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	<title>Nuok &#187; mostra</title>
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	<description>Alla scoperta di New York e delle città più belle del mondo</description>
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		<title>Il MAXXI in modalità RE-CYCLE</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 07:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Crescenzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo tre mesi siamo tornati a trovare una nostra “vecchia” conoscenza: Mr. MAXXI! Ne avevate già apprezzato le linee sinuose con la nostra nuoker Margherita, ma questa volta eravamo curiosi di conoscerne l’impegno nell’ecologia e così siamo andati a visitare la mostra “Re-Cycle, strategie per l’architettura, la città e il pianeta”. Il tema è tutt’altro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo tre mesi siamo tornati a trovare una nostra “vecchia” conoscenza: <strong>Mr. MAXXI</strong>! Ne avevate già apprezzato le <strong><a href="http://www.nuok.it/rroma/rroma-le-linee-sinuose-del-maxxi/">linee sinuose</a> con la nostra nuoker Margherita</strong>, ma questa volta eravamo curiosi di conoscerne l’impegno nell’ecologia e così siamo andati a visitare la mostra “<strong>Re-Cycle, strategie per l’architettura, la città e il pianeta</strong>”.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-45528" title="maxxi_locandina" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/02/maxxi_locandina-592x444.jpg" alt="" width="592" height="444" /></p>
<p>Il tema è tutt’altro che inedito anzi, potremmo dire che ormai è un classico dell’era contemporanea, ma il MAXXI ha cercato di affrontarlo in maniera creativa. Procediamo quindi con ordine. Il percorso espositivo inizia ancor prima di entrare nel museo con un’<strong>installazione in rafia</strong> che ricorda una delle creature di Star Wars. E’ possibile vederne solo la parte posteriore poiché quella anteriore sembra trapassare il muro e, se riuscirete a procurarvi un po’ di vento, potrete fermarvi ad ascoltare il fruscio prodotto dalle migliaia di filamenti di rafia che la compongono.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-45529" title="maxxi_installazione" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/02/maxxi_installazione-592x395.jpg" alt="" width="592" height="395" /></p>
<p>Ora entrate e seguendo il percorso tracciato a terra <strong>(adesivi indicano percentuali di materiali riciclati)</strong> e raggiungete la galleria 1.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-45530" title="maxxi_percorso" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/02/maxxi_percorso-592x394.jpg" alt="" width="592" height="394" /></p>
<p>La prima parte della mostra è una selezione di <strong>progetti nazionali ed internazionali di riqualificazione degli spazi urbani</strong>. Dalla trasformazione in studios musicali di un bunker della seconda guerra mondiale nel porto orientale di <strong><a href="http://www.nuok.it/sitis/francfurt/">Francfurt</a>,</strong> passando per la riqualificazione di una discarica vicino <strong><a href="http://www.nuok.it/sitis/barselo/">Barselo</a></strong> in paesaggio agricolo, si arriva alla nuova identità di un <strong>parco abbandonato di Magdeburgo riattualizzato in <em>open air library</em></strong> aperta h24. Scattare foto non era consentito… ma d’altra parte perché togliervi il gusto della scoperta?!</p>
<p><strong>Procedete quindi seguendo il path adesivo e salite al primo piano.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-45531" title="maxxi_scale" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/02/maxxi_scale-592x394.jpg" alt="" width="592" height="394" /></p>
<p>Ad aspettarvi la seconda parte della mostra con nuovi progetti ad alto tasso di sostenibilità (non solo ambientale!). Uno che ci ha colpiti? Quello di <strong>Feld72</strong>: il loro <a href="http://www.milliondonkeyhotel.net/"><strong><em>Million Donkey Hotel</em></strong> </a>di Prata Sannita costruito in soli 24 giorni ed esclusivamente con risorse presenti in loco, è uno dei pochi esempi in Italia di <strong><a href="http://www.alberghidiffusi.it/">albergo diffuso</a></strong>.</p>
<p><strong>Re-Cycle non è l’unica mostra che potrete vedere:</strong> il vostro biglietto consente la visita dell’intero MAXXI quindi fate un salto a conoscere la storia dell’<strong>isola fantasma di Hashima </strong>e andate a scoprire il lavoro di <a href="http://www.vogue.it/people-are-talking-about/art-photo-design/2012/01/giorgio-andreotta-calo">Giorgio Andreotta Calò</a> “<strong>Prima che sia notte</strong>”.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-45532" title="maxxi_isola" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/02/maxxi_isola-592x170.jpg" alt="" width="592" height="170" /></p>
<p>Usciti nel cortile dirigetevi verso l’ultima installazione di Re-Cycle: <strong>un’abitazione</strong> <strong>in cui nulla è nuovo</strong>. Dal tetto composto da ex fusti di carburante alla stanza tonda interamente fatta di bottiglie di vetro alle sedie della saletta da pranzo.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-45533" title="maxxi_casetta" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/02/maxxi_casetta-592x395.jpg" alt="" width="592" height="395" /></p>
<p>E se uscendo dal MAXXI vi fosse venuto un leggero languorino, vi consigliamo di raggiungere <strong><a href="http://www.barpompi.it/">Pompi</a></strong> <strong>a Ponte Milvio</strong> per una porzione del più noto tiramisù romano!</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #888888;"><strong>photo credit: Claudio Cortese</strong></span></p>
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		<title>La fotografia interpreta l&#8217;arte</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 15:32:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuela Cadeddu</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cagliari]]></category>
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		<description><![CDATA[“La fotografia non mostra la realtà, mostra l’idea che se ne ha”. Attirati da questa frase del fotografo statunitense Neil Leifer, stampata nella locandina pubblicitaria, siamo andati all’inaugurazione della mostra T Fotografo allestita nella hall del T Hotel. L’idea è interessante: quattro fotografi interpretano con le loro fotografie le opere di altrettanti artisti. Siamo tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>La fotografia non mostra la realtà, mostra l’idea che se ne ha</em>”. Attirati da questa frase del fotografo statunitense Neil Leifer, stampata nella locandina pubblicitaria, siamo andati all’inaugurazione della mostra <strong>T Fotografo</strong> allestita nella hall del <a href="http://www.thotel.it/" target="_blank">T Hotel</a>. L’idea è interessante: <strong>quattro fotografi interpretano con le loro fotografie le opere di altrettanti artisti</strong>.</p>
