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	<title>nuok &#187; williamsburg</title>
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		<title>Champs Family Bakery: il vegan brunch di Williamsburg</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 19:52:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Nicoletti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Su Ainslie street, in una di quelle strade di Williamsburg che la mattina, soprattutto di domenica, si assomigliano un po’ tutte, assonnate e placide, con filari di case e ghirlande di alberi, vale la pena spingersi in fondo alla strada, alla ricerca di una bakery davvero speciale, per una colazione in perfetto American style, inedita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su <strong>Ainslie street</strong>, in una di quelle strade di Williamsburg che la mattina, soprattutto di domenica, si assomigliano un po’ tutte, assonnate e placide, con filari di case e ghirlande di alberi, vale la pena spingersi in fondo alla strada, <strong>alla ricerca di una bakery davvero speciale, </strong>per una colazione in perfetto American style, inedita e originale.</p>
<p><strong>Non cedete ai morsi della fame e all’irresistibile richiamo del brunch</strong>. Perché prima della nostra ultima scoperta, di bakery ne incontrerete almeno altre due. Proseguite e, al primo crocevia, incrocio con Leonard Street, v’imbatterete in una semplice porta di vetro. Un’insegna discreta, una scritta al neon rossa, sedili alti, bancone pieno, caraffe fumanti e cupcake. Scene ordinarie nelle bakery americane. Ma <strong><a title="Champs Family Bakery" href="http://champsbakery.com/" target="_blank">Champs Family Bakery</a> è sicuramente tra quelle che meritano di più di un’occhiata diffidente dall’esterno</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-39024" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/02/Champs_Family_Bakery_outside.jpg" alt="Champs Family Bakery outside Champs Family Bakery: il vegan brunch di Williamsburg" width="480" height="360" /></p>
<p>Varcata la soglia, si trasforma in un American Bar da telefilm, con gli Smiths in diffusione. E, a sorpresa, <strong>un menu interamente vegano</strong>. Applicando un’intelligente trovata commerciale, Champs Family Bakery non pubblicizza la sua professione di fede vegana. E fa benissimo. Altrimenti, sospettano, <strong>almeno la metà della clientela non avrebbe mai messo piede nella bakery</strong>, temendo di incappare in pancake poco gustosi e omelette insipide. Nonostante il vegan food sia sempre più apprezzato, e i <a href="http://www.nuok.it/2011/02/greenmarkets-e-lo-shopping-vegan-di-new-york/" target="_blank">greenmarkets</a> sempre affollati, quando si parla di brunch, i newyorchesi non amano rischiare. E, <strong>a New York, non si può certo sbagliare il brunch della domenica</strong>.</p>
<p>Per fortuna così non è e <strong>Champs Family Bakery è sempre pienissima</strong>. Di habitué e di curiosi. E, soprattutto, non di soli vegani. <strong>Il menu è, infatti, una piacevolissima sorpresa anche per i palati onnivori</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-39025" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/02/Champs_Family_Bakery_inside.jpg" alt="Champs Family Bakery inside Champs Family Bakery: il vegan brunch di Williamsburg" width="480" height="360" /></p>
<p>Vale la pena aspettare un po’ per guadagnare un tavolo e mettersi comodi per il brunch. Nell’attesa, potrete sempre <strong>gustare un “cereals killer”</strong>, o decidere con quale cupcake inaugurare il banchetto.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-39026" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/02/Champs_Family_Bakery_vetrina1.jpg" alt="Champs Family Bakery vetrina1 Champs Family Bakery: il vegan brunch di Williamsburg" width="480" height="360" /></p>
<p>Bella musica, clientela interessante, servizio impeccabile, prezzi contenuti e cameriere simpatiche e sorridenti. Che, se vi scorgono guardare imbambolati dietro la vetrina almeno per dieci minuti, e d’altra parte <strong>come non farlo davanti alla sfilata di cupcake multicolor, di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Whoopie_pie" target="_blank">whoopie pie</a> soffici e rotonde</strong>, vi coccolano con <strong>un gustoso omaggio al tavolo</strong>. A noi è toccato un delizioso cannolo.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-39027" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/02/Champs_Family_Bakery_cannolo.jpg" alt="Champs Family Bakery cannolo Champs Family Bakery: il vegan brunch di Williamsburg" width="480" height="360" /></p>
<p>È consigliabile ordinare il <strong>piatto completo, un tripudio di dolce e salato,</strong> per assaggiare ogni invenzione, cento per cento vegan, di questa bakery. Da non perdere, sono sicuramente, la<strong> “soysauge”, gustosissima salsiccia di soia</strong>, o ancora <strong>lo “scrumbled tofu”, tofu strapazzato allo zafferano</strong>, guarnito con patate al forno e una manciata di fresca insalata verde.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-39028" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/02/Champs_Family_Bakery_piatto_ok.jpg" alt="Champs Family Bakery piatto ok Champs Family Bakery: il vegan brunch di Williamsburg" width="480" height="331" /></p>
<p>Ma a lasciare increduli sono soprattutto i <strong>deliziosi pancake</strong>, compatti e morbidi, <strong>inondati da una cascata di succosissimi e tondi mirtilli</strong>, o <strong>travolti da una pioggia di pepite al cioccolato</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-39029" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/02/Champs_Family_Bakery_chocopancakes.jpg" alt="Champs Family Bakery chocopancakes Champs Family Bakery: il vegan brunch di Williamsburg" width="480" height="360" /></p>
<p>Non c&#8217;è miglior epilogo, infine, della <strong>vegan cheesecake al cioccolato</strong>. Non vi lasciate condizionare dalle cheesecake vegane che vi sarà capitato di addentare, per curiosità, passeggiando per l’East Village, ignobili surrogati del dolce americano per eccellenza, zeppi di cannella e spezie per tentare, invano, di insaporire una poltiglia biancastra a base di tofu.</p>
<p>Questa è sicuramente <strong>tra le più buone cheesecake che potrete assaggiare a New York</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-39030" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/02/Champs_Family_Bakery_cheesecake2.jpg" alt="Champs Family Bakery cheesecake2 Champs Family Bakery: il vegan brunch di Williamsburg" width="480" height="360" /></p>
<p>Una volta terminato anche l&#8217;ultimo pancake, mentre dallo stereo Morrissey continua a cantare, fuori soffia un vento freddo e qualche goccia di pioggia comincia a segnare la porta di vetro, potrete restare quanto volete, per finire il vostro latte di soia caldo, chiedendovi <strong>quale possa essere l&#8217;ingrediente segreto della cheesecake</strong> o <strong>come fanno dei semplici pancake vegani, impastati solo con olio e farina, ad essere così buoni</strong>. Dopo quattro brunch da Champs Family Bakery, ancora non siamo riusciti a darci una risposta.</p>
<p>Importante: tenete d&#8217;occhio il sito della bakery, per non mancare ai Free Cupcakes Day!</p>

<p style="padding-left: 60px;"><span style="color: #888888;"><strong><a title="Champs Family Bakery" href="http://champsbakery.com/" target="_blank"><span style="color: #888888;">Champs Family Bakery</span></a></strong></span><br />
<span style="color: #888888;">176 Ainslie Street (at Leonard), Williamsburg, Brooklyn</span><br />
<span style="color: #888888;">Come arrivarci: Metro L (fermata Lorimer street)</span></p>

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		<title>Nitehawk: il gastro-cinema nel cuore di Williamsburg</title>
		<link>http://www.nuok.it/2012/01/nitehawk-il-gastro-cinema-nel-cuore-di-williamsburg/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 16:52:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Nicoletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuok]]></category>
