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	<title>nuok &#187; Moma</title>
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		<title>Nuok: Macro MoMA</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Aug 2011 23:20:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[PHOTO]]></category>
		<category><![CDATA[Moma]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Baroni]]></category>

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		<description><![CDATA[:: Milano versus New York: chi vince? Che cosa importeresti a Milano da New York? E viceversa? A NYC le relazioni nascono spontanee, gli stimoli sono continui e la mente corre. A Milano i legami sono più profondi e sinceri, i ritmi e gli spostamenti a misura d’uomo. L&#8217;ideale sarebbe vivere un po&#8217; a Milano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-26820" title="Macro MoMA" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/Macro-MoMA.jpg" alt="Macro MoMA Nuok: Macro MoMA" width="480" height="360" /></p>
<h3>:: Milano versus New York: chi vince? Che cosa importeresti a Milano da New York? E viceversa?</h3>
<p>A NYC le relazioni nascono spontanee, gli stimoli sono continui e la mente corre.<br />
A Milano i legami sono più profondi e sinceri, i ritmi e gli spostamenti a misura d’uomo. L&#8217;ideale sarebbe vivere un po&#8217; a Milano e un po&#8217; a NY. Difficile? Forse&#8230; ma non impossibile.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.pietrobaroni.com"><em>Pietro Baroni</em></a></p>

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		<title>Oggi a New York: Chiara Bernasconi</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jul 2011 10:03:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annamaria Rinaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[OGGI A NEW YORK]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara Bernasconi]]></category>
		<category><![CDATA[Coney Island]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Divano]]></category>
		<category><![CDATA[linearossa]]></category>
		<category><![CDATA[Moma]]></category>
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		<description><![CDATA[:: Benvenuta su Nuok, Chiara. Tu sei Digital Media Project Manager presso il MoMA. Di cosa ti occupi precisamente? Coordino un team di otto persone che lavora al design e produzione del sito web del MoMA, chioschi interattivi, schermi digitali e applicazioni su supporti mobili. Di recente abbiamo contribuito all&#8217;organizzazione degli aspetti più tecnici della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>:: Benvenuta su Nuok, Chiara. Tu sei Digital Media Project Manager presso il MoMA. Di cosa ti occupi precisamente?</h3>
<p>Coordino un team di otto persone che lavora al design e produzione del sito web del MoMA, chioschi interattivi, schermi digitali e applicazioni su supporti mobili. Di recente abbiamo contribuito all&#8217;organizzazione degli aspetti più tecnici della mostra <strong>Talk to me</strong>, l&#8217;ultima mostra di design che ha inaugurato la scorsa settimana sull&#8217;interazione tra persone ed oggetti. Sto anche lavorando alla costruzione di un sito solo per i soci del museo, e alla creazione di una piattaforma collaborativa per un magazine online sull’arte contemporanea che sarà ospitato sul sito del MoMA. Ormai anche ogni aspetto del museo è collegato in qualche modo al digitale, quindi nel nostro dipartimento non ci si annoia mai.</p>
<div id="attachment_27888" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-27888" title="chiaraB" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/chiaraB.jpg" alt="chiaraB Oggi a New York: Chiara Bernasconi" width="480" height="640" /><p class="wp-caption-text">photo credit: Todd Shalom / Tutti i diritti riservati a Elastic City</p></div>
<h3>:: Quale sezione del MoMA non ti stanchi mai di rivedere?</h3>
<p>Le sezioni di fotografia e design, perchè ci sono sempre rotazioni di nuove opere e ogni volta che riesco a fare un salto nelle gallerie trovo lavori che non conoscevo. Solo il 4% delle opere nella collezione del MoMA sono esposte nel museo.</p>
<h3>:: Fai parte anche del collettivo artistico <a href="http://www.linearossa.ws/">l-i-n-e-a-r-o-s-s-a</a>. Ce lo presenti?</h3>
<p><strong>l-i-n-e-a-r-o-s-s-a</strong> nasce dall&#8217;incontro con <a href="http://www.nuok.it/2010/09/oggi-a-new-york-francesca-divano/">Francesca Divano</a> e Sara Pettinella, come risposta ad un bisogno di proporre nuove prospettive artistiche attraverso un filo di idee e azioni che includono performance, installazioni, opere visive, installazioni di cibo, aperte a diverse variazioni a seconda delle materie, contesti, e condizioni.  Si è appena conclusa una doppia rassegna di screenings intitolata <a href="http://www.linearossa.ws/?p=316"><strong>Tempo</strong></a> scaturita da una riflessione sui ritmi della città. Ospiti della <strong>.NO gallery</strong>, abbiamo proiettato sulla vetrina della galleria su Houston Street video di artisti italiani e americani, e abbiamo invitato performers e musicisti a partecipare alle opening, per cui abbiamo creato delle food installations ad hoc. Abbiamo curato poi Contemporary Alchemy con opere di Andreco. La mostra, che chiuderà a fine mese, è incentrata <a href="http://www.linearossa.ws/?p=340">sul rapporto tra uomo, natura e sui suoi rituali</a>.</p>
<h3>:: Progetti futuri?</h3>
<p>Continuare a cercare un equilibrio tra progetti professionali e personali. Sicuramente ho intenzione di continuare a sviluppare collaborazioni per progetti creativi sul territorio. New York è il luogo ideale per sperimentare modalità creative e di collaborazione che sembrerebbero impossibili in altre città. In particolare perchè attrae le energie di artisti che se anche di passaggio da ogni parte del mondo hanno voglia di lasciare la loro impronta sulla città. Oltre al desiderio di creare un senso di comunità seppure temporanea e nomade, mi piacerebbe anche mantenere il confronto con l&#8217;Italia, magari organizzando una seconda residenza di artisti internazionali in Italia.</p>
<h3>:: Che cosa hai pensato la prima volta che hai visto New York?</h3>
<p>Che sarei dovuta ritornarci, questa volta a viverci, perchè è evidente che New York è un esperimento sociale incredibile, una città densa, piena di contrasti, di luoghi e persone eccezionali in ogni senso. Un anno vissuto a New York equivale a cinque in qualsiasi altra città.</p>
<h3>:: Il tuo fine settimana ideale a New York?</h3>
<p>Visto che durante la settimana i ritmi sono così intensi, il fine settimana preferisco trascorrerlo nel relax, un caffè o un brunch con un&#8217;amica e magari un pic nic nel tardo pomeriggio a Governors island. Anche se è vicinissima a Manhattan, prendere la ferry è già un po&#8217; come andare in vacanza.</p>