<p>Siamo tra i primi visitatori, incuriositi di scoprire in che modo i professionisti dello scatto hanno affrontato la sfida. Entrando nella sala ci imbattiamo in una particolare composizione marina, opera della ceramista e scultrice Vanna Seddone, in arte <strong><a href="http://www.jubanna.altervista.org/" target="_blank">Jubanna</a>.</strong></p>
<p><a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/foto-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33612" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/foto-1.jpg" alt="" width="480" height="640" /></a></p>
<p>L’opera è realizzata con la <strong>tecnica raku</strong>, una particolare forma di fabbricazione delle ceramiche di origine giapponese, molto amata dai ceramisti sardi.</p>
<p><strong>Alessandra Spano</strong>, <strong>Luca De Melis</strong> e <strong>Alessandro di Naro</strong>, tutti appartenenti all’associazione culturale <a href="http://www.sumbrafotografia.it/" target="_blank"><strong>S’Umbra Progetti Fotografici</strong></a>, sono i giovani fotografi impegnati nel catturare particolari dell’opera. Una bella carrellata di <strong>foto in bianco e nero</strong> realizzate con <strong>macchine analogiche</strong> ci colpisce per l’intensità: le creature marine adagiate con delicatezza sulla sabbia hanno una grande forza espressiva.</p>
<p>Avevamo avuto la fortuna di vedere in anteprima alcuni scatti durante la fase di <strong>sviluppo in camera oscura</strong>, e ora che gustiamo l’intero lavoro, abbiamo modo di apprezzarlo nella sua completezza.</p>
<p><a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/foto-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33613" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/foto-2.jpg" alt="" width="480" height="409" /></a></p>
<p>Continuando la nostra visita inciampiamo in un gruppo di valigie colorate. Una cosa usuale in un albergo ma ci rendiamo subito conto della loro particolarità. Si tratta, infatti, delle borse da viaggio di cartone realizzate dall’artista <a href="http://www.sardegnacultura.it/j/v/253?c=2678&amp;c1=2818&amp;s=25913&amp;t=1&amp;v=2&amp;visb=" target="_blank"><strong>Antonello Ottonello</strong></a>.</p>
<p><a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/foto-3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33614" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/foto-3.jpg" alt="" width="480" height="478" /></a></p>
<p>All&#8217;esterno ognuna di queste borse è dipinta in maniera diversa, e all&#8217;interno rivestita con indumenti ricoperti di sabbia, materiale che l’artista cagliaritano utilizza spesso nelle produzioni degli ultimi anni.</p>
<p>Le valigie sono riempite con istantanee scattate da <strong>Giorgio Dettori</strong> e rappresentano una Sardegna d’altri tempi: donne in costume, anziani di paese dal volto segnato e il richiamo a una tradizione pastorale. Il futuro è nel viso di un ragazzo che guarda l’orizzonte con espressione fiera.</p>
<p><a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/foto-4.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33615" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/foto-4.jpg" alt="" width="480" height="533" /></a></p>
<p>Voltando lo sguardo ci troviamo proiettati in una visione completamente diversa, quasi lunare. Le ceramiche lineari di <a href="http://www.terrapintada.com/" target="_blank"><strong>Terrapintada</strong></a> vengono condensate negli scatti della fotogiornalista <a href="http://www.danielazedda.it/home.html" target="_blank"><strong>Daniela Zedda</strong></a>.</p>
<p><a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/Foto-5.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33616" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/Foto-5.jpg" alt="" width="480" height="434" /></a></p>
<p>Andiamo via col sorriso, contagiati dall’allegria dei colori che abbelliscono i tessuti confezionati da <strong>Maria Cristina Boy</strong> e <strong>Margherita Usai</strong> di <a href="http://www.tramare.it/" target="_blank"><strong>TRAmaRE</strong></a>.</p>
<p>Infatti la collezione di sciarpe dipinte su materiali naturali come organza e seta sono le protagoniste degli scatti di <a href="http://www.marcellotreglia.com/"><strong>Marcello Treglia</strong></a><strong></strong> che con grande maestria cattura forme e trame dei tessuti.</p>
<p><a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/foto-6.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33617" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/foto-6.jpg" alt="" width="480" height="392" /></a></p>
<p>La mostra è visitabile gratuitamente, tutti i giorni dalle 9 alle 23, fino al 27 novembre.</p>
<p><span style="color: #888888;"><strong>T Fotografo</strong><br />
T Hotel, via dei Giudicati 66, Cagliari<br />
Tel: 07047400</span></p>
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		<title>Lady Oscar, fra eleganti duelli e corti regali</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 20:23:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Catani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo mese si terrà una straordinaria mostra presso il Kyoto International Manga Museum, unico museo in tutto il Giappone dedicato interamente ai manga (漫画, termine che in Giappone indica &#8220;i fumetti in generale&#8221;, mentre nel resto del mondo viene usato per indicare solo ed esclusivamente i &#8220;fumetti giapponesi&#8221;). Il museo avrà infatti l’onore di ospitare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo mese si terrà una straordinaria mostra presso il <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kyoto_International_Manga_Museum" target="_blank">Kyoto International Manga Museum</a></strong>, unico museo in tutto il Giappone dedicato interamente ai <strong><em>manga</em></strong> (漫画, termine che in Giappone indica &#8220;i fumetti in generale&#8221;, mentre nel resto del mondo viene usato per indicare solo ed esclusivamente i &#8220;fumetti giapponesi&#8221;).</p>
<p><strong>Il museo avrà infatti l’onore di ospitare niente poco di meno che la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Rose_of_Versailles" target="_blank">Rosa di Versailles</a></strong> (in giapponese &#8220;Berusaiyu no bara&#8221;, ベルサイユのばら), celebre fumetto in Italia meglio noto come<strong> Lady Oscar</strong>. Alla mostra saranno esposte diverse tavole originali dell&#8217;opera, ma anche alcune illustrazioni appartenenti ad altri lavori dell&#8217;autrice <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Riyoko_Ikeda" target="_blank">Riyoko Ikeda</a></strong> (池田 理代子), artista e cantante lirica giapponese conosciuta ed amata anche in Italia grazie soprattutto ai cartoni animati tratti dalle sue opere, fra cui (<em>Lady Oscar</em> a parte)<strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Caro_fratello" target="_blank"> Caro fratello</a></strong>, <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Orpheus_no_Mado" target="_blank">Orpheus</a></strong> o anche <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elisabetta_-_La_regina_che_spos%C3%B2_la_patria" target="_blank">Elisabetta &#8211; La regina che sposò la patria</a></strong>.</p>
<p><img class=" wp-image-25461 alignnone" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/IMMAGINE-1.jpg" alt="" width="592" height="435" /></p>