		<category><![CDATA[Brooklyn]]></category>
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		<description><![CDATA[È una sera di pioggia a Williamsburg. Le strade alle spalle dell’East River State Park sono bagnate e silenziose. Arrivano echi di chiacchiere e musica solo dalle porte chiuse dei locali di Driggs e Bedford avenue. Se la pioggia vi ha colti all&#8217;improvviso, prima di cena, e a inizio serata, ma anche se avete voglia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È una <strong>sera di pioggia a Williamsburg</strong>. Le strade alle spalle dell’East River State Park sono bagnate e silenziose. Arrivano echi di chiacchiere e musica solo dalle porte chiuse dei locali di Driggs e Bedford avenue. Se la pioggia vi ha colti all&#8217;improvviso, prima di cena, e a inizio serata, ma anche se avete voglia di un&#8217;esperienza completamente diversa in quel di Williamsburg, <strong>non resta che seguire Metropolitan Avenue e infilarsi nel Nitehawk.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-37772" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/cinema_outside.jpg" alt="cinema outside Nitehawk: il gastro cinema nel cuore di Williamsburg" width="480" height="640" /></p>
<p>Il <a href="http://www.nitehawkcinema.com/nitehawk.php" target="_blank">Nitehawk</a> è <strong>uno dei cinema più frequentati di Brooklyn</strong>, con tre teatri, dove i ragazzi di Williamsburg e dintorni si ritrovano anche solo per scambiare due chiacchiere e bere una birra all’accogliente bar che fa da entrata alle sale. Si organizzano <strong>rassegne di vecchi film, di pellicole a tema</strong>, ma non solo, in programma ci sono anche <strong>i titoli più mainstream e le nuove uscite</strong>. E se chiedete a chi abita nei paraggi di consigliarti un cinema, sicuramente sarete indirizzati verso Metropolitan Avenue, tra Berry e Wythe street. <strong>Per guardare un film con tutti e cinque i sensi.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-37773" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/cinema_window.jpg" alt="cinema window Nitehawk: il gastro cinema nel cuore di Williamsburg" width="480" height="360" /></p>
<p><strong>La vera particolarità del Nitehawk sta infatti nel menu. Elaborato e abbinato ai film in proiezione. E servito à la carte.</strong> Seduti nelle comode poltroncine, è possibile ordinare un piatto o una bevanda abbinati alla pellicola e, per esempio, sorseggiare <strong>un cocktail ispirato al film “Drive”</strong> mentre Ryan Gosling sfreccia in autostrada o assaporare <strong>lo Swedish Punch guardando “Girl with the Dragon Tattoo”</strong>. Se invece, preferite qualcosa di più classico, il menu del Nitehawk accontenta i palati di ogni spettatore.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-37774" title="cinema_inside" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/cinema_inside.jpg" alt="cinema inside Nitehawk: il gastro cinema nel cuore di Williamsburg" width="480" height="320" /><br />
<span style="color: #888888;">photo credit: <a href="http://cinematreasures.org/" target="_blank"><span style="color: #888888;">Cinema Treasures</span></a></span></p>
<p>Funziona così: si arriva all’incirca 45 minuti prima della proiezione per poter prendere posto e dare un’occhiata al menu. Una volta seduti, passerà un cameriere a prendere le ordinazioni e a servire da bere e sgranocchiare, mentre, in attesa del film, va in onda una selezione di cortometraggi diretti da videomaker emergenti e in linea con la pellicola. <strong>Prima che le luci vadano giù, i tavolini in legno, tra una poltroncina e l’altra, saranno tutti serviti</strong>. Non avete ancora deciso tra<strong> le polpette di queso, le rice balls, il softserve ice-cream, le empanadas o il Nitehawk burger?</strong> Niente paura! <strong>Solerti, veloci e discretissimi camerieri continuano a servire anche durante la proiezione</strong>. Basta usare il bloc-notes e la matita, a disposizione per ogni posto, scrivere l’ordinazione e dopo cinque minuti sarete serviti. Senza chiacchiere inutili, senza far rumore e senza interruzioni!</p>
<p>Se prima vi siete già lasciati conquistare da <a href="http://www.nuok.it/2011/05/williamsburg-a-sundae-o-burger-o-taco-kind-of-love/" target="_blank">un tacos da Union Pool</a>, o da New York Muffins su Bedford Avenue, <strong>non è obbligatorio consumare</strong>. Si può entrare, bere una birra e godersi il film <strong>al prezzo di soli 11 dollari</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-37775" title="cinema_people" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/cinema_people.jpg" alt="cinema people Nitehawk: il gastro cinema nel cuore di Williamsburg" width="480" height="322" /><br />
<span style="color: #888888;">photo credit: Jolie Ruben (Time Out New York)</span></p>
<p>Sarebbe da sconsigliare a chi non ama sentir sgranocchiare durante i dialoghi del suo film preferito. Ma, <strong>anche se fate parte di quelli che non gradiscono guardare un film tenendo in bilico sulla poltrona un cartone di pop-corn</strong> o un piatto di empanadas (e chi scrive è tra quelli), <strong>vale la pena fare un salto al Nitehawk</strong>. Magari non per vedere <a href="http://www.melancholiathemovie.com/" target="_blank">l’ultimo film di Lars von Trier</a> (per non sobbalzare sulla poltroncina al primo crocchiare di una tortilla chips), ma per un brunch davvero originale o per gustare, in tutti i sensi, una divertente pellicola americana e <strong>godere dell’atmosfera intima e conviviale del più famoso gastrocinema di Williamsburg</strong>.  Per sentirsi, nella grande New York, come a casa di amici, tra una birra e una manciata di patatine.</p>

<p style="padding-left: 90px;"><span style="color: #888888;"><strong>Nitehawk</strong>, 136 Metropolitan Avenue</span><br />
<span style="color: #888888;">tra Berry e Wythe street, Williamsburg, Brooklyn</span><br />
<span style="color: #888888;">Come arrivarci: fermata Bedford Avenue sulla linea L</span></p>

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		<title>Williamsburg: A Sundae (o Burger, o Taco) Kind Of Love</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 20:58:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Giuliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuok]]></category>
		<category><![CDATA[Williamsburg]]></category>
		<category><![CDATA[Brooklyn]]></category>
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		<category><![CDATA[flea market]]></category>
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		<description><![CDATA[Williamsburg è un posto divertente, e lo è ancora di più quando le temperature cominciano ad alzarsi. Nuok vi consiglia un itinerario alla scoperta dell’area più hip di BK per il prossimo finesettimana, sperando che il bel tempo sia finalmente here to stay.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.nuok.it/urban-safari-a-nuok-city-ecco-i-nostri-pikpak-tour/il-magico-mondo-di-williamsburg/">Williamsburg</a> è un posto divertente</strong>, e lo è ancora di più quando le temperature cominciano ad alzarsi. Passeggiare per le viuzze con le casette basse e fare people watching negli open air bars è l’ideale per una rilassata domenica primaverile. Nuok vi consiglia un itinerario alla scoperta dell’area più hip di BK per il prossimo finesettimana, sperando che il bel tempo sia finalmente here to stay.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-23501" title="873153137_9fb6c09042" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/873153137_9fb6c09042.jpg" alt="873153137 9fb6c09042 Williamsburg: A Sundae (o Burger, o Taco) Kind Of Love" width="480" height="320" /><br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/geenablackberry/favorites/page29/"><em>photo credit</em></a></p>