<div id="attachment_27889" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-27889" title="5924890645_f93636431c" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/5924890645_f93636431c.jpg" alt="5924890645 f93636431c Oggi a New York: Chiara Bernasconi" width="480" height="320" /><p class="wp-caption-text">photo credit: Todd Shalom / Tutti i diritti riservati a Elastic City</p></div>
<h3>:: Posto preferito?</h3>
<p>Senza dubbio Coney Island, perchè è un luogo unico con quello che rimane della sua storia recente, luogo natale dei primi parchi di divertimento negli anni venti, e allo stesso tempo è il luogo americano per eccellenza, con i suoi contrasti estremi e l&#8217;accettazione di tutto ciò che è strano e fuori dalle norme. E&#8217; un posto così importante per me, che ho deciso di organizzare <a href="http://elastic-city.com/walks/we-and-our-shaaadows">un walk con l&#8217;organizzazione Elastic City</a>, proprio a Coney Island, sul tema delle ombre.<br />
</p>
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		<title>I vostri ricordi del museo: I went to MoMA and&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jul 2011 11:49:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose pazze]]></category>
		<category><![CDATA[Moma]]></category>
		<category><![CDATA[ricordi del MoMA]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è la prima volta che entrando la MoMA alle persone vengono date carta e matita per mettere nero su bianco i propri pensieri. Era già successo mesi fa con il Wish Tree ed è successo di nuovo con il progetto &#8220;I Went to MoMA and...&#8221;. Il MoMA ha infatti deciso di chiedere ai visitatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è la prima volta che entrando la MoMA alle persone vengono date carta e matita <strong>per mettere nero su bianco i propri pensieri</strong>. <a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.450858058080.238761.152696548080">Era già successo mesi fa con il Wish Tree</a> ed è successo di nuovo con il progetto &#8220;<a href="http://moma.org/iwent/"><strong>I Went to MoMA and..</strong></a>.&#8221;. Il MoMA ha infatti deciso di chiedere ai visitatori di &#8220;condividere una storia&#8221; legata alla loro giornata nel museo, <strong>immaginando così una sorta di gigantesco guestbook aperto.</strong> Un&#8217;iniziativa così efficace da battere sicuramente qualsiasi survey!</p>
<div id="attachment_26225" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-26225 " title="IwenttoMoMA_blog-picture" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/IwenttoMoMA_blog-picture.jpg" alt="IwenttoMoMA blog picture I vostri ricordi del museo: I went to MoMA and..." width="480" height="289" /><p class="wp-caption-text">photo credit: moma.org</p></div>
<p><strong>Abbiamo deciso di proporvi i migliori bigliettini scritti dai nostri connazionali. </strong>Come diceva Marcel Duchamp: <em>“It is the spectators who make the pictures.”. </em>Ogni anno al MoMA passano più di tre milioni di persone da più di cento paesi nel mondo: è incredibile e allo stesso tempo emozionante <a href="http://moma.org/iwent/">leggere così tante storie diverse&#8230;</a> <strong>Enjoy!</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-26226" style="border: 0pt none;" title="went_moma_1" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/went_moma_1.png" alt="went moma 1 I vostri ricordi del museo: I went to MoMA and..." width="480" height="516" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-26227" style="border: 0pt none;" title="went_moma_2" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/went_moma_2.png" alt="went moma 2 I vostri ricordi del museo: I went to MoMA and..." width="480" height="516" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-26228" style="border: 0pt none;" title="went_moma_3" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/went_moma_3.png" alt="went moma 3 I vostri ricordi del museo: I went to MoMA and..." width="480" height="516" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-26229" style="border: 0pt none;" title="went_moma_4" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/went_moma_4.png" alt="went moma 4 I vostri ricordi del museo: I went to MoMA and..." width="480" height="516" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-26230" style="border: 0pt none;" title="went_moma_5" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/went_moma_5.png" alt="went moma 5 I vostri ricordi del museo: I went to MoMA and..." width="480" height="516" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-26231" style="border: 0pt none;" title="went_moma_6" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/went_moma_6.png" alt="went moma 6 I vostri ricordi del museo: I went to MoMA and..." width="480" height="516" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-26232" style="border: 0pt none;" title="went_moma_7" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/went_moma_7.png" alt="went moma 7 I vostri ricordi del museo: I went to MoMA and..." width="480" height="516" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-26233" style="border: 0pt none;" title="went_moma_8" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/went_moma_8.png" alt="went moma 8 I vostri ricordi del museo: I went to MoMA and..." width="480" height="516" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-26234" style="border: 0pt none;" title="went_moma_9" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/went_moma_9.png" alt="went moma 9 I vostri ricordi del museo: I went to MoMA and..." width="480" height="516" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-26235" style="border: 0pt none;" title="went_moma_10" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/went_moma_10.png" alt="went moma 10 I vostri ricordi del museo: I went to MoMA and..." width="480" height="516" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-26236" style="border: 0pt none;" title="went_moma_11" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/went_moma_11.png" alt="went moma 11 I vostri ricordi del museo: I went to MoMA and..." width="480" height="516" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-26237" style="border: 0pt none;" title="went_moma_12" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/went_moma_12.png" alt="went moma 12 I vostri ricordi del museo: I went to MoMA and..." width="480" height="516" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-26238" style="border: 0pt none;" title="went_moma_13" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/went_moma_13.png" alt="went moma 13 I vostri ricordi del museo: I went to MoMA and..." width="480" height="516" /><br />
</p>
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		<title>PIZBURG &#8211; Oggi a Pittsburgh: Carlo Aonzo</title>
		<link>http://www.nuok.it/2011/04/pizburg-oggi-a-pittsburgh-carlo-aonzo/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 15:26:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annamaria Rinaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[PIZBURG]]></category>
