Oggi a Dublino Mario Sughi, aka Nerosunero

Abbiamo già incontrato i suoi lavori fra quelli selezionati per il Padiglione Italia a Dublino. Mario Sughi, aka Nerosunero, classe 1961, è un artista ed illustratore italiano che vive a Dublino. L’abbiamo incontrato  per una chiacchierata fra un crostino ed una tazza di caffè, sprofondati nelle rosse poltrone in pelle del Busswell’s, in Kildare Street. Membro dell’IGI (Illustrators Guild of Ireland) e di AI (Associazione Illustratori Italiani), il suo lavoro è stato incluso in numerosi cataloghi d’illustrazione internazionali, pubblicato in numerose riviste e siti d’arte ed esibito in varie gallerie da Dublino, ad Amsterdam a Milano. Il LÜrzer’s Archive lo ha incluso nella compilation “200 best illustrators worldwide 2009”.

mario dartstation 2011

:: Ti senti un artista affermato?

No, non lo sono. Non mi sento neanche un’artista io.  Non mi piace la parola ‘artista’, oggi se uno è bravo a leggere le previsioni del tempo dici quello la è un artista… non so bene cosa voglia dire. Io sono un illustratore, un cartoonist, cerco di fare i lavori sempre meglio. Ma ho iniziato un po’ tardi a fare questo lavoro: ho sempre fatto illustrazioni ma sono solo 5-6 anni che mi occupo solo di questo.

The Complex opening

:: Da quanto tempo sei in Irlanda?

Da 20 anni, anche di più. Sono arrivato nell’88, ’89. Sono originario di Cesena.

:: Come mai Dublino?

Successe che vinsi una borsa di studio per venire a studiare in Irlanda. Io ho studiato storia alla Sapienza di Roma. Ero venuto in Irlanda in vacanza nell’82 con degli amici e mi era piaciuta. Nell’82 era diversa. Grafton Street, mi ricordo, non era ancora asfaltata. O’ Connell Street era la strada principale, iniziavano ad asfaltarla allora. Sei anni dopo sono tornato, iniziando a lavorare in alcuni ristoranti italiani per mantenermi.

mario complexExhibition 2011

:: Ti occupavi già di arte in quel periodo?

Dunque il mio babbo è un pittore. Io da ragazzino ho fatto una stagione ne Il Male, una rivista di satira. Ero molto giovane, poi ho lavorato con la rivista Zut. Facevo strisce, cose piccole, con un po’ di testi, qualche disegno. C’era anche Andrea Pazienza in quel periodo. L’ho conosciuto, ma ero molto piccolo, avevo 17, 18 anni. Erano simpatici ma erano già tutti abbastanza famosi… insomma, io stavo nelle retrovie, imparavo. Con Vincino andavo molto d’accordo, mi prese un po’ in simpatia credo. Mi ricordo che c’era Vauro che aveva un dente d’oro, e ogni tanto se lo toglieva.. era simpaticissimo Vauro… Questo nel ‘78, ‘79.

nerosunero :: Nonsense (detail)

:: Quindi hai un background di satira…

Si, poi più avanti ho lavorato per un gruppo a cui sono ancora legato, si chiama Don Quichotte Magazine, in Germania.  Raccoglie cartoonists da tutto il mondo, io sono nel loro comitato. Quando Silvia Panerai ha organizzato il gruppo della Biennale di Venezia a Dublino, mi disse ‘ma tu Mario nella presentazione lo vuoi mettere che sei un cartoonist? Non lo trovi un po’ riduttivo?’ Io le dissi ‘no, io lo sono e mi piace molto’. Non la trovo assolutamente una cosa che squalifica…

:: In Belgio è considerata la nona arte..

Si infatti. In Italia s’è un po’ persa. Poi non c’è più, in generale, quella differenziazione che c’era una volta tra le varie specializzazioni dell’arte visiva.

mario sughi :: Art-Connoisseurs

:: Ma tu sembri avere una linea precisa nella tua opera, senza commistioni.