<p>Partite con comodo e quando i primi morsi della fame si faranno sentire trovatevi a Bedford Av, sulla linea L, dove avrete un<strong> ampia scelta di localini con tavoli all’aperto per fermarvi e godervi una lauta American Breakfast, o un più leggero brunch.</strong> <a href="http://www.ellacafe.com/Ella_Cafe/Home.html">Ella Cafè</a>, al 177 di Bedford Av, serve solo cibi organici e permette di scegliere se accompagnarli con il classico caffè o con una selezione di pregiati the, tra cui il Magnolia Oolong, il Mango Ceylon alla vaniglia e l’originale Earl Grey alla lavanda. French toast con cranberry juice sono l’editor’s pick di Nuok: provare per credere, poi procedere.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-23500" title="artists-and-fleas-williamsburg-brooklyn-weekend-market" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/artists-and-fleas-williamsburg-brooklyn-weekend-market.jpg" alt="artists and fleas williamsburg brooklyn weekend market Williamsburg: A Sundae (o Burger, o Taco) Kind Of Love" width="480" height="319" /><br />
<a href="http://www.artistsandfleas.com/2011/02/next-gen-celebrities-williamsburgbrooklyn.html"><em>photo credit</em></a></p>
<p>Sazi e contenti dirigetevi verso il 70 di N 7th Street. Troverete <a href="http://www.artistsandfleas.com/">Artists and Fleas</a>, uno dei mille mercatini vintage del finesettimana newyorkese, ma senza dubbio quello con maggiore personalità. <strong>Vestiti d’epoca, abiti da cocktail o chiodo e camperos: si trova di tutto</strong>. Interessanti gli stands degli stilisti locali, tra cui segnaliamo Alexander Campaz per le felpe e le maglie optical, e Pigeons Be Pigeons perché i piccioni sono i nuovi gufi, e i gufi sono tremendamente hipster. Attenzione agli artigiani gioiellieri: splendidi i lavori di Cynthia Rybakoff con pietre dure (psst: gli anelli!), curiosi quelli di Astali realizzati con bossoli di proiettili.</p>
<p>Per gli affamati cronici, on the way out, c’è Brooklyn Taco Company. Se c’è fila preparatevi ad essere pazienti: <strong>ogni taco è preparato artigianalmente, dalla tortilla alla fetta di lime</strong>, ma c’è chi viene al mercato appositamente per queste delizie. Ingannate l’attesa con un dolcetto al cocco, una bibita messicana o uno stick al tamarindo, per $0,50 each.</p>
<p>Dove andare a mangiare i vostri tacos? A pochi passi dall’uscita del mercato c’è l’<strong>East River State Park, dove troverete panche e tavolini per un picnic improvvisato, e un prato meraviglioso dove riposarvi dalle fatiche dello shopping</strong>.</p>
<p>Per la serata, restate in zona. Riprendete la L a Bedford e scendete alla fermata successiva: Lorimer Street. Appena usciti, all’angolo con Union Av, troverete <a href="http://www.unionpool.blogspot.com">Union Pool</a> (484 Union Av).</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-23499" title="tumblr_kpk4qeBFIj1qztwz7o1_500" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/tumblr_kpk4qeBFIj1qztwz7o1_500.jpg" alt="tumblr kpk4qeBFIj1qztwz7o1 500 Williamsburg: A Sundae (o Burger, o Taco) Kind Of Love" width="480" height="320" /><br />
<a href="http://michael.fivis.net/post/181230201/i-hate-union-pool-but-love-that-the-lx3-can-pull"><em>photo credit</em></a></p>
<p>Union Pool è il nostro bar preferito a Williamsburg. Ricavato da un ex negozio di forniture per piscine ha un ampio spazio coperto con divanetti e console per i dj set e <strong>un giardino sul retro che è sempre preso d’assalto, anche quando nevica</strong>. Spalmatevi su una sdraio e godetevi una birra (l’assortimento è interessante, anche se la PBR va per la maggiore). Se avrete ancora voglia di tacos aguzzate la vista: Union Pool è l’unico bar con un <strong>taco truck parcheggiato nel cortile</strong>. Non è geniale?</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-23498" title="20081118_kellogsdiner_560x413" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/20081118_kellogsdiner_560x413.jpg" alt="20081118 kellogsdiner 560x413 Williamsburg: A Sundae (o Burger, o Taco) Kind Of Love" width="480" height="354" /><br />
<a href="http://newyork.grubstreet.com/2008/11/fancy-pants_chef_and_manager_o.html"><em>photo credit</em></a></p>
<p>Per chi alla fine della serata, invece, avesse nostalgia del cibo hardcore americano consigliamo il <a href="http://www.kelloggsdinerwilliamsburg.com">Kellogg’s Diner</a> (518 Metropolitan Av tra Union e Metropolitan, ossia proprio di fronte a Union Pool). <strong>L’atmosfera anni ’70, gli hamburger da mezzo pound </strong>(regular o cheeseburger per i tradizionalisti, blue cheese and onions per i trasgressivi, pizza burger per gli eretici) <strong>e i jalapeno poppers </strong>(peperoncini fritti al formaggio con salsa marinara) dovrebbero fare al caso vostro.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-23497" title="burgerfr" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/burgerfr.jpg" alt="burgerfr Williamsburg: A Sundae (o Burger, o Taco) Kind Of Love" width="480" height="361" /></p>
<p><strong>Fateci sapere!</strong><br />
</p>
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		<title>NYC Goes Live: Attenzione al Northside Festival</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 07:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Grandi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torna anche nel 2011 l&#8217;evento di L Magazine, il Northside Festival! Lo scorso anno, grazie agli amici di Frestyl, la musica italiana aveva tre rappresentanti: Posi, Serpenti e Le-Li. Già nel 2010 gli eventi collegati al festival erano tantissimi &#8211; quest&#8217;anno ci sarà addirittura da perdersi! Le band annunciate al momento sono ancora poche: Beirut [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/Screen-shot-2011-03-24-at-12.48.41-PM.png"><img class="alignnone size-full wp-image-21611" title="northside festival" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/Screen-shot-2011-03-24-at-12.48.41-PM.png" alt="Screen shot 2011 03 24 at 12.48.41 PM NYC Goes Live: Attenzione al Northside Festival" width="500" height="187" /></a></p>
<p>Torna anche nel 2011 l&#8217;evento di <a href="http://www.thelmagazine.com" target="_blank">L Magazine</a>, il <a href="http://www.thelmagazine.com/blogs/NorthsideFestivalNews/" target="_blank">Northside Festival</a>!<br />
Lo scorso anno, grazie agli amici di <a href="https://www.frestyl.com/" target="_blank">Frestyl</a>, <strong>la musica italiana aveva tre rappresentanti</strong>: <a href="http://www.nuok.it/2010/07/posi-sbarca-a-new-york/" target="_self">Posi</a>, <a href="http://www.nuok.it/2010/07/i-serpenti-da-bari-al-northside-festival/" target="_self">Serpenti</a> e <a href="http://www.nuok.it/2010/08/le-li-dal-vivo-a-new-york/" target="_self">Le-Li</a>.<br />
Già nel 2010 <a href="http://www.nuok.it/2010/06/tutti-a-brooklyn-arriva-il-northside/" target="_self">gli eventi collegati al festival erano tantissimi</a> &#8211; quest&#8217;anno ci sarà addirittura da perdersi!</p>
<p><strong>Le band annunciate al momento</strong> sono ancora poche:</p>
<blockquote><p>Beirut / Deer Tick / Twin Sister / Allo Darlin&#8217;/ Ava Luna/Gabriel and the Hounds / Javelin / Delicate Steve / Terror Pigeon Dance Revolt!/ And over 250 yet-to-be-announced bands!</p></blockquote>
<p>La parte dedicata al <strong>cinema</strong> prevede, tra le altre cose, una proiezione riservata dei <a href="http://www.rooftopfilms.com/" target="_blank">RoofTop Films</a> e un concorso chiamato <strong>DIY short and features festival</strong>: <a href="https://northsidefestival.wufoo.com/forms/northside-diy-film-festival/" target="_blank">partecipate qui</a>! Che altro? <a href="http://www.thelmagazine.com/newyork/NFArt/Page" target="_blank">Mostre e installazioni artistiche</a> e la nuova sezione <a href="http://www.thelmagazine.com/newyork/NFIdeas/Page" target="_blank">Ideas</a>.</p>
<p>Il tutto si terrà <strong>tra Williamsburg e Greenpoint</strong>, al chiuso come all&#8217;aperto. Ad esempio, a <a href="http://www.mccarrenpark.com/" target="_blank">McCarren Park</a>!</p>
<p>Tutti i <strong>badge</strong> e i <strong>biglietti</strong> si trovano <a href="http://www.ticketfly.com/org/365" target="_blank">in prevendita qui</a>.</p>
<p><strong>Siete animati dal sacro fuoco</strong> ma non avete soldi per i biglietti? Potete <a href="http://www.thelmagazine.com/newyork/NFVolunteer/Page" target="_blank">diventare volontari</a> e unire l&#8217;utile al dilettevole!</p>