		<category><![CDATA[SITIS]]></category>
		<category><![CDATA[La prima espresso]]></category>
		<category><![CDATA[liuteria]]></category>
		<category><![CDATA[mandolino]]></category>
		<category><![CDATA[Mark Knopfler]]></category>
		<category><![CDATA[Moma]]></category>
		<category><![CDATA[Orchestra dell'Accademia Internazionale di Mandolino]]></category>

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		<description><![CDATA[Carlo Aonzo è un mandolinista di fama internazionale ed è il principale esponente del mandolino classico. Pizburg ha avuto il piacere di incontrarlo dopo il suo meraviglioso concerto. :: Benvenuto su Nuok, Carlo! Come è nata la tua passione per il mandolino? Me l’ha trasmessa mio papà, che è un mandolinista, e non è una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><a href="http://www.aonzo.com/docs_en/home_en.htm"><strong>Carlo Aonzo</strong></a> è un mandolinista di fama internazionale ed è il principale esponente del mandolino classico.<br />
Pizburg ha avuto il piacere di incontrarlo dopo il suo meraviglioso concerto.</p></blockquote>
<h3><img class="alignnone size-full wp-image-22235" title="Carlo_Aonzo_BW" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/04/Carlo_Aonzo_BW.jpg" alt="Carlo Aonzo BW PIZBURG   Oggi a Pittsburgh: Carlo Aonzo" width="451" height="639" /></h3>
<h3>:: Benvenuto su Nuok, Carlo! Come è nata la tua passione per il mandolino?</h3>
<p>Me l’ha trasmessa mio papà, che è un mandolinista, e non è una cosa strana perché la passione per il mandolino l’abbiamo tutti nel nostro DNA. È uno strumento diffusissimo, tanto che anche la nostra regina Margherita era una mandolinista. Era molto diffuso in tutte le classi sociali, ci si metteva insieme perché lo strumento ha un approccio abbastanza semplice e si formavano orchestre mandolinistiche.</p>
<p>Ho iniziato verso i 10 anni e le circostanze sono abbastanza carine perché mio papà, appassionato musicista, molto in gamba, ma non di professione, a quel tempo suonava sempre in casa e noi figli avevamo voglia di imparare, ma lui non ci avrebbe mai insegnato se non avessimo organizzato una specie di scuola musicale in casa nostra. Quindi l’abbiamo organizzata e l’anno dopo abbiamo cominciato ad insegnare quello che avevamo imparato, per cui a casa nostra, il sabato pomeriggio, che era il giorno della musica, non si poteva più entrare dalla gente che c’era, venuta ad imparare il mandolino e chitarra. Da lì pian piano mio papà ha riformato una orchestra mandolinistica e così sono cresciuto facendo musica in una orchestra e da lì siamo andati avanti.</p>
<h3>:: Hai istituito la International Mandolin Academy. Quando e come è nata?</h3>
<p>Questo progetto è nato nella mia città, a Savona, ed è nato dalla spinta che io ho sempre ricevuto andando in giro per il mondo perché non c’è tantissima offerta mandolinistica. Ci sono tantissime persone che sentono il bisogno di imparare a suonare il mandolino, ma nessuno glielo insegna, non ci sono orchestre e mancano punti di riferimento, per cui sempre mi chiedevano come poter fare per imparare. Poi quelli che suonano il mandolino qui in America sono soprattutto musicisti folk, e invece loro avevano l’esigenza di conoscere e suonare il mandolino classico, lo stile che suono io e per il quale mi sono diplomato al Conservatorio. Quindi da queste continue richieste ho deciso di organizzare una settimana di mandolino italiano nella mia città e ha avuto subito un grande successo. Si è sviluppato e poi abbiamo deciso di portare il corso nei luoghi di produzione mandolinistica, per cui da Savona ci siamo spostati nel Canton Ticino dove c’è una grandissima attività mandolinistica e quest’anno, l’ultima settimana di agosto, saremo nella città di Ferrara, dove c’è un’orchestra storica che ha più di 100 anni di storia e dove ancora oggi l’attività mandolinistica è molto viva.</p>
<h3>:: Intorno a questo corso è nata poi l’Orchestra dell’Accademia Internazionale di Mandolino. Portate in giro per il mondo un nuovo reportorio, più contemporaneo e sperimentale, della musica con il mandolino. Quanto è difficile sradicare l’idea della musica classica napoletana?</h3>
<p>Suoniamo un po’ tutti i repertori focalizzandoci soprattutto sulla musica originale, per accrescere l’identità dello strumento, per cui quest’ultimo album lo abbiamo dedicato esclusivamente a brani contemporanei, musica moderna scritta appositamente per quella formazione, per orchestra di strumenti a pizzico, quindi mandolini e chitarre.<br />
A dire il vero, in America è ben più facile che in Italia, perché in Italia c’è questo stereotipo continuamente richiamato, che invece di valorizzare le cose belle che abbiamo le denigra. Nonostante ci siano case di mandolino e molti studenti è ancora una bella sfida.</p>
<h3>:: Sei un artista conosciuto a livello internazionale. Tieni concerti e workshop ovunque. Hai riscontrato delle differenze nella ricezione di questa musica nei vari Paesi?</h3>
<p>Certamente. Negli Stati Uniti c’è molta apertura, sono ricettivi come i bambini. Sono molto apprezzato qui negli Stati Uniti perché non c’è preclusione, mentre in Italia, essendo uno stereotipo, è più difficile bucare la bolla in cui siamo, però comunque ho molte soddisfazioni anche in Italia. Il Giappone, invece, è forse il paese che ha più attività mandolinistica al mondo, conta un milione di mandolinisti ed è l’unico paese che ha mantenuto la tradizione italiana. Lì non hanno inventato nessun altro mandolino, hanno adottato quello italiano e hanno acquisito i nostri archivi che da noi erano lasciati andare, nessuno se ne stava occupando. Loro sono venuti qua, hanno preso tutto il materiale e infatti oggi se noi possiamo suonare tanta musica italiana originale per mandolino del passato, parliamo di fine ‘800 e inizio ‘900, lo dobbiamo agli archivi giapponesi che hanno conservato questo patrimonio. Pensa che tutto il materiale che era a Firenze e che è stato poi distrutto dall’alluvione fortunatamente era stato portato in Giappone, per cui è stato salvato.</p>
<h3>:: Come è nata la collaborazione con la Pittsburgh Mandolin Society?</h3>
<p>In America c’è la Classical Mandolin Society of America (CMSA) che organizza ogni anno in una città diversa del Nord America una convention ed io ho partecipato a diverse di queste convention e sono stato invitato a dirigere l’orchestra composta da tutti i partecipanti. Alla Convention a Philadelphia ho conosciuto Charlie Rappaport, il leader della Pittsburgh Mandolin Orchestra. Ma la prima volta che sono venuto a Pittsburgh è stato grazie al Consolato Italiano e al Console Onorario Carla Lucente; da lì poi è nata l’idea di collaborare con Charlie Rappaport, grandissimo musicista che ha preso come punto di riferimento me per lanciare il messaggio alla sua orchestra dello sviluppo del mandolino classico e dell’orchestra mandolinistica. Per questo mi invita regolarmente a condividere con loro la musica e questa volta gli ho portato tutta l’orchestra e per questa occasione hanno inventato il primo Festival Mandolinistico di Pittsburgh che sicuramente andrà avanti tutti gli anni.</p>