<p><strong>L</strong><strong>ady Oscar è stato uno dei manga più letti ed amati dai giapponesi per oltre 40 anni</strong>. Presentata per la prima volta nel 1972 su un’importante settimanale dedicato agli <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sh%C5%8Djo_manga" target="_blank">shōjo manga</a></strong> (少女漫画, letteralmente “manga per ragazze”), la pubblicazione durò solo un anno ma fu abbastanza per far entrare l’opera nel firmamento dei capolavori fumettistici.</p>
<p><strong>Si tratta di una storia appassionante, ambientata durante la Rivoluzione francese</strong>. Il personaggio principale, <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Oscar_Fran%C3%A7ois_de_Jarjayes" target="_blank">Oscar François de Jarjayes</a></strong> (オスカル・フランソワ・ド・ジャルジェ) è in una donna che, per volontà del padre, fin dalla giovane età viene vestita e trattata come un uomo; prendendone consapevolezza soltanto nel periodo della pubertà, Oscar decide comunque di seguire la volontà del padre e si impegna per diventare capitano delle guardie reali. <strong>Nel cast completo sono presenti numerosissimi personaggi realmente esistiti</strong> estrapolati dalla storia francese fra cui <strong>Maria Antonietta</strong> e <strong>Napoleone Bonaparte</strong>. La figura di Oscar invece non è storica, anche se in un’intervista l’autrice ha dichiarato di essersi ispirata (anche se non proprio in tutto e per tutto, ma solo nelle gesta eroiche) ad un condottiero francese realmente vissuto al tempo della Rivoluzione.</p>
<p><img class=" wp-image-25462 alignnone" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/IMMAGINE-2-sinistra.jpg" alt="" width="294" height="437" /> <img class="alignnone  wp-image-25463" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/IMMAGINE-2-destra-691x1024.jpg" alt="" width="294" height="437" /></p>
<p>Le lettrici giapponesi (ma non solo) furono immediatamente catturate da quei personaggi intriganti e <strong>talvolta ambigui</strong> (vedi le clamorose censure della versione italiana), e dalla trama sorprendentemente drammatica e cruenta per quel periodo. I disegni di Riyoko Ikeda, di incredibile finezza e precisione, riescono a ricreare meravigliosamente i costumi d’epoca, gli accessori, gli edifici e soprattutto le ingarbugliate acconciature di quel periodo.</p>
<p><strong>L ’autrice ha trascorso un lungo periodo di ricerca e studio del contesto storico</strong>, grazie al quale ha potuto costruire un’opera che mescola sapientemente fatti storici con pura fantasia. Ikeda ha anche dovuto analizzare con cura le tecniche di taglio di abiti e sottoabiti indossati durante la Rivoluzione Francese. Non si può certo negare che la sua passione e il suo impegno non abbiano dato i loro frutti: <strong>anche dopo 40 anni la serie risulta attualissima e continua ad avere un notevole appeal anche sulle nuove generazioni</strong>.</p>
<p><img class="alignnone  wp-image-25464" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/IMMAGINE-3.jpg" alt="" width="592" height="421" /></p>
<p>La trasposizione del fumetto di Lady Oscar in cartone animato venne trasmesso per la prima volta dalla televisione giapponese nel 1979; ebbe un successo planetario e venne immediatamente tradotta in moltissime lingue (in Italia la serie andò in onda nel 1982, anche qui riscuotendo grande successo). Successivamente ne venne tratto anche un musical, eseguito dalla compagnia teatrale tutta al femminile di <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Takarazuka_Revue" target="_blank">Takarazuka Revue</a></strong>, che divenne ben presto fra i più popolari di quegli anni.</p>
<p>Il Kyoto International Manga Museum offrirà dunque l’opportunità di ammirare dal vivo i sopraffini disegni originali di quest’opera epica. <strong>Un evento a dir poco eccezionale</strong> dal momento che le illustrazioni originali di un fumetto di tale fama sono considerate in Giappone materiale dal valore inestimabile e per evitare il rischio di danni sono rarissimamente esposte in luoghi pubblici. <strong>La mostra presenterà inoltre circa 300 fotografie inedite dell’autrice al lavoro</strong>, che illustreranno il processo di creazione del manga. Un&#8217;evento decisamente imperdibile per tutti gli amanti di Lady Oscar e per coloro che studiano l&#8217;arte dei manga. Ma anche per chi non è un fan di vecchia data, <strong>questa potrebbe essere un’interessante occasione per saperne di più su una delle eroine più celebri ed affascinanti del panorama fumettistico giapponese</strong>.</p>
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		<title>DIRT! La celebrazione dello sporco</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 06:47:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Margherita Gaffarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo combattiamo, lo spolveriamo, lo grattiamo via, gli spruzziamo sopra liquidi/polveri/creme ma lui comunque si riforma e non ci lascerà mai. È ovunque. Quando meno te l&#8217;aspetti si aggrappa su magliette, pantaloni e sulle tue camicie preferite. I divani sono la sua passione e anche le tastiere del vostro computer. Non c&#8217;è magia che lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lo combattiamo, lo spolveriamo, lo grattiamo via, gli spruzziamo sopra liquidi/polveri/creme</strong> ma lui comunque si riforma e non ci lascerà mai. È ovunque. <strong>Quando meno te l&#8217;aspetti si aggrappa su magliette, pantaloni e sulle tue camicie preferite. </strong>I divani sono la sua passione e anche le tastiere del vostro computer. Non c&#8217;è magia che lo renda invisibile (anche se ci sono produttori che ci hanno provato): continuerà a far parte della nostra vita. <strong>Signori e signore, ecco a voi la celebrazione dello <a href="http://www.wellcomecollection.org/whats-on/exhibitions/dirt.aspx" target="_blank"><em>sporco</em></a>!</strong></p>
<p>Senza pregiudizi e con <em>atteggiamento scientifico</em>, <strong>noi di <a href="http://www.facebook.com/lannonSITIS" target="_blank">Lannon</a> siamo andati alla <a href="http://www.wellcome.ac.uk" target="_blank">Wellcome Trust</a>, una delle istituzioni inglesi meglio organizzate</strong>, che si autodefinisce <em>&#8220;a free visitor destination for the incurably curious&#8221;.</em></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-24535" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/dirt01.jpg" alt="" width="480" height="360" /></p>
<p><strong>Al civico 183 di Euston Road, si esplorano le connessioni tra la medicina, la vita e l&#8217;arte</strong>, presentando al grande pubblico mostre, eventi e performance a cavallo tra la scienza e la pop culture, e riuscendo ad affascinare anche chi è assai lontano da esperimenti di fisica e chimica.</p>
<p><a href="http://www.wellcomecollection.org/whats-on/exhibitions/dirt.aspx" target="_blank">Dirt: The filthy reality of everydaylife</a> fin dall&#8217;ingresso <strong>ha il muro ricoperto di &#8220;sporco&#8221;</strong> e vi permette di entrare subito nel mood della mostra.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-24536" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/dirt02.jpg" alt="" width="480" height="360" /></p>
