Urban Safari

Gita fuori porta alla Palazzina di caccia di Stupinigi

Qualche anno e qualche furto (di cui uno celeberrimo e molto cinematografico, con tanto di finale ricco di mistero) dopo la sua ultima apertura al pubblico nel 2006, l’imponente e splendida Palazzina di caccia di Stupinigi ha riaperto i battenti a novembre, fanalino di coda dei festeggiamenti del centocinquantesimo dell’unità di Italia.

Si tratta però di una apertura straordinaria, solo fino al nove aprile.

Appena lo abbiamo scoperto, ci siamo dunque scapicollati a visitare la reggia sabauda disegnata da Juvarra nel 1729, in tempo per raccontarvela e permettere anche a tutti voi di andare a curiosare tra i suoi saloni barocchi, finemente decorati (quasi tutto è un trompe l’oeil) e ricchi di dettagli che rimandano al suo simbolo: il cervo.

Troverete citazioni ovunque. Non solo sul tetto, dove il cervo verde svetta, e ovunque tu ti giri, ti guarda (sì, proprio come la gioconda). La celebrazione di questo animale, simbolo della caccia e dunque della maison des loisir (così, i re Savoia, definivano la Palazzina), è davvero dappertutto: nei dipinti, nelle statuette, sui lampadari e…nei piedi di molti dei mobili, le cui gambe terminano a zoccolo.

Ma veniamo alle questioni pratiche.

Arrivare alla Palazzina non è semplicissimo, se non avete un’auto. Siamo infatti già fuori da Torino, in uno dei paesi della prima cintura: Nichelino.

Il nostro suggerimento è di recarvi alla stazione di Torino Lingotto e da lì prendere il bus n. 41 in direzione Orbassano, che vi porterà direttamente innanzi al maestoso ingresso dell’edificio.

Per visitare la Palazzina di Stupinigi dovete obbligatoriamente prenotare, sia online (QUI) che via telefono, a questo numero verde 800329329. Generalmente occorre riservare il posto con almeno un giorno d’anticipo: il flusso di turisti sia italiani che stranieri è infatti imponente, quasi quanto a Venaria.

La ragione di questa clausola (alla quale gli operatori della biglietteria si attengono in modo molto fiscale dunque: PRENOTATE!) è semplice: i pavimenti storici e la struttura quasi cunicolare di alcuni degli ambienti interni (come la toeletta con la vasca di marmo bianco di Paolina Bonaparte o il Pregadio del re-un confessionale ante litteram), permettono il passaggio di massimo 20 persone per volta.

Il biglietto di ingresso costa 12 euro per gli adulti e 8 se siete under 26. Inclusa nel prezzo c’è però la visita guidata, davvero utile non solo per capire meglio il palazzo e la sua architettura, ma anche per scoprire piccole chicche e segreti dei tempi in cui l’Italia aveva un re.

Passeggiando su una serpentina di tappeti color carta da zucchero, la guida vi farà attraversare stanze e corridoi culminanti nello spettacolare salone del cervo. Mastodontica sala da ballo costruita come se fosse una scenografia teatrale (il Signor Juvarra, l’architetto, era anche scenografo), con tanto di finte quinte. La particolarità vera sta però nel fatto che gli oggetti che popolano le pareti di questa grande stanza – dalle colonne alle statue – sono lì solo in presenza. Niente è vero, tutto è pittura.

La bellezza, la perfezione e l’equilibrio di questo ambiente vi lasceranno – ne siamo sicuri – senza fiato.

E quindi, a visita finita, ricordatevi di chiedere alla guida di indicarvi dov’è il punto di raccolta dei feedback dei visitatori. Lì potrete scrivere che non volete che la Palazzina chiuda il 9 aprile, ma che auspicate anzi che possa rimanere aperta sempre.

Perchè un gioiello così è stato creato apposta per essere condiviso.

 




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