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New York City: World Summit Young Award 2010

22 settembre 2010

Nuok - World Summit Young Award

Il World Summit Young Award 2010 promosso dall’ONU si è ormai concluso e Nuok non ha portato a casa solo un prezioso riconoscimento e decine e decine di business cards, ma anche tantissimi nuovi inizi.

Inizi di nuove sinergie, inizi di nuovi prodotti, inizi di nuove amicizie.

WSYA 2010 - photo Mathias Haas

Ciascuno dei ragazzi under 30 che si trovava lì aveva un obiettivo, al di là dei tanti paroloni difficili dei Millennium Development Goals delle Nazioni Unite. Noi ragazzi eravamo lì semplicemente per rendere migliore la nostra realtà più immediata, le cose che ci toccano da vicino, il nostro pezzettino di mondo. Chi la Bulgaria, chi la Francia, chi la Nigeria, chi il Pakistan, chi l’Egitto, chi l’Italia.

Stand Up New York City 2010 - photo Baptiste de Ville d’Avray

Meeting nel Queens, partecipazione allo Stand Up al Lincoln Center, presentazioni all’Hard Rock Cafè, cerimonia di remiazione a Midtown, visita negli studi di Bloomberg, workshop all’agenzia creativa internazionale Wunderman, notturna all’Empire State Building… A fare da sfondo, non poteva essere altrimenti, il crocevia di culture diverse per eccellenza: lei, New York.

WSYA Speed Matching - photo Mathias Haas

Che cosa altro mi ha insegnato (ed in molti casi ricordato) questa esperienza?
In rigoroso ordine sparso:

1. Noi italiani e francesi siamo i peggiori a parlare inglese. Tutti gli altri paesi ci bagnano il naso.

2. Esiste una Internet Society ed un network importante per progetti a sfondo sociale Umovement.

La vista dal Roger Smith Hotel - photo Alice Avallone

3. Il numero perfetto di riscritture di un business plan, prima di trovare la formula che farà davvero soldi, è diciannove. Lo ha detto il venture capitalist Kamran Elahian e vista la sua storia di successo c’è da credergli.

I vincitori lungo Lexington Ave - photo Rafael Rivera

4 New York lascia senza fiato tutti, qualsiasi sia il paese di origine. Anche se ormai è una prima sensazione lontana, è stato bellissimo vedere i ragazzi spalancare gli occhi e la bocca non appena sbucati sulla quinta strada, dopo il loro primo giro in metropolitana.

Manhattan - photo Alice Avallone

5. Il Ministro dell’Information Society della Macedonia Ivo Ivanosky, che ha premiato la categoria Fight Poverty, Hunger & Disease, è del 1978. Ancora più sconvolgente è che è stato eletto nel 2006.

Stand Up New York City – photo Mathias Haas

6. Ramon Alberto Garza Carcia, co-chairman UN GAID e CEO di Indigo Brainmedia, ha detto che la chiave del successo di un sito web sta nei contenuti di qualità, dimostrando anche di non essere preoccupato per la possibilità di mettere a pagamento i giornali ed i magazine online. “Anche se per la città ci sono fontanelle, la gente è sempre disposta a spendere un dollaro o due per una bottiglietta d’acqua. Perchè non dovrebbero farlo anche con le vostre notizie?

7. All’Hard Rock Café si mangia malissimo.

Stephan Hamberger e Mathias Haas - photo Alice Avallone

Ed a proposito di Hard Rock, ecco i progetti che, come il nostro Nuok, sono stati presentati domenica 19 settembre 2010 a Times Square:

Prima categoria: Fight Poverty Hunger and Disease.

Tema importante trattato con modi leggeri ed intelligenti con tanto di cartoni animati su ANTI HIVIRUS del cinese Leung Chun San; e Nahrani.com – Improve your vocabulary and provide food to people in need Nikolay Stanev, Bulgaria.

Postcards - photo Alice Avallone

Seconda categoria: Education 4 All.

Qui sono passati l’italianissima Nave di Clo di Silvia Carbotti, dove con parole semplici e tante illustrazioni si racconta il mondo della tecnologia ai più piccoli ma soprattutto a genitori ed insegnanti; ed il magazine indiano Youth Ki Awaaz: Mouthpiece for the Youth con Anshul Teweri.

Times Square, domenica 19 settembre - photo Alice Avallone

Terza categoria: Power 2 Women.

Natalia Corobco, biondissima originaria della Moldavia ma ora nell’Azerbaijan, ha presentato il suo Women’s Forum dedicato alle donne di talento della sua terra; dall’Egitto invece Eman AbdElRahman con We are all Laila che affronta le tematiche, spesso con contributi anonimi, riguardanti le donne nei paesi arabi.

Presentation of Winning Projects, Hard Rock Café - photo Alice Avallone

Quarta categoria: Create your Culture.

Eccoci alla categoria che ha visto premiato Nuok. Con noi, Daniel Kovacs dall’Ungheria con artur.org.hu – una guida online dinamica e preziosa sull’architettura contemporanea; i francesissimi Jeanne Mercier e Baptiste de Ville d’Avray hanno invece presentato una piattaforma per fotografi interessati al continente nero, Afrique in visu.

WSYA Winners Award Ceremony - photo Leonardo Staglianò

Quinta categoria: Go Green.

Dalla Colombia, l’energico Sebastián Bustamante con VERDEate.com, Challenge your Green Side! sito purtroppo solo in spagnolo; dalla Malesia invece il giovanissimo (1991!) Yao Ren Liew con un progetto scolastico green ammirevole, Colour Me Green Campaign; Mabika Verengai dallo Zimbabwe invece ha proposto Climate Change Virtual school for Youths.

Workshop - photo WSYA

Sesta categoria: Pursue Truth.

Geniale e semplicissimo aggregatore dall’Ohio, opera di Stapleton Baxter e la sua crew, Social MDGs; Anush Hayrapetyan dall’Armenia ci ha parlato di Forgotten Diaries, la cui mamma è un’altra italiana, Selene Biffi; dal Messico Juan Rafael Rivera-Sanchez con il magazine JOIN Informed Youngsters; infine il newspaper online pakistano Pamir Times presentato da un frizzantissimo Najeeb Ullah.

Palazzo dell'ONU, New York - photo Alice Avallone

Nel corso delle prossime settimane, intervisteremo uno per uno tutti i vincitori di ogni categoria. Intanto, il sito da tenere d’occhio per gli aggiornamenti del World Summit Young Award e tutti gli eventi collegati è youthaward.org

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