HUMUS: Emil Abirascid e l’Innov’azione

Qualche giorno fa con HUMUS abbiamo iniziato la nostra ricerca sulla fuga dei talenti, partendo dagli Italiani di Frontiera di Roberto Bonzio. Oggi riprendiamo il nostro percorso da una parole chiave fondamentale: il verbo “innovare”.

v.tr. [ io innòvo ecc.; aus. avere] 1 mutare un sistema introducendo qualcosa di nuovo: innovare l’ordinamento scolastico; innovare un processo produttivo.

Scopriamo con il giornalista – ed innovatore – Emil Abirascid che cosa significa veramente questa parola nella nostra Italia.

Alice Avallone

:: Carissimo Emil, benvenuto su Nuok! Ci racconti brevemente di te e di Innov’azione?

Io nasco come giornalista e da qualche anno mi occupo di quello che chiamo l’ecosistema dell’innovazione che si fa impresa, quindi le startup innovative e tutti gli altri attori che le aiutano a crescere: industria, investitori, incubatori, parchi scientifici, Università. Oltre a scrivere di questo tema ho creato una piattaforma che aiuta le startup a farsi conoscere e ad avere occasione di incontro con i potenziali partner finanziari e industriali, questa piattaforma si compone di tre elementi: il business network Startupbusiness dove gli attori dell’ecosistema, oggi gli iscritti sono oltre 1600, si scambiano informazioni, opportunità, esperienze risorse; la rivista Innov’azione che è la voce dell’ecosistema e Percorsi dell’innovazione l’area dedicata alle startup innovative che organizzo in seno a Smau, la principale fiera italiana dell’Information technology. Oltre a questo scrivo per l’edizione italiana di Wired e per il blog di Intesa Sanpaolo Eurodesk che aiuta le imprese ad accedere ai fondi europei, partecipo come organizzatore, relatore o moderatore a eventi sul tema (info su www.abirascid.com).

:: Che cosa vuol dire oggi innovazione? Come cambia il suo significato in Italia ed all’estero?

L’innovazione della quale mi occupo è quella che si trasforma in valore economico, industriale e anche sociale. Ciò che deve cambiare è il tessuto industriale che in Italia è fatto oggi da piccole e medie imprese manifatturiere le quali non possono più competere in un contesto di globalizzazione se non puntano su eccellenze e quindi sulla innovazione che diventa uno driver possibile per la crescita.

:: I cervelli fuggono dall’Italia, oppure semplicemente si mescolano? Ha ancora senso di parlare di confini?

Bella domanda, a me non piace la definizione di fuga dei cervelli, piuttosto parlerei di circolazione dei cervelli. Parto dall’idea che un cervello non solo ha il diritto ma anche il dovere di andare dove riesce a esprimersi al meglio, ciò che bisogna quindi fare è creare le condizioni affinché ciò possa avvenire anche in Italia dove il livello di competenze è assai elevato. Magari si può pensare di concentrare le energie in uno, due o tre settori specifici in modo non solo da tenere qui i cervelli italiani che in quei settori operano ma anche favorire l’arrivo di cervelli dall’estero, e, naturalmente, anche il ritorno degli italiani, attivando così il ciclo della circolazione dei cervelli.

:: Perché tantissimi giovani italiani sono così affascinati dal Sogno Americano?

Perché non sanno quanto male si mangia in America… a parte le battute il ‘sogno americano’ resta uno dei punti di riferimento per chi si occupa di scienza o tecnologia, perché è la terra delle opportunità e soprattutto la terra della meritocrazia, è proprio la meritocrazia il grande assente in Italia mentre in America è elemento fondante del meccanismo sociale e questo è forse l’elemento che più contribuisce ad accendere il sogno americano.

:: Quale diverso approccio o atteggiamento importeresti in Italia da altri paesi?

La meritocrazia sarebbe il primo elemento da importare: se sei bravo, studi, lavori, ti fai in quattro, fai sacrifici è giusto che tu possa crescere più di chi non si impegna con altrettanta intensità. E poi importerei la capacità tutta anglosassone di vedere il fallimento non come una macchia indelebile ma come un passaggio del percorso dell’esperienza, il tutto condito con un po’ di snellimento burocratico e alleggerimento fiscale.

:: Ci lasci con un consiglio per i giovani che vorrebbero realizzare il proprio sogno “americano” ma che non trovano spazio nel proprio paese?

Se si ha una buona idea innovativa e le competenze per realizzarla oggi anche in Italia qualcuno che ti ascolta e che può essere interessato a supportarla si trova, questo percorso può iniziare con l’iscriversi a Startupbusiness, per esempio. Anche in Italia gli spazi iniziano a esserci, bisogna frequentarli, coltivarli e mai arrendersi al primo ‘no’ che si riceve in risposta.



Commenti (2)

  1. [...] a parlare di innovazione – proprio come avevamo iniziato a fare con Emil Abirascid. Oggi abbiamo ospite Giorgia Petrini e la sua Italia che [...]

  2. [...] italiani all’estero e la fuga dei talenti. Dopo le sincere interviste di Roberto Bonzio ed Emil Abirascid, oggi chiacchieriamo con la giornalista e scrittrice Antonella [...]

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