<p><strong>Il percorso attraversa i continenti e indaga le relazioni tra l&#8217;uomo e lo sporco nel corso dei secoli.</strong> Gli organizzatori sono riusciti a raccogliere più di 200 pezzi provenienti dal mondo dell&#8217;arte, da documentari, dalla scienza, dall&#8217;immaginario cinematografico e letterario e <strong>hanno confezionato una storia ricca di racconti, aneddoti e curiosità dove il disgusto e il piacere si alternano vicendevolmente.</strong></p>
<p><iframe width="592" height="333" src="http://www.youtube.com/embed/4IEbdYXtjQQ?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-24539" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/dirt03.jpg" alt="" width="480" height="360" /></p>
<p><strong>Purtroppo le foto sono poche ma era assolutamente vietato farne.</strong> Tra i lavori di grandi artisti contemporanei abbiamo trovato <em>Washing Hands, Normal (A of A/B) Raw Material Washing Hands, Normal (B of A/B)</em> di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bruce_Nauman" target="_blank">Bruce Nauman</a>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-24540" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/dirt04.jpg" alt="" width="480" height="360" /></p>
<p>Le sezioni della mostra sono:</p>
<ul>
<li>una casa a Delf, Olanda nel 17esimo secolo,</li>
<li>una strada nella Londra vittoriana,</li>
<li>un ospedale a Glasgow negli anni intorno al 1860,</li>
<li>un museo a Dresden nei primi anni del 20esimo secolo,</li>
<li>una comunità ai giorni d&#8217;oggi a New Delhi,</li>
<li>e dulcis in fundo la nostra amata New York con il <em>landfill site</em> nel 2030.<strong><br />
</strong></li>
</ul>
<p><strong> <img class="alignnone size-full wp-image-24544" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/dirt05.jpg" alt="" width="480" height="360" /></strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-24545" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/dirt06.jpg" alt="" width="480" height="360" /><br />
</strong></p>
<p><strong>I curatori non contenti hanno anche indetto la <a href="http://www.wellcome.ac.uk/News/Media-office/Press-releases/2011/WTVM050689.htm" target="_blank">Dirt Season</a>, con attività per tutti gusti e (soprattutto disgusti)!</strong> Per conoscere e rimanere aggiornati sugli eventi, le performance o le proiezioni in corso, potete consultare la pagina Facebook della <a href="https://www.facebook.com/WellcomeTrust" target="_blank">Wellcome Trust</a>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-24543" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/dirt07.jpg" alt="" width="480" height="360" /></p>
<p>Vi consigliamo di passare anche da <strong><a href="http://www.peytonandbyrne.co.uk/peyton-and-byrne-at-the-wellcome-collection/index.html" target="_blank">Peyton and Byrne</a>, </strong>la caffetteria dell&#8217;istituto,<strong> perchè sono ottimi sia i dolci che i caffè</strong>.</p>
<p>I nostri palati hanno scelto:</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-24542" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/dirt08.jpg" alt="" width="480" height="360" /></p>
<p><em>Tortino alla cannella con ripieno al lampone</em> e <em>Cafè Mocha</em> (caffè latte con una spruzzata di cioccolato).</p>
<p>(Lodevoli i lampadari in tema con la ricerca scientifica)</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-24541" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/dirt09.jpg" alt="" width="480" height="360" /></p>
<h3><em>Buono sporco a tutti!</em></h3>
]]></content:encoded>
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		<title>La Trieste di Magris a Barcellona</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 00:04:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla Leonori</dc:creator>
				<category><![CDATA[barselo]]></category>
		<category><![CDATA[Barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[CCCB]]></category>
		<category><![CDATA[Magris]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona – CCCB presenta una bellissima mostra dedicata ad una delle città italiane più affascinanti, Trieste, vista attraverso gli occhi, le sensazioni e le opere di Claudio Magris, scrittore enigmatico ed emblematico della cultura mitteleuropea e triestina. La mostra “La Trieste de Magris” s’inscrive nel ciclo di mostre del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona</strong> – <a href="http://www.cccb.org/es/">CCCB</a> presenta una bellissima mostra dedicata ad una delle città italiane più affascinanti, Trieste, vista attraverso gli occhi, le sensazioni e le opere di <a href="http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=491&amp;biografia=Claudio+Magris">Claudio Magris</a>, scrittore enigmatico ed emblematico della cultura mitteleuropea e triestina.</p>
<p><strong>La mostra “<a href="http://www.cccb.org/es/exposicio-la_trieste_de_magris-35377">La Trieste de Magris</a>”</strong> s’inscrive nel ciclo di mostre del CCCB “Le città ed i suoi scrittori” e si può visitare fino al 17 luglio. Noi di Nuok consigliamo vivamente a tutti di farlo!</p>
<div id="attachment_22445" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-22445" title="1 magris 123" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/04/1-magris-123.jpg" alt="" width="480" height="235" /><p class="wp-caption-text">Foto Camilla Leonori</p></div>
<p><strong>Claudio Magris ci aspetta</strong> all’ingresso della mostra in forma di sagoma di cartone. Riusciamo ad entrare nonostante un forte vento ci soffi contro&#8230; è la bora: siamo proprio a Trieste!</p>
<div id="attachment_22450" class="wp-caption alignnone" style="width: 378px"><img class="size-full wp-image-22450" title="2 ingresso" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/04/2-ingresso.jpg" alt="" width="368" height="490" /><p class="wp-caption-text">Foto Camilla Leonori</p></div>
<div id="attachment_22446" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-22446" title="3 ingresso bora" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/04/3-ingresso-bora.jpg" alt="" width="480" height="640" /><p class="wp-caption-text">Foto Camilla Leonori</p></div>
<p>Le pietre del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carso">Carso</a>, millenarie come la storia di questa regione, ci conducono in una piazza immaginaria, dove <strong>si ascoltano le diverse lingue e culture che sono Trieste</strong>: Italiano, sloveno, austriaco, friuliano, ungherese, ceco&#8230; ogni lingua si può sentire da una delle tante cuffie che pendono dal soffitto, ognuna si mantiene distinta, senza sovrapporsi né mischiarsi alle altre, come le identità che compongono questa città di frontiera.</p>
<div id="attachment_22447" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-22447" title="4 lingue cuffie" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/04/4-lingue-cuffie.jpg" alt="" width="480" height="360" /><p class="wp-caption-text">Foto Camilla Leonori</p></div>
