Noi due col naso all’insù e la neve che cadeva giù

Pare che l’olfatto sia tra i sensi, uno dei più sviluppati e attendibili.
Pare anche che già nel ventre materno i nostri ricettori olfattivi inizino a distinguere gli odori e che, a poche ore dalla nascita, si sia già in grado di differenziare effluvi quali: anice, rosa, petrolio, alcol… ed elaborare ricordi di tipo odoroso, associandoli a sensazioni. Più l’emozione è intensa, più l’informazione olfattiva sarà memorizzata rapidamente. Cito Wikipedia.
Ma al di là delle esperienze neonatali, chiunque può confermare quanto un odore possa scaraventarci dentro ad un ricordo, senza il minimo ragionamento razionale.
Perchè non usare quindi il nostro ricettore ufficiale come guida per gli spostamenti? Proprio come gli animali.

E’ questa l’idea di Jason Logan, illustratore e scrittore canadese, che ha creato “Scents and the city“( o I smell NY), una guida di New York basata proprio sugli odori, associando ogni fermata della metropolitana a una serie di effluvi -non sempre piacevoli- e suddividendo il viaggio in due circuiti: diurno e notturno. Certo perchè gli odori cambiano con il calare e il sorgere del sole, figurarsi col cambio delle stagioni.
New York secerne la sua più completa gamma di odori in estate; disgustoso e seducente, delicato e travolgente. “Un weekend soffocante” dice Logan “ho cominciato a navigare la città a naso, da nord a sud di Manhattan. Alcuni odori erano recidivi e costanti : mozziconi di sigarette, creme abbronzanti, cibi fritti; altri erano singolari e sublimi: fragranze floreali mescolate a curry indiano intorno alla 34th strada; altri ancora rappresentavano contraddizioni sensoriali: spazzatura fuori da un salone di bellezza.
Alcuni odori mi ricordavano altri luoghi e alcuni mi ricorderanno sempre New York
.”

Curioso e intelligente il libro di Logan che, tramite illustrazioni e brevi didascalie, racconta zona per zona la città con un accuratezza disarmante. Interessante notare le differenze di odori da quartiere a quartiere, il che evidenzia quanto un certo tipo di popolazione possa caratterizzare una zona.
Qualche esempio?

Harlem: aggressiva e quasi territoriale acqua di colonia; rum; noccioline; salsa piccante e maionese; pizza e pollo fritto; profumo pazzo; urina; lettiera di gatto; lana bagnata; vodka e succo d’ananas; deliziosi gamberi grigliati; gas; sapone di lavanderia; thè nero; cibo cinese; cartone; succo di fragole; prosciutto.

Upper Esat Side: profumatissimi cespugli in fiore; piante fresche, shampoo e deodorante; soffice gelato alla fragola; felci innaffiate; medicinali.

Little Italy: aglio; lozione; cipressi; lattuga marcia; calcestruzzo secco.

Wall Street: bagel alla cipolla; hot dog; sandwich con gelato;  crema solare economica; mozziconi di sigarette bagnati; gas.

Per tutti gli altri quartieri basta cliccare su questo link, spostare il mouse - a forma di nasino- sulle zone di Manhattan e cliccare. Accanto appariranno le descizioni del quartiere scelto! Divertente e geniale.

Sicuramente le percezioni di Jason Logan non combaceranno perfettamente con le nostre, tutto cambia in base alla giornata, al clima, al vento… per questo non possiamo affidarci al nostro naso come fonte attendibile per mappare la città.
Di sicuro ognuno di noi associa un odore ad un momento, un luogo, un ricordo. Come fece tempo fa la nostra Elisa Agnetti, perchè non provare quindi a tracciare la nostra mappa olfattiva di New York?
Impariamo a prendere spunto per vivere a 360 gradi una città che, anche con i suoi effluvi, promette e stimola continue emozioni.

Noi due con il naso all’insù e la neve che cadeva giù …



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