<h3>:: Hai suonato anche al Metropolitan Museum di New York. Com’è stata l’esperienza?</h3>
<p>Ho suonato lì perché c’è una mostra della liuteria italiana ed è intitolata “Guitars Heroes” perché i collezionisti che hanno fornito gli strumenti hanno queste chitarre bellissime, strumenti incredibili, chitarre costruite a mano da John D’Angelico, John Monteleone e James D’Aquisto. Sono nomi molto noti ai musicisti, John Monteleone è, infatti, il liutaio di Mark Knopfler. Lì al museo ho suonato per raccontare la storia del mandolino emigrato in America. Questa è un’altra grande storia perché quando c’è stata l’emigrazione degli Italiani, loro si sono portati gli strumenti ed è iniziata una tradizione enorme in America. Gli Americani hanno inventato una nuova forma di mandolino, quello Gibson. Il mandolino è entrato nella tradizione, ha un suo genere particolare e adesso anche loro hanno una più che centenaria storia del mandolino. Il mandolino ha la caratteristica di trasformarsi, infatti ci sono diverse forme di mandolino in ogni paese. In Russia c’è la dombra, in America il Gibson e in Sudamerica il bandolim.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/JzIOEv-aAVc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </p>
<h3>:: Sei stato varie volte a Pittsburgh. Qual è il tuo posto preferito?</h3>
<p>La <a href="http://www.laprima.com">Prima Espresso</a> perché è un luogo di salvataggio. Sembra di essere in Italia, bere un espresso al banco ti rinfranca lo spirito. Ogni giorno scrivono una frase in Italiano, senti le persone parlare in Italiano, è una cosa intensa.</p>
<h3>:: Posto preferito a New York?</h3>
<p>Un luogo che mi ha colpito molto è il negozio di chitarre <a href="http://www.rudysmusic.com">Rudy’s Guitar</a>, che tra l’altro è un Italiano, Rudy, Rodolfo, Pensa. Ha due negozi e in quello di Soho sembra di entrare in una boutique, che però vende chitarre. Merita di essere visitato.</p>
<h3>:: Quali sono i tuoi progetti futuri?</h3>
<p>Adesso inizia la tournée nella West Coast e presenteremo il cd “Fantasia Poetica”, sul repertorio per mandolino e pianoforte, che ho realizzato con la pianista Elena Buttiero. Finita la tournée si torna a casa, ci sono un po’ di concerti e ho da finire un paio di progetti discografici, uno su Paganini con chitarra e l’altro progetto si chiama “Mandolin Cocktail”, che mi sdogana dalla musica classica. In questo caso sono io che ricevo le influenze della musica estera, del Nord America, del Brasile e le porto in questo progetto con una band, un percussionista, un contrabbasista, un chitarrista swing. È un progetto musicale che serve per raccontare la storia del mandolino in giro per il mondo, quindi suoniamo tutti i generi in cui il mandolino è presente.</p>
<p><em><strong>credits:</strong><br />
Foto by Luigi Cerati &#8211; Osteria dell&#8217;immagine, Italy<br />
Video by Gary Payne, San Diego</em><br />
</p>
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		<title>MoMA: dalle chitarre di Picasso alla Musica 3.0</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 15:55:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice Avallone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuok]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[chitarre di Picasso]]></category>
		<category><![CDATA[Moma]]></category>
		<category><![CDATA[Musica 3.0]]></category>
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		<description><![CDATA[Carta, cartone, filo e colla: sono queste le materie prime degli esperimenti musicali di Picasso dal 1912 al 1914. I soggetti sono chitarre, di tutte le forme e di tutti i tagli. Il MoMA espone così fino al 6 giugno 2011 al terzo piano ben 65 opere di Picasso, provenienti da oltre 35 collezioni private [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Carta, cartone, filo e colla</strong>: sono queste le materie prime degli esperimenti <em>musicali </em>di Picasso dal 1912 al 1914. I soggetti sono chitarre, di tutte le forme e di tutti i tagli. Il <a href="http://www.moma.org"><strong>MoMA</strong></a> espone così fino al 6 giugno 2011 al terzo piano ben 65 opere di Picasso, provenienti da oltre 35 collezioni private e pubbliche da tutto il mondo.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19846" title="P1070483" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/P1070483.jpg" alt="P1070483 MoMA: dalle chitarre di Picasso alla Musica 3.0" width="480" height="360" /></p>
<p>Sono gli anni del cubismo sintentico per Picasso. La <em>“sintesi”</em> inizia ad introdurre progressivamente lettere stampate, listelli di legno e di altri oggetti in tromp-l’oeil, attraverso collages e papiers collés &#8211; che si presentano come autentici brani di realtà integrati al quadro.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19847" title="P1070484" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/P1070484.jpg" alt="P1070484 MoMA: dalle chitarre di Picasso alla Musica 3.0" width="480" height="360" /></p>
<p>Quello al MoMA in questo periodo è un Picasso davvero curioso ed inedito. Le forme trovano ispirazione nell&#8217;arte popolare, la prospettiva viene abolita, le forme frammentate. Questi strumenti musicali rappresentano un insieme di volumi, di linee di forza, ed esprimono l&#8217;aspetto profondamente ritmico dell&#8217;estetica cubista, in cui le vibrazioni e le risonanze sono latenti.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19848" title="P1070485" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/P1070485.jpg" alt="P1070485 MoMA: dalle chitarre di Picasso alla Musica 3.0" width="480" height="360" /></p>
<p>Non a caso, la chitarra è <strong>lo strumento preferito di Picasso</strong>, forse proprio perché le sue curve ne fanno un  prolungamento del corpo umano. All&#8217;interno della sala dedicata non potrete fare fotografie, ma non temete: anche per questa esposizione c&#8217;è <a href="http://moma.org/interactives/exhibitions/2011/picassoguitars/featured-works/index.php">un sito web interattivo dedicato</a>, dove potrete consultare e conoscere tutte le opere.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19849" title="picasso-guitar-031" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/picasso-guitar-031.jpg" alt="picasso guitar 031 MoMA: dalle chitarre di Picasso alla Musica 3.0" width="480" height="640" /></p>
<p>Ecco il nostro quadro preferito:<em> Student with a pipe.</em></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19850" title="picasso student with pipe" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/picasso-student-with-pipe.jpg" alt="picasso student with pipe MoMA: dalle chitarre di Picasso alla Musica 3.0" width="480" height="583" /></p>
