Tutto ha inizio con i Lenape.
Sono stati loro i primi veri newyorkers – ben 15 mila, divisi in un’ottantina di insediamenti – stanziali nella zona del basso corso del fiume Hudson: Manhattan era la loro zona agricola, di caccia e di pesca, oltre che area che utilizzavano per le sepolture.

Un bel giorno del 1524 i Lenape videro dalle loro canoe l’esploratore italiano Giovanni da Verrazzano entrare nella baia di New York. Giovanni ribattezzò questa terra con il nome di Nuova Angoulême, in onore dell’allora re di Francia – convinto di aver trovato il famoso “Passaggio a Nord Ovest” verso il Pacifico.

Arrivò fino all’altezza dell’attuale ponte omonimo Da Verrazzano: non era molto interessato a proseguire ulteriormente, ed invertì la rotta per l’Oceano Atlantico. Se solo avesse proseguito per un altro centinaio di metri oltre lo stretto tra Staten Island e Brooklyn…
Henry Hudson, un inglese al soldo della Compagnia Olandese delle Indie Occidentali, arrivò invece fino a Manhattan nel 1609 e proseguì poi lungo il corso del fiume che oggi porta il suo nome, arrivando nell’interno della regione fino ad Albany, capitale dello stato di New York. (ebbene sì, la capitale dello stato di New York non è New York!)

Nel 1613 iniziò l’insediamento europeo da parte degli olandesi, principalmente per il commercio delle pellicce nella zona del Lower Manhattan. Alcune famiglie olandesi andarono a vivere a Fort Nassau, altre nell’Isola delle Noci, l’attuale Governor’s Island.
Dopo tredici anni l’intera area venne poi acquistata dall’allora direttore generale della colonia, l’olandese Peter Minuit, per quasi 25 dollari attuali: uno dei migliori affari della storia. Qui ha inizio la storia della città di New York, proprio nel 1626.
Nel 1653 viene costruito un muro per la difesa della città, la strada adiacente è chiamata Wall Street – la strada del muro. Negli stessi anni, presero casa qui i primi coloni ebrei.

Gli inglesi arrivarono invece nel 1664: conquistarono la città e la ribattezzarono New York in onore di Giacomo II, Duca di York e Albany. Gli olandesi riconquistarono la città nel 1673 ribattezzandola New Orange - prima di cedere definitivamente nel novembre del 1674.
L’intera colonia di New Netherland andò agli inglesi in cambio, magra consolazione, dell’area del Suriname, nel sud America. Ancora oggi la lingua ufficiale è l’olandese.

Mentre l’Europa viveva la sua età dell’illuminismo, New York cresceva in importanza come porto commerciale. Vennero installati 92 cannoni a protezione della città e la zona diviene nota come Battery. Gli europei aumentavano e gli indigeni sparivano: nel 1700 i Lenape, a causa di guerre ed epidemie, erano appena 200.
Intanto viene consacrata Trinity Church; aperto il mercato degli schiavi di Wall Street; inaugurato il primo cantiere navale; fondata la New York Gazette (primo quotidiano della città); aperto il primo parco cittadino, il Bowling Green; introdotti i primi traghetti per Brooklyn; fondato il King’s College (oggi Columbia University); costruita la prima prigione… e sedate le prime proteste dei newyorkesi per le continue tasse inglesi!

Gli (ormai) americani ne avevano le tasche piene degli inglesi, che avevano intuito la situazione di malcontento. Nel 1776 ben cinquecento navi inglesi si radunano nella baia di New York: inizia con questa immagine la lunga guerra per l’indipendenza, che finì con il Trattato di Parigi del 1783, quando gli ultimi inglesi lasciarono la città e George Washington marciò trionfalmente con le sue truppe lungo Broadway.


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