<p>Magris per un attimo ci riprende per mano e ci apre le porte della sua casa, ci invita nel suo salotto,  con foto di famiglia su un tavolino e giornali letti accanto al divano, per poi lasciarci di nuovo persi nel “non-luogo”, in un tunnel quadrato e bianco, la<strong> <a href="http://www.museorevoltella.it/mostre/psico/">Trieste della psicoanalisi</a></strong> e dello psichiatra <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Basaglia">Franco Basaglia</a>,</p>
<div id="attachment_22448" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-22448" title="5 tunnel bianco" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/04/5-tunnel-bianco.jpg" alt="" width="480" height="640" /><p class="wp-caption-text">Foto Camilla Leonori</p></div>
<p>La <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Psicoanalisi">psicoanalisi</a> introdotta in Italia da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Edoardo_Weiss">Edoardo Weiss</a>, triestino e discepolo di Freud, non tardò a influenzare diversi autori dell’epoca, che <strong>trovavano nella natura stessa di Trieste parte della sua ispirazione. </strong></p>
<p>Fra questi, strettamente legati alla città di Trieste, troviamo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/James_Joyce">James Joyce</a>, che visse a Trieste 14 anni, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italo_Svevo">Italo Svevo</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Saba">Umberto Saba</a>, triestini di nascita.</p>
<div id="attachment_22451" class="wp-caption alignnone" style="width: 378px"><img class="size-full wp-image-22451" title="6 svevo" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/04/6-svevo.jpg" alt="" width="368" height="490" /><p class="wp-caption-text">Foto Camilla Leonori</p></div>
<div id="attachment_22449" class="wp-caption alignnone" style="width: 378px"><img class="size-full wp-image-22449" title="7 ulisse joyce" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/04/7-ulisse-joyce.jpg" alt="" width="368" height="490" /><p class="wp-caption-text">Foto Camilla Leonori</p></div>
<p>Claudio Magris ci fa vedere la libreria antiquaria che fu di <strong>Umberto Saba</strong> e ci legge per telefono alcune delle sue <a href="http://www.club.it/autori/grandi/umberto.saba/poesie.html">bellissime poesie</a>.</p>
<div id="attachment_22452" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-22452" title="8 telefoni Saba" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/04/8-telefoni-Saba.jpg" alt="" width="480" height="360" /><p class="wp-caption-text">Foto Camilla Leonori</p></div>
<p>Passiamo poi per la <strong>piazza Unitá d’Italia</strong>, luogo rappresentativo della città, con <strong>il mare come testimone e protagonista della sua storia. </strong></p>
<p>E ancora un volta Magris ci accompagna e ci porta a prendere un caffé nel suo bar, il <strong>Bar San Marco</strong>, <strong>dove lo scrittore ha concepito e scritto gran parte della sua opera</strong>. Un bar antico dove il rumore familiare di tazzine e cucchiaini fa da sottofondo alle parole dei tanti libri lasciati a disposizione sui tavoli.</p>
<div id="attachment_22453" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-22453" title="9 bar s.marco" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/04/9-bar-s.marco_.jpg" alt="" width="480" height="360" /><p class="wp-caption-text">Foto Camilla Leonori</p></div>
<p>Ed ecco <strong>l’opera per eccellenza di Claudio Magris, il Danubio</strong>. Il fiume si snoda davanti a noi e la corrente ci trascina per le sue città, le sue storie ed i suoi personaggi. Magris ci spiega la “<strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mitteleuropa">Mitteleuropa</a></strong>” attraverso il territorio, la storia ed i popoli che la compongono.</p>
<div id="attachment_22454" class="wp-caption alignnone" style="width: 378px"><img class="size-full wp-image-22454" title="10 danubio" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/04/10-danubio.jpg" alt="" width="368" height="490" /><p class="wp-caption-text">Foto Camilla Leonori</p></div>
<p>Un cammeo conclude il nostro viaggio nella Trieste di Magris: <strong>La proiezone del film “Dietro il buio” del regista <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Pressburger">Giorgio Pressburger</a>,</strong> amico di Magris e curatore della mostra. Un cortometraggio liberamente tratto dal libro dello scrittore “Lei dunque capirà”, realizzato espressamente per l’esposizione.</p>
<div id="attachment_22455" class="wp-caption alignnone" style="width: 378px"><img class="size-full wp-image-22455" title="11 dietro il buio" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/04/11-dietro-il-buio.jpg" alt="" width="368" height="490" /><p class="wp-caption-text">Foto Camilla Leonori</p></div>
<p><strong>“La Trieste di Magris” </strong>ci mostra da una parte la storia della città, i suoi cittadini più illustri, la sua identità inafferrabile e multietnica, una città di incontro e di frontiera, e dall’altra ci spiega il conflitto storico e culturale che l’intera regione ha sofferto, i contrasti religiosi e linguistici, la minoranza slovena in territorio italiano ed il “ritorno” degli italiani dall’Istria nel 1954.</p>
<p>Trieste, che oggi vive una nuova “invasione” di culture e di identità straniere, viene ben definita da Magris, alla fine della mostra: <strong>“Bellissima città ma ti pare di non essere in nessun luogo”. </strong></p>
<div id="attachment_22456" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-22456" title="12 frase finale" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/04/12-frase-finale.jpg" alt="" width="480" height="360" /><p class="wp-caption-text">Foto Camilla Leonori</p></div>
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		<title>The artist is present.</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 13:50:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Locatelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Abramovic]]></category>
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		<description><![CDATA[Ancora per 26 giorni LEI sarà lì, seduta al tavolo, stremata ma impassibile. Marina Abramovic, famosissima e acclamata videoartista, è la protagonista di questa performance della durata di 3 mesi all&#8217;interno del MoMA museum, The Artist is Present. Al primo piano del museo è allestita la scena: un grande quadrato di pavimento delineato da strisce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-large wp-image-8690" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/05/MG_71391-1024x682.jpg" alt="" width="566" height="376" /><br />
Ancora per 26 giorni LEI sarà lì, seduta al tavolo, stremata ma impassibile. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marina_Abramovi%C4%87"><strong>Marina Abramovi</strong><strong>c</strong></a><strong>, famosissima e acclamata videoartista, è la protagonista di questa performance della durata di 3 mesi all&#8217;interno del <a href="http://www.moma.org/">MoMA </a>museum</strong>, <a href="http://www.moma.org/visit/calendar/exhibitions/965">The Artist is Present</a>.<br />
