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Urban Safari

Le tre statue che passeggiano nel cuore di Trieste

14 giugno 2017

Una delle definizioni più famose dedicate al capoluogo del Friuli-Venezia Giulia porta la firma di Umberto Saba, che nel suo Canzoniere ne parla con dei versi ormai celeberrimi:

Trieste ha una scontrosa
grazia. Se piace,
è come un ragazzaccio aspro e vorace,
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regolare un fiore;
come un amore
con gelosia.

La prova di questo legame fra la letteratura e la città sopravvive in molti altri passi delle pubblicazioni del Novecento, anche se non tutti sanno che nel centro storico di Trieste si trasforma addirittura in opera d’arte, regalando a visitatori e cittadini attenti un’insolita sorpresa.

statua_piazza_Unita_Trieste

Tre dei personaggi che hanno avuto più a cuore il luogo, infatti, passeggiano adesso per l’eternità fra le sue vie, si soffermano a contemplare il cielo, sembrano affrettare il passo verso una libreria o sorridono ai passanti senza scomporsi, che nel frattempo soffi una bora sferzante o che il sole di agosto batta su porte e finestre.

La prima statua che si incontra è anche quella che più turisti raggiungono appositamente, allungando il tragitto pur di farle un saluto: si tratta di un pacifico James Joyce, che attraversa via Roma all’altezza del Ponte Rosso, proprio in corrispondenza del Gran Canale grazie a cui si colora di mare e di allegria la zona del Borgo Teresiano. Una targa ai suoi piedi ne indica la data di nascita e di morte, oltre che in particolar modo una frase emblematica: La mia anima è a Trieste.

statua_joyce_trieste

Punto di riferimento per appuntamenti di gruppo, per foto-ricordo e per scatti pittoreschi al tramonto, l’irlandese ha alla sua destra lo sbocco al mare e il Civico Museo Teatrale Carlo Schimdl, mentre alla sua sinistra la chiesa cattolica di Sant’Antonio Taumaturgo e quella ortodossa di San Spiridione, entrambe affacciate in piazza Sant’Antonio.

gran_canale_trieste

Se si prosegue su via Roma lasciandosi Joyce alle spalle, si può ammirare il fascino raccolto di questa zona, popolata di locali, negozi di abbigliamento, librerie e palazzi d’epoca in fila indiana. Attenzione a non smarrirsi, però! La fitta rete di strade rischia di far perdere per un attimo l’orientamento, cosicché è bene ricordarsi che per procedere con il tour delle statue a misura d’uomo bisogna imboccare la terza traversa a destra dopo il Canale, la piccola via San Nicolò. A un paio di isolati di distanza lo si distingue già di fronte a sé, ma non se ne intuisce l’identità finché non gli si arriva a pochi passi, all’incrocio con via Dante Alighieri, e lo si osserva con il suo cappello in testa, il cappotto lungo e l’aria di chi conosce il quartiere come le proprie tasche.

Si tratta proprio di lui: Umberto Saba, immortalato con una pipa in bocca mentre in compagnia del bastone va idealmente in direzione della libreria da lui fondata – e che tuttora è in attività, con i suoi scaffali straripanti di volumi e con la famiglia dei successori disponibilissima a regalare di tanto in tanto qualche perla, quando si imbatte in veri appassionati. La targa, nel suo caso, recita: Avevo una vita bella, tra i monti rocciosi e il mare luminoso. Una perfetta sintesi dell’anima del posto, che solo chi l’ha sviscerata per un’intera esistenza può cogliere con una tale commozione chirurgicamente esatta.

statua_saba_trieste

Salutare il più grande scrittore mai nato nel capoluogo alla ricerca della terza figura d’eccezione è un gesto che nasconde sempre un che di malinconico, nonostante l’atmosfera briosa e spesso musicale che si respira nei dintorni. Il gioco vale, però, la candela, specialmente perché l’escursione prevede di percorrere la via San Nicolò all’indietro per poi reimmettersi in via Roma, asse principale del rione. A questo punto, si continua dritto in direzione di piazza della Borsa e si supera la prestigiosa Fontana del Nettuno fino a ritrovarsi in piazza Unità.

fontana_nettuno_trieste

Dalla posizione in cui ci si trova, a ridosso del palazzo del Comune, ci si può soffermare ad ammirarla in tutta la sua magnificenza e con il mare sullo sfondo, per poi rimettersi in marcia senza deviazioni.

piazza_unita_trieste

Per giungere a destinazione, infatti, occorre imboccare subito dopo la via San Sebastiano e lasciarsi trascinare dalla vitalità di Cavana, area totalmente pedonale e rinomata per la sua vita notturna, per le sfumature cromatiche dei suoi edifici e per essere il cuore pulsante della città vecchia, alle spalle delle rive che costeggiano il mare. Fra artisti di strada, cioccolaterie e biblioteche, si arriva in piazza Attilio Hortis in un batter d’occhio, magari ammirando nel frattempo i murales sparpagliati qua e là nei vicoli adiacenti e i negozi di souvenir che vendono, fra l’altro, un ottimo caffè Illy, tipicamente triestino.

cavana_trieste

E da un momento all’altro ecco anche lui, il tassello mancante di una triade straordinaria, pronto a salutare i bambini che giocano in piazza o gli studenti che rincasano dopo una giornata di lezioni: Italo Svevo, lo sguardo bonario e i baffi rigorosamente al loro posto, che regge il cappello nella mano destra e un libro nella sinistra. Qualche centimetro più in là, si legge per terra: La vita non è né brutta, né bella… ma è originale!, la cui fonte esplicita farebbe pensare che l’autore porti con sé proprio un’edizione de La coscienza di Zeno.

statua_svevo_trieste

Che sia davvero quella l’opera prescelta o meno, anche il terzo cittadino onorario del luogo ha un angolo a lui dedicato. Facile da raggiungere come gli altri due e vicinissimo anche a tre famosi punti di ristoro per soddisfare, intanto, l’acquolina di chi si trova in giro: Siora Rosa per gli amanti delle trattorie caratteristiche, Mug per chi apprezza le colazioni o merende in stile americano e Draw per un drink in un contesto delicatamente vintage.

Qualunque scelta sarà buona, in tutti i sensi. E, per chi non dovesse avere voglia di un ristoro, c’è sempre il mare a pochi minuti più in là: da via Torino fino a piazza Venezia e poi sulle rive al di là dell’incrocio, per contemplare scorci incantevoli e a qualunque ora del giorno e della notte.

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