certo, ma io ho trovato i resti dell’acceleratore di particelle (sotto il dipartimento di fisica) che nel 1939 fu usato per il primo esperimento di divisione dell’atomo.

Tutti i diritti riservati. Foto di Steve Duncan.
Insomma, mi ci sono voluti anni per capirlo, ma diciamo che i tunnel mi hanno fatto venire voglia di saperne di più circa la storia di questi posti nascosti e di trovarne altri.
Ci sono tour (legali) che si possono fare sotto terra a NY?
Sono poche le cose che si possono fare legalmente sottoterra a NYC. Una delle più interessanti era quella presso l’Atlantic Avenue Tunnel, una vecchia galleria della metro abbandonata dal 1861 e dimenticata sotto downtown Brooklyn. Fu scoperta nel 1980 da Bob Diamond, che di tanto in tanto portava le persone a vederla con il permesso della città (l’unica entrata è un tombino nel bel mezzo di Atlantic Avenue, e la polizia doveva bloccare una parte di essa per fare entrare le persone). Oggi questo permesso gli è stato purtroppo revocato.

Tutti i diritti riservati. Foto di Steve Duncan.
Un altro posto forse meno avventuroso ma accessibile è il Transit Museum, costruito in una stazione della metro abbandonata, anche questo a downtown Brooklyn. Non si può non amare la metro di NY, e questo museo è incentrato su di essa, quindi di certo è interessante.
Oppure cosa che si può provare a fare è prendere la linea 6 verso sud, e rimanere sul treno dopo la fermata Brooklyn Bridge. E’ l’ultima fermata e tutti i passeggeri devono scendere. Il treno proseguirà e percorrerà un anello lungo la vecchia stazione di City Hall, oggi abbandonata, per poi riapparire girato verso nord. E’ una stazione meravigliosa, con archi e mattonelle, ed è la prima stazione che è stata aperta nel 1904, ma abbandonata dal 1945.
E’ legale rimanere sul treno mentre percorre il loop, ma attenzione perché la polizia della metro spesso non conosce i dettagli delle leggi e diranno che non è così. In quel caso, meglio non litigare e tornare più tardi.

Tutti i diritti riservati. Foto di Steve Duncan.
Per esplorare NYC dalla poltrona, puoi avere un assaggio in questo servizio del National Geographic degli anni ’90 – o prendere il libro di Julia Solis New York Underground.
Qual’è il posto più incredibile che hai visto sotto il livello della strada?
Il primo di cui mi sono innamorato è l’Old West Side Line Tunnel, un tunnel lungo 4 km che era la casa per una intera comunità di senza tetto tra gli anni ‘80 e ‘90. E’ gigantesco e larghissimo, e anche se oggi pochissime persone ci vivono, ci sono ancora enormi graffiti sui muri e segni della comunità che un tempo ci viveva.

Tutti i diritti riservati. Foto di Steve Duncan.
Oggi per questo tunnel passano i treni di pendolari, ma la prima volta che ci sono stato mi è sembrato magico, mi ha affascinato l’idea che uno spazio così enorme potesse esistere sottoterra ed essere nascosto alle persone che ci passano sopra.
Uno dei miei posti preferiti è il sistema fognario di Canal Street, che segue la linea di quello che un tempo era un corso d’acqua che fu prima raddrizzato e ricoperto di pietre (il canale di Canal St, appunto) ed infine interrato nel 1812 per diventare la prima fogna coperta della città.
E’ un posto tremendamente brutto, e ovviamente orrendamente disgustoso. Oggi alcuni punti sono chiusi e sbarrati e visitare gli altri significa farsi strada in un fiume di escrementi quasi solidificati e rottami di vario genere.
Ma è meraviglioso vederlo, il lavoro di ricopertura in pietra è ancora esattamente uguale ai disegni fatti del canale quando era ancora a cielo aperto 200 anni fa.

Tutti i diritti riservati. Foto di Steve Duncan.
Amo pensare a come così tante persone camminino per Canal St ogni giorno quando io sono stato in un posto che solo alcune persone hanno visto, solo pochi metri più sotto.
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Il sito di Steve – www.undercity.org – è la raccolta delle sue esplorazioni sotterranee (e delle sue scalate!) e delle impressioni che questa città ha lasciato indelebili nella sua memoria; per dirla con le sue parole:
“I never worry that I’ll become bored with the city. It will never lose its power to awe and fascinate me, and it is so multi-faceted that I know I could live out my life within it and still never come to the end of newness and possibility. Maybe I’ll even tire of New York, aging and changing as it is. But every time I see it laid out before, I fall in love all over again.”


Non per essere pignoli, ma la foto di Steve che sorride, è stata scattata in cima al Williamsburg Bridge! ;) un saluto!
Ciao mario, hai proprio ragione!
E’ uno snapshot di questo video:
http://www.youtube.com/watch?v=vWF3IDk9Gek
grazie mille per il messaggio, correggeremo il testo!
S