<p>Come piccolissima anteprima, un classico dei Beirut:<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="390" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/k6WyUuUOB6Q?fs=1&amp;hl=en_US&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/k6WyUuUOB6Q?fs=1&amp;hl=en_US&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>NYC Goes Live: Toro Y Moi nella terra degli hipster</title>
		<link>http://www.nuok.it/2011/03/nyc-goes-live-toro-y-moi-nella-terra-degli-hipster/</link>
		<comments>http://www.nuok.it/2011/03/nyc-goes-live-toro-y-moi-nella-terra-degli-hipster/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Mar 2011 12:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Grandi</dc:creator>
				<category><![CDATA[NYC goes live]]></category>
		<category><![CDATA[VESTITO A FESTA]]></category>
		<category><![CDATA[caribou]]></category>
		<category><![CDATA[chaz bundick]]></category>
		<category><![CDATA[daft punk]]></category>
		<category><![CDATA[live music]]></category>
		<category><![CDATA[music hall]]></category>
		<category><![CDATA[toro y moi]]></category>
		<category><![CDATA[williamsburg]]></category>

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		<description><![CDATA[Toro Y Moi è il progetto solista di Chaz Bundick, appena giunto al secondo album Underneath The Pine. Tra le proprie influenze dichiara Animal Collective, Sonic Youth, Daft Punk, Caribou e Neon Indian. Toro Y Moi sarà alla Music Hall di Williamsburg il 10 aprile 2011 assieme a Braids e Adventure. I biglietti sono disponibili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/ToroyMoi.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-20991" title="ToroyMoi" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/ToroyMoi.jpeg" alt=" NYC Goes Live: Toro Y Moi nella terra degli hipster" width="500" height="333" /></a></p>
<p><a href="http://toroymoi.blogspot.com/" target="_blank">Toro Y Moi</a> è il progetto solista di <strong>Chaz Bundick</strong>, appena giunto al secondo album <a href="http://allmusic.com/album/underneath-the-pine-r2102378" target="_blank">Underneath The Pine</a>. Tra le proprie influenze dichiara <a href="http://www.nuok.it/?s=animal+collective&#038;x=0&#038;y=0" target="_self">Animal Collective</a>, <strong>Sonic Youth, Daft Punk, Caribou e Neon Indian</strong>.</p>
<p><strong>Toro Y Moi </strong>sarà alla <a href="http://www.musichallofwilliamsburg.com/event/5849" target="_blank">Music Hall</a> di <a href="http://www.nuok.it/tag/williamsburg/" target="_self">Williamsburg</a> il <strong>10 aprile 2011</strong> assieme a <a href="http://www.myspace.com/braidsmusic" target="_blank">Braids</a> e <a href="http://www.myspace.com/adventuresound" target="_blank">Adventure</a>.<br />
I biglietti sono disponibili <a href="http://www.ticketmaster.com/event/0000462AD9AB8D96?artistid=1495046&#038;majorcatid=10001&#038;minorcatid=1" target="_blank">in prevendita su Ticketmaster</a>, mentre tutte le <strong>date del tour</strong> <a href="http://toroymoi.blogspot.com/p/shows.html" target="_blank">su questa pagina</a>.</p>
<p>Suggerimenti per <strong>molti altri concerti</strong> nelle prossime settimane <a href="http://www.nuok.it/2011/03/marzo-aprile-2011-tutti-i-concerti-da-non-perdere-a-new-york/" target="_self">sono qui</a>. Ecco invece <strong>Still Sound</strong> dal nuovo album:<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="390" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/0Gqh4e1S6j0?fs=1&amp;hl=en_US&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/0Gqh4e1S6j0?fs=1&amp;hl=en_US&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Williamsburg: Verso il fai-da-te del fashion show</title>
		<link>http://www.nuok.it/2011/02/williamsburg-verso-il-fai-da-te-del-fashion-show/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Feb 2011 20:47:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisabetta Montebelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[VESTITO A FESTA]]></category>
		<category><![CDATA[fashion show]]></category>
		<category><![CDATA[fashion week]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[williamsburg]]></category>

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		<description><![CDATA[La New York Fashion Week per l&#8217;autunno/inverno 2011-2012 si è appena conclusa, tra capi favolosi e allestimenti sbalorditivi, consumandosi come ogni anno nell&#8217;euforia generale dei media e lasciandosi alle spalle i cuori spezzati di milioni di fashion victims, escluse dalla ristretta cerchia di fortunati che hanno accesso alle sfilate e agli aftershow parties dei profeti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>New York Fashion Week</strong> per l&#8217;autunno/inverno 2011-2012 si è appena conclusa, tra capi favolosi e allestimenti sbalorditivi, consumandosi come ogni anno nell&#8217;euforia generale dei media e lasciandosi alle spalle i cuori spezzati di milioni di fashion victims, escluse dalla ristretta cerchia di fortunati che hanno accesso alle sfilate e agli aftershow parties dei profeti della moda newyorkese.</p>
<p>Ma mentre i riflettori sui fasti della New York Fashion Week iniziano a spegnersi, <strong>al di là dell&#8217;East River</strong> c&#8217;è un gran fermento per il <a href="http://williamsburgfashionweekend.com/">Williamsburg Fashion Weekend</a>, la risposta &#8220;made in Brooklyn&#8221; all&#8217;evento più glamour della stagione.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19798" title="3725899018_8e7299c512_z" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/3725899018_8e7299c512_z.jpg" alt="3725899018 8e7299c512 z Williamsburg: Verso il fai da te del fashion show" width="426" height="640" /><br />
<span style="color: #888888;"><em>photo: <a href="http://www.flickr.com/photos/larimdame/">LarimdaME</a></em></span></p>
<p>La manifestazione, in programma per questo weekend (18 e 19 febbraio 2011), ha raggiunto l&#8217;ottava edizione ed è già un appuntamento fisso a Williamsburg che, da sorellina minore e irriverente della trendsetter Manhattan, reclama anch&#8217;essa la sua dignità nello scintillante mondo della moda e ci fornisce ancora una volta un <strong>bell&#8217;esempio di entusiasmo e intraprendenza giovanile.</strong></p>
<p>Inutile precisare che le collezioni presentate non appartengono a stilisti di fama internazionale, ma ai giovani artisti locali che cercano una vetrina autonoma per esibire la loro creatività. Il Williamsburg Fashion Weekend (<a href="www.williamsburgfashionweekend.com">sul sito ufficiale</a> trovate informazioni su tutti i designers che partecipano allo spettacolo) rappresenta infatti <strong>un modo di approcciarsi al fashion business del tutto indipendente</strong> dalle regole del mainstream in termini di produzione, promozione e presentazione dei capi.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19799" title="3725896008_e438264c03_z" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/3725896008_e438264c03_z.jpg" alt="3725896008 e438264c03 z Williamsburg: Verso il fai da te del fashion show" width="426" height="640" /><br />
<span style="color: #888888;"><em>photo: <a href="http://www.flickr.com/photos/larimdame/">LarimdaME</a></em></span></p>
<p>Anche quest&#8217;anno lo show si preannuncia come un connubio di differenti espressioni artistiche: non solo moda dunque, ma anche musica dal vivo, dj set e performance teatrali e di danza.</p>
<p>I mezzi a disposizione non sono certo quelli della ben più rinomata Fashion Week, e neanche le pretese – buona notizia per le fashion victims di cui sopra, che per una volta non sono destinate a seguire lo spettacolo virtualmente, divorando giornali e web magazines, ma potranno ammirare direttamente le creazioni. L&#8217;evento è infatti tutto tranne che inaccessibile: <strong>l&#8217;ingresso è 8$, fino ad esaurimento posti </strong>(ps. open bar incluso nel biglietto!), per una sfilata che avrà senz&#8217;altro meno lustro e risonanza della sua sorella maggiore, ma non ha nulla da invidiarle sul piano della sperimentazione: sulla passerella del Williamsburg Fashion Weekend viene presentato il meglio del talento emergente della zona, che si fa vanto di realizzare artigianalmente tutti i propri capi e con <strong>un occhio di riguardo per l&#8217;eco-friendliness </strong>e la sostenibilità della produzione, attraverso l&#8217;utilizzo di fibre naturali e il riciclaggio dei materiali.</p>