Si. Adesso per esempio faccio tutto in digitale. Una volta facevo solo a mano libera. Sai uno si deve anche un po’ adeguare ai tempi che cambiano e tra le varie cose c’è la questione della fisicità del lavoro. Se tu traduci un lavoro su tela hai bisogno di spazio, altrimenti dove lo lasci il lavoro invenduto? Poi oggi, sai, il lavoro lo vedi più che altro online.

:: Quindi la pittura non è più adatta ad interpretare la società contemporanea?

No, no, lo rimane. E’ un medium molto valido. Però oggi anche il lavoro dei pittori, quelli che usano la tela, viene soprattutto visto online.

:: …è anche una forma di promozione…

Bè un pittore vuole che il proprio lavoro circoli, sia visto. E’ legittimo, se non è visto il lavoro è morto. E’ solo quando viene visto che il lavoro inizia a prendere corpo.

mario sughi :: Meeting (detail)

:: Da dove provengono i tuoi soggetti?

Io ho sempre una macchina fotografica con me. Faccio molte foto di Dublino, della gente, quindi sicuramente questa è una cosa che finisce nei miei lavori. Poi magari sono punti di partenza. Per certi versi il lavoro di disegnare non è troppo diverso dal lavoro dello scrittore. Lo scrittore in genere delinea un personaggio e poi quando il personaggio comincia ad avere una sua forma lo scrittore lo insegue. Io faccio lo stesso. Mi distanzio dal disegno e poi quando lo guardo dico ‘che cosa sta facendo questa, cerca qualcuno? Sta uscendo?’ Completi il personaggio a seconda di ciò che questo cerca di essere, di trovare una sua identità. Per me però è molto importante come fare un soggetto, più che il soggetto in sè.

:: Il medium…

Bè, si. E’ come fare un piatto di spaghetti, però vedi, cinque persone fanno cinque spaghetti diversi, c’è una bella differenza. E questo “come” è difficile da spiegare, non lo so spiegare.

:: In che rapporto sta il titolo con l’opera? Complementarietà, contraddizione, ironia…

Io cerco in genere di fare titoli molto brevi che siano abbastanza vicini al lavoro finito, a volte ironici. Il titolo se ci pensi è qualcosa che potresti cambiare all’infinito. Ci sono anche opere storiche archiviate sotto titoli diversi.

mario sughi :: NightWalks MerrionSquare

:: I tuoi soggetti sono soprattutto donne. L’uomo c’è ma o è di spalle o è sullo sfondo o comunque in secondo piano…

Mi piace soprattutto disegnare le donne, è vero.  So che faccio fatica a disegnare gli uomini quindi evito, oppure certe espressioni. Faccio fatica a disegnare una persona che ride.

:: Per una questione di tecnica?

Mah non so, non vengono bene! E’ strana questa cosa, mi sembra che diventi un disegno sdolcinato. Ma se ci pensi non son l’unico, difficile trovare grandi pittori che hanno fatto dipinti di gente che ride. Si, un sorriso molto dolce una madonna può averlo. La gente vede i miei lavori e dice ‘ma sono tutte serie queste donne, cosa hanno fatto?’ Ma non mi piace romanticizzare.

:: Mostre in futuro?

Per ora una collettiva alla galleria  Yvonneartecontemporanea di Vicenza. Poi la prossima settimana preparerò un lavoro per l’Absolute Fringe di Dublino. Mi hanno commissionato di lavorare una di queste bottiglie di due metri e mezzo, sai che lo sponsor è Absolute Vodka, insieme ad altri cinque artisti internazionali. Mi ha fatto molto piacere.

mario sughi :: Silent Journeys

:: Come mai questo nome d’arte, Nerosunero?

Eh, molti non lo capiscono per via dell’Inglese. Mi piaceva molto lo scrittore Sciascia. Lui fece una raccolta di saggi e li intitolò Nero su nero. S’è sempre detto che lui aveva questo talento per l’ironia e Nero su nero lo interpretava come il nero dell’inchiostro sulla nera pagina della realtà. Vuol dire che tu scrivi ma poi è difficile decifrare ciò che scrivi. Come del resto l’ironia, è difficile decifrarla. Ho anche avuto la fortuna di fare dei lavori su Sciascia in collaborazione con uno dei massimi studiosi di Sciascia, Tom O’Neill, un professore scozzese.

