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	<title>nuok &#187; museum</title>
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		<title>LANNON –  Rifarsi le orecchie al Museo</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 12:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Margherita Gaffarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[LANNON]]></category>
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		<category><![CDATA[Free Admission]]></category>
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		<category><![CDATA[Victoria&Albert Museum]]></category>

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		<description><![CDATA[TGIF ovvero Thanks God It’s Friday. Il venerdì è quel giorno della settimana che fin dal mattino ti fa alzare pieno di energie in previsione del weekend. Si rilasciano le tensioni, lo stress accumulato e qui a Londra è molto comune uscire un po’ prima dal lavoro e chiudersi in un pub con amici per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>TGIF ovvero <em>Thanks God It’s Friday</em>. Il venerdì è quel giorno della settimana che fin dal mattino<strong> ti fa alzare pieno di energie</strong> in previsione del weekend. <strong>Si rilasciano le tensioni, lo stress accumulato</strong> e qui a Londra è molto comune uscire un po’ prima dal lavoro e chiudersi in un pub con amici per bersi qualche pinta di birra (sì è così, <em>qualche</em>).</p>
<p>Per prepararsi alla serata non vi suggeriamo di andare da <a href="http://www.topshop.com/webapp/wcs/stores/servlet/TopCategoriesDisplay?storeId=12556&amp;catalogId=33057" target="_blank">Top Shop</a> ad aggiustare mani/barba/capelli &#8211; nei negozi di abbigliamento il servizio può essere davvero completo &#8211; ma di <strong>entrare in un museo e rifarvi le orecchie!</strong></p>
<p>Il <a href="http://www.vam.ac.uk" target="_blank">Victoria&amp;Albert Museum</a> , la <a href="http://www.nationalgallery.org.uk/" target="_blank">National Gallery</a> e la <a href="https://www.royalacademy.org.uk" target="_blank">Royal Academy of Arts</a> ne hanno fatto un <strong>evento permanente, GRATIS e aperto a tutti</strong>, stringendo una forte collaborazione col <a href="http://www.rcm.ac.uk/" target="_blank">Royal College of Music</a>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-21202" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/musica01.png" alt="musica01 LANNON –  Rifarsi le orecchie al Museo" width="480" height="360" title="LANNON –  Rifarsi le orecchie al Museo" /></p>
<p>La particolarità di questo conservatorio sta nel fatto che <strong>ha creduto nella creatività e talento della sua comunità</strong> di musicisti, compositori e insegnati, investendo nell’individualità al pari della diversità dei profili. Ha soprattutto mantenuto un’<strong>apertura tale da promuovere la musica in tutte le sue forme e generi</strong>, anche fuori dai contesti tradizionali.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-21203" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/musica02.jpg" alt="musica02 LANNON –  Rifarsi le orecchie al Museo" width="480" height="360" title="LANNON –  Rifarsi le orecchie al Museo" /></p>
<p>Noi di <a href="http://www.facebook.com/lannonSITIS" target="_blank">Lannon</a> siamo stati nella <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/File:Norfolkhouse.jpg" target="_blank">Norfolk House Music Room</a> all&#8217;interno del V&amp;A. Cosa ha di speciale questa stanza? Dal 1760 iniziò a diffondersi la moda di creare delle stanze solo per ascoltare musica e questa è una delle prime nel suo genere.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-21204" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/musica03.jpg" alt="musica03 LANNON –  Rifarsi le orecchie al Museo" width="480" height="360" title="LANNON –  Rifarsi le orecchie al Museo" /></p>
<p>La cosa che ci sorprende è che non era qui, al secondo piano del V&amp;A Museum, ma in un altro palazzo, precisamente al civico 31 di St James&#8217;s Square, ed <strong>è stata smantellata e ricostruita nella sua interezza</strong> senza danneggiare le pareti, gli intagli dorati e le rappresentazioni di muse e strumenti dell&#8217;epoca.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-21205" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/musica04.jpg" alt="musica04 LANNON –  Rifarsi le orecchie al Museo" width="480" height="360" title="LANNON –  Rifarsi le orecchie al Museo" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-21206" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/musica05.jpg" alt="musica05 LANNON –  Rifarsi le orecchie al Museo" width="480" height="360" title="LANNON –  Rifarsi le orecchie al Museo" /></p>
<p>Abbiamo assistito alle emozionanti interpretazioni di quattro pezzi scritti da compositori francesi negli anni tra il 1867 al 1916: <strong>un trio composto da una oboista, una pianista e una suonatrice di basson</strong>. (Tanto di cappello all&#8217;oboista che per noi ha vinto il premio polmoni d&#8217;acciaio).</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-21207" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/musica06.jpg" alt="musica06 LANNON –  Rifarsi le orecchie al Museo" width="480" height="640" title="LANNON –  Rifarsi le orecchie al Museo" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-21208" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/musica07.jpg" alt="musica07 LANNON –  Rifarsi le orecchie al Museo" width="480" height="360" title="LANNON –  Rifarsi le orecchie al Museo" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-21209" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/musica08.jpg" alt="musica08 LANNON –  Rifarsi le orecchie al Museo" width="480" height="360" title="LANNON –  Rifarsi le orecchie al Museo" /></p>
<p>Prima di ogni esecuzione <strong>le ragazze ci hanno introdotto al pezzo, lo hanno contestualizzato e hanno raccontato dei piccoli aneddoti su come lo avrebbero &#8220;narrato&#8221;</strong>&#8230; In alcune parti gli strumenti sarebbero stati antagonisti, come in una lotta per prendere il controllo del ritmo, altre volte avrebbero seguito il tutto cercano di armonizzare i diversi timbri sulle stesse tonalità.</p>
<p>L&#8217;acustica della sala ha sicuramente aiutato a creare un&#8217;atmosfera intima e rilassante e ci ha senza dubbio caricati positivamente per la serata. <strong>È incredibile quanto possa essere un sollievo per le orecchie della  buona musica dal vivo soprattutto se la location è così suggestiva.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-21210" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/musica09.jpg" alt="musica09 LANNON –  Rifarsi le orecchie al Museo" width="480" height="360" title="LANNON –  Rifarsi le orecchie al Museo" /></p>
<p><span style="color: #888888"><em><strong>Come arrivare al Victoria&amp;Albert Museum:</strong></em><br />
Cromwell Road, South Kensington, SW7 2RL<strong><em><br />
Tube station più vicine:</em></strong><br />