<p>Le immagini delle scorse edizioni mostrano <strong>un&#8217;esplosione di creatività</strong> che viene dal basso, e che supplisce alla propria mancanza di mezzi rimodellando e assemblando in maniera inusuale idee, suggestioni e materiali presi dalla vita quotidiana, per darvi nuova forma e vitalità.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19800" title="4389458874_5f765a3cc6_z" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/4389458874_5f765a3cc6_z.jpg" alt="4389458874 5f765a3cc6 z Williamsburg: Verso il fai da te del fashion show" width="427" height="640" /><br />
<span style="color: #888888;"><em>photo: <a href="http://www.flickr.com/photos/tzutzanu/">tzutzanu</a></em></span></p>
<p>In fondo non è raro che i trends più originali e anticonformisti nascano proprio dalla strada, recuperati dagli occhi attenti delle grandi griffes. E chissà che uno di questi nuovi volti non condivida la passerella con uno dei colossi della moda, un giorno. E se tra questi giovani artisti si nascondessero il nuovo Alexander Wang o le nuove Rodarte?</p>
<p>Noi vi consigliamo di fare un giro (a partire dalle 20 alla Glasslands Gallery, 289 Kent Avenue). Male che vada, se non dovessero piacervi le sfilate, <strong>potrete sempre consolarvi all&#8217;open bar incluso nel biglietto&#8230;</strong><br />
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il regno dell&#8217;Apple Pie a Williamsburg: The Blue Stove</title>
		<link>http://www.nuok.it/2011/02/il-regno-dellapple-pie-a-williamsburg-the-blue-stove/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 13:52:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Graci</dc:creator>
				<category><![CDATA[IN UN BOCCONE]]></category>
		<category><![CDATA[Pasticcerie]]></category>
		<category><![CDATA[apple pie]]></category>
		<category><![CDATA[The Blue Stove]]></category>
		<category><![CDATA[williamsburg]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Apple Pie, insieme alla Cheesecake, è il dolce nazionale americano. Ha origini lontanissime, le prime versioni di questa torta risalgono al 1331 in Inghilterra. Oggi tutti i genitori americani preparano questo squisito dolce per i propri figli o per i familiari nelle occasioni speciali, tutte le pasticcerie di New York e del paese le vendono, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<a href="http://www.nuok.it/2010/06/le-5-migliori-apple-pie-di-williamsburg/">Apple Pie</a>,  insieme alla Cheesecake, è il dolce nazionale americano. Ha origini lontanissime, le prime versioni di questa torta risalgono al 1331 in Inghilterra.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19344" title="pie-slice" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/pie-slice.jpeg" alt=" Il regno dellApple Pie a Williamsburg: The Blue Stove" width="480" height="360" /></p>
<p>Oggi tutti i genitori americani preparano questo squisito dolce per i propri figli o per i familiari nelle occasioni speciali, tutte le pasticcerie di New York e del paese le vendono, e spesso le trovate anche nella lista dei dessert nei ristoranti di tradizione culinaria statunitense. E&#8217; insomma la regina delle American Pies.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19345" title="IMG_5973" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/IMG_5973.jpeg" alt=" Il regno dellApple Pie a Williamsburg: The Blue Stove" width="480" height="360" /></p>
<p>L&#8217;Apple Pie non è una semplice torta di mele: l&#8217;impasto è a base di acqua farina burro e sale ma il ripieno è composto da mele, tanta cannella e limone. Il risultato è una prelibatezza golosissima da gustare calda magari con una pallina di gelato alla vaniglia o con della panna montata. Ma non preoccupatevi, anche se non siete degli assi nella preparazione dei dolci potete sempre recarvi a Williamsburg, Brooklyn,  e raggiungere il caffè pasticceria <a href="http://www.thebluestove.com"><strong>The Blue Stove</strong></a>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19346" title="IMG_5978" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/IMG_5978.jpeg" alt=" Il regno dellApple Pie a Williamsburg: The Blue Stove" width="480" height="360" /></p>
<p>Il The Blue Stove è un delizioso Coffee Shop/Bakery sito in una delle strade principali di <strong>Williamsburg, Graham Avenue</strong>. Il locale è stato aperto due anni fa dalla bravissima pasticciera Rachel McBride che è sempre dietro al bancone con il suo grembiulino a preparare squisite torte e a rispondere a tutte le domande dei curiosi clienti.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19347" title="IMG_5979" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/IMG_5979.jpeg" alt=" Il regno dellApple Pie a Williamsburg: The Blue Stove" width="480" height="360" /></p>
<p>The Blue Stove prende il nome da un grande forno azzurro situato all&#8217;interno del coffee shop, un vecchio forno regalato a Rachel dalla nonna, anche lei pasticciera.</p>
<p>Ogni giorno tanti giovani siedono ai tavoli del locale e, mentre sorseggiano i loro grandi caffè e gustano i dolci preparati pochi minuti prima da Rachel, leggono, lavorano al laptop, o semplicemente chiaccherano con un amico, l&#8217;atmosfera del Blue Stove è infatti molto rilassata, familiare e amichevole, e la musica in sottofondo è sempre ottima.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19348" title="IMG_5976" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/IMG_5976.jpeg" alt=" Il regno dellApple Pie a Williamsburg: The Blue Stove" width="480" height="640" /></p>
<p>Tornando alle prelibatezze che potrete gustare, ecco una lista dei dolci da non perdere:</p>
<ul>
<li><strong>The Plum Pie:</strong> preparata come l&#8217;Apple Pie ma con le prugne.</li>
<li><strong>Key Lime Pie:</strong> una soffice torta al Lime, cremosissima e rinfrescante, irresistibile.</li>
<li><strong>Chocolate Burboun Cake</strong> e <strong>Chocolate Brownies</strong>: due bei pezzi di dolce cioccolatosissimi da abbinare ad una bella dose di panna montata.</li>
<li><strong>The Red Velvet</strong>: tutta rossastra con strati di crema, l&#8217;apoteosi della torta americana.</li>
</ul>
<p>Inoltre potrete trovare una miriade di biscottoni con pezzi di cioccolaro, o con uvetta, o con mandorle o pistacchi. <strong>Ottimi anche i cappuccini</strong> e le bavande calde in generale.</p>
<p>Il Blue Stove può essere anche un ottimo posto dove fare colazione per noi italiani abituati al cornetto e cappuccino la mattina, li&#8217; troverete sicuramente un&#8217;ampia scelta di croissant e i cosiddetti Coffee cake, dolci morbidosi ideali da inzuppare nel vostro caffè latte. Recatevi al Blue Stove affamati e per un giorno mandate al diavolo la dieta e gustate la prelibatezza dei dolci fatti &#8220;<em>in casa</em>&#8221; dalla bella Rachel. Enjoy!</p>
<p><strong><em>Indicazioni.</em></strong><br />
<em>The Blue Stove, 415 Graham Avenue (between Withers St e Jackson St). Aperto dal martedì al venerdì dalle 8am alle 8pm, il sabato e la domenica dalle 10am alle 8pm. Linea L della metropolitana, fermata Graham Av.</em><br />
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vittoria Cafè: tazzine, biscotti e statuette</title>
		<link>http://www.nuok.it/2011/01/vittoria-cafe-tazzine-biscotti-e-statuette/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 21:01:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[IN UN BOCCONE]]></category>
		<category><![CDATA[caffè]]></category>
		<category><![CDATA[Vittoria]]></category>