<p>Al secondo piano, il museo dedica un&#8217;altra mostra sulla musica: <a href="http://www.moma.org/visit/calendar/exhibitions/1147"><strong>Looking at Music 3.0</strong></a>. Come per Picasso, anche questa sala rimarrà aperta fino al 6 giugno 2011. Si tratta della terza di una serie di mostre allestite per esplorare l’influenza della musica sull’arte contemporanea &#8211; concentrandosi soprattutto sulla New York degli anni ‘80 e ‘90 e la nascita della “cultura del remix“.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19851" title="P1070489" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/P1070489.jpg" alt="P1070489 MoMA: dalle chitarre di Picasso alla Musica 3.0" width="480" height="360" /></p>
<p>E&#8217; una mostra divertente, colorata ed interattiva. Beastie Boys, Kathleen Hanna e Le Tigre, Keith Haring, Miranda July, Christian Marclay, Steven Parrino e Run-DMC sono solo alcuni dei nomi che troverete in questo spazio.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19852" title="P1070490" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/P1070490.jpg" alt="P1070490 MoMA: dalle chitarre di Picasso alla Musica 3.0" width="480" height="360" /></p>
<p>Video, vinili, suoni, fanzine musicali&#8230;</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19854" title="P1070492" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/P1070492.jpg" alt="P1070492 MoMA: dalle chitarre di Picasso alla Musica 3.0" width="480" height="360" /></p>
<p>Da provare l&#8217;installazione musicale &#8220;<em>a codice a barre&#8221;</em>. Come nei supermercati, passate il laser rosso sui codici disposti sul piano orizzontale. Potrete comporre la vostra colonna sonora <em>&#8220;casalinga&#8221; </em>con tutti i rumori degli elettrodomestici della cucina &#8211; dal frullatore alla macchinetta del caffè.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19853" title="P1070491" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/P1070491.jpg" alt="P1070491 MoMA: dalle chitarre di Picasso alla Musica 3.0" width="480" height="360" /><br />
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>New York: un San Valentino 2011 con i fiocchi!</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Feb 2011 21:32:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice Avallone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuok]]></category>
		<category><![CDATA[Café Kristall]]></category>
		<category><![CDATA[cupcakes]]></category>
		<category><![CDATA[Fiore Restaurant]]></category>
		<category><![CDATA[magnolia]]></category>
		<category><![CDATA[Moma]]></category>
		<category><![CDATA[San Valentino 2011]]></category>
		<category><![CDATA[San Valentino a New York]]></category>

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		<description><![CDATA[Mancano pochissime ore al giorno più zuccheroso dell&#8217;anno. Abbiamo cercato di immaginare una giornata perfetta per innamorati nella City. Potrete usare i nostri consigli domani o in qualsiasi altra giornata romantica con il vostro lui o la vostra lei. Da dove iniziamo? Ovviamente con una cupcake della pasticceria più buona di Manhattan. Ore 10 Colazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-19532" title="negozi2" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/negozi2.png" alt="negozi2 New York: un San Valentino 2011 con i fiocchi!" width="480" height="349" /></p>
<p>Mancano pochissime ore al giorno più zuccheroso dell&#8217;anno. Abbiamo cercato di immaginare una giornata perfetta per innamorati nella City. Potrete usare i nostri consigli domani o in qualsiasi altra giornata romantica con il vostro lui o la vostra lei. Da dove iniziamo? Ovviamente con una cupcake della pasticceria più buona di Manhattan.</p>
<h3>Ore 10 Colazione da Magnolia Bakery<br />
+ tour romantico al MoMA</h3>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19517" title="colazione" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/colazione.png" alt="colazione New York: un San Valentino 2011 con i fiocchi!" width="480" height="300" /></p>
<p>Per una volta non vi consigliamo la sede di <a href="http://magnoliabakery.com"><strong>Magnolia</strong></a> del Village, bensì quella più rilassante ai piedi del Rockfeller Center. C&#8217;è molto più spazio per muoversi all&#8217;interno del locale, più scelta tra i dolcetti e soprattutto la possibilità di fare qualche assaggio gratuito di mini porzioni delle celebri tortine newyorkesi.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19530" title="magnolia" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/magnolia.jpg" alt="magnolia New York: un San Valentino 2011 con i fiocchi!" width="480" height="312" /></p>
<p>In questi giorni oltre alle classiche cupcakes&#8230;</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19538" title="magnolia3" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/magnolia3.png" alt="magnolia3 New York: un San Valentino 2011 con i fiocchi!" width="480" height="354" /></p>
<p>&#8230; sono entrate nel menù molte altre prelibatezze, come i baci meringati farciti di crema, tortine ricoperte di cioccolato caldissimo e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Whoopie_pie">whoopie pies</a> a forma di cuore. Pensate che proprio quest&#8217;anno, per la legislatura del Maine questo dolce è ufficialmente diventato il dessert di Stato: nel &#8220;<em>An Act to Designate the Whoopie Pie as the State Dessert</em>&#8221; si legge a chiare lettere che &#8220;<em>The whoopie pie, a baked good made of two chocolate cakes with a creamy frosting between them, is the official state dessert.</em>&#8221;</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19523" title="magnolia" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/magnolia.png" alt="magnolia New York: un San Valentino 2011 con i fiocchi!" width="480" height="325" /></p>
<p>Dopo la deliziosa carica di zuccheri mattutina, proseguite per qualche strada più su verso l&#8217;intramontabile <a href="http://www.moma.org"><strong>MoMA</strong></a>. I biglietti &#8211; per la modica cifra di 200 dollari &#8211; per il tour privato per le coppie alla scoperta dei capolavori che parlano d&#8217;amore sono<em> sold out </em>da settimane, ma potrete rimediare costruendovi un percorso del tutto personalizzato.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19529" title="Valentines_2011" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/Valentines_2011.jpg" alt="Valentines 2011 New York: un San Valentino 2011 con i fiocchi!" width="480" height="132" /></p>
<p>Mano nella mano godetevi i colori di <em>Dance</em> di Henri Matisse, dei <em>Water-Lilies</em> di Claude Monet e della<em> The Starry Night</em> di Vincent van Gogh &#8211; fino ai quadri più pop come <em>LOVE</em> di Robert Indiana.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19539" title="moma4" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/moma4.png" alt="moma4 New York: un San Valentino 2011 con i fiocchi!" width="480" height="360" /></p>
