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Urban Safari

Torino e la montagna: alla scoperta delle Alpi in città

01 marzo 2017

Torino contiene molti segreti e uno di questi viene svelato soltanto nelle giornate di sole, quando il cielo diventa limpido e tra i palazzi e i tetti più alti appaiono, in lontananza, delle cime innevate. E così la città smette di essere formata soltanto da un insieme di quartieri (Vanchiglia, Crocetta, San Salvario, la Collina), ma anche da un qualcosa che sembra unirne le parti e abbracciarla da lontano: le montagne.

Qualsiasi viaggio che si rispetti ha bisogno di una cartina con cui potersi orientare e, se ne cercate una per questa camminata alla scoperta della montagna qui in città, un ottimo punto di partenza è proprio la libreria La Montagna di via Sacchi. L’ambiente si presenta subito come estremamente ospitale.

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Una volta entrati, si viene immediatamente accolti da una parete ricoperta di mappe di sentieri e di percorsi, riviste di arrampicata e di viaggi, preziosissimi per ogni appassionato di camminate. La libreria raccoglie principalmente testi accomunati dal tema dell’alpinismo. Si trovano biografie, racconti di viaggio e di scalate, libri fotografici e non solo. Il motto del negozio è “la montagna sotto i portici” e, frequentandolo, ci si rende conto che coloro che lo gestiscono cercano di trasmettere tutto quello che la montagna rappresenta davvero.

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Non ci si limita infatti a leggerne ma anche a viverla e perciò raccontarla. E se anche voi non vi accontentate di scoprire racconti di camminate o viaggi solo sfogliando le pagine di un libro, provate a fare un salto in libreria il giovedì pomeriggio. Un appuntamento fisso è infatti quello con gli autori che, ogni settimana, sono pronti a presentare i propri romanzi o saggi ma soprattutto a raccontare le proprie storie e cosa significhi la montagna, la scalata, la vetta, perché mettersi in cammino solo con uno zaino in spalla e con nessun altro mezzo se non le proprie gambe. L’importanza di questi incontri sta nell’avere la possibilità di un confronto, nel poter sentire la voce di chi vuole rappresentare un altro modo di viaggiare e poterne parlare e interrogarsi.

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Una volta usciti da questa libreria è difficile non aver voglia di partire, e allora perché non avvicinarsi alla vetta di Torino? Dalla stazione di Porta Nuova salite sul pullman 68 che vi porterà fino ad una delle vie più centrali (fermata PO) e da lì un consiglio è proseguire a piedi verso piazza Vittorio, uno degli spazi più affascinanti della città, che nelle giornate più limpide toglie il respiro.

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Provate a mettervi al centro della piazza dando le spalle ai palazzi: da un lato vi troverete la chiesa della Gran Madre circondata dalle colline, mentre dall’altra potrete già scorgere alle spalle di Palazzo Madama le prime cime innevate. Salendo verso la collina, si arriva al monte dei Cappuccini e al Museo della Montagna. La vista dall’altro è spettacolare e infatti, quando il cielo è terso, la città è abbracciata dall’intero arco delle Alpi.

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Il Museo della Montagna merita di essere visitato almeno una volta, anche solo per la sua piccola terrazza da cui si può dominare l’intera Torino con lo sguardo, vedendo in lontananza la piccola sagoma della Mole. La voce dell’attore Giuseppe Cederna accompagna i visitatori in un percorso volto a ripercorrere la storia della montagna e di chi l’ha vissuta. Alpinisti, scienziati ma anche persone comuni che hanno iniziato a popolarla, sono i protagonisti di questo racconto e Torino rappresenta il luogo migliore da cui partire poiché proprio qui, nel 1863, il C.A.I. (Club Alpino Italiano) è stato fondato da Quintino Sella.

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Queste storie sono accompagnate da foto, video, dipinti e cimeli originali, affascinanti per gli appassionati, ma non solo. Tra questi, ad esempio, una delle tende utilizzate da Reinhold Messner durante la famosissima impresa sul K2 del 1979. Il museo si sviluppa su due piani e quello sotterraneo ospita le mostre temporanee, tra cui attualmente “Foulard delle montagne” che raccoglie una settantina di pezzi di un accessorio che è passato dall’essere utilizzato esclusivamente per scopi pratici durante il lavoro e le scalata, al rappresentare un oggetto di lusso.

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Prima di lasciare il museo, un ultimo sguardo a Torino dalla terrazza con le colline alle spalle e le montagne che fanno da sfondo alle figure degli edifici della città. Se a questo punto vorreste essere su una vetta alpina, fermarsi a mangiare qualcosa è una scelta più che obbligata e cosa scegliere, se non un tipico piatto di montagna?

Ritornando verso il centro e proseguendo in direzione di piazza Castello, addentratevi per le vie del Quadrilatero fino a raggiungere via Barbaroux 33, dove si trova Santa Polenta. L’ambiente di questo ristorante è certamente molto diverso rispetto a quello di un bivacco o di un rifugio ma ha dalla sua parte un menu ricco e interessante. Questo ristorantino è un’ottima tappa per rilassarsi al termine di un’intera giornata di camminate e godersi finalmente un momento di tranquillità e la specialità è ovviamente la polenta, servita in numerosissime varianti e accompagnata da un’ampia lista di vini.

polenta

In mancanza di una cima da scalare, una passeggiata tranquilla tra le vie meno trafficate della città può essere una soluzione per scoprire cosa nasconde Torino al di là dei propri palazzi e al di sopra del proprio grattacielo.

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