Al primo piano del museo è allestita la scena: un grande quadrato di pavimento delineato da strisce bianche e <em>security </em>in nero, quattro enormi luci puntate al centro, un tavolo di legno con due sedie. Su una la Abramovic vestita in blu, treccia di capelli scuri, pelle marmorea, sull&#8217;altra una <em>persona qualunque </em>che visita il museo. Su un lato del quadrato, la coda di coloro che vogliono sedersi di fronte all&#8217;artista, perchè è proprio in questo che consise la performance: <strong>accomodarsi al tavolo e agganciare lo sguardo della Abramovic in un muto dialogo</strong>. Due minuti, dieci, un&#8217;ora o un giorno intero, il visitatore può scegliere quanto tempo restare seduto di fronte all&#8217;artista senza preoccupazioni, perchè Lei è sempre lì, dall&#8217;apertura alla chiusura del museo. <strong>Composta, immobile e statuaria, padrona degli sguardi, del tempo </strong>- che sembra congelarsi attorno alla sua aura &#8211; e di una concentrazione disarmante. Non una parola, solo sguardi fissi.<br />
<img class="alignnone size-large wp-image-8692" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/05/MG_6993-1024x682.jpg" alt="" width="566" height="375" /><br />
<img class="alignnone size-large wp-image-8694" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/05/MG_6994-1024x682.jpg" alt="" width="564" height="374" /><br />
<img class="alignnone size-large wp-image-8695" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/05/MG_6999-1024x682.jpg" alt="" width="562" height="372" /><br />
<img class="alignnone size-large wp-image-8697" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/05/MG_7002-1024x682.jpg" alt="" width="563" height="371" /><br />
Alle sue spalle, sul muro, le linee che segnano i giorni trascorsi e quelli che mancano, come nelle prigioni che si rispettino.<br />
Il silenzio attorno è surreale, la concentrazione dell&#8217;artista sovrumana, dipinta sui lineamenti duri del viso e nella posa rigida del corpo.<br />
<strong>Da marzo a maggio Marina sta in posa, nella sua statuaria presenza, guardando ogni giorno un centinao di persone alternarsi di fronte a sè</strong>, persone comuni che da spettatori diventano parte dell&#8217;opera stessa. E&#8217; la più lunga performance della sua carriera e si basa sul concetto di decontestualizzazione del momento conviviale che viene <em>elevato</em> diventando una sorta di cerimonia.<br />
<img class="alignnone size-large wp-image-8698" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/05/MG_7008-1024x682.jpg" alt="" width="559" height="370" /><br />
<img class="alignnone size-large wp-image-8699" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/05/MG_7014-1024x682.jpg" alt="" width="559" height="371" /><br />
<img class="alignnone size-large wp-image-8700" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/05/MG_7028-1024x682.jpg" alt="" width="560" height="372" /><br />
<img class="alignnone size-large wp-image-8701" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/05/MG_7128-1024x682.jpg" alt="" width="561" height="372" /><br />
All&#8217;ultimo piano del museo è allestita la mostra personale della Abramovic, con video delle sue performance in cui la violenza e la sofferenza sono temi centrali, utensili da lei utilizzati nelle apparizioni &#8211; ad esempio una serie di strumenti di tortura (compresa una pistola) messi a disposizione degli spettatori durante una performance, con l&#8217;esplicita richiesta di utilizzarli sull&#8217;artista stessa.</p>
<p>Le urla dei video e la profonda voce della Abramovic risuonano nella sala, contribuendo a creare <strong>un&#8217;atmosfera inquetante e oscura che accompagna la visione delle opere esposte: persone nude immobili e sofferenti.</strong> Un uomo sdraiato sotto un cumulo di ossa, una donna crocifissa &#8211; senza chiodi &#8211; su una grande parete, una coppia di nudi sull&#8217;uscio di una stanza, impossibili da evitare se vi si vuole accedere.</p>
<p>Non vado oltre per non rovinare la mostra più acclamata e attesa dell&#8217;anno, ma sconsigliata ai facilmente suggestionabili.<br />
<strong>Impatto ed emozione sono garantiti</strong>, per quanto mi riguarda &#8211; che frequento mostre da almeno 10 anni &#8211; è la personale più bella e suggestiva che abbia mai visto, la prima che mi abbia catturato per più di 4 ore. <strong>DA-NON-PERDERE!</strong><br />
<img class="alignnone size-large wp-image-8703" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/05/MG_7144-1024x682.jpg" alt="" width="558" height="370" /><br />
<img class="alignnone size-large wp-image-8704" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/05/MG_7145-1024x682.jpg" alt="" width="557" height="369" /><br />
<img class="alignnone size-large wp-image-8705" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/05/MG_7141-1024x682.jpg" alt="" width="558" height="369" /></p>
<p><span style="color: #888888;"><em>foto di Valentina Locatelli</em></span></p>
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		<title>Scoprire Williamsburg con l’Art-à-Porter /2</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 22:14:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice Avallone</dc:creator>
				<category><![CDATA[nuok]]></category>
		<category><![CDATA[esposizioni]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
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		<description><![CDATA[Riprendiamo il nostro viaggio alla scoperta di questo originalissimo quartiere di Brooklyn. Ci eravamo fermati al 177 della North 9th, c’è Pierogi con Jim Torok, ricordate? Bene, all&#8217;uscita girate a sinistra verso Driggs, numero 483. A due passi, superato il fiorista, vi ritroverete davanti il Black and White Project Space. Fino al 28 maggio 2010, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riprendiamo il nostro viaggio alla scoperta di questo originalissimo quartiere di Brooklyn. Ci eravamo fermati al 177 della North 9th, c’è Pierogi con Jim Torok, <a href="http://www.nuok.it/2010/04/scoprire-williamsburg-con-l-art-a-porter-1/"><strong>ricordate?</strong></a></p>
<p>Bene, all&#8217;uscita girate a sinistra verso Driggs, numero 483. A due passi, superato il fiorista, vi ritroverete davanti il <a href="http://www.blackandwhiteprojectspace.org/"><strong>Black and White</strong> Project Space</a>.</p>
<p><img title="artist068" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/artist068.jpg" alt="" width="540" height="405" /></p>
<p>Fino al 28 maggio 2010, la galleria ospita <a href="http://www.montagueprojects.com/"><strong>Julian Montague</strong></a> (bellissimo sito, buttateci un occhio) con <a href="http://www.nyartbeat.com/event/2010/29E3"><strong>Secondary Occupants Collected &amp; Observed</strong></a>: ragni. Grandi tele nere con macrografie stilizzate (ovviamente in bianco e nero), sia negli spazi interni che nel patio esterno.</p>
<p>Quello che ne esce è una mostra curiosa, con personaggi degni dei mostriciattoli de <strong>La città Incantata</strong> di Hayao Miyazaki.</p>
<p><img title="artist071" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/artist071.jpg" alt="" width="540" height="405" /></p>
<p>Ecco, forse il <strong>piccione imbalsamato</strong> con tutte le sue piccole ossa si poteva evitare!</p>