<p>Le nostre preferenze vanno a Willem de Kooning con <em>Valentine</em>, Ken Solomon con <em>Love Letter </em>(nella foto qui sotto), Odilon Redon con <em>Butterflies</em>, ed Andy Warhol con <em>Kiss</em>. Cercateli!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19524" title="1456" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/1456.jpg" alt="1456 New York: un San Valentino 2011 con i fiocchi!" width="480" height="256" /></p>
<p>Una volta terminata la vostra visita al MoMA potrete entrare nel negozio di fronte, dove troverete una selezione di oggettistica di alto design per innamorati. Ecco qualche esempio!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19525" title="moma" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/moma.png" alt="moma New York: un San Valentino 2011 con i fiocchi!" width="480" height="183" /></p>
<h3>Ore 14 Brunch da Café Kristall<br />
+ shopping a Melburry Street, NoLita</h3>
<p>Evitate l&#8217;affollatissima Fifth Avenue per il vostro shopping di coppia, e preferite la più tranquilla NoLita. Qui le catene multinazionali sono pochissime; al contrario i negozi monomarca newyorkesi abbondano.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19518" title="brunch" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/brunch.png" alt="brunch New York: un San Valentino 2011 con i fiocchi!" width="480" height="300" /></p>
<p>Ma prima di iniziare a curiosare tra i negozi alla ricerca dell&#8217;affare della vostra vita, concedetevi uno spuntino sfizioso per il brunch in uno dei locali più esclusivi della zona: il <a href="http://kg-ny.com/cafe-kristall">Cafe Kristall</a>. Il locale si trova al 70 di Mercer Street ed è accessibile anche attraverso la boutique<em> SWAROVSKI CRYSTALLIZED™</em> dal numero 499 di Broadway.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19526" title="kg" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/kg.png" alt="kg New York: un San Valentino 2011 con i fiocchi!" width="480" height="325" /></p>
<p>L&#8217;atmosfera è raffinatissima ed i piatti sono molto ricercati. Il menù speciale per San Valentino arriva a costare 85 dollari a persona, ma per un brunch veloce ve la caverete con molto, molto meno!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19527" title="salmone" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/salmone.png" alt="salmone New York: un San Valentino 2011 con i fiocchi!" width="480" height="308" /></p>
<p>Ne uscirete senza dubbio soddisfatti. Riguardo ai negozi, la nostra Stefania vi aveva dato un&#8217;idea di <a href="http://www.nuok.it/2010/12/nolita-shabby-chic-quartiere-di-new-york/">cosa potreste trovare in questo quartiere.</a></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19531" title="negozi" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/negozi.png" alt="negozi New York: un San Valentino 2011 con i fiocchi!" width="480" height="335" /></p>
<p>Il nostro consiglio, per lui e per lei, è il negozio <strong><a href="http://www.shoenyc.com/">Shoe</a></strong>. Troverete borse, portafogli, scarpe e cinture in pelle che fanno invidia ai grandi marchi di moda.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19537" title="P1070152" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/P1070152.jpg" alt="P1070152 New York: un San Valentino 2011 con i fiocchi!" width="480" height="360" /></p>
<h3>Ore 20 Cena da Fiore Restaurant<br />
+ vista di Manhattan dal parchetto</h3>
<p>Si è fatta ora di cena. Da Manhattan spostatevi verso Brooklyn, con la linea grigia L &#8211; fermata Bedford. Benvenuti a Williamsburg, il quartiere più hipster di New York.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19519" title="dinner" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/dinner.png" alt="dinner New York: un San Valentino 2011 con i fiocchi!" width="480" height="300" /></p>
<p>Bedford Avenue è l&#8217;arteria principale del quartiere, ricca di negozi e caffè. Spostandovi di qualche blocks, arriverete a Grand Street. Raggiungete il numero 284: eccoci al ristorante italiano preferito di Nuok, <a href="http://www.fiorebk.com/"><strong>FIORE</strong></a>.</p>
<p>Vi ricordate la prima volta che <a href="http://www.nuok.it/2009/12/fiore-in-williamsburg/">ve ne abbiamo parlato, un anno fa</a>? ; )</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19533" title="fiore1" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/fiore1.png" alt="fiore1 New York: un San Valentino 2011 con i fiocchi!" width="480" height="463" /></p>
<p>Per San Valentino è previsto un menù speciale, ma nulla vi vieta di  scegliere direttamente dalla carta. Il nostro suggerimento? Fedelini ai  frutti di mare ed orata con carciofi. Divino!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19534" title="fiore2" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/fiore2.png" alt="fiore2 New York: un San Valentino 2011 con i fiocchi!" width="480" height="418" /></p>
<p>Dopo cena, regalatevi una passeggiata lungo Grand Street, andando verso l&#8217;East River. Alla fine della strada troverete un parchetto molto intimo dove rimanere incantati davanti una Manhattan luminosissima. Ecco lo scenario perfetto per un bacio appassionato!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19632" title="DSC00189" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/DSC00189.jpg" alt="DSC00189 New York: un San Valentino 2011 con i fiocchi!" width="480" height="360" /></p>
<h3>Ore 22 After da ChikaLicious Dessert<br />
<strong>+ passeggiata lungo St. Marks Place</strong></h3>
<p>Se siete riusciti nell&#8217;impresa quasi impossibile di non provare il tiramisù o la torta al limone di Fiore, allora la nostra ultima tappa è perfetta per voi. Si torna a Manhattan, nel cuore dell&#8217;East Village.<strong><br />
</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19520" title="after" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/after.png" alt="after New York: un San Valentino 2011 con i fiocchi!" width="480" height="300" /></p>
<p><a href="http://www.chikalicious.com/"><strong>ChikaLicious Dessert</strong></a> chiude relativamente presto ma è il posto ideale per una coppia in cerca di un posto intimo, elegante e con dolci e vini squisiti. Con un prezzo fisso di 14 dollari (dessert principale, bicchiere di vino e tre mini porzioni di dolcetti sfiziosi) avrete la possibilità di provare una delle loro combinazioni, seducenti per occhi e palato.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19535" title="P1070144" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/P1070144.jpg" alt="P1070144 New York: un San Valentino 2011 con i fiocchi!" width="480" height="360" /></p>
<p>Guardate che meraviglia questa incredibile cheesecake appoggiata su un letto di ghiaccio, accompagnata da un Alvear Pedro Ximenez. Se non bevete alcoolici, nessuna paura: potrete chiedere un té caldo, che vi verrà servito in raffinatissime porcellane.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19541" title="chi" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/chi.png" alt="chi New York: un San Valentino 2011 con i fiocchi!" width="480" height="323" /></p>