South Kensington (Piccadilly, Circus e Distric lines)<strong><em><br />
Bus:</em></strong><br />
C1, 14, 74 e 414.</span></p>
<address><strong> </strong></address>
<p><strong>Se però la musica classica non fa per voi, </strong><strong> </strong><strong>le istituzioni e i musei il   venerdì stanno ugualmente aperti per qualche ora in più</strong>, proponendo al   pubblico attività alternative (anche bizzarre) formate da workshop,   performance e giochi itineranti. <strong>Basta solo armarsi di curiosità e   voglia di mettersi in gioco!</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<address><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Per sapere quali saranno le prossime performance, un po’ di link utili:</strong></p>
</address>
<ul>
<li> CHI suonerà COSA al <a href="http://www.rcm.ac.uk/?pg=5588" target="_blank">V&amp;A Museum</a>.</li>
<li> CHI suonerà COSA alla <a href="http://www.rcm.ac.uk/Studying/Why+the+RCM/Woodhouse+Professional+Development+Centre/RCM+Professional+Engagements+Service+/National+Gallery" target="_blank">National Gallery</a>.</li>
<li> CHI suonerà COSA al <a href="http://www.rcm.ac.uk/Studying/Why+the+RCM/Woodhouse+Professional+Development+Centre/RCM+Professional+Engagements+Service+/Royal+Academy+of+Arts" target="_blank">Royal College of Arts</a>.</li>
</ul>

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		<title>Rifatevi gli occhi con i gioielli del Cooper-Hewitt Museum!</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 22:27:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Abbona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuok]]></category>
		<category><![CDATA[Cooper-Hewitt Museum]]></category>
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		<category><![CDATA[museo]]></category>
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		<description><![CDATA[Durante il vostro soggiorno a New York probabilmente sarete andati da Tiffany e avrete curiosato e soprattutto ammirato il secondo piano del grande palazzo, interamente dedicato agli anelli di fidanzamento. I gioielli in vendita sono si meravigliosi e scintillanti ma, paragonati a quelli esposti al Cooper-Hewitt National Design Museum, sono ben poca cosa. Questo museo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-21566" title="tiffany" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/tiffany.jpg" alt="tiffany Rifatevi gli occhi con i gioielli del Cooper Hewitt Museum!" width="480" height="360" /></p>
<p>Durante il vostro soggiorno a New York probabilmente sarete andati da Tiffany e avrete curiosato e soprattutto ammirato il <strong>secondo piano del grande palazzo, interamente dedicato agli anelli di fidanzamento</strong>. I gioielli in vendita sono si meravigliosi e scintillanti ma, paragonati a quelli esposti al <a href="http://www.cooperhewitt.org ">Cooper-Hewitt</a> National Design Museum, sono ben poca cosa.  Questo museo, situato sulla 91st Street e 5th Avenue, fa parte dello <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Smithsonian_Institution">Smithsonian Institution</a>, una raccolta dei più importanti musei americani i cui palazzi hanno un importante valore storico e architettonico.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-21569" title="gioielli" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/gioielli.jpg" alt="gioielli Rifatevi gli occhi con i gioielli del Cooper Hewitt Museum!" width="480" height="359" /></p>
<p>Fino al 5 Giugno 2011, il <a href="http://www.cooperhewitt.org ">Cooper-Hewitt</a> ospita la mostra “Set in Style:”<strong> la più grande esposizione di gioielli organizzata da Van Cleef &amp; Arples,</strong> due delle famiglie di gioiellieri più importanti d’Europa. In questa mostra, potrete ammirare circa 350 gioielli unici al mondo sia per il proprio valore, sia per lo stile originale.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-21570" style="border: 0pt none;" title="gioielli5" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/gioielli5.jpg" alt="gioielli5 Rifatevi gli occhi con i gioielli del Cooper Hewitt Museum!" width="480" height="437" /></p>
<p><strong>L’esibizione è divisa in 6 temi principali: </strong></p>
<p>* Innovations in cui sono esposti gioielli molto particolari e moderni che anticipano di ben cinque anni l’inizio dello stile Art Deco del 1925;</p>
<p>* Transformations i cui gioielli possono trasformarsi in bracciali o collane a seconda di  come si preferiscono indossare;</p>
<p>* Nature as Inspiration i cui i gioielli hanno la forma di fiori, farfalle e fiocchi di neve;</p>
<p>* Exoticism dove materiali preziosi come l’oro e diamanti sono uniti al legno e ai coralli;</p>
<p>* Fashion in cui fiocchi, d’oro e di diamanti, sono i protagonisti;</p>
<p>* Personalities in cui sono esposti i gioielli più belli appartenuti a dive e personaggi importanti come Elizabeth Taylor, Greta Garbo, Jacqueline Kennedy, la principessa Grace di Monaco, Eva Peron, Maria Callas e Soraya.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-21571" style="border: 0pt none;" title="gioielli4" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/gioielli4.jpg" alt="gioielli4 Rifatevi gli occhi con i gioielli del Cooper Hewitt Museum!" width="480" height="360" /></p>
<p>Questa collezione risale ai primi anni del 1900 sino al 1980 e la maggior parte dei gioielli esposti è di <strong>proprietà di collezionisti privati, numerosi Maharajah, reali di tutto il mondo e dell’Aga Kahn.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-21573" style="border: 0pt none;" title="gioielli2" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/gioielli2.jpg" alt="gioielli2 Rifatevi gli occhi con i gioielli del Cooper Hewitt Museum!" width="480" height="292" /></p>
<p>Il costo del biglietto varia dai $15 per gli adulti ai $10 per gli studenti (le tessere universitarie italiane sono valide in tutti i musei!). <strong>All’ingresso vi consegneranno anche un Ipad </strong>dotato di cuffie in cui potrete trovare più informazioni riguardanti i gioielli esposti e vedere video molto interessanti su come venivano creati.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-21572" style="border: 0pt none;" title="gioielli3" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/gioielli3.jpg" alt="gioielli3 Rifatevi gli occhi con i gioielli del Cooper Hewitt Museum!" width="480" height="431" /></p>
<p>Dato il valore inestimabile delle “opere” esposte,<strong> tutte le sale sono controllate a vista dalle guardie del museo e da numerose telecamere.</strong> Ricordatevi quindi di non scattare fotografie e di non appoggiarvi alle teche che contengono i gioielli o sarete immediatamente rimproverati dagli addetti alla sicurezza!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-21567" title="park2" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/park2.jpg" alt="park2 Rifatevi gli occhi con i gioielli del Cooper Hewitt Museum!" width="480" height="360" /></p>
<p>Avete gli occhi accecati dallo scintillio dei diamanti e avete bisogno di qualche minuto per riprendervi? <strong>Se attraversate la strada, vi troverete davanti ad un altro gioiello unico di New York ma di tutt’altra natura</strong>: il Resevoir di Central Park, dove la semplicità e la quiete del parco appaiono ancora più belli e maestosi dei gioielli che avete appena ammirato!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-21568" title="park3" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/park3.jpg" alt="park3 Rifatevi gli occhi con i gioielli del Cooper Hewitt Museum!" width="480" height="360" /><br />
</p>
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		<title>BRUCSEL &#8211; Il museo della nona arte</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 20:30:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Marilungo</dc:creator>
				<category><![CDATA[BRUCSEL]]></category>
		<category><![CDATA[SITIS]]></category>
		<category><![CDATA[Bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[Centre Belge de la Bande Dessinnée]]></category>
		<category><![CDATA[comics]]></category>
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		<description><![CDATA[Riempire un museo di pannelli esplicativi non è la maniera migliore per mantenere il livello di attenzione del visitatore profano incuriosito dalla recensione di una Lonely Planet,  soprattutto in un epoca in cui i musei vanno sempre più verso l’interattività ed il coinvolgimento &#8211; plurisensoriale &#8211; del visitatore. Fatta questa premessa, ciò non toglie che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riempire un museo di pannelli esplicativi non è la maniera migliore per mantenere il livello di attenzione del visitatore profano incuriosito dalla recensione di una Lonely Planet,  soprattutto in un epoca in cui i musei vanno sempre più verso l’interattività ed il coinvolgimento &#8211; plurisensoriale &#8211; del visitatore.<br />
Fatta questa premessa, <strong>ciò non toglie che uno dei modi migliori per soddisfarre la vostra curiosità riguardo al mondo dei fumetti belgi sia una visita al Centre Belge de la Bande Dessinnée di Bruxelles.</strong> Ne avrete per delle ore, nel bene o nel male. D’altra parte la storia dei fumetti belgi è talmente variegata e popolata di persone &#8211; e personaggi – che <strong>risulta probabilmente difficile coniugare esaustività e fruibilità. </strong>Al Centre de la Bande Dessinnée l’esaustività non manca di certo.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-20302" title="P1060549a" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/P1060549a.jpg" alt="P1060549a BRUCSEL   Il museo della nona arte" width="480" height="184" /></p>
<p>Non si penserebbe mai al regista di un film come ad un artista solitario armato di telecamera, mentre è facile immaginare il fumettista seduto alla scrivania ed inventare personaggi. Al primo piano del museo scopriamo invece che <strong>l’arte del fumetto è tanto corale quanto la creazione di un film</strong>: c’è l’artista, ci sono gli sceneggiatori, i tipografi, gli inchiostratori, il letterista, il colorista, i pittori, l’editore ed i collaboratori commerciali. Il fumetto passa di mano in mano: prima c’è l’idea, poi gli schizzi degli eroi e della scenografia, la forma delle vignette, i dialoghi, le rifiniture fino alla stampa, la distribuzione e la vendita.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-20303" title="P1060622a" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/P1060622a.jpg" alt="P1060622a BRUCSEL   Il museo della nona arte" width="360" height="480" /></p>
<p>Una piccola sala infondo al corridoio mostra il passaggio quasi naturale dalla carta stampata all’immagine video, con proiezioni audiovisive facenti parte di mostre temporanee.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-20304" title="P1060612a" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/P1060612a.jpg" alt="P1060612a BRUCSEL   Il museo della nona arte" width="480" height="360" /></p>
<p>Continuando sul lato destro delle gallerie si entra nello spazio “Saint Roch”. In passato gli originali del fumetto venivano cestinati con noncuranza. <strong>Il Centro del Fumetto conserva circa 7000 disegni originali</strong>, 200 dei quali vengono esposti di volta in volta in quest’area del museo, dando la possibilità di apprezzare il lavoro di numerosissimi fumettisti. Vengono esposti originali degli anni ’40, ’50, ’60 e così via, campioni che permettono di seguire “dal vivo” le varie tappe della costruzione del fumetto&#8230; sebbene resti piuttosto difficile torvare un nesso logico, o anche solo un ordine cronologico, fra le numerosissime strisce esposte.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-20305" title="P1060596a" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/P1060596a.jpg" alt="P1060596a BRUCSEL   Il museo della nona arte" width="480" height="360" /></p>
<p>Il secondo piano dell’esposizione, “Il Museo dell’immaginazione”, è un vero e proprio incontro a tutto tondo con i principali esponenti dei fumetti belgi fino al 1960. Ad uno ad uno, i pannelli raccontano e rappresentano la storia dei vari fumettisti: la biografia dell’autore, le collaborazioni nelle varie riviste di fumetto, i personaggi creati e la loro evoluzione, i dettagli sulla comparsa di nuovi personaggi, nuovi eroi e nuove eroine, gli eventi topici del fumetto, con tanto di data di pubblicazione… tutto è narrato nei minimi dettagli.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-20306" title="P1060583a" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/P1060583a.jpg" alt="P1060583a BRUCSEL   Il museo della nona arte" width="480" height="376" /></p>
<p>Scopriamo così ad esempio, girando tra i pannelli, che il famoso <em>Tintin</em>, del fumettista di Bruxelles Hergè “è quasi privo di espressione. Essendo così neutro, <strong>è il contenitore ideale delle emozioni private e proiettate dai lettori</strong>”. O che il <em>capitano Haddock</em> è un “vulcano di emozioni in permanente eruzione…il complemento ideale di <em>Tintin</em>”. Ci vengono dunque spiegati i trucchi usati dall’artista per evitare la perdita d’interesse del lettore come colpi di scena e cambiamenti di ritmo della storia.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-20307" title="P1060560a" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/P1060560a.jpg" alt="P1060560a BRUCSEL   Il museo della nona arte" width="480" height="360" /></p>
<p>Scopriamo poi che anche <strong>il fumetto come tutte le atre arti rispecchia i cambiamenti sociali</strong>: in particolare col giornale Spirou, dagli anni ’70 il fumetto ha sempre di più attirato pubblici avversi alla censura e alla tradizione e propensi all’umorismo nero e alla parodia, che tende ad offuscare i personaggi “eroici” nel senso classico del termine. Dai personaggi ordinari di Marc Sleen a <em>Gaston Lagaffe </em>di Franquin &#8211; “eroe senza un soldo, tipo eccentrico ed eroe spavaldo e burlone” &#8211; alla parodia del far west di <em>Lucky Luke</em>: <strong>nel fumetto, un po’ come nella letteratura,  l’eroe è stato piano piano soppiantato dall’anti-eroe.</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-20308" title="P1060554a" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/P1060554a.jpg" alt="P1060554a BRUCSEL   Il museo della nona arte" width="480" height="360" /><br />
</strong></p>
<p>Oppure scopriamo che fumettisti come Jacobs, creatore di <em>Blake e Mortimer</em>, non solo non sedevano tutto il giorno alla scrivania aspettando l’ispirazione, ma giravano per strada prendendo appunti, facendo fotografie e schizzi: “mappe, cartine, guide, diagrammi, schemi esplicativi e ritagli di giornale sono infatti onnipresenti nella sua opera… Con Jacobs, l’iper-realismo diventa la culla del fantastico.”</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-20309" title="P1060548a" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/P1060548a.jpg" alt="P1060548a BRUCSEL   Il museo della nona arte" width="360" height="480" /></p>
<p>Al terzo piano il museo ospita mostre temporanee – “The influence of Delcourt”, fino al 29 Maggio, e “European Comic Strip treasure”, fino al 6 Marzo, entrambe molto interessanti dal punto di vista della varietà di generi e di stili dei fumetti presentati, e “Maȋtre Corbaque”, fino al primo Maggio.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-20310" title="P1060535a" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/P1060535a.jpg" alt="P1060535a BRUCSEL   Il museo della nona arte" width="480" height="360" /></p>
<p>Sono numerosissimi gli autori, i personaggi, le riviste, gli esemplari originali, i pannelli, gli schizzi esposti nella collezione permanente. <strong>Per quanto riguarda la qualità e l’originalità del materiale presente, il museo vale sicuramente una visita, anche a rischio di un “sovraccarico di informazioni”.</strong></p>
<p>Forse però, come per i fumetti, si poteva essere egualmente esaustivi con un po’ più di semplicità e qualche… colpo di scena.<br />
</p>
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		<title>Quando Brooklyn era &#8220;Breuckelen&#8221; (in olandese)</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Sep 2010 01:40:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisabetta Montebelli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Nuok]]></category>
		<category><![CDATA[Brooklyn]]></category>
		<category><![CDATA[Brooklyn Historical Society]]></category>
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		<description><![CDATA[Chi pensa che Brooklyn sia semplicemente una appendice di Manhattan, un agglomerato urbano senza &#8220;storia&#8221;, si sbaglia completamente. Brooklyn ha un passato importante e a pochi passi dal Brooklyn Bridge c&#8217;è un luogo, tra i viali residenziali di Brooklyn Heights, che da quasi 150 anni ne tramanda la memoria: la Brooklyn Historical Society, oggi museo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Chi pensa che Brooklyn sia semplicemente una appendice di Manhattan</strong>, un agglomerato urbano senza &#8220;storia&#8221;, si sbaglia completamente. Brooklyn ha un passato importante e <strong>a pochi passi dal Brooklyn Bridge c&#8217;è un luogo, tra i viali residenziali di Brooklyn Heights, che da quasi 150 anni ne tramanda la memoria: </strong>la <a href="http://www.brooklynhistory.org">Brooklyn Historical Society</a>, oggi museo, biblioteca e centro educativo che promuove la diffusione e lo studio della storia di Brooklyn.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-14070" title="brooklynhistorical-building" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/09/brooklynhistorical-building-225x300.jpg" alt="brooklynhistorical building 225x300 Quando Brooklyn era Breuckelen (in olandese)" width="225" height="300" />Fondata nel 1863 quando Brooklyn era una cittadina a sé stante </strong>(e il centro commerciale e culturale di Long Island), la Brooklyn Historical Society ne custodisce il <strong>prezioso patrimonio culturale in quanto documenta oltre 400 anni di storia locale </strong>grazie alla sua straordinaria collezione, e costituisce uno spazio di aggregazione e partecipazione attraverso le sue molteplici iniziative, che ne fanno un punto di riferimento per la comunità e una interessantissima fonte di apprendimento per curiosi e turisti.</p>
<p>La sede stessa della Brooklyn Historical Society,<strong> un bellissimo edificio a quattro piani dagli esterni in terracotta rossa e dalle preziose vetrate colorate</strong>, merita una visita: &#8220;National Historic Landmark&#8221; dal 1991 e inclusa nel Registro Nazionale dei Luoghi Storici degli Stati Uniti, fu progettata nel 1881 da George Post, l&#8217;architetto che disegnò anche il palazzo della Borsa di New York.</p>
<p><strong>All&#8217;interno vi sorprenderà la bellezza dell&#8217;antica Othmer Library</strong>, in cui si respira ancora l&#8217;atmosfera del tempo, con i suoi scaffali scolpiti a mano e una balconata che corre lungo il perimetro della biblioteca rispecchiando il design del ponte di Brooklyn. E&#8217; qui che si trova il vero tesoro della Brooklyn Historical Society, <strong>ovvero la sua vastissima collezione.</strong> <strong>Comprende una grande varietà dei reperti: </strong>oggetti dell&#8217;epoca, rare pubblicazioni e manoscritti di varia naturia, documenti ufficiali e privati, atti commerciali, ecclesiastici, scolastici, così come progetti architettonici e urbanistici, alberi genealogici e scritti personali, che documentano la storia di Brooklyn e Long Island a partire dai primi insediamenti europei (Olandesi e Inglesi) nel diciassettesimo secolo, fino ai giorni nostri (<strong>a proposito, per farvi un&#8217;idea veloce della storia di Brooklyn eccovi una timeline essenziale</strong>: <a href="http://www.brooklynhistory.org/default/timeline.html">www.brooklynhistory.org/default/timeline.html</a></p>
<p>Ciò che colpisce di questa collezione è però l&#8217;attenzione alla quotidianità delle persone,<strong> e lo sguardo della gente comune sugli eventi storici che hanno segnato non solo la città ma l&#8217;America intera</strong>: lo sviluppo economico del diciannovesimo secolo, <strong>la guerra civile, l&#8217;immigrazione e la progressiva, difficoltosa mescolanza delle diverse etnie</strong> fino alla multiculturalità che contraddistingue la Brooklyn di oggi. Tra gli archivi della biblioteca è racchiusa la memoria collettiva degli abitanti di Brooklyn.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-14069" title="bklynhistsoclib" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/09/bklynhistsoclib.jpg" alt="bklynhistsoclib Quando Brooklyn era Breuckelen (in olandese)" width="487" height="326" /></p>
<p>La rilevanza della Brooklyn Historical Society per molte famiglie americane si intuisce dal numero di richieste di consulenza che l&#8217;ente riceve ogni mese per ricerche genealogiche o su abitazioni storiche, non solo da parte degli abitanti di Brooklyn, ma da tutti gli Stati Uniti:<strong> sembra infatti che un americano su sette possa ricollegare le proprie origini a Brooklyn</strong> &#8211; zona di transito, quando non di permanenza, di tantissimi immigrati nel corso del ventesimo secolo.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-14071" title="Immagine 4" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/09/Immagine-41-300x210.png" alt="Immagine 41 300x210 Quando Brooklyn era Breuckelen (in olandese)" width="300" height="210" />Particolarmente affascinante è poi la collezione fotografica della BHS</strong> (potete ammirarne <a href="http://brooklynhistory.pastperfect-online.com/35872cgi/mweb.exe?request=random">una piccola parte qui</a>) che mostra la progressiva trasformazione di Brooklyn e Long Island a partire dal 1870. Se originariamente l&#8217;isola era costituita da piccoli villaggi agricoli dispersi tra loro, <strong>oggi si presenta come un&#8217;area intensamente urbanizzata,</strong> con la nascita di nuovi quartieri, la recente gentrification di zone sempre più ampie, e la comparsa di un numero sempre maggiore di inziative volte alla conservazione e alla rivitalizzazione delle stesse.</p>
<p>Tra gli scatti ritraenti eventi storici o differenti scorci della città, <strong>ancora una volta sono le memorie personali ad emergere con maggior forza</strong>, quando davanti ai nostri occhi compaiono immagini più quotidiane e private: foto di famiglia, istantanee e momenti di vita &#8220;normale&#8221; che mostrano<strong> tradizioni, passioni e abitudini di una Brooklyn ancora in bianco e nero.</strong></p>
<p><strong>Da non perdere è anche l&#8217;archivio di testimonianze orali della BHS, </strong>che ci restituisce una prospettiva umana e spontanea sugli eventi storici che hanno toccato la gente comune, e un ritratto ancora più nitido dei protagonisti del nostro passato più recente (<strong>come la bellissima esposizione dedicata ai veterani del Vietnam provenienti da Brooklyn</strong>, ancora visitabile, dove questo momento fondamentale della storia americana viene raccontato dalle stesse voci dei veterani).</p>
<p>Le risorse della biblioteca sono al servizio della comunità e vengono utilizzate per molteplici servizi: <strong>ad esempio la produzione di interessantissime guide turistiche &#8220;storiche&#8221; </strong>(una per ognuno dei quartieri che costituiscono il distretto di Brooklyn) che, sfruttando il materiale audio e fotografico degli archivi, connettono passato e presente in percorsi tematici di esplorazione della città.</p>
<p><img class="size-medium wp-image-14073 alignnone" title="brooklynbridge2" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/09/brooklynbridge2.jpg" alt="brooklynbridge2 Quando Brooklyn era Breuckelen (in olandese)"  /></p>
<p>Il proposito della Brooklyn Historical Society è quello di<strong> coinvolgere attivamente la popolazione in un processo di condivisione della conoscenza che porti alla rivalutazione delle proprie radici</strong> e a un nuovo senso di comunità fondato su questa base.. L&#8217;ente si definisce infatti &#8220;un hub culturale&#8221; per il dialogo civile, lo scambio di idee e l&#8217;accessibilità delle risorse per la crescita personale e intellettuale dell&#8217;individuo. A questo scopo la Brooklyn Historical Society<strong> organizza una vasta gamma di attività ed eventi per i cittadini:</strong> serate letterarie, performance, tavole rotonde sulle tematiche più attuali ma anche appuntamenti prettamente ludici come serate a quiz in cui la materia <strong>su cui bisogna essere ferratissimi per conquistare la vittoria è, ovviamente, la storia di Brooklyn!</strong></p>
<p>I cittadini sono coinvolti anche, e soprattutto, in quelle che sono le attività principali della BHS: <strong>l&#8217;allestimento di mostre ed esposizioni </strong>(come l&#8217;esposizione dei dipinti di Nina Talbot in &#8220;Painting Brooklyn, Stories of Immigration &amp; Survival&#8221;, di recente inaugurazione per la rassegna Public Perspective, che offre ai cittadini l&#8217;opportunità di esporre le proprie opere e partecipare attivamente alla preparazione dell&#8217;evento)<strong> e l&#8217;attivazione di programmi educativi per incoraggiare i più giovani alla scoperta delle connessioni esistenti tra il loro presente e la storia del luogo,</strong> attraverso percorsi educativi on-site, visite in classe e workshops &#8211; un&#8217;altra delle esposizioni attualmente presenti, &#8220;<em>Home Base: Memories of the Brooklyn Dodgers at Ebbets Field</em>&#8220;, è stata infatti realizzata <strong>dagli studenti delle scuole superiori di Brooklyn</strong> durante un laboratorio sperimentale volto ad insegnare loro la professione del &#8220;curatore di mostre&#8221; e le fasi fondamentali di organizzazione e di sviluppo di una esposizione.</p>
<p>Date dunque un&#8217;occhiata al <a href="http://www.brooklynhistory.org/visitor/calendar.html">programma della Brooklyn Historical Society</a> e non perdete l&#8217;occasione di farvi visita, anche se non abitate a Brooklyn o non avete antenati che sono passati da qui. Ne sarete comunque arricchiti, <strong>perché questo è un luogo in cui si comprende che il presente e il futuro si costruiscono sul nostro passato,</strong> e come la storia sia fatta principalmente dalle persone comuni e dal significato che esse danno agli eventi.</p>
<p><strong>Per info su orari e ingresso: </strong></p>
<p><em><a href="http://www.brooklynhistory.org">The Brooklyn Historical Society </a><br />
128 Pierrepont Street at Clinton Street<br />
Brooklyn, New York 11201<br />
Tel: 718-222-4111</em><br />
</p>
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		<title>LANNON &#8211; Oggi a Londra: Cristina Locatelli</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 17:59:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Cecilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[LANNON]]></category>
		<category><![CDATA[SITIS]]></category>
		<category><![CDATA[INTERPRETATION]]></category>
		<category><![CDATA[museum]]></category>
		<category><![CDATA[OGGI A LONDRA]]></category>
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		<description><![CDATA[Cristina è nata a Trento ed ha studiato Conservazione dei Beni Culturali a Parma. Dopo un anno Erasmus a Vitoria, nel Pais Vasco, si è trasferita in Catalunya dove ha lavorato nei musei del Triangolo Daliniano. Da tre anni vive a Londra dove ha lavorato per la British Film Institute Gallery, per la Tate Modern [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cristina</strong> è nata a Trento ed ha studiato Conservazione dei Beni Culturali a Parma. Dopo un anno Erasmus a Vitoria, nel Pais Vasco, si è trasferita in Catalunya dove ha lavorato nei musei del Triangolo Daliniano. Da tre anni vive a Londra dove ha lavorato per la British Film Institute Gallery, per la Tate Modern ed ora per l’Interpretation Department della Tate Britain.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-9618" title="Cristina alla Tate Modern" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/06/Immagine-39.png" alt="Immagine 39 LANNON   Oggi a Londra: Cristina Locatelli" width="389" height="518" /><br />
<span style="color: #888888;"><em>Cristina  alla Tate Modern</em></span></p>
