
Il Brooklyn Museum – spesso sottovalutato da turisti e guide – è una vera sorpresa. E non solo per le ricche ed interessantissime collezioni, per l’allestimento coloratissimo delle sale, e per la scelta giocosa di un accostamento impertinente tra opere moderne e contemporanee.
Esiste una sezione al quinto piano – “Visible Storage” – che nulla invidia all’IKEA. Nemmeno le mini matitine per appuntarsi i numeri dei pezzi esposti. Ed ecco così che in un attimo, sembra di essere entrati in una vera e propria IKEA dell’arte.

Funziona così. Ci sono centinaia e centinaia di pezzi d’arte moderna e contemporanea sotto teca (e non a marcire nei magazzini come siamo soliti in Europa) senza titolo nè autore. C’è solo una sigla alfanumerica. Potete servirvi di una matitina e del foglietto con le spiegazioni, e vagare per questo grande mercatino.

Statue, biciclette, quadri, lampade, sedie, piatti.. E non pensate che siano pezzi di scarto o di meno valore rispetto a quelli esposti nelle gallerie centrali del museo! Semplicemente, mancava lo spazio.
Le prime quattro cifre indicano l’anno in cui il pezzo è entrato a far parte della collezione. Le altre due in che ordine sono entrati in quello stesso anno. Altri due numeri successivi indicano se è stato una donazione o un acquisto del museo. Le ultime due lettere invece indicano se il pezzo ha componenti multipli o meno.

Avrete a disposizione cataloghi da consultare, per saperne di più di ciascun pezzo e trovare maggiori informazioni sulla sua storia. Inoltre, per effettuare la ricerca sono a disposizione anche computer – dai quali potrete lasciare online in tempo reale anche un vostro commento!
Una buona lezione americana su come rendere ancora più fruibile ed alla portata di tutti l’arte, senza perdersi troppo nelle questioni burocratiche e senza prendersi troppo sul serio.
L’arte è un investimento di capitali, la cultura un alibi. — Ennio Flaiano

Alice Avallone
testi e foto, 4 aprile 2010


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