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Urban Safari

Prima volta a Trento? È tempo di urban safari!

12 settembre 2016

Tra i vicoli e le vie della città “azzurra e silenziosa”, come è stata definita da D’Annunzio, ci si potrebbe perdere per ore e ore, ammaliati dalla squisitezza e dall’eleganza degli edifici e dei palazzi che vi sorgono e dall’indiscutibile fascino dei dettagli che la impreziosiscono.

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Partiamo dal centro, da ciò che colpisce dritto al cuore, da quella che è stata definita da molti una delle più suggestive piazze d’Italia: Piazza Duomo. Dopo esservi ripresi dall’iniziale stupore misto a commozione che coglie chiunque entri in Piazza Duomo per la prima volta e sia (un minimo) sensibile a questioni di armonia cromatica e architettonica, la cosa migliore che potete fare è entrare in una delle tante gelaterie a vostra disposizione e scegliere con cura i gusti del gelato che assaporerete mentre, seduti sui gradini della fontana posta al centro della piazza, contemplerete le meraviglie che vi si parano davanti agli occhi (e, al contempo, cercherete di evitare gli schizzi d’acqua con i quali qualche tritone dispettoso, con la complicità del vento, cercherà di annaffiarvi).

La fontana in questione è la Fontana del Nettuno, realizzata nella seconda metà del Settecento da Stefano Salterio, su progetto dello scultore Francesco Antonio Giongo. Si tratta di un’opera estremamente singolare (e forse anche un po’ azzardata) perché lega una città alpina al mare: come è possibile intuire dal nome, infatti, i soggetti ivi ritratti sono il dio delle acque ed altre creature marine, come tritoni e cavalli marini. La statua del Nettuno che attualmente sovrasta la fontana, tuttavia, non è quella originale, che è comunque possibile ammirare entrando nel cortile del vicino Palazzo Thun (in via Belenzani), luogo in cui è stata spostata per impedirne l’usura da parte degli agenti atmosferici. La cosa che stupisce e intriga maggiormente, però, è che un’opera di tal genere, avente come protagonista una divinità pagana, possa aver trovato accoglienza nel centro di una piazza così profondamente legata alla cristianità.

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La Fontana del Nettuno è un ottimo punto dal quale osservare tutti i principali edifici della piazza. Da qui potrete ammirare in attonito e religioso (!) silenzio l’imponente ed elegante facciata nord della Cattedrale di San Vigilio, il Duomo di Trento, il cui aspetto attuale è dovuto all’intervento di ricostruzione del vescovo Federico Vanga, e il grande rosone con la Ruota della Fortuna, che ricorda ai passanti l’inesorabile scorrere del tempo e l’imprevedibilità della sorte. E potrete ammirare anche il duecentesco Palazzo Pretorio, residenza vescovile fino alla metà del XIII secolo e oggi sede del Museo Diocesano Tridentino e la Torre Civica, dove era conservata la campana della Renga, usata nel Medioevo per radunare i cittadini in occasione di pubbliche assemblee e condanne a morte. A causa di un violento incendio scoppiato nell’agosto 2015 la campana è stata rimossa.

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Sul lato settentrionale della piazza si affacciano le Case Cazuffi-Rella, che risalgono al XVI secolo e che con i loro affreschi di stupefacente bellezza (attribuiti al Fogolino), i portici e i vivaci caffè sottostanti rappresentano uno dei più romantici scorci della città. Sulla facciata di sinistra, quella meno conservata, sono raffigurati personaggi e scene legati alla mitologia classica (aspettate, è mica Chirone quello?), mentre su quella di destra è possibile ammirare in tutto il loro splendore le rappresentazioni simboliche del Tempo, dell’Esperienza, della Ricchezza e della Miseria, oltre che la Scala delle virtù. Da dietro i due palazzi spunta la verde cupola della barocca chiesa della Ss.ma Annunziata, che si sposa in modo perfetto con il contesto circostante.

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Ora che avete finito il vostro gelato possiamo spostarci verso uno dei tanti polmoni verdi che punteggiano la città: Piazza Dante. Mentre vi incamminate per raggiungerla, lasciatevi incantare dal fascino dei meravigliosi palazzi che fanno da cornice all’ampia e raffinata via Belenzani (sto parlando di Palazzo Geremia, del Municipio Vecchio, di Palazzo Quetta Alberti-Colico e di Palazzo Thun) e, di tanto in tanto, abbassate gli occhi e guardate dove state mettendo i piedi: la pavimentazione in marmo rosso sulla quale state camminando ospita delle sezioni di Ammoniti. Le avevate mai viste?

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Piazza Dante si estende di fronte alla stazione ferroviaria ed ha al suo centro il Monumento dedicato a Dante Alighieri, eretto a fino Ottocento come simbolo della cultura italiana in un momento storico in cui il Trentino era sotto la dominazione austro-ungarica. Il monumento si sviluppa dal basso verso l’alto: al livello inferiore si colloca la rappresentazione dell’Inferno, mentre al secondo e al terzo livello sono raffigurati rispettivamente il Purgatorio e il Paradiso. In alto, si erge la statua di Dante, che con la mano sinistra stringe un libro (la Divina Commedia?) mentre con l’altra indica il nord.

Alle spalle del monumento si apre quello che fu il primo giardino pubblico della città, sorto a fine Ottocento, dopo l’arrivo della ferrovia. Qui potrete decidere se rilassarvi passeggiando lungo le rive del laghetto artificiale costruito al suo interno, se leggere un libro seduti all’ombra di una conifera o se dare da mangiare alle decine di anatre che lo popolano. Se invece avete ancora voglia di esplorare, mettetevi alla ricerca dei busti e delle statue che arricchiscono il giardino e visitate la Palazzina Liberty, oggi sede della Biblioteca dei ragazzi.

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Ora filate a riposarvi, che il nostro Urban Safari alla scoperta di Trent è ancora lungo!

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