triest

Let's Eat

Un posto dove fermarsi: la storia di Mimì e Cocotte a Trieste

20 dicembre 2016

“Qui dove il mare luccica e tira forte il vento.” No, non stiamo parlando del Golfo di Sorrento. Siamo in un posto dove il vento soffia più forte: Triest, città da sempre al confine, ma allo stesso tempo punto di incontro di culture diverse, come vedremo anche in questo articolo.

01_mimiecocotte

Se guardiamo Triest dall’Altopiano del Carso vedremo uno splendido Golfo, su cui si affacciano tre stati diversi. Verso est possiamo osservare infatti Italia, Slovenia e Croazia una di fianco all’altra. Con il Castello di Miramare, bianco, puro e asburgico, inizia il territorio di Triest, città “aspra e vorace” che lascia il posto, verso Sud, alla cittadina di Muggia di origine veneziana. Proseguendo con lo sguardo, dopo una Punta Grossa e una Punta Sottile (toponimi, del resto) troviamo Koper/Capodistria, da cui inizia l’Istria, e possiamo arrivare fino a Piran/Pirano in Croazia. Verso Ovest invece ecco Monfalcone, Grado e la costa friuliana, con Alpi Giulie e Alpi Carniche sullo sfondo. I triestini più anziani dicono addirittura che – nelle giornate più limpide – guardando dritto verso l’orizzonte si possa vedere il campanile di Piazza San Marco a Venezia.

Triest è un po’ così: una città di mare, un porto in cui si incrociano persone dalle più svariate provenienze. In questo articolo, noi di Nuok vogliamo raccontarvi la storia di una ristoratrice nata a Roma, da genitori fiorentini, che dopo anni di attività in Emilia ha deciso di stabilirsi a Trieste, per aprire il suo nuovo locale: Mimì e Cocotte.

02__mimiecocotte

La prima cosa che ci colpisce del locale è l’atmosfera molto spensierata. Nella sala principale i vivaci colori delle sedie e dei fili delle luci rallegrano un ambiente molto caldo. Gli archi in pietra sono lasciati a vista e, alla base delle bianche pareti del locale, corre una fascia in legno che abbraccia tutti gli ambienti. Lo stesso materiale è stato utilizzato per ricavare anche i tavolini dove ci sederemo. Ciò è il risultato di un’interessante operazione di riuso delle vecchie assi che formavano il pavimento del magazzino che, una volta, si trovava qui al posto del locale. Alle pareti cartoline illustrate, biglietti d’auguri e libri catturano la nostra attenzione.

07__mimiecocotte

Una delle grandi differenze di Mimì e Cocotte rispetto al resto dei locali sta proprio nello spazio dedicato ai libri, che è parte di un più ampio progetto di biblioteca diffusa in città.

Ciò crea un’atmosfera che ne fa un luogo adattissimo per venirci a studiare o a lavorare con il proprio portatile, magari accompagnati da un buonissimo caffè.

05__mimiecocotte

Ma torniamo al nostro pranzo. I piatti proposti provengono perlopiù dalla tradizione culinaria emiliana (ma non mancano piacevoli sorprese) e nel menu sono elencati tutti rigorosamente a mano. Noi prendiamo le tagliatelle al ragù e la trippa alla fiorentina. Nell’attesa ci portano una cestino di pane e si dimostrano molto attenti anche alle necessità delle persone intolleranti al glutine: ci portano infatti anche dei cracker senza glutine.

Ecco quindi arrivare le portate principali. Sia le tagliatelle che la trippa sono ben impiattate e le porzioni adeguate. Il ragù delle tagliatelle è molto saporito, una spolverata di parmigiano rende poi il piatto perfetto!

03__mimiecocotte

La trippa alla fiorentina è il piatto del giorno e ci ricorda proprio quella che si può mangiare nei migliori locali di Firenze.

04__mimiecocotte

Per concludere il nostro pranzo, ordiniamo un caffè. Ma non uno qualunque: il triestinissimo Capo in B. Come avrete già avuto occasione di leggere, a Trieste infatti il caffè parla una lingua a parte.

06__mimiecocotte

Ci alziamo e andiamo verso il bancone, il quale è anche molto colorato e molto spensierato. L’illustrazione alla sua base raffigura una ragazza e il mare con tratti ed elementi che ritroviamo anche nelle cartoline appese ai muri: tutto è opera dell’artista Flaccidia, una delle tante collaborazioni che ha attivato Mimì e Cocotte.

08__mimiecocotte

La titolare del locale ci racconta degli ultimi eventi e delle originali iniziative intraprese, soffermandosi in particolare sulla storia del loro cuoco-cantante e del suo gruppo, ovvero Aldo Sbadiglio e la Famiglia Ananas in vacanza a Dresda, che hanno pubblicato da poco un piccolo, grande libro.

Ci accorgiamo così che la storia di Mimì e Cocotte è collegata a tante altre storie, che lo rendono un posto speciale dove fermarsi. E ciò suggerisce che forse proprio Trieste è un luogo speciale dove stare. Sarà per il mare o magari per il vento: Trieste è una città ricca di fascino, di contrasti e di contaminazioni, che rischia di rimanere nel cuore. Perché in fondo – parafrasando le parole di un’altra canzone di Lucio Dalla –  c’è spesso “un posto nel mio cuore, dove tira sempre il vento”.

, , , , , , ,