:: Artisti preferiti?

Hockney mi piace molto, e si vede anche dall’influenza sulla mia opera. Poi Bacon, Lucian Freud. Ecco, abbiamo nominato tre inglesi. Italiani… mah non so, mi piaceva molto Schifano… è difficile da dire,  mi piaceva anche perché l’ho conosciuto.

:: Schifano ci sembra un’ottima scelta.

Eh dai, mettiamo Schifano allora. Poi mi piace molto mio padre, Alberto Sughi. Io l’ho visto lavorare sempre, a Roma vivevo nel suo studio. Lavora ancora, ha 83 anni. E poi capisci meglio un padre quando fai il suo lavoro.

mario sughi :: Unknown Journey (detail)

:: Se dovessi scegliere un’altra città per vivere?

Un giorno lo sapevo, oggi non lo so più. Mi piacerebbe vivere con l’idea che c’è un posto in cui vorrei andare se dovessi stancarmi di Dublino, ma non c’è. Mi pare che ormai è un po’ lo stesso dappertutto. Quello che ti porti dentro sei tu, e il posto lo cambi un po’ tu. E poi qui sto bene.

:: Cosa ti piace di più di Dublino?

Mi piace molto il mare, verso Dun Laoghaire, Bray, Howth. Mi piace andare a bere le birre nei pub. Il mio pub preferito è il Neary’s, vado sempre li.  Fra le gallerie che preferisco c’è la Douglas Art Gallery. Loro hanno fatto sempre lavori minimalisti. La cosa interessante è che quando arrivai a Dublino il minimalismo in quegli anni sembrava una cosa d’avanguardia, oggi invece sembra una cosa austera, quasi classica. Hanno fatto una scommessa su questo stile e l’hanno seguita con grande disciplina e con gran rigore. Mi piacerebbe poter chiamare i miei lavori minimalisti ma poi invece sono sempre super colorati…

:: Forse richiamano più un’estetica pop…

Eh si, si. A me piacerebbe che fossero minimalisti. Qualcuno li chiama un po’ astratti, ed è vero anche quello. Vorrei che certi sfondi invece che essere dei mobili fossero solo dei volumi, dei colori, ad esempio.

nerosunero :: Amy Winehouse

:: Come descriveresti l’Irlanda e gli irlandesi?

Gli irlandesi hanno molta energia. Non è una forza bruta, è quasi una determinazione.  Molti italiani dicono che gli irlandesi non sono professionali come noi. Io li ho sempre trovati molto professionali, senza però aver la preoccupazione di farlo notare, come se essere professionista debba essere accompagnato da uno status. Loro lo sono nei fatti, noi appena facciamo una cosa la mettiamo in mostra.  Dell’Irlanda mi piacciono i paesaggi. Mi piace che arrivi in una città come Dublino ed in pieno centro ci sono tutte queste aree verdi. Questi verdi improvvisi nel pieno della città a me piacciono. Vedi  l’Irlanda è molto bella quando è selvaggia, con questi venti, queste piogge. Guarda,  se tu un giorno venissi  colta dalla pioggia a Merrion Square, in qualche angolo di Merrion Square ci troveresti  il Donegal, l’Irlanda dell’Ovest. E’ proprio bellissimo.



Commenti (2)

  1. L’incipit mi ha catturato perché mi trova assolutamente d’accordo.
    Se ti fa piacere puoi dare un’occhiata ai ns siti che sono in rifacimento ma pare che a giorni saranno a tiro. ww.ellequadro.com
    Se ti fa piacere ti invio il progetto di ARTOUR-O il MUST che è un palcoscenico privilegiato per presentare e far camminare i progetti, quelli giusti però.
    Un saluto da Genova e Firenze
    Tiziana

  2. grazie Tiziana
    certo sarei interessato a vedere il progetto di cui parli
    certamente
    un caro saluto
    mario
    (e ne aprofitto anche per dire grazie alla Sara per aver saputo dare all’intervista un tono cosi’ fresco e allo stesso tempo cosi’ autentico)

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