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Nuovi punti di vista del Castello del Buonconsiglio di Trento

22 settembre 2016

Amanti della storia passata e dell’arte: se vi trovate a trascorrere qualche giorno a Trento, non fatevi mancare questa breve ma ricca passeggiata alla scoperta del più importante monumento della regione, il castello del Buonconsiglio. Iniziamo il percorso dall’incrocio tra Via Suffragio e Piazza Raffaello Sanzio, dove troviamo Palazzo  Trautmannsdorf, un edificio rinascimentale tra i più riusciti della città in termini di regolarità compositiva. Durante il Seicento, i tre portoni d’entrata perfettamente centrati vennero arricchiti con colonne e balconi, e anche gli spazi interni furono rivisti.

palazzo_trautmannsdorf

Se guardate bene, sopra e sotto ogni finestra del piano terra e del primo piano si trovano dei buffi mascheroni ornamentali (tra l’altro tutti diversi). Oggi il palazzo è la sede del Consorzio dei Vini del Trentino e dell’Istituto Trento Doc. Per visitarlo all’interno, quale migliore occasione di una serata di degustazione? È qui infatti che hanno luogo anche i corsi per tutti gli aspiranti sommelier.

Sbucando fuori da Via Suffragio e proseguendo verso destra alla ricerca dei faccioni sulle finestre del Palazzo Trautmannsdorf, all’improvviso la vostra attenzione sarà però completamente catturata da qualcosa di molto più imponente e spettacolare, il castello del Buonconsiglio.

castelvecchio_buonconsiglio

Quella che vedete è la parte più antica della struttura che domina dall’alto con la sua torre. È Castelvecchio, costruita a partire dal secolo XIII come roccaforte militare. In seguito l’edificio divenne residenza stabile dei principi vescovi di Trento fino alla fine del XVIII secolo e subì dei miglioramenti estetici rappresentati dalle logge e dalle finestre a croce guelfa.

castello_buonconsiglio

Avvicinatevi ancora un po’ e salite le scale che vi portano all’interno del castello. Lasciatevi trasportare da tutta la magia che evoca… già non sentite più il rumore delle macchine che passano vero? Siete dentro. Alla vostra destra troverete la biglietteria dove vi daranno utili consigli su come visitare i vari spazi e su cosa potrete osservare. Fino al 6 novembre 2016 è inoltre presente la mostra “Tempi della storia, tempi dell’arte. Cesare Battisti tra Vienna e Roma”. Ma prima di entrare, fate un giro nel giardino. O sedetevi per uno spuntino equo-solidale alla caffetteria gestita dalla cooperativa sociale Samuele chiamata “Barone al Castello”.

Il verde e l’atmosfera di relax vi faranno sentire in un’altra epoca. Proseguite verso sud, con il naso un po’ all’insù guardando il castello e i suoi nuclei risalenti a epoche diverse. Passato Castelvecchio, ci troviamo di fronte il pezzo più “nuovo”, la Giunta Albertiana, aggiunta nel Seicento dal vescovo Francesco Alberti Poia come anello di congiunzione tra la parte medievale e quella rinascimentale data da Magno Palazzo, a cui si attiene rispettando linee e architetture. L’immaginazione vola a tempi lontani seguita da un intenso profumo di uva fragola che in questo periodo dell’anno inebria dolcemente il passaggio nel giardino. Sopra di voi, una pergola trentina vi sta accompagnando silenziosa lungo tutto il percorso.

pergola_giardino_buonconsiglio

Fermatevi in una delle tante panchine poste in strategici angoli di pace e godetevi il momento. Poco distante da voi ci sono le celle dove vennero rinchiusi noti protagonisti dell’irredentismo trentino (Cesare Battisti, Fabio Filzi, Damiano Chiesa) in attesa di essere giustiziati nella fossa del Castello. Lo spazio angusto e soffocante, assieme alle torture subite, carica ancor più di valore questi grandi uomini per essersi battuti in qualcosa in cui credevano fermamente: l’amore per l’Italia.

celle_buonconsiglio_battisti

Una volta finito il giro all’ interno del castello, uscite e imboccate Via San Marco, proprio di fronte al castello ma un po’ più a sud. Dopo pochi passi sulla sinistra entrate nel parco che ha lo stesso nome della via. Questo spazio verde rischia di passare inosservato se non vi si presta la giusta attenzione.

entrata_magno_palazzo_buonconsiglio

Il convento di S. Marco, a cui il giardino apparteneva, è stato fondato nel 1271 dai monaci eremitani di S. Agostino che lo hanno abitato fino al 1780. Successivamente non si hanno dati certi, se non fino agli anni Duemila, in cui il parco è stato risistemato. Entrando, si nota un labirinto per bambini formato da siepi, che riprende il gusto rinascimentale.

Proseguendo oltre il passaggio verso sud, si apre l’altra ala del parco, quella dedicata alle piante officinali e ai fiori. La disposizione particolare di quattro grandi aiuole che ospitano ognuna una pianta diversa richiama l’uso tipico dei chiostri dei conventi. Degne di nota, le fontane antiche poste alle estremità del sentiero e il bellissimo pergolato di rose e gelsomini che segna l’ingresso al parco da via Marchetti. In questo momento dell’anno non ci sono più molti fiori che colorano il giardino ma si respira ancora un pungente profumo di lavanda.

giardino_san_marco

Prendevi un minuto per respirare profondamente prima di tornare a immergervi nel cuore della città e, aspettate un attimo…

torre_3_bandiere_buonconsiglio

Una volta percorso tutto il pergolato, giratevi e guardate sulla destra: ecco un ultimo scorcio delle tre bandiere al vento (Trentino, Italia, Europa) poste sopra la torre d’Augusto del Castello del Buonconsiglio.

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