		<category><![CDATA[williamsburg]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo un breve periodo di ristrutturazione, ha riaperto su Bedford Avenue al numero 166 Vittoria Cafè. Siamo ovviamente a Williamsburg, tra l&#8217;8th e la 7th Street &#8211; a due passi dalla fermata della linea L. Da localino anonimo quale era, Vittoria Cafè è diventato un posto molto piacevole e rilassante, con una sua anima un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-18939" title="P1070130" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/P1070130.jpg" alt="P1070130 Vittoria Cafè: tazzine, biscotti e statuette" width="480" height="360" /></p>
<p>Dopo un breve periodo di ristrutturazione, ha riaperto su Bedford Avenue al numero 166 <strong>Vittoria Cafè</strong>. Siamo ovviamente a Williamsburg, tra l&#8217;8th e la 7th Street &#8211; a due passi dalla fermata della linea L.</p>
<p>Da localino anonimo quale era, Vittoria Cafè è diventato un posto molto piacevole e rilassante, <strong>con una sua anima un po&#8217; retrò.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-18941" title="P1060984" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/P1060984.jpg" alt="P1060984 Vittoria Cafè: tazzine, biscotti e statuette" width="480" height="360" /></p>
<p>Fatevi conquistare dai burrosissimi biscotti esposti nelle vetrinette &#8211; tra tutti quelli bagnati nel cioccolato fondente con uno strato interno di marmellata ai mirtilli &#8211; oppure dai morbidi croissant.</p>
<p><strong>Anche la miscela del caffè della casa è molto buona</strong> e potrete ordinare senza temere brutte soprese un ottimo espresso.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-18942" title="P1060983" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/P1060983.jpg" alt="P1060983 Vittoria Cafè: tazzine, biscotti e statuette" width="480" height="360" /></p>
<p><strong>La bizzarra particolarità del nuovo Vittoria Cafè?</strong><br />
Le statuette del presepe in piccoli anfratti ricavati nei mattoni a vista dei muri!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-18940" title="P1070128" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/P1070128.jpg" alt="P1070128 Vittoria Cafè: tazzine, biscotti e statuette" width="480" height="360" /><br />
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 21:54:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonardo Staglianò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuok]]></category>
		<category><![CDATA[Williamsburg]]></category>
		<category><![CDATA[ebrei a Brooklyn]]></category>
		<category><![CDATA[ebrei hassidici]]></category>
		<category><![CDATA[williamsburg]]></category>

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		<description><![CDATA[Una mattina Charles Morton Luger si sveglia e scopre di essere ebreo. La cosa lo confonde e destabilizza; non sa bene cosa fare, ma vivendo a New York sa che c’è un posto dove troverà sicuramente una risposta: le pagine gialle. Le sfoglia alla ricerca della categoria più adatta, e infine, sotto la voce “Redemption”, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-18384" title="000" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/000.jpg" alt="000 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="600" height="338" /></p>
<p><strong>Una mattina Charles Morton Luger si sveglia e scopre di essere ebreo. </strong>La cosa lo confonde e destabilizza; non sa bene cosa fare, ma vivendo a New York sa che <strong>c’è un posto dove troverà sicuramente una risposta: le pagine gialle</strong>. Le sfoglia alla ricerca della categoria più adatta, e infine, sotto la voce “Redemption”, trova quello che cercava: <strong>il Royal Hills Mystical Jewish Reclamation Center. </strong>Un centro spirituale in cui Rabbi Zalman Meintz aiuta nel loro percorso interiore proprio le persone che, una mattina, a New York, si svegliano e scoprono di essere ebrei. Quando Charles chiama il numero del Centro, la segreteria telefonica gli presenta varie opzioni, e <strong>lui sceglie la numero cinque: “Gilgul, casi di possibile reincarnazione”.</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-18385" title="001" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/001.jpg" alt="001 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="600" height="338" /></strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-medium wp-image-18386" title="002" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/002-300x169.jpg" alt="002 300x169 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="300" height="169" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-18387" title="003" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/003-300x169.jpg" alt="003 300x169 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="300" height="169" /><br />
</strong></p>
<p><strong>Questo è l’inizio di “Il Gilgul di Park Avenue”</strong>, un meraviglioso racconto dello scrittore newyorkese <a href="http://www.nathanenglander.com/bio.html"><strong>Nathan Englander</strong></a>, inserito nella sua raccolta “Per alleviare insopportabili impulsi”. <strong>New York è forse la città al mondo dove maggiore è la concentrazione di ebrei:</strong> senza dubbio è quella in cui è più evidente la loro presenza e influenza. Se prendete una qualunque guida, e cercate informazioni su un quartiere a caso, troverete quasi sempre che quella zona <strong>– oltre che italiana, o irlandese, o jamaicana – è “anche ebrea”, o confina con un quartiere ebreo.</strong> <a href="http://www.notfortourists.com/">Not For Tourist</a>, la guida della città per i residenti nella Grande Mela, ha anche un’applicazione iPhone che descrive i quartieri, e se cliccate sulla zona di South Williamsburg leggerete:<strong> “Jews, Jews, and more Jews!”.</strong> In questo angolo di Brooklyn, infatti, si trova una delle più grandi comunità di ebrei hassidici nel mondo.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-18388" title="004" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/004.jpg" alt="004 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="600" height="338" /></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-18389" title="005" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/005-300x169.jpg" alt="005 300x169 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="300" height="169" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-18390" title="006" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/006-300x169.jpg" alt="006 300x169 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="300" height="169" /></p>
<p><strong>Il quartiere di Williamsburg è senza dubbio uno dei più affascinanti e multiculturali della città. </strong>La parte nord è il regno degli hipsters e dei creativi; quella est è tradizionalmente italiana; a ovest c’è il fiume, e a sud – fra portoricani e domenicani –<strong> c’è un quadrato che sembra appartenere a un’altra epoca e un altro mondo</strong>: è la zona abitata dagli ebrei hassidici della comunità di Satmar.</p>
<p><img class="size-full wp-image-18410 alignnone" title="mappa_ebrei_brooklyn" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/mappa_ebrei_brooklyn.jpg" alt="mappa ebrei brooklyn Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="600" height="408" /></p>
<p>Il nome Satmar rimanda alla città (originariamente in Romania, ora in terra ungherese) da cui<strong> molti di loro fuggirono a seguito delle persecuzioni dell’Olocausto. </strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-18393" title="009" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/009.jpg" alt="009 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="600" height="338" /><br />
</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-medium wp-image-18391" title="007" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/007-300x169.jpg" alt="007 300x169 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="300" height="169" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-18392" title="008" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/008-300x169.jpg" alt="008 300x169 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="300" height="169" /><br />
</strong></p>