<p>Avete ancora energia in corpo? Non vi rimane che esplorare la vivace zona di St. Marks Place: avrete l&#8217;imbarazzo della scelta per quanto riguarda i locali notturni! <strong>Buona festa degli innamorati!</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19540" title="marks" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/marks.jpg" alt="marks New York: un San Valentino 2011 con i fiocchi!" width="480" height="360" /><br />
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>NYC Goes Live: tour acustico per Kaki King</title>
		<link>http://www.nuok.it/2011/02/nyc-goes-live-tour-acustico-per-kaki-king/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 07:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Grandi</dc:creator>
				<category><![CDATA[NYC goes live]]></category>
		<category><![CDATA[VESTITO A FESTA]]></category>
		<category><![CDATA[city winery]]></category>
		<category><![CDATA[kaki king]]></category>
		<category><![CDATA[live tour]]></category>
		<category><![CDATA[Moma]]></category>

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		<description><![CDATA[Kaki King torna alle sue radici con un tour acustico in tutto il Nordamerica. Prima di diventare famosa, infatti, si esibiva nella metropolitana di New York. Negli ultimi anni, tra le altre cose, ha collaborato coi Tortoise ed è stata inserita tra i Guitar Gods da Rolling Stone. La sua evoluzione è culminata in un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-19169" title="kaki king" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/kaki-king.jpg" alt="kaki king NYC Goes Live: tour acustico per Kaki King " width="500" height="332" /></p>
<p><a href="http://www.kakiking.com/" target="_blank">Kaki King</a> torna alle sue radici con <strong>un tour acustico in tutto il Nordamerica</strong>. Prima di diventare famosa, infatti, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kaki_King#Childhood_and_early_life" target="_blank">si esibiva</a> nella metropolitana di New York. Negli ultimi anni, tra le altre cose, ha <a href="http://www.billboard.com/news/article_display.jsp?vnu_content_id=1002503328#/news/article_display.jsp?vnu_content_id=1002503328" target="_blank">collaborato coi Tortoise</a> ed è stata inserita tra i <a href="http://tinypic.com/view.php?pic=24dgb5d&amp;s=3" target="_blank">Guitar Gods</a> da <a href="http://www.rollingstone.com" target="_blank">Rolling Stone</a>. La sua evoluzione è culminata in un album del 2010, <a href="http://www.popmatters.com/pm/review/123763-kaki-king-junior" target="_blank">Junior</a>, interamente suonato da un trio.</p>
<p>Per il <strong>tour 2011</strong> invece ha deciso di tornare all&#8217;essenziale: lei e la sua chitarra. Farà tappa a NYC il <strong>23 febbraio 2011</strong> al <a href="http://www.moma.org/visit/calendar/events/11068" target="_blank">Celeste Bartos Theater del MOMA</a>, mentre <strong>il 7 e l&#8217;8 aprile 2011</strong> sarà alla <a href="http://www.citywinery.com/" target="_blank">City Winery</a>. Tutte le date del tour <a href="http://www.kakiking.com/tour" target="_blank">sono su questa pagina</a>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/B3VqdfE9Pqs?fs=1&amp;hl=en_US&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/B3VqdfE9Pqs?fs=1&amp;hl=en_US&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Gli appassionati di chitarra possono discutere direttamente con lei <a href="http://www.kakiking.com/blog/sea-ghitarz" target="_blank">sul suo blog</a> o <a href="http://www.facebook.com/kakiking" target="_blank">sulla sua pagina Facebook</a>.<br />
</p>
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		<title>SO COOL – Get your Warhol on al MoMA</title>
		<link>http://www.nuok.it/2010/12/so-cool-get-your-warhol-on-al-moma/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 22:01:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Masoero</dc:creator>
				<category><![CDATA[ART]]></category>
		<category><![CDATA[Cose pazze]]></category>
		<category><![CDATA[VESTITO A FESTA]]></category>
		<category><![CDATA[andy warhol]]></category>
		<category><![CDATA[andy warhol: moving images]]></category>
		<category><![CDATA[exhibit]]></category>
		<category><![CDATA[Moma]]></category>
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		<category><![CDATA[new york]]></category>
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		<category><![CDATA[screet shot]]></category>

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		<description><![CDATA[Andy Warhol diceva sempre che tutti nel futuro sarebbero stati famosi per almeno 15 secondi. Una profezia che si è attualizzata in modi di cui non sempre si può andar fieri, tra Grandi Fratelli, Jersey Shores, Lucignoli  e altri format, perlopiù televisivi, il cui unico scopo è -pare- diffondere la mediocrità e il vuoto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Andy Warhol</strong> <a href="http://www.fashioncamp.it/wp-content/uploads/2010/04/Andy-Warhol-In-the-future-everybody-will-be-world-famous-for-fifteen-minutes-135386.jpg">diceva sempre</a> che tutti nel futuro sarebbero stati<strong> famosi per almeno 15 secondi.</strong> Una profezia che si è attualizzata in modi di cui non sempre si può andar fieri, tra Grandi Fratelli, Jersey Shores, Lucignoli  e altri format, perlopiù televisivi,<strong> il cui unico scopo è -pare- diffondere la mediocrità e il vuoto di certi cervelli</strong> (non in fuga, ma mai pervenuti).</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-17678" title="warhol-soup-can" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/12/warhol-soup-can.jpg" alt="warhol soup can SO COOL – Get your Warhol on al MoMA" width="500" height="314" /></p>
<p>E badate che non è detto che Warhol non avrebbe approvato, <strong>vista la sua fascinazione per tutto l&#8217;universo del POP e dei media. </strong>Ma forse un modo migliore per  rendere omaggio a questo suo statement, senza destituirlo così brutalmente dell&#8217;aura artistica che gli dovrebbe esser propria, c&#8217;è.<strong> Il bello è che, pur essendo estremamente ufficiale, è aperto a tutti.</strong></p>
<p><strong>Si tratta di un progetto organizzato dal Moma per la mostra</strong> <a href="http://www.moma.org/visit/calendar/exhibitions/1099">Andy Warhol: Motion Picture</a> &#8211; fino al 21 marzo 2011 &#8211; realizzata per celebrare le incursioni dietro la macchina da presa dell&#8217;artista biondo platino. <strong>L&#8217;idea è semplice: tutti i fan di Warhol sono invitati (dal MoMA!) </strong>a realizzare uno <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Screen_test">screen test</a> in bianco e nero di 90 secondi e di uploadarlo poi sul <a href="http://www.moma.org/interactives/exhibitions/2010/warhol/">sito della mostra</a>.</p>