<h3><strong>:: Cosa ti ha spinto a venire a vivere a Londra?</strong></h3>
<p>In realtà credo di essere andata per esclusione. Lavorando nel settore museale e volendo migliorare il mio inglese, New York e Londra erano le opzioni più naturali. La mia avventura negli States si è conclusa, non troppo gloriosamente, nel giro di due mesi. L’anno dopo ci ho riprovato con Londra e, complici altre coincidenze, come un fidanzato (italiano) che già viveva in UK, le cose sono andate nettamente meglio.</p>
<h3><strong>:: Come hai vissuto le tue prime settimane a Londra?</strong></h3>
<p>Assolutamente confusa, e sinceramente pure un tantino depressa. Appena arrivata ho iniziato uno stage alla BFI Gallery ed il fatto di capire poco e niente di quello che si diceva in ufficio mi faceva sentire terribilmente isolata. Per fortuna con il tempo, ed una marea di film in lingua originale, ho iniziato a capirci qualcosa in più.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-9619" title="Immagine 38" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/06/Immagine-38.png" alt="Immagine 38 LANNON   Oggi a Londra: Cristina Locatelli" width="387" height="520" /><br />
<span style="color: #888888;"><em>muro di  Neal&#8217;s Yard</em></span></p>
<h3><strong>:: Puoi spiegarci cos’è la ‘Museum Interpretation’ e in cosa consiste il tuo lavoro?</strong></h3>
<p>Bella domanda. In generale il termine &#8216;Interpretation&#8217; si riferisce a tutto ciò che e’ mirato ad aiutare il pubblico ad apprezzare e capire meglio la collezione di un museo. Che poi questo avvenga tramite i classici pannelli esplicativi, percorsi tematici, audio-guide o l’uso di tecnologie piu’ avanzate, dipende soprattutto dalla disponibilità finanziaria del museo in questione. Al momento sto curando una piccola guida per la mostra <a href="http://www.tate.org.uk/britain/exhibitions/britishcomicart/default.shtm">Rude Britannia</a>, che aprirà nelle prossime settimane.</p>
<h3><strong>:: Che differenze riscontri tra la didattica museale inglese e quella italiana?</strong></h3>
<p>Ammetto di non saperne molto di come la didattica venga gestita nei musei italiani, avendo prevalentemente lavorato in Catalunya. L’impressione, comunque, è che nei Paesi Mediterranei l’educazione nei musei non abbia un ruolo preminente nella loro gestione strategica e che venga soprattutto identificata con attività per bambini e ragazzi in età scolare. Non voglio dire che la situazione qui in UK sia perfetta, però qui il concetto stesso di apprendimento è inteso in maniera più ampia rispetto all’ambito formale della scuola. Un esperienza educativa non è infatti solo quella che ti trasmette sapere in senso stretto, ma quella che ti fa capire meglio il mondo in cui vivi, che ti ispira curiosità intellettuale e ti aiuta a sviluppare valori e chissà, magari anche a scoprire nuove abilità.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-9620" title="Immagine 37" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/06/Immagine-37.png" alt="Immagine 37 LANNON   Oggi a Londra: Cristina Locatelli" width="391" height="523" /><br />
<em><span style="color: #888888;">totem  al British Museum</span></em></p>
<h3><strong>:: Che consiglio daresti a chi vuole venire a Londra per lavorare nel settore culturale?</strong></h3>
<p>Di prendere in considerazione anche lavori ‘umili’ all’inizio, rimanendo però all’interno del proprio ambito d’interesse. Può darsi non sia una regola generale ma, pur avendo accumulato una certa esperienza in altri Paesi europei, è stato quando ho potuto mettere un referente inglese che la mie applications hanno iniziato ad essere considerate.</p>
<h3><strong>:: Che cosa importeresti dello stile di vita o della società londinese nella tua città natale?</strong></h3>
<p>La trasparenza nell’amministrazione pubblica. Ah, ed il party-bus! Non sono sicura che si chiamino così in realtà, ma ci sono in giro per Londra dei vecchi autobus a due piani attrezzati con bar e disco, per chi si vuol regalare un party itinerante senza rischi per la patente e tutto il resto.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-9621" title="Felix, una scultura di Maurizio Cattelan esposta nella Turbine Hall della Tate Modern" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/06/Immagine-36.png" alt="Immagine 36 LANNON   Oggi a Londra: Cristina Locatelli" width="487" height="362" /><br />
<span style="color: #888888;"><em>Felix,  una scultura di Maurizio Cattelan esposta nella Turbine Hall della Tate  Modern</em></span></p>
<h3><strong>:: Qual è il posto di Londra che ti fa sentire più a casa. Perché?</strong></h3>
<p>Credo sia la Tate Modern. Ci ho lavorato per un anno e mezzo ed in diversi dipartimenti, quindi ho avuto l’opportunità di conoscere tantissima gente, dal portiere al direttore. Quando ci vado è come tornare al paese, in ogni sala c’è qualcuno che conosco, con cui scambio un saluto veloce o mi fermo per un update.</p>
<h3><strong>:: Qual è la cosa più strana che hai visto a Londra?</strong></h3>
<p>Hum, difficile fare una classifica&#8230; Beh, visto che sto cercando casa ti dico che un aspetto delle case inglesi che ancora non riesco a capire sono i bagni. La luce si accende tirando una cordina, il lavandino ha un rubinetto per l’acqua calda (di solito bollente) ed uno per l’acqua fredda, e alcuni bagni hanno addirittura la moquette per terra. Specifico ‘per terra’, perche’ nell’ascensore del mio palazzo c’è anche sulle pareti!</p>
<h3><strong>:: Qual è il film ambientato a Londra che preferisci? Perché?</strong></h3>
<p>Altra difficile scelta. Mi viene in mente &#8216;<em>Match Point&#8217;</em>, very British, e ci appare anche la Tate! Ultimamente mio fratello mi ha ricordato che anche  ‘<em>La carica dei 101</em>’ e’ ambientato a Londra, ed ora mio nipote cinquenne sa dove vive la zietta!</p>
<h3><strong>:: Consiglia ai lettori di NUOK un luogo o un’attrazione da non perdere assolutamente quando si visita Londra.</strong></h3>
<p>Neal’s Yard, decisamente. Dopo il bagno di folla nelle vie di Covent Garden, una pausa in quella piazzetta nascosta tra case coloratissime, magari sorseggiando uno smoothie nel bar biologico, e’ davvero rigenerante.<br />
</p>
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		<title>Today in New York: Sarah Kaufman</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 22:01:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Masoero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Today in New York]]></category>
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		<description><![CDATA[A early adopter of the (now uber trendy) frugal chic mood, Sarah Kaufman is the founder of a very interesting brand that mixes vintage items, ancient mementos and thrift shop finds into super pretty creations: Jewels in the Hay. But attention newyorkers, as she is not only a crafter, but a very interesting photographer too, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-6823" title="Immagine 2" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/Immagine-211.png" alt="Immagine 211 Today in New York: Sarah Kaufman" width="543" height="406" /></p>
