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Let's Eat

Di pizza, hamburger e cibo tipico nella città di Trento

29 novembre 2016

Dopo una dura ed estenuante giornata passata in ufficio tra documenti e scartoffie (o alla scoperta delle meraviglie racchiuse tra le vie della piccola Trento), con il calar della sera la prospettiva di un bel piatto fumante e prelibato si fa sempre più allettante. E’ ormai ora di cena e l’idea di qualche succulenta pietanza, in compagnia dell’allegro chiacchiericcio di altri, affamati commensali, non vi dà pace. “Sì, ma… dove?”, vi starete chiedendo. Beh, si da il caso che oggi, noi di Nuok, abbiamo deciso di dare risposta ai vostri amletici dubbi: i locali che vi proponiamo sono tre, molto diversi fra loro, ma tutti adatti a soddisfare anche le forchette più difficili.

Tappa obbligata per gli amatori di carni e hamburger (anche per quelli attenti al portafoglio: il rapporto qualità/prezzo è praticamente imbattibile e spesso sono attive promozioni accattivanti!) è L’Anfiteatro Steak – House, sito in Piazzetta Anfiteatro. Il locale, al quale si può accedere da due ingressi, è esteticamente molto simpatico e originale: alla Vespa nera che troneggia su di un mobile e che la fa da padrone nella sala da pranzo spetta il compito di dare il benvenuto ai visitatori, il cui sguardo è subito magneticamente attratto dall’inusuale oggetto d’arredamento, ma di notevole impatto sono anche i lampioni (sì, quelli che solitamente si trovano lungo le vie delle strade) disseminati qua e là fra i tavoli, che contribuiscono a illuminare l’intero locale. Sulle pareti, piccole lavagne nere allietano l’umore dei più imbronciati con frasi esilaranti e aforismi divertenti.

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Il menu offre una vastissima gamma di alternative, ma i piatti di punta sono, senza ombra di dubbio alcuno, quelli a base di carne, oltre che gli hamburger: la loro ottima qualità rende quasi doverosa la scelta che, alla fine, posati forchetta e coltello, non verrà rimpianta (garantito!). Ad ogni modo, qualsiasi cosa voi decidiate di prendere, che sia un primo, un secondo, una pizza o un hamburger, ricordatevi di ordinare almeno una porzione di patate rustiche (fatelo, davvero!), finita la quale non bramerete altro che la ricetta per riprodurle a casa.

P.S.: se la vostra fame ha raggiunto livelli notevoli provate ad ordinare il Bombaburger e vedete come va a finire!

anfiteatro

Gli estimatori di piatti tipici trentini rivisitati in chiave austro-tedesca troveranno invece la pace dei sensi dirigendosi verso piazza Garzetti, dove sorge l’austera torre del Massarello, di origine medievale, che deve il suo nome al vescovo Angelo Massarello di San Severino, segretario generale del Concilio di Trento. Se siete fortunati, prima di riuscire a sedervi al tavolo, potrete inerpicarvi lungo strette scale interne e percorrere lunghi corridoi, ammirando i suggestivi affreschi cinquecenteschi che impreziosiscono i muri in pietra delle sale del ristorante, che è anche una birreria e che porta il nome di Roccaforte Trentina.

Ma bando alle ciance: parliamo di cibo! Piatto del Massarello, Piatto della Torre e Roccaforte Trentina sono  d’obbligo (rendiamo onore al luogo!), ma il menu è molto ricco e variegato e pensa anche a quei vegetariani che, per una misteriosa concatenazione di eventi, si sono ritrovati seduti a questa tavola (il menu è prevalentemente a base di carne).

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Se siete molto affamati potete optare per un primo (andate sul sicuro con i Canederli tirolesi al burro e parmigiano o con gli Gnocchi con ragù di maialino, oppure osate il tutto per tutto con il Risotto al pino mugo e ai frutti di bosco) abbinato ad un secondo (Spadellata del mastro birraio e Spareribs di maiale sono due tra i tanti): il tutto dovrebbe riuscire a saziare anche anche i più famelici. Se così non fosse, poco male, lo strudel di mele trentine è lì che vi aspetta.

Ah, ricordate di accompagnare il vostro pasto con una pinta di birra: siete più tipi da Maximilian sii forte o da Oh tu, mio Josef ?

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Per accontentare gli appassionati di pizza ci spostiamo ora da Albert, in via Bomporto, il posto giusto dove togliersi qualche bello sfizio (provate Lady Capri e ringraziateci).

Sì, perché venire qui a mangiare la pizza, grazie agli ottimi ingredienti e alla particolare preparazione dell’impasto, è quasi un’esperienza mistica. Potrebbe addirittura capitare, visto lo spazio ridotto che ospita il locale e data l’impossibilità di prenotare un tavolo, che vi ritroviate ad essere, vostro malgrado, parte integrante della fila di persone che attente fiduciosa il proprio turno al di  fuori dalla pizzeria, ma se considerate che Albert (aka Alberto Pagliani) è stato riconosciuto dalla Guida delle Pizzerie d’Italia 2017 del Gambero Rosso come miglior pizzaiolo emergente il gioco potrebbe valere la candela.

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Ovunque decidiate di andare: che la fame sia con voi!

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