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Due chiacchiere musicali con i Project Jenny, Project Jan

I Project Jenny, Project Jan sono, a dispetto del nome, un duo maschile formato da Sammy Rubin (mente musicale) e Jeremy Haines (cantante e autore dei testi). I due, “complici” musicali dai tempi del college, che si definiscono una “laptop rock band”, esordiscono a Brooklyn nel 2005 e si fanno apprezzare rapidamente per il loro stile eclettico e dinamico che contamina ogni genere musicale e per i testi scanzonati e fantasiosi.

La presenza scenica di Jeremy (il suo stile vocale è stato più volte paragonato a quello di David Birne dei Talking Heads), che si agita freneticamente sul palco sparando versi come una mitragliatrice, unita ai beat trascinanti di Sammy dietro alla consolle, sono la miscela esplosiva che ha fatto guadagnare ai Project Jenny, Project Jan la fama di partymakers capaci di entusiasmare qualsiasi pubblico.

La band, che vanta anche un divertente cameo nel film “Nick & Norah’s Infinite Playlist” e la partecipazione all’edizione 2008 del mitico SXSW festival, sta per presentare il nuovo album, intitolato “Home Sweet Home” (disponibile qui a partire dal 5 aprile).
Nuok ha avuto l’occasione di ascoltare il disco in anteprima e ha intervistato i Project Jenny, Project Jan proprio alla vigilia del record release party (oggi sabato 2 aprile al Future BabyCastles, 285 Kent Ave) al quale tutti i lettori sono ovviamente invitati, per una serata all’insegna dei festeggiamenti e della musica!

Buona lettura, e mentre leggete, ascoltatevi “Nadine”, estratta da HSH, in regalo per voi!

Tutti i diritti riservati a Project jenny, Project Jan

:: Home Sweet Home è un album più controllato e raffinato dei precedenti, meno agitato, che lascia molto spazio alla melodia senza perdere tuttavia l’irrefrenabile energia che caratterizza il vostro stile. Nell’album vi è anche per la prima volta la presenza di altri strumenti musicali oltre a mixer e corde vocali. Come influenzerà tutto questo le vostre performance live?

Sammy: Fino ad ora siamo sempre stati solo Jeremy ed Io sul palco. Ma abbiamo recentemente aggiunto alla nostra formazione un percussionista (Jeremy Da) e un polistrumentista (Ed Rosenberg) per completare il nostro sound durante i live. Il nuovo materiale non avrebbe funzionato al meglio solo con noi due.

:: La vostra musica è semplice ed accattivante da un lato, dall’altro densa di strutture ritmiche e armoniche che si svelano ascolto dopo ascolto. Come lavorate quando scrivete le vostre canzoni? Vi lasciate guidare dall’improvvisazione o seguite un’idea ben precisa?

Sammy: più che improvvisare direi che si tratta di “trafficare”, giocherellare con suoni differenti finché non trovi l’effetto giusto e non smetterla finché non ti sembra perfetto.

:: Nelle vostre canzoni c’è sempre una storia, e un bel po’ di sperimentazione con diverse tecniche narrative, giochi di parole, dialoghi, diversi narratori e gradi di focalizzazione…leggete molto? Quali sono i vostri scrittori preferiti?

Jeremy: leggo quanto chiunque altro, credo. Recentemente ho letto numerosi saggi di storia ma non penso che la cosa abbia influenzato molto il mio modo di scrivere le canzoni. I miei autori preferiti sono probabilmente Kurt Vonnegut Jr., Albert Camus e Gabriel Garcia Marquez.

:: La vostra discografia, presa nel complesso, è come andare a spasso nello spazio e nel tempo: la vostra immaginazione ci ha finora portato infatti sulla scena di una rissa, ai party più scatenati, in uno zoobar, a bordo del Chinatown Bus… come vi è venuto in mente stavolta di trasportarci direttamente su Io, una delle lune di Giove?

Jeremy: una notte ho sognato che Sammy ed io avevamo una navicella spaziale e siamo finiti su Io. Quando mi sono svegliato ero così stranito dall’oscura precisione di questa meta che ho dovuto scriverci su una canzone. Nel sogno però Io era tutta ghiacciata, non vulcanica.

Tutti i diritti riservati a Project jenny, Project Jan

:: E “Jenny”? Dobbiamo considerarlo l’inizio delle avventure di Jenny e Jan (i personaggi disegnati da Jeremy che compaiono sulle copertine di Home Sweet Home, Xoxoxoxoxo (2007) e il loro primo EP (2005)?

Jeremy: E’ piuttosto la continuazione delle loro avventure. Mi piace immaginare che queste due vivano avventure di ogni tipo che possono essere o non essere lineari. Essere un cartoon ti permette di attraversare lo spazio e il tempo senza alcuna limitazione. Dunque i piccoli racconti raccolti in questo pezzo potrebbero essere accaduti in qualsiasi punto della storia.

:: La facilità con cui mescolate suoni, ritmi e generi (blues, rap, swing, rock, pop, electro, latina e così via) vi candida tra le band più interessanti della scena indie di Brooklyn, ammesso che questa definizione abbia senso. Voi cosa ne pensate?

Sammy: spero che non ci sia una “scena”, altrimenti vorrebbe dire che non siamo stati invitati!
No, seriamente, penso che ci siano sicuramente delle sacche di creatività a Brooklyn. Ma si tratta di un posto troppo grande e ci sono talmente tanti musicisti che fanno diversi generi di musica, per poterla definire come una “scena”.

:: Chi citereste tra i gruppi di New York che vi piacciono attualmente?

Sammy: direi Tiny Victories, Ego Puppets e Body language.

:: Nelle vostre canzoni ci sono molti riferimenti a New York City (senza contare la vostra ode meteorologica a Brooklyn): in cosa vi ha influenzato maggiormente questa città?

Jeremy: è difficile da dire. Entrambi viviamo qui ormai da un po’ di tempo, e la City ti influenza in maniera differente ogni giorno. All’inizio, ero colpito dall’immensità di tutto quanto, mentre ora cerco di guardare ai piccoli dettagli. Mi sembra che sia lì che si trova l’essenza di New York.

:: Vi considerate dei “Brooklynites”? Che rapporto avete con Manhattan?

Sammy: Ho vissuto a Brooklyn più a lungo che da ogni altra parte, quindi presumo di sì. Manhattan è dove vado quando ho qualche faccenda da sbrigare.
Jeremy: Uso Manhattan come centro commerciale e come banca (ho numerosi materassi pieni di monete in svariate zone di Manhattan).

:: Diteci il vostro posto preferito per:
1- una bevuta
2- ballare
3- scovare favolose bands ancora sconosciute
4- una giornata artistica

Sammy:
1- The Richardson
2- Ovunque ci sia buona musica
3- Le migliori bands sono come i fulmini. Non sai mai dove potrebbero colpire (o sarà piuttosto che non colpiscono mai due volte lo stesso posto?)
4- Film Forum

Jeremy:
1- Iona. Il miglior soccer bar di Brooklyn, con tavolo da ping pong all’aperto. Difficile da battere.
2- Rooftop parties estivi. E concerti all’aperto.
3- La cosa meravigliosa di New York è che ogni sera ci sono band favolose che suonano in clubs minuscoli.
4- Le gallerie di Chelsea, principalmente sulla 25th.

:: Raccontateci qualcosa di divertente che è capitato durante un vostro concerto, per farci avere un’idea di quello che potrà accadere al party di presentazione del vostro nuovo album!

Jeremy: ne sono successe tante di cose pazze, ma ti racconterò una delle prime che ci sono capitate. Avevamo suonato al “Rubulad” (leggendario party dell’underground di Brooklyn, n.d.r.) dove questa ragazza ci chiese di suonare per il suo compleanno. Ci siamo presentati nel suo appartamento di Chinatown e non c’era nemmeno un impianto, così abbiamo attaccato la nostra roba al suo stereo e abbiamo iniziato a suonare. Usavo il suo divano come palco e abbiamo fatto saltare le casse dello stereo nell’arco delle prime due canzoni. Nessuno ci ha fatto caso e abbiamo persino ottenuto un altro ingaggio!



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