<p>A early adopter of the (now uber trendy) frugal chic mood, Sarah Kaufman is the founder of a very interesting brand that mixes vintage items, ancient mementos and thrift shop finds into super pretty creations: <a href="http://www.etsy.com/shop/JewelsInTheHay">Jewels in the Hay</a>. But attention newyorkers, as she is not only a crafter, but a very interesting <a href="http://www.sarahkaufmanphoto.com/">photographer</a> too, soon to be featured (starting from June 1<sup>st</sup>) at the Soho Photo Gallery in NYC.</p>
<p>And, as Sarah states, aside from her parents frugal nurturing and her high school habit of searching for old cool stuff into thrift and vintage shops, both Italy  and New York have been fundamental in shaping her sense of art and style.  Plus the name “Jewels in the Hay” actually comes from experiences such as the one she had in Florence, a while ago…</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6824" title="Immagine 7" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/Immagine-74.png" alt="Immagine 74 Today in New York: Sarah Kaufman" width="524" height="344" /></p>
<p><strong>Why and when did you started Jewels in the Hay?</strong> At some point I really got into making and re-making jewelry from my thrift shop bounty and eventually started seeking out specific components that would help bring my vision of something to fruition. A few years ago I made a promise to myself that I would never again buy a piece of jewelry that I could make! And that promise really got my creativity going. People started asking me where I got things and where they could get one! That&#8217;s what inspired me to open up a shop on Etsy. I had been selling vintage clothing on Ebay for years and Etsy was a logical transition and is the perfect venue for my handmade adornments. It&#8217;s so much fun and I only make pieces that I would love to wear myself.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6829" title="Immagine 32" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/Immagine-321.png" alt="Immagine 321 Today in New York: Sarah Kaufman" width="455" height="460" /></p>
<p><strong>:: Who is your ideal buyer?</strong> My ideal buyers are lovely ladies like myself who take an interest in art, nature, and fashion, and have a great respect for old objects. I love to integrate antique components in my jewelry and I truly revere the care and detail with which these old things were made. I love that each piece of jewelry made with an antique key or other bauble carrys a history which then mixes with the touch of my hand and the story of whoever wears the finished product. My ideal customer, like myself, would also rather buy a unique piece of jewelry at a reasonable price rather than something mass produced and marked up in a retail store.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6830" title="Immagine 33" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/Immagine-331.png" alt="Immagine 331 Today in New York: Sarah Kaufman" width="476" height="462" /></p>
<p><strong>::What is your favorite NYC place?</strong> My favorite thing about New York City is being surrounded by museums and art galleries. There is so much to look at and so much from which to take inspiration.  I also really love sitting on my front stoop in Bedford Stuyvesant, Brooklyn, and sipping on a cold drink in summertime.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6828" title="Immagine 31" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/Immagine-311.png" alt="Immagine 311 Today in New York: Sarah Kaufman" width="542" height="460" /></p>
<p><strong>:: Do you think New York can still be considered the place-to-be for young creatives?</strong> I think that NYC will always be a place for young creative people. I live here in Brooklyn with my husband who is a web-designer, so we are both pretty involved with creative communities. There is a lot of energy here, and even though life in this city can be expensive, you can make it work, and it&#8217;s worth it. In addition to my jewelry-making, I am a working photographer and came to NY after finishing my MFA in 2008, excited to be surrounded by art. It&#8217;s been great and I have a show opening on June 1st at <a href="http://www.sohophoto.com/">Soho Photo Gallery</a>, so come stop in if you will be here!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6827" title="Immagine 30" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/Immagine-302.png" alt="Immagine 302 Today in New York: Sarah Kaufman" width="482" height="460" /></p>
<p><strong>::Where do you shop in NYC?</strong> In NYC I love exploring all the little church thrift shops in Manhattan. They usually have limited hours, so you really have to seek them out and do some research. I also love window-shopping all the little boutiques in Soho and the Lower East Side. Oh, and the Brooklyn Flea Market in Fort Greene is always fun!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6825" title="Immagine 28" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/Immagine-283.png" alt="Immagine 283 Today in New York: Sarah Kaufman" width="474" height="460" /></p>
<p><strong>::If I say Italy, you say&#8230;?</strong> When you say Italy&#8230; I spent a semester of college studying art in Florence. It was amazing.  I never wanted to go to class as I thought a better education would come from visiting the museums and churches every day.  I stayed in an apartment near the Santa Croce church and sat out in the plaza there all the time.  And I even managed to find a little second-hand shop in my neighborhood. I met a woman selling clothing on the sidewalk and she invited me in to look around in her basement. It was piled floor to ceiling with old clothes! Totally a mess! And she let me pick through it and I would bring her a pile of clothes and she would name a price so low that it always blew my mind. It was so much fun. I found so many vintage treasures in that heap of old junk. And she was so sweet and helped me with my broken Italian. Experiences like that are what inspired the name for my Etsy shop, Jewels in the Hay.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.nuok.it/team/francesca-masoero"><strong>Francesca Masoero</strong></a></p>

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		<title>Rubin Museum Of Art</title>
		<link>http://www.nuok.it/2009/11/rubin-museum-of-art/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 02:48:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[The Rubin Museum of Art (RMA) is home to a comprehensive collection of art from the Himalayas and surrounding regions. The artistic heritage of this vast and culturally varied area of the world remains relatively obscure. Through changing exhibitions and an array of engaging public programs, RMA offers opportunities to explore the artistic legacy of [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-457" title="13112009(004)" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2009/11/13112009004-300x225.jpg" alt="13112009004 300x225 Rubin Museum Of Art" width="300" height="225" /></p>
<p><a href="http://www.rmanyc.org"><strong>The Rubin Museum of Art (RMA)</strong></a> is home to a comprehensive collection of art from the Himalayas and surrounding regions. The artistic heritage of this vast and culturally varied area of the world remains relatively obscure. Through changing exhibitions and an array of engaging public programs, RMA offers opportunities to explore the artistic legacy of the Himalayan region and to appreciate its place in the context of world cultures.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-456" title="13112009(003)" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2009/11/13112009003-300x225.jpg" alt="13112009003 300x225 Rubin Museum Of Art" width="300" height="225" /></p>
<p>The RMA collection consists of paintings, sculptures, and textiles. Although works of art range in date over two millennia, most reflect major periods and schools of Himalayan art from the 12th century onward.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-455" title="13112009(002)" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2009/11/13112009002-300x225.jpg" alt="13112009002 300x225 Rubin Museum Of Art" width="300" height="225" /></p>
<p>The exhibitions are organized with particular care to assist viewers who are new to Himalayan art. Wall texts and interpretive panels supply aesthetic, social, and historical perspectives to both scholars and casual viewers. The ExploreArt Galleries on the 3rd and 5th floors (with a video alcove on the 6th floor) take the viewer behind the scenes, answering questions about why and for whom the art was made. Books, paintings, photographs, artifacts, and computer terminals accessing the museum&#8217;s website and affiliated sites offer other examples of Himalayan and related art.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-454" title="13112009(001)" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2009/11/13112009001-300x225.jpg" alt="13112009001 300x225 Rubin Museum Of Art" width="300" height="225" /><br />
</p>
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		<title>Dia:Beacon</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 10:18:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Dia:beacon]]></category>
		<category><![CDATA[museum]]></category>
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		<description><![CDATA[Dia:Beacon è un museo situato nella cittadina campestre di Beacon. Agli sportelli della Gran Central Station compri un biglietto che include il viaggio in treno e l&#8217;ingresso al museo (un ottimo metodo per promuovere lo splendido patrimonio artistico di questa sperduta cittadina). Direzione Nord, il treno sfreccia lungo le rive dell&#8217;Hudson River, sfiora West Point [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dia:Beacon è un museo situato nella cittadina campestre di Beacon.<br />
Agli sportelli della Gran Central Station compri un biglietto che include il viaggio in treno e l&#8217;ingresso al museo (un ottimo metodo per promuovere lo splendido patrimonio artistico di questa sperduta cittadina).<br />
Direzione Nord, il treno sfreccia lungo le rive dell&#8217;Hudson River, sfiora <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/West_Point_%28New_York%29" target="_blank">West Point</a> e ti regala panorami meravigliosi che respirano alle porte di Manhattan.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-40" title="IMG_4409" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2009/10/IMG_4409.jpg" alt="IMG 4409 Dia:Beacon" width="336" height="252" /><br />
Il Museo è  ricavato da una vecchia fabbrica di biscotti con pavimenti in legno chiaro e soffitti luminosi. Le sale sono enormi, enormi sono le opere: <a title="Richard Serra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Serra" target="_blank">Richard Serra</a>, <a title="Dan Flavin" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dan_Flavin" target="_blank">Dan Flavin</a>, <a title="Joseph Beuys" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Beuys" target="_blank">Joseph Beuys</a>, <a title="Donald Judd" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Donald_Judd" target="_blank">Donald Judd</a>,  <a title="Sol LeWitt" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sol_LeWitt" target="_blank">Sol LeWitt</a>, <a title="Andy Warhol" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Andy_Warhol" target="_blank">Andy Warhol</a> e <a title="Agnes Martin" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Agnes_Martin" target="_blank">Agnes Martin</a> qui espongono i loro lavori più grandi, di dimensione e di fama.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-42" title="IMG_4447" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2009/10/IMG_4447.jpg" alt="IMG 4447 Dia:Beacon" width="336" height="225" /><br />
L&#8217;immenso spazio verde che circonda Dia ospita installazioni sonore &#8211; finti versi di animali ricavati da voci umane &#8211; e l&#8217;estro dei visitatori che improvvisano capriole sui prati scoscesi.<br />
Ottima meta per gli amanti della natura e dell&#8217;arte o per chi sente il bisogno di &#8220;staccare&#8221; dalla frenesia della City. Un rifugio silenzioso e impregnato di storia artistica, favorisce la contemplazione e lo stupore.<br />
Assolutamente consigliato!</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dia_Beacon" target="_blank">http://it.wikipedia.org/wiki/Dia_Beacon</a></p>
<p><a href="http://www.diabeacon.org/" target="_blank">http://www.diabeacon.org/</a></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://valelocatelli.blogspot.com/"><strong>Valentina Locatelli</strong></a></p>

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		<title>Guggenheim Free Admission</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 16:37:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Free Admission]]></category>
		<category><![CDATA[Guggenheim]]></category>
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		<description><![CDATA[Solomon R. Guggenheim Museum Seeking: Artists, Art History and Visual Arts professors and students, or Kandinsky enthusiasts for special online project. Send an email to community@guggenheim.org if interested. Open to all fans worldwide.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-17" title="n7640348500_892769_4807" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2009/09/n7640348500_892769_4807.jpg" alt="n7640348500 892769 4807 Guggenheim Free Admission" width="366" height="240" /></p>
<p>Solomon R. Guggenheim Museum Seeking: Artists, Art History and Visual Arts professors and students, or Kandinsky enthusiasts for special online project. Send an email to <a href="mailto:community@guggenheim.org" target="_blank">community@guggenheim.org</a> if interested. Open to all fans worldwide.<br />
</p>
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