
Quando si pensa a New York (da casa, dall’Italia) si pensa, in modo quasi inevitabile a Woody Allen e ai suoi film.
Perché, in effetti, Woody Allen è New York.
Come New York è frenetico, poliedrico, a colori e in bianco e nero, arrabbiato, divertente e postmoderno.
E oltre a Manhattan, una sorta di dichiarazione d’amore fatta alla Big Apple (unica “donna” fedele e costante nella vita di Woody), la città che non dorme mai è stata protagonista di molti altri film del regista americano.
E, ça va sans dire, i luoghi che lui ha immortalato nei suoi spassosissimi shows, sono diventate locations di culto per tutti gli appassionati di cinema (e non solo).
Tutto quanto viene citato nelle pellicole di Allen (locali, negozi o paesaggi), diventa oggetto di innumerevoli quest indette dai suoi fan, i quali vanno alla ricerca di questi luoghi mitici tra i grattacieli di New York, magari perdendosi nell’East Village o tra le stradine dietro la Columbia University. Tutto per vivere un’esperienza unica e memorabile, just like in the movies.
Entrare all’Hungarian Pastry Shop (1030 Amsterdam Avenue), per esempio, e gustarsi un bel tè seduti a uno dei suoi tavolini, permette al turista cinefilo di immergersi per qualche attimo in quella surrealtà tipica di un luogo che ci sembra di conoscere dal vivo, ma che in realtà conosciamo solo di riflesso, in simulacro, grazie ad un film: Husbands & Wives.
La stessa cosa accade quando si passeggia lungo il Jacqueline Kennedy Onassis Reservoir, nel cuore di Central Park (immortalato in Hannah and her Sisters) e si arriva al Naumburg Bandshell, dove, in Mighty Aphrodite, Kevin e Linda si incontrano per la prima volta.
E che dire poi del mitico The Queensboro Bridge, sulla 59th Street?
L’istantanea in bianco e nero di Isaac e Mary seduti sulla panchina e rivolti verso Brooklyn è una delle più efficaci metafore della New York di Woody, una città soffusa, un ponte tra universi diversi, un luogo che chiede soprattutto di esser contemplato, oltre che vissuto.
E quindi, anche se New York ha fatto da sfondo a infinite storie e a innumerevoli personaggi, da Harry & Sally a Carrie &co, dai Ghostbusters ai Blues Brothers, è alla New York di Woody Allen che si fa, sempre e comunque riferimento.
Così i suoi film diventano una guida, una sorta di vademecum radical chic (ancora meglio della Lonely Planet), per destreggiarsi lungo la Broadway e per immergersi nelle atmosfere rarefatte e jazz delle strade reticolari di questa città irriverente e geniale.
Certo, anche il Plaza di Macaulay Culkin in Home Alone 2: Lost in New York, meriterebbe una visitina, ma questa è davvero un’altra storia.
Aspettiamo dunque che sia Woody a raccontarcela.


adoro woody!!!! grazie francesca!