<p><strong>Nel 1947 nel quartiere fu inaugurata la prima scuola della comunità: aveva 7 alunni e 12 alunne. </strong>Dodici anni dopo, nel 1959, gli studenti erano 1.400, e nel 1974 ben 3.500. Oggi si calcola che siano almeno 60.000 gli ebrei hassidici che vivono nella zona, e<strong> considerando che gli hassidici nel mondo sono stimati in circa mezzo milione di persone, si tratta di oltre un decimo dell’intera comunità. </strong>Questa impressionante crescita demografica è legata ai loro precetti religiosi, che incoraggiano le famiglie ad avere un alto numero di figli. E infatti,<strong> camminando per le strade, vedrete immancabilmente madri e padri spingere <a href="http://www.maclarenbaby.com/">carrozzine McLaren</a> nere sui marciapiedi.</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-18394" title="010" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/010.jpg" alt="010 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="600" height="338" /></strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-medium wp-image-18395" title="011" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/011-300x169.jpg" alt="011 300x169 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="300" height="169" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-18396" title="012" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/012-300x169.jpg" alt="012 300x169 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="300" height="169" /><br />
</strong></p>
<p><strong>Il nero è con tutta evidenza il colore dominante. </strong>Durante i giorni lavorativi (da domenica a venerdì) gli uomini indossano <strong>una lunga giacca nera chiamata “<a href="http://www.worthpoint.com/worthopedia/rekel-bekishe-kapote-jewish-black-63437336">rekel</a>”</strong>, che richiama l’abbigliamento tipico degli ebrei dell’est Europa nel periodo precedente alla guerra. <strong>Il rekel originariamente era di lana</strong>, ma alcune comunità in passato non erano favorevoli all’uso della lana, e anche per questo motivo si è passati al poliestere. Il rekel <strong>è sottile e viene indossato sopra gli altri abiti, come una sorta di cappotto</strong>, e di solito viene venduto insieme a giacca e pantaloni, così da formare un completo. La camicia sotto la giacca è obbligatoriamente bianca. Il rekel era tradizionalmente chiuso da una cintura, ma dalla fine del XIX° secolo in poi sono accettati anche i bottoni. <strong>Per il giorno di riposo, lo Shabbat (il sabato ebraico),</strong> a norma andrebbe indossato un diverso modello di rekel, di origine ungherese e denominato “bekishe”. Questo capo, oltre al poliestere, ha parti in seta.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-18412" title="028" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/028.jpg" alt="028 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="600" height="338" /></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-18418" title="037" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/037-300x169.jpg" alt="037 300x169 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="300" height="169" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-18419" title="038" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/038-300x169.jpg" alt="038 300x169 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="300" height="169" /></p>
<p>Altri segni distintivi sono i cappelli:<strong> oltre alla kippah (detta anche yarmulke), ovvero la tipica calotta, sono molto diffusi gli shtreimel, grandi cappelli rivestititi di pelliccia dalla forma circolare</strong>, a ricordare quella di una corona. Ma l’elemento più diffuso sono senza dubbio <strong>le peot, i lunghi boccoli lasciati crescere davanti le orecchie</strong>, <a href="http://www.nuok.it/2010/01/visioni-binarie-le-peot">in accordo con un passaggio del Levitico nel Vecchio Testamento</a>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-18411" title="025" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/025.jpg" alt="025 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="600" height="338" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-18397" title="013" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/013.jpg" alt="013 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="600" height="338" /></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-18398" title="014" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/014-300x169.jpg" alt="014 300x169 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="300" height="169" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-18399" title="015" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/015-300x169.jpg" alt="015 300x169 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="300" height="169" /></p>
<p><strong>Anche le donne per strada vestono di nero, e niente pantaloni, solo gonne.</strong> In molti casi hanno i capelli coperti: se indossano un cappello, è facilmente un basco, altrimenti hanno uno scialle. <strong>Non esporranno anelli alle mani né catenine al collo: </strong>gli unici gioielli in vista saranno gli orecchini, di perla. Queste norme vengono rispettate non solo d’inverno, quando il freddo induce a coprirsi per bene, ma anche d’estate: <strong>non vedrete mai donne hassidiche sbracciate o in pantaloncini. </strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-18417" title="035" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/035.jpg" alt="035 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="600" height="338" /><br />
</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-18402" title="018" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/018.jpg" alt="018 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="600" height="338" /><br />
</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-medium wp-image-18400" title="016" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/016-300x169.jpg" alt="016 300x169 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="300" height="169" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-18401" title="017" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/017-300x169.jpg" alt="017 300x169 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="300" height="169" /><br />
</strong></p>
<p><a href="http://www.huffingtonpost.com/2009/12/18/topless-bike-protest-in-w_n_397505.html">C’è un episodio che può darvi un’idea di quanto siano radicati questi usi.</a> <strong>Un anno fa c’è stata una piccola battaglia fra gli hassidici di South Williamsburg e gli hipsters di North Williamsburg.</strong> I due gruppi, forse quanto di più diverso si può trovare a New York, sono entrati in conflitto a causa di una pista ciclabile che attraversa entrambi i loro quartieri. <strong>Il problema era che molte cicliste passavano dalla zona hassidica esponendo braccia e gambe,</strong> e questo provocava turbamento nella comunità. Gli hassidici, a un certo punto, <strong>hanno cancellato la pista ciclabile dall’asfalto</strong>, e gli hipsters hanno risposto pedalando nudi sotto le loro case, in pieno inverno e nel giorno di riposo, lo Shabbat.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-18403" title="019" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/019.jpg" alt="019 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="600" height="338" /></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-18404" title="020" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/020-300x169.jpg" alt="020 300x169 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="300" height="169" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-18405" title="021" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/021-300x169.jpg" alt="021 300x169 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="300" height="169" /></p>
