HUMUS: Luisa Trojanis e la ricerca di una sfida

Oggi lasciamo l’Australia di Stefano Gulmanelli, per spostarci in Lapponia – con la coraggiosa e determinata Luisa Trojanis – che ad un certo punto si è detta “che era ora di cambiare e di andare a vedere cosa il mondo aveva da offrirmi”. Buon viaggio.

Alice Avallone

:: Benvenuta su Nuok, Luisa! Ci racconti brevemente di te e di come nasce Redfoxadventure?

La letteratura è sempre stata la mia passione. Dei libri ho sempre amato tutto, il tipo di copertina, il profumo e la consistenza della carta al tatto. Per non sciuparli li rilegavo pazientemente uno per uno appena facevo un nuovo acquisto. Da qui il passo ad una facoltà umanistica è stato breve.

Mi sono laureata in letteratura anglo-americana all’Università di Siena con una tesi dedicata ai viaggiatori stranieri in Italia nell’800. Mi ha sempre incuriosito questo rapporto conflittuale che gli americani ebbero con l’Europa. Discendenti da una tradizione puritana, gli americani guardarono al vecchio continente come ad una sorta di “Gomorra”, per usare un termine biblico, e cioè ad un Europa e un Italia di dubbia moralità e terra di briganti. Ma allo stesso tempo provarono per l’Europa una terribile attrazione. Come ignorare del resto tanta bellezza, arte, creatività e ingegno?

Al pari del viaggiatore curioso anche io ad un certo punto della mia vita mi sono detta che era ora di cambiare e di andare a vedere cosa il mondo aveva da offrirmi. Difatti, la RedFox Adventure Holidays nasce dalla voglia di confrontarsi con altre culture. Di capire se ero io ad avere qualcosa di sbagliato o se al contrario provenivo da un paese dove il lavoro era un utopia. Dopo la laurea presi a fare corsi del Fondo Sociale Europeo. Guida ambientale, esperta informatica, accompagnatrice turistica, marketing turistico etc etc. Insomma un cumulo di carta straccia che al collocamento non inserivano perché i computer non erano aggiornati per le nuove qualifiche.

Così una nuova sfida- imparare a guidare le slitte, studiare lo sci di fondo, organizzare tour in motoslitta. Insomma fare qualcosa che mi avrebbe spinto a tirar fuori cose che nemmeno immaginavo di avere.

:: Qual è il luogo comune più sbagliato sulla Lapponia?

Il concetto del grande Nord per gli italiani si concretizza solo in un area, la Finlandia. Quello che c’è più a Nord o Sud non lo si conosce. Quindi, Babbo Natale, renne, freddo sono le parole più usate per descrivere la Lapponia unita all’immancabile aurora boreale che per alcuni si può prenotare anche on line! Dove vivo il turismo di massa c’entra poco e il tipico e l’usuale a volte diventano quasi un insulto. Come ad es. considerare i Sami come un popolo perennemente vestito a festa che va in giro con la renna al seguito. Certo è vero, questo popolo si dedica all’allevamento delle renne ma non è più nomade. E un cittadino normale all’interno di un Parlamento ed una propria amministrazione riconosciuta.

Il luogo comune è che il freddo sia insopportabile e che tutto sommato le Maldive e i paesi tropicali siano il miglior posto dove passare le vacanze. Io dico sempre l’uno non esclude l’altro. Da toscana posso dire che “il freddo lappone” è un freddo diverso, secco, quasi non si avverte. Guidare una slitta nella tundra artica è un emozione che almeno una volta nella vita andrebbe provata. Magari da soli… tu e l’universo.

Queste sono poi infondo le vere sfide. Confrontarsi con gli elementi, con la natura. Cose che ormai abbiamo da un pezzo dimenticato.

:: Sempre più persone decidono di lasciare l’Italia per inseguire altrove il proprio sogno. Di chi sono le responsabilità?

Le responsabilità sono della collettività ma anche del singolo individuo. E’ chiaro che in un paese dove non si da sicurezza ai cittadini , si investe sempre meno in politiche sociali e la creatività la competitività non viene riconosciuta anche perché subissata da una burocrazia soffocante, le chance per emergere sono poche. Quindi, responsabilità istituzionali e sociali fino ad un certo punto. Se è vera la massima che il peggior limite di un essere umano è se stesso dico che anche questo può far riflettere. Ricevo molte lettere di persone che vorrebbero cambiare vita. Io credo che non è necessario fare delle scelte drastiche. Ognuno il proprio “Polo Nord” lo può trovare anche dietro casa.

:: E tu, quando hai capito che il tuo sogno l’avresti realizzato all’estero?

Realizzato? Magari! Quando sono partita non avevo la minima idea di cosa mi aspettasse. Ho guidato gruppi trekking in Palma di Majorca, ho vissuto per un breve periodo in Austria per imparare lo sci di fondo. Lavorare ed avere clienti inglesi mi ha aiutato a capire come si lavora. Con precisione e disciplina cose che in Italia non vengono spesso applicate – proprio per quella famosa arte dell’arrangiarsi che in alcuni casi è fondamentale ma per altri crea problemi notevoli.

:: Come si vede la nostra stanca Italia da lassù?

Noi Italiani siamo in genere molto critici e molto bravi a sostenere tesi arrampicandosi in montagne di parole. Il problema è che la volontà di cambiare le cose non è sentita da tutti o meglio, forse è sentita ma da qui a metterla in pratica ce ne passa. E così siamo come un cane che si morde la coda.

Gli stranieri appaiono più indulgenti. Quando parlano dell’Italia gli si illumino gli occhi e io mi sento orgogliosa.

Forse ho un difetto. Solo io posso parlar male del mio paese se lo fanno gli altri mi irrito.

:: Il tuo posto segreto in Svezia.

Non lo dico, altrimenti non sarebbe più un segreto.



Commenti (2)

  1. Eè vero, il peggior limite per gli esseri umani risiede in se stessi.
    Non c’entra il luogo ove ti trovi o il luogo ove vorresti essere , quello che conta è guardarsi dentro e cercare di realizzare le proprie ambizioni.
    Puoi abitare in lapponia e desiderare di guidare un catamarano per oceani procellosi ed essere te stesso .ciao Luisa sei grande ti aspettiamo.

  2. Antonio

    la signora Elisa e una bellissima ragazza. Complimenti per la sua laurea! ha preso 110 e lode? chissà qual’e il suo posto segreto in Svezia? cordiali saluti. Antonio.

Lascia un commento