<p><img title="artist074" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/artist074.jpg" alt="" width="540" height="405" /></p>
<p>Durante la vostra visita (venerdì, sabato o domenica dopo le 12) troverete anche <strong>ampolline con ragni secchi </strong>e decine e decine di fotografie che raccontano il meraviglioso mondo di questi <em>abitanti secondari</em>.</p>
<p>Inutile dirlo: <strong>se siete aracnofobici, lasciate stare.</strong></p>
<p><img title="artist075" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/artist075.jpg" alt="" width="540" height="405" /></p>
<p>La mostra successiva che ho trovato sul cammino, è stata sicuramente <strong>più leggera e pop</strong>. Dopo tre blocks, girando a destra sulla 6th troverete un&#8217;insegna verde verticale con scritto <a href="http://www.figureworks.com/"><strong>FigureWorks</strong></a>.</p>
<p><img title="artist077" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/artist077.jpg" alt="" width="540" height="405" /></p>
<p>Fino al 4 aprile questo spazio abitativo al secondo piano ospitava l&#8217;esposizione di <strong>Susan Newmark</strong>. Purtroppo non riuscirete a trovarla, ma vi rimangono queste fotografie.</p>
<p><img title="artist079" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/artist079.jpg" alt="" width="540" height="405" /></p>
<p>L&#8217;artista, nonostante l&#8217;età avanzata, ama comporre collages con carta e cartone, riproponendo soprattutto <strong>tematiche erotiche ed immagini di sex symbol degli scorsi decenni</strong>.</p>
<p><strong>Nessuna volgarità</strong> e quadri (e quaderni) molto piacevoli. Dovrete avvicinarvi alle opere per riuscire ad apprezzarne tutti i particolari, soprattutto se vi piacciono le belle forme ; )</p>
<p><img title="artist085" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/artist085.jpg" alt="" width="540" height="405" /></p>
<p>Ora vi aspetta una passeggiata più lunga. Dovrete salire di quattro blocks fino a Grand Street e poi girare a destra sulla strada, verso l&#8217;East River. Non vi peserà camminare, perché <strong>i vostri occhi saranno continuamente catturati da particolari fuori dal comune!</strong></p>
<p>Notate niente di strano?</p>
<p><img title="artist086" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/artist086.jpg" alt="" width="540" height="405" /></p>
<p>La galleria <a href="http://www.art101brooklyn.com/"><strong>Art 101</strong></a> si trova appunto al numero 101. Vi accoglieranno una gentile signora ed il suo cagnolino nero (riportato per altro anche sulle card dello spazio e sul sito web).</p>
<p><img title="artist087" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/artist087.jpg" alt="" width="540" height="405" /></p>
<p>Avete tempo fino all&#8217;11 aprile (ma c&#8217;è un fitto calendario di mostre continue) per godervi i lavori di <a href="http://www.peterscibetta.com/"><strong>Peter Scibetta</strong></a>. Ecco come apre la sua mostra &#8220;<em>Just Words</em>&#8220;.</p>
<p><em>Non c&#8217;è una buona risposta ad una domande stupida</em>. Proverbio Russo</p>
<p><em>Una cosa bella non è mai perfetta</em>. Proverbio Egizio</p>
<p><img title="artist088" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/artist088.jpg" alt="" width="540" height="405" /></p>
<p>In verità, i suoi lavori non hanno nulla di eccezionale, se non forse per la scelta e l&#8217;accostamento curioso dei materiali: legno, pelle, carta, metallo, mattoni, cemento. Fate due chiacchiere con la proprietaria e due coccole al cagnolino, ed uscite tornando sui vostri passi su Grand Street.</p>
<p><img title="artist090" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/artist090.jpg" alt="" width="540" height="405" /></p>
<p>Attraversate dunque Bedford e continuate su Grand, fino al 193: <a href="http://www.parkersbox.com/"><strong>Parker&#8217;s Box</strong></a>. Qualche giorno fa ne abbiamo parlato per le grandi palle nere in vetrina, <a href="../2010/03/palle-nere-a-grand-street-unidentified-living-objects/"><strong>qui</strong></a>. Ma la vera sorpresa non è esposta: prendete coraggio, entrate, superata la montagna nera di plastica <strong>e voilà!</strong></p>
<p><img title="artist092" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/artist092.jpg" alt="" width="540" height="405" /></p>
<p>Questo aggeggio calamitante &#8211; <strong>che ha un non-so-chè di spaziale</strong> &#8211; si muove lentamente in senso orario. A sua volta, un mulino a tre bracci dalle punte gommate, posto all&#8217;estremità, ruota più lentamente, <strong>appoggiandosi sulle scatole di legno.</strong></p>
<p>Vi ipnotizzerà. <strong>I tre bracci salgono e scendono, assecondando la disposizione degli oggetti attorno</strong>. E l&#8217;unico suono che sentirete, sarà il &#8220;<em>respiro</em>&#8221; della macchina che tiene gonfie delle grandi palle nere della stanza accanto.</p>
<p><img title="artist094" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/artist094.jpg" alt="" width="540" height="405" /></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.nuok.it/team/alice-avallone"><strong>Alice Avallone</strong></a><br />
<span style="color: #888888;"><em>testi e foto, 6 aprile 2010</em></span></p>
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		<title>2 Aprile 2010 con l&#8217;HOMESICK ART CLUB a New York</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 18:15:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
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		<description><![CDATA[Se siete a New York i primi di aprile, segnatevi in agenda questo appuntamento! HOMESICK ART CLUB is a collective made up of artists from all over the world. Our club name represents us perfectly as we have all been temporarily (or definitively) displaced from where we come from at one time or another. The [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-5896" title="hsac+invite" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/03/hsac+invite.png" alt="" width="505" height="499" /></p>
<p><strong>Se siete a New York i primi di aprile, segnatevi in agenda questo appuntamento!</strong></p>
<blockquote><p><a href="http://homesickartclub.blogspot.com/">HOMESICK ART CLUB</a> is a collective made up of artists from all over the world. Our club name represents us perfectly as we have all been temporarily (or definitively) displaced from where we come from at one time or another. The foundation of our collaborations are based on the mediums of illustration, paint and graphics.</p></blockquote>
<p><strong>L&#8217;appuntamento è per il 2 aprile 2010, dalle 7 alle 9, al 636 Broadway | 10th floor | #1020 | New York</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-medium wp-image-5899" title="mostra" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/03/mostra-300x239.jpg" alt="" width="300" height="239" /> <img class="alignnone size-large wp-image-5900" title="elena_billieholiday" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/03/elena_billieholiday-725x1024.jpg" alt="" width="195" height="275" /></strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-5897" title="vivaldi" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/03/vivaldi.png" alt="" width="526" height="345" /></strong></p>