<p><strong>Uno degli aspetti che più caratterizza la comunità hassidica è proprio la loro chiusura. </strong>In molti provengono dall’est Europa, e vivendo in una sorta di auto-isolamento non parlano neanche bene l’inglese: <strong>fra loro li sentirete parlare in ebraico, o in qualche lingua slava. </strong>Non vi rivolgeranno mai la parola di loro iniziativa, a meno che non siate un impiegato di banca o delle poste: <strong>le banche e l’ufficio postale appena al di là di Broadway sono infatti gli unici posti in cui puoi incontrarli con certezza</strong>, al di fuori della loro zona. E’ raro anche vederli nei supermercati: l’impressione è che quelle poche groceries, bakeries, macellerie e pescherie del loro quartiere li rendano autosufficienti.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-18413" title="029" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/029.jpg" alt="029 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="600" height="338" /></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-18414" title="031" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/031-300x169.jpg" alt="031 300x169 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="300" height="169" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-18415" title="032" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/032-300x169.jpg" alt="032 300x169 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="300" height="169" /></p>
<p><strong>Così come i negozi, anche le scuole – e i pulmini gialli – hanno le scritte in ebraico</strong>, a rimarcare ancora di più la loro identità. Un’altra cosa che salta all’occhio passeggiando per le vie del quartiere,<strong> è la presenza di negozi che fanno fotocopie e vendono materiale di cancelleria:</strong> se doveste aver bisogno di inchiostro per la vostra stampante, non avrestete che l’imbarazzo della scelta. In compenso, è praticamente impossibile trovare un bar o un café dove sedersi; l’unico ristorante della zona è una “pizzeria” che in realtà serve soprattutto zuppe e carne kosher, e che<strong> ha due casse sopra le quali pendono dal soffitto due vistosi cartelli: “men” e “women”. File separate, già. </strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-18416" title="033" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/033.jpg" alt="033 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="600" height="338" /></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-18406" title="022" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/022.jpg" alt="022 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="600" height="338" /></strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-medium wp-image-18407" title="023" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/023-300x169.jpg" alt="023 300x169 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="300" height="169" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-18408" title="024" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/024-300x169.jpg" alt="024 300x169 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="300" height="169" /><br />
</strong></p>
<p>Nel racconto di Englander, via via che i giorni passano Charles diventa sempre più fervente:<strong> rifiuta la carne che non è kosher; impara a leggere la Torah; prega in ebraico.</strong> Finché a un certo punto la moglie, esasperata, lo pone davanti a una scelta: o me o la tua fede. Il racconto non svela cosa sceglierà Charles, ma nel caso abbia lasciato la moglie, crediamo di sapere dove può essere finito.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-18420" title="036" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/01/036.jpg" alt="036 Il Gilgul di Williamsburg e gli ebrei hassidici di New York" width="600" height="338" /><br />
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bibimbahp, Gyoza, Pajeon: si mangia coreano a Williamsburg!</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 23:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Graci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brunch]]></category>
		<category><![CDATA[IN UN BOCCONE]]></category>
		<category><![CDATA[Nuok]]></category>
		<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>
		<category><![CDATA[Williamsburg]]></category>
		<category><![CDATA[cucina coreana]]></category>
		<category><![CDATA[Dokebi Korean BBQ]]></category>
		<category><![CDATA[Korea]]></category>
		<category><![CDATA[ristorante coreano]]></category>
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		<description><![CDATA[Il cibo orientale a New York è un&#8217;esperienza culinaria sempre nuova da non perdere per nessun motivo. La tradizione culinaria coreana è presente a New York con centinaia di ristoranti, tra i quali il fantastico Dokebi Korean BBQ Bar and Gril a Brooklyn. Situato nel cuore di Williamsburg, Dokebi offre il meglio della cucina tradizionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il cibo orientale a New York è un&#8217;esperienza culinaria sempre nuova</strong> da non perdere per nessun motivo. La tradizione culinaria coreana è presente a New York con centinaia di ristoranti,<strong> tra i quali il fantastico <a href="http://www.korean-bbq-brooklyn.com/">Dokebi Korean BBQ Bar</a> and Gril a Brooklyn.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-17419" title="IMG_6010" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/12/IMG_6010.jpeg" alt=" Bibimbahp, Gyoza, Pajeon: si mangia coreano a Williamsburg!" width="480" height="640" /></p>
<p><strong>Situato nel cuore di Williamsburg, </strong>Dokebi offre il meglio della cucina tradizionale coreana. Tale tradizione nasce migliaia di anni fa e cambia a seconda delle provincie ma quasi tutti i piatti<strong> sono a base di riso, verdure, carne di manzo, pollo e maiale, noodles e tofu.</strong></p>
<p>Una volta seduti nei grandi tavoli di Dokebi vi verranno portati <strong>una serie di antipasti offerti dalla casa, di solito sono degli assaggi di verdurine varie con spezie e soprattutto il famoso e tradizionale Kimchi,</strong> una squisita verdura fermentata e piccantissima (si dice che faccia molto bene alla salute)!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-17420" title="IMG_0149" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/12/IMG_0149.jpeg" alt=" Bibimbahp, Gyoza, Pajeon: si mangia coreano a Williamsburg!" width="560" height="420" /><br />
<span style="color: #888888;">Bibimbahp</span></p>
<p><strong>Ecco i piatti forti di Dokebi BBQ:</strong></p>
<p><strong>Bibimbahp: </strong>un piatto a base di riso, verdure e a scelta pollo, mazo, maiale o il sashimi di tonno. Viene servito con una salsa piccante a parte e straconsigliamo la versione nella scodella rovente, the hot stone bowl. Squisito!</p>
<p><strong>Gyoza: </strong>i classici ravioli di maiale o verdure, fritti o al vapore. Golosi!</p>
<p><strong>Pajeon: </strong>una specie di pancake coreano, ma salato, con verdure e Kimchi. Piacevole sorpresa!</p>
<p><strong>Korean BBQ:</strong> i tavoli hanno una piastra nella quale si può cucinare il proprio barbeque, un&#8217;altra tradizione coreana. Si puo&#8217; scegliere tra verdure, funghi, carne, tonno e gamberi.  Laborioso ma divertente!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-17421" title="IMG_6011" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/12/IMG_6011.jpeg" alt=" Bibimbahp, Gyoza, Pajeon: si mangia coreano a Williamsburg!" width="530" height="459" /></p>
<p><strong>I prezzi sono assolutamente accessibili.</strong> Il Lunch Menu a pranzo prevede una delle portate principali più una miso soup o una piccola insalata <strong>per un totale di 8 dollari.</strong></p>
<p>L&#8217;atmosfera di Dokebi <strong>è influenzata  dal dinamismo  del quartiere più cool della città. </strong>La contaminazione etnica è presente anche nel menù di questo ristorante:  <strong>Korean Tacos, Kimchi Omelette a colazione sono alcuni dei piatti particolari di Dokebi, </strong>un&#8217;interessante rivisitazione in chiave moderna della tradizione coreana unita ai piatti forti messicani e statunitensi.</p>
<p><strong>Dokebi si trova al 199 di  Grand Street </strong>ed è aperto tutti i giorni a pranzo e cena (domenica anche per il brunch) e l&#8217;atmosfera è piacevole, <strong>la musica sempre ottima e il cibo davvero squisito!</strong></p>
<h3><strong>식욕 sig-yog= buon appetito!</strong></h3>

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