<p><strong>Non dovete parlare e vi potete bardare con occhiali da sole, cappelli e ciglia finte. </strong>Se state fermi immobili meglio: lo screen test serve a verificare la cinematografibilità del vostro volto. Non c&#8217;è una selezione: <strong>tutti i video finiranno automaticamente sulla opening page del sito, </strong>accanto a quelli delle celebs con cui Warhol ha lavorato, da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Edie_Sedgwick">Edie Sedgwick</a> a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dennis_Hopper">Dennis Hopper.</a></p>
<p><strong>Altro che isola dei famosi.</strong><br />
</p>
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		<title>Anteprima MoMA. Abstract Expressionist New York.</title>
		<link>http://www.nuok.it/2010/10/anteprima-moma-abstract-expressionist-new-york/</link>
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		<pubDate>Sat, 02 Oct 2010 21:33:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ART]]></category>
		<category><![CDATA[Abstract Expressionist]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Moma]]></category>

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		<description><![CDATA[Da domani 3 ottobre 2010 al 25 aprile 2011 potrete visitare al MoMA di New York un&#8217;interessantissima mostra dedicata all&#8217;espressionismo astratto newyorkese. Noi di Nuok, grazie alla nostra membership con il museo, l&#8217;abbiamo visitato in anteprima per voi! Ecco il nostro reportage fotografico. L&#8217;Espressionismo astratto è stato un movimento artistico statunitense successivo alla seconda guerra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-14312" title="P1050023" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/10/P1050023.jpg" alt="P1050023 Anteprima MoMA. Abstract Expressionist New York." width="580" height="435" /></p>
<p><strong>Da domani 3 ottobre 2010 al 25 aprile 2011 </strong>potrete visitare al MoMA di New York un&#8217;interessantissima mostra dedicata all&#8217;espressionismo astratto newyorkese. Noi di Nuok, grazie alla nostra membership con il museo, <strong>l&#8217;abbiamo visitato in anteprima per voi! </strong>Ecco il nostro reportage fotografico.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-14313" title="P1050024" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/10/P1050024.jpg" alt="P1050024 Anteprima MoMA. Abstract Expressionist New York." width="580" height="435" /></p>
<p>L&#8217;Espressionismo astratto <strong>è stato un movimento artistico statunitense successivo alla seconda guerra mondiale. </strong>Fu il primo fenomeno artistico tipicamente americano ad influenzare il resto del mondo e contribuì <strong>a spostare radicalmente la capitale artistica da Parigi a New York</strong>, e più in generale dall&#8217;Europa agli Stati Uniti d&#8217;America.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-14314" title="P1050026" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/10/P1050026.jpg" alt="P1050026 Anteprima MoMA. Abstract Expressionist New York." width="580" height="435" /></p>
<p><strong>Il New Deal americano, che coincise con la diffusione delle dittature  europee </strong>(il fascismo in Italia, il nazismo in Germania e il franchismo  in Spagna), aveva favorito l&#8217;immigrazione degli artisti in fuga  dall&#8217;Europa che portarono negli Stati Uniti cellule di ogni tendenza: <strong>Il  Cubismo muralista </strong>con Léger,<strong> il Dadaismo</strong> con Duchamp, Mondrian e Hans  Hofmann, <strong>l&#8217;Astrattismo</strong> con Albers&#8230;</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-14315" title="P1050028" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/10/P1050028.jpg" alt="P1050028 Anteprima MoMA. Abstract Expressionist New York." width="580" height="435" /></p>
<p>&#8230;<strong>il Realismo</strong> con Grosz, <strong>il  Razionalismo</strong> architettonico con Ludwig Mies Van der Rohe e soprattutto <strong> il Surrealismo,</strong> che viene spesso considerato il più importante  predecessore  dell&#8217;espressionismo astratto, grazie all&#8217;enfasi posta sulla  creazione  spontanea, automatica o subcosciente.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-14316" title="P1050029" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/10/P1050029.jpg" alt="P1050029 Anteprima MoMA. Abstract Expressionist New York." width="580" height="435" /></p>
<p><strong>Il dripping</strong> (in  inglese:  sgocciolatura) di Jackson  Pollock su una tela di canapa stesa  sul  pavimento è infatti una  tecnica che ha le sue radici proprio nel  lavoro  di Max Ernst.</p>
<p><strong>Il termine &#8220;Espressionismo astratto&#8221; si deve ad Alfred H. Barr Jr. </strong>che lo coniò nel 1929 a commento di un quadro di Vasily Kandinsky. Successivamente fu ripreso per essere applicato all&#8217;arte americana degli anni &#8217;40 dal critico Robert Coates nel 1946.  Il movimento prende il suo nome dalla <strong>combinazione dell&#8217;intensità emotiva e autoespressiva degli espressionisti tedeschi con l&#8217;estetica anti-figurativa</strong> delle scuole di astrazione europee come il Futurismo, il Bauhaus e il Cubismo sintetico.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-14317" title="P1050031" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/10/P1050031.jpg" alt="P1050031 Anteprima MoMA. Abstract Expressionist New York." width="580" height="435" /></p>
<p>In pratica, il termine viene applicato a tutti quegli <strong>artisti operanti a New York nell&#8217;immediato dopoguerra con differenti stili, e perfino il cui lavoro non è né particolarmente astratto né espressionista</strong>. L&#8217;action painting energica di Pollock, è tecnicamente ed esteticamente molto differente dalla violenta e grottesca serie di donne di Willem de Kooning (che non è particolarmente astratta) <strong>e dai luccicanti blocchi di colore delle opere di Mark Rothko </strong>(che non sembrano particolarmente espressioniste) e le vedute malinconiche di Venezia di William Congdon, tuttavia tutti e quattro vengono considerati espressionisti astratti.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-14318" title="P1050036" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/10/P1050036.jpg" alt="P1050036 Anteprima MoMA. Abstract Expressionist New York." width="580" height="435" /></p>
<p>L&#8217;espressionismo astratto ha delle caratteristiche comuni, <strong>ad esempio la predilezione per le ampie tele in canapa, l&#8217;enfasi per superfici particolarmente piatte</strong>, ed un approccio a tutto campo, nel quale ogni area della tela viene curata allo stesso modo (per esempio, al contrario, alcuni stili prediligono concentrare la raffigurazione nell&#8217;area centrale rispetto ai bordi).</p>
<p>Come prima originale scuola di pittura in America, <strong>l&#8217;espressionismo astratto dimostrò la vitalità e la creatