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Fermi: la bottega gourmet di Treviso

27 novembre 2015

Uno dei grandi piaceri quando si è in viaggio è senza dubbio la possibilità di assaggiare le specialità locali, lasciarsi trasportare dai sapori più noti e mettere a rischio le papille gustative con piatti di cui a malapena riusciamo a pronunciare il nome, come dei veri esploratori del gusto.  

Il turismo gastronomico è ormai sempre più riconosciuto e alcune città hanno fatto dei loro piatti una vera bandiera, anche più dei monumenti: cos’è Alba se non il regno del tartufo bianco pregiato o Bologna senza le tagliatelle, le lasagne e i tortellini? E Treviso senza il radicchio?

Fermi_Treviso_Radicchio

A volte, però, come Proust con le sue Madeleine, vogliamo rivivere il piacere di un bel viaggio e gli aromi di un luogo ormai lontano, anche dalla cucina di casa. Le botteghe gastronomiche assolvono appieno a questo nostro desiderio inconscio del voler “inscatolare i ricordi” per riaprirli a nostro piacimento, quando ci assale la nostalgia.

Per i visitatori di Trevizo, a colmare questo bisogno emotivo ci pensa Fermi, l’angolo gourmet in cui trovare tanti prodotti della tradizione locale. Una bottega che è una tradizione a sua volta: è dal 1896 che il locale è nel cuore (e nelle dispense) dei trevigiani .

Fermi_Ingresso

Nel 1896 il barcaio Vittorio Fermi aprì il primo negozio in zona Fiera, allora al centro del commercio e dell’economia locale grazie alla presenza del fiume Sile. Con lo spostarsi del baricentro delle attività commerciali, anche Fermi ha cambiato sede: nel 1952 l’attività ha trovato nuova casa in Pescheria, zona mercato, il nuovo centro dell’economia cittadina. Nel 2004 il negozio si è spostato nella sua sede attuale, e la bottega di paese si è trasformata, come nelle migliori favole, in una raffinata boutique enogastronomica.

Fermi_Treviso_4

La selezione e la lavorazione delle materie prime sono svolte con grande cura e attenzione. Ci si trova di fronte a veri e propri gioielli gastronomici: tutti i prodotti sono lavorati artigianalmente e di origine biologica.

Lo stile dell’arredamento è elegante, curato ed essenziale, più simile a quello di un negozio di gioielli rispetto a quello di una bottega, ci fa capire immediatamente che qui il cibo è una faccenda seria, molto seria. Il design di ogni loro prodotto è curato in ogni minimo dettaglio, e i prodotti dentro ogni barattolo vengono esaltati.

A favorire questo grande impatto estetico è il fatto che qui tutto (o quasi) viene prodotto appositamente per il locale e inscatolato dallo stesso, generando quindi un omogeneità visiva ben lontana dal caos cromatico a cui ci hanno abituato i supermercati.

Fermi_Treviso_Gasronomia

Qui domina l’ordine e ad ogni parete troviamo un esercito di barattoli dal tappo bianco, tutti uguali e perfetti, dove a cambiare sono solo le etichette e i colori che traspaiono dal vetro.

Dalle verdure sott’olio (merita l’acquisto il famoso radicchio tardivo, ma solo se non si è in stagione e non si può comprare fresco), salse e condimenti a non finire, dalla peverada (un mix gustoso di carne bovina, suina, pollo e ortaggi vari, ideale per accompagnare una faraona o un arrosto) al patè di s’ciopet (termine dialettale per indicare la Silene Rigonfia, un erba selvatica), mieli, spezie pregiate, marmellate, conserve di qualsiasi cosa.

Fermi_Treviso_1

Non possiamo poi dimenticare i prodotti da forno del locale, un ottimo inventario della magnificenza dolciaria veneziana: buranei, sbreghette, zaeti, baicoli e pevarini sono pronti a tentare anche i fondamentalisti della “dieta come stato mentale”.

Ma i pezzi da novanta in questa sezione, almeno a ridosso del Natale, sono senza alcun dubbio il mandorlato di Cologna Veneta (molto simile al torrone, ma con una preparazione differente) e il panettone al radicchio candito: una raffinata squisitezza da regalare all’amico intenditore che ormai ha provato tutto, ma proprio tutto.

Fermi_Treviso_Panettone

Qui, ormai l’avrete capito, si trovano le greatest hits della cucina veneta, con ovviamente un occhio di riguardo alla produzione locale. Nonostante Fermi sia diventato famoso grazie baccalà, è sicuramente da consigliare l’acquisto dei bigoli o bigoi. Per i non veneti, si tratta di un tipo di pasta lunga e ruvida. Simili agli spaghetti, ma con quale chilo di troppo. Il termine che li definisce sembra derivare dal dialetto bigàt, bruco, per via appunto del loro diametro.

Fermi_treviso_bigoli

Per regalarsi un’esperienza completa, Fermi offre una gran varietà di sughi per bigoli: noi consigliamo la tradizionale salsa per bigoli (il nome dice tutto), molto saporita e preparata con acciughe e cipollina fresca. Questa distesa di barattoli, dove profumi e storie vengono imprigionate, stuzzica l’immaginazione e il palato come in pochi altri posti, qui a Treviso.

Se la voglia di assaggiare queste leccornie v’assale, all’interno del negozio si trova anche un delizioso angolo con una manciata di tavoli dove è possibile assaggiare i pezzi forti di Fermi e della cucina del veneto orientale: stoccafisso, baccalà e bigoli in tutte le salse (letteralmente), e molto altro.

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Di gioielli si parlava e di gioielli parliamo anche al momento di arrivare alla cassa. I prezzi non sono certo popolari, anzi, ma vista la qualità dei prodotti viene da chiudere un occhio. Se per una piatto assaggi non si spende meno di 8 euro, portarsi a casa qualche souvenir da questo paradiso alleggerisce notevolmente il portafoglio. Due esempi: 3,40 euro per 500 grammi di bigoli e 8,95 euro per 200 grammi di radicchio tardivo.

Uscire da Fermi è un po’ come svegliarsi da un sogno bellissimo: avviene sempre troppo presto. Il viaggio è ormai giunto al termine, e la scusa di essersi dimenticati qualcosa nel viaggio di ritorno verso casa non serve a nulla: sul sito del locale è presente anche uno store online, con tutti i prodotti del negozio.

Quando il ricordo della nostra visita sarà sul punto di svanire, però, ci saranno i nostri scrigni dal tappo bianco, pronti a catapultarci ancora e ancora in questa gemma nel cuore di Treviso.

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