Mi è capitato diverse volte di pensare di condividere un taxi con uno sconosciuto, per almeno tre buoni motivi: per risparmiare (come direbbe un vero americano: “we’re in a recession!”), per avere qualcuno con cui scambiare due chiacchiere (ovviamente si tratterebbe di un mio molesto monologo, improvvisato per allentare le tensione di un imminente ritardo) e poi per il piacere quasi perverso di vedere quale reazione potrebbe avere quel newyorkese capitatomi a tiro, di certo riservatissimo iper politically correct.

Photo: Lorenza Frigerio
E sì, perchè nessuna delle motivazioni più pratiche che si possono trovare per giustificare tale gesto comunitarista sono valse fino ad ora a far sembrare valida l’idea agli occhi dei residenti della Grande Mela… una delle contraddizioni che si incontrano negli usi e costumi di questa città pur così friendly in un milione di altri modi.
Per questo l’iniziativa partita il 25 Febbraio ha del rivoluzionario: anche nell’area centrale di Manhattan, infatti, si potrà provare il brivido di condividere una vettura con altri temerari. Tariffa fissa davvero conveniente ($3) e – tra le 6 e le 10 del mattino – partendo dall’angolo tra W57th e 8th, si potrà scendere dove si vuole, lungo una tratta che – percorrendo Park Avenue – arriva fino a Grand Central sulla 42nd.
Inutile dire che per un’Italiana “attaccabottone” come me la prospettiva sembra davvero allettante, anche se mi chiedo quanto siano adatti all’operazione i cab gialli, per la maggior parte berline ordinarie, poco confortevoli e di certo non spaziose come potrebbero esserlo gli hackney britannici. Gli Americani, invece, si pongono ben altri problemi: “Dovrà sicuramente essere redatto un manuale di buone maniere da taxi” – ha fatto notare Graham Hodges, professore della Colgate University e autore di un testo di storia sociale sui taxisti della città.
Insomma, se siete nei paraggi e vi capita di prender parte a questo esperimento, ma – soprattutto – se riuscite ad intavolare una conversazione a bordo…non vi resta che raccontarci com’è andata.


Lascia un commento