<p>Dall&#8217;alto in senso orario: Jen Uman, Elena Giavaldi, Valerio Vidali<strong><br />
</strong></p>
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		<title>Tu vò ffà O&#8217; Lowbrow</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 14:59:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Dave Cooper]]></category>
		<category><![CDATA[galleria]]></category>
		<category><![CDATA[James Jean]]></category>
		<category><![CDATA[MARS-1]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
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		<description><![CDATA[Se in questo momento fossi a New York potrei fregarmene dei miei nuovi e rumorosissimi vicini di casa &#8211; che nemmeno stanotte mi concederanno il mio meritato riposo &#8211; ed il mio unico pensiero sarebbe quello di raggiungere il prima possibile la 14th Street/8th Avenue per andare a vedere la mostra del secolo. La Jonathan [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-5782" title="manifesto" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/03/manifesto.jpg" alt="" width="512" height="341" /></p>
<p>Se in questo momento fossi a New York potrei fregarmene dei miei nuovi e rumorosissimi vicini di casa &#8211; che nemmeno stanotte mi concederanno il mio meritato riposo &#8211; ed il mio unico pensiero sarebbe quello di <strong>raggiungere il prima possibile la 14th Street/8th Avenue</strong> per andare a vedere la mostra del secolo.</p>
<p><strong>La <a href="http://www.jonathanlevinegallery.com/">Jonathan LeVine Gallery</a> infatti compie 5 anni</strong> e per festeggiare espone opere di tutti i miei artisti contemporanei preferiti: <strong>Chris Mars, Dave Cooper, Gary Baseman, James Jean, Jeff Soto, MARS-1 e taaanti altri.</strong></p>
<p>Gli artisti di cui vi sto parlando è <strong>difficile che li abbiate visti al Moma o ad altri, diciamocelo, noiosissimi musei di arte contemporanea</strong>, tutt&#8217;al più potreste averli visti sul muro che fissate sempre con occhio vacuo, mentre sorseggiate il primo caffè della giornata, oppure sulla copertina dell&#8217;ultimo album della vostra band indie preferita, o ancora sulla cover del vostro fumetto preferito.</p>
<p>Vi sto parlando infatti di esponenti di una corrente artistica piuttosto particolare che si chiama &#8220;<strong>Lowbrow</strong>&#8220;, che altro non è che una presa in giro del termine &#8220;highbrow&#8221; ossia &#8220;intellettuale&#8221;. Il Lowbrow è il movimento che forse più rappresenta la &#8220;pop culture&#8221; e  gli artisti che ne fanno parte (molti dei quali auodidatti) provengono da background molto particolari: dai graffitari agli illustratori, dai tatuatori ai fumettisti&#8230; <strong>Come se Andy Warhol e Salvador Dalì avessero messo al mondo un figlio, e che questo figlio illegittimo fosse cresciuto nei sobborghi di Los Angeles</strong>, ascoltando punk-rock e leggendo fumetti porno. Insomma un bel miscuglio eterogeneo e per niente noioso.</p>
<p>Menzione speciale va ad uno dei miei artisti preferiti in assoluto: <a href="http://www.jamesjean.com/"><strong>James Jean</strong></a>, pittore e illustratore Taiwan-americano che vanta tra i suoi principali clienti il New York Times, Rolling Stones, Prada e la DC Comics. Non ci sono parole per descrivere i suoi lavori, <strong>hanno la grazia lasciva dell&#8217;arte orientale e le ambientazioni oniriche dei più grandi pittori surrealisti.</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-5783" title="P1010221" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/03/P1010221.jpg" alt="" width="512" height="384" /><br />
</strong></p>
<p>L&#8217;unico modo per capire di cosa sto parlando è andare a vedere la mostra, quindi per un giorno abbandonate le decolletè di vernice e indossare un bel paio di Vans vissute al grido di &#8220;hell yeah!&#8221; ma fate in fretta! Perchè la pacchia dura <strong>solo fino al 27 di questo mese!</strong></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://darkalia.deviantart.com/ "><strong>Sara D&#8217;Onofrio</strong></a></p>
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		<title>La buona arte raddoppia a fine marzo</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 17:51:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[DNA]]></category>
		<category><![CDATA[esposizione]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[museo]]></category>
		<category><![CDATA[Otto Dix]]></category>
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		<description><![CDATA[Doppia segnalazione artistica per questo mese. Una la scopriamo attraverso Glob*Art Mag: il 18 marzo si apre la mostra di Alberto Di Fabio alla Gagosian Gallery. Rappresentando forme naturali e strutture biologiche con fervida immaginazione e con colori vivaci, i suoi dipinti e le sue opere su carta uniscono i mondi della scienza e dell’arte. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-5220" title="2_10" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/03/2_10.jpg" alt="" width="448" height="500" /></p>
<p>Doppia segnalazione artistica per questo mese. Una la scopriamo attraverso <a href="http://www.globartmag.com/alberto-di-fabio-gagosian-gallery-new-york/5029/#more-5029"><strong>Glob*Art Mag</strong></a>: il 18 marzo si apre la mostra di <strong>Alberto Di Fabio</strong> alla <a href="http://www.gagosian.com/exhibitions/2010-03-18_alberto-di-fabio/">Gagosian Gallery</a>.</p>
<blockquote><p><em>Rappresentando forme naturali e strutture biologiche con fervida immaginazione e con colori vivaci, i suoi dipinti e le sue opere su carta uniscono i mondi della scienza e dell’arte.<br />
Attraverso immagini astratte l’artista ha sviluppato ed ampliato il suo interesse per il mondo naturale. Nei suoi primi lavori Di Fabio esamina le strutture della flora e della fauna, nonche’ gli ecosistemi e le forme astrali, fino ad arrivare allo studio della genetica, del DNA, delle sinapsi cerebrali, e della ricerca farmaceutica e medica.</em></p></blockquote>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-5219" title="otto" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/03/otto.png" alt="" width="524" height="369" /></p>
<p>La seconda segnalazione arriva da <a href="http://www.artsblog.it/post/5295/otto-dix-alla-neue-galerie-di-new-york"><strong>Arts Blog</strong></a> che ci ricorda la mostra di Otto Dix alla <a href="http://www.neuegalerie.org/exhibitions/items/955">Neue Galerie  di New York</a> &#8211; anche se avrete tempo di vederla fino a fine agosto 2010.</p>
<blockquote><p><em>Organizzata da Olaf Peters, la mostra presenta più di 100 capolavori  provenienti da Stati Uniti, Canada ed Europa. Quattro le aree tematiche:  le esperienze traumatiche di Dix come soldato nella prima guerra  mondiale; il ritratto, genere in cui l’artista eccelleva; la sessualità,  tema fondante la sua  poetica; la dimensione spirituale e allegorica  della pittura.</em></p></blockquote>
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