
NYS. Aneddoti e insegnamenti dalla vita newyorchese
Ho sempre trovato che NY fosse una città generosa. E’ una città che non si risparmia a nessuno, che non si nasconde e che, a chiunque abbia voglia e curiosità di conoscerla, ha qualcosa da rivelare. In tutte le più piccole declinazioni del quotidiano NY ha qualcosa da insegnare sulla nostra capacità di abitare, ma soprattutto di vivere la città. E’ scuola di praticità, di entusiasmo, di valorizzazione del tempo e dello spazio. E’ maestra di integrazione, di varietà, di eclettismo, e di poetica bellezza. E allora, perché non fermarsi un attimo a capire come New York può dirci qualcosa anche su ciò che non è NY? OK, non sto impazzendo, né voglio far impazzire voi. Ma pensateci. NY è soprattutto uno stile di vita, un modo di apprezzare e valorizzare il nostro spazio-tempo urbano. Perché non provare a capire cosa di quello stile ha senso anche fuori da NY?
NY mi ha insegnato a vivere pienamente, a godere del mio tempo e di tutte le occasioni, a non far trascorrere neanche un momento in modo insensato e noioso, perché c’è sempre troppo da fare, da vedere e da capire… e per farlo non è necessario stare a New York. Questo è lo spirito con cui comincio questa avventura; l’entusiasmo per un modo di vedere le cose che per me è stato rivelatore. Scoprirlo e applicarlo al resto della mia vita e al resto dei suoi luoghi, ha dato loro tutt’altro gusto. Spero proprio serva un po’ anche a voi.
Buon New York Style a tutti!
1. GET CHANGED
piccole lezioni di praticità newyorchese

Ore 8.30 del mattino. Siete in metropolitana, o in treno, o su qualunque mezzo pubblico diretti al lavoro. Vi guardate attorno. C’è gente elegante, facce perfettamente truccate, donne con borsette firmate, tailleur e tacchi alti…
Probabilmente non vi trovate a NY e gli indizi sono vari: borse piccole, tacchi alti, aspetto perfetto. Mhm, perché?
Bè, pensate ad una città di 8 milioni di abitanti distribuiti su 5 quartieri (boroughs) collegati al centro principalmente dalla metropolitana. Una città in cui 5 milioni di persone si muovono con la metro nei giorni lavorativi, e in in cui ogni giorno mezzo milione di ‘commuters’ – i nostri pendolari – entrano in città per uscirvi a sera. Un posto in cui si sa quando la giornata comincia ma non quando finirà.
Ecco, noterete che i suddetti dettagli sono quantomeno stridenti con questo quadro..
NY è una città faticosa per tantissimi motivi, e l’arte di ogni buon newyorchese è quella di ridurre al minimo ogni carico di stress che non sia inevitabilmente imposto da agenti esterni.
Perché donne rampanti in abiti eleganti dovrebbero torturarsi per un’ora di metropolitana su tacchi alti? Presto detto, ballerine ai piedi (quando non antiestetiche scarpe da ginnastica) e tacchi in borsetta. Capite bene che già con questa premessa le borse debbano avere una certa stazza!
La prima volta che ho visto una di queste Wasp* – più difficile vedere un’orientale che faccia gli stessi numeri (credo sia una questione culturale di ‘gestione della sofferenza’) ho pensato che in molti altri posti del mondo, Italia in particolare, rinunciare al tacco di mattina presto avrebbe significato rinnegare la propria femminilità. Poi ho capito che perdendo in femminilità si guadagnava in intelligenza!
E’ mattina presto, si è usciti di corsa di casa per fiondarsi sul primo treno possibile – che magari non è il primo che passa, troppo affollato per entrarci, né il secondo, né il terzo.
La colazione è un optional, ma non si può rinunciare al caffè. Berlo a casa però è uno spreco di tempo, ed ecco allora spuntare fra le mani dei nostri beneamati cittadini, i termos porta caffè. La mattina sono fuori dalla borsa, strettamente afferrati per evitare voli imprevisti tra una frenata e l’altra…al ritorno ovviamente saranno dentro. Altro ottimo motivo per una borsa capiente, in cui di solito sta anche il tapperware con il pranzo.
E poi? Volete che manchino trucchi e belletti cui ricorrere rigorosamente nel vagone se si trova posto a sedere, o all’arrivo in ufficio? Se siete stati a NY o anche solo avete visto il film ‘Il diavolo veste Prada’ tutto questo non vi suonerà strano.

Un’altra cosa divertentissima che ho visto fare alle mie amiche newyorchesi è più vicina ad un gioco di prestigio che ad una abitudine sociale… eppure così è.
Premessa: come ho anticipato, data la struttura della città e i ritmi che impone capita spesso di dover stare in giro a lungo, anche tutta la giornata, senza passare da casa.
Questo impone una certa dose di adattamento e un pizzico di creatività nel proprio abbigliamento. Se infatti vi si propone una serata dopo il lavoro, mai vi rifiuterete perché non avete la mise adatta. Probabilmente avete già indosso un abito multistrato, sfoderabile, che cambia il suo aspetto in modo tanto rapido quanto inaspettato. In alternativa avete lasciato un cambio casual in ufficio. E se poi è domenica, passeggiate in centro a primavera in una di quelle giornate mutevoli, in cui piove, c’è il sole, c’è vento, fa caldo e tutto quanto di altro la meteorologia vi possa proporre, nessun problema. Vi garantisco, per averlo visto con i miei occhi, che è possibile fare un cambio completo d’abito in mezzo alla strada!
Via gli stivali, buttati in borsa, e sostituiti da più primaverili ballerine o addirittura infradito. Se fa proprio caldo via i leggins che stavano sotto il vestito e sotto gli stivali, e si resta a gambe scoperte nel tepore primaverile. Se invece comincia a piovere, si possono portare con sé simpatiche ballerine di gomma. Non si impregnano d’acqua, non occupano molto spazio e sono leggere… cosa desiderare di meglio?
NY è davvero una palestra di praticità. Imparare a ridurre al minimo le nostre rigidità per sostituirle ad abitudini forse meno raffinate, ma sicuramente più funzionali, è un ottimo trucco per rendersi la vita più facile e indubbiamente più sostenibile… Provare per credere!
* white Anglo-saxon Protestant –
termine comunemente utilizzato per individuare i bianchi americani.


Proprio in tema di ballerine vi vorrei segnalare un articolo davvero carino sulle ballerine, ironico quanto basta… a voi giudicare
http://www.i-fashion.it/?p=11
[...] metropolitana ho già accennato qualcosa in precedenza, ma questo nobile, ultracentenario abitante di NY merita senza dubbio ben altra [...]
Davvero un bel articolo, apprezzo davvero molto come descrivi questo aspetto di NY. Un giorno forse inseguirò il mio sogno e ci andrò, magari in vacanza, magari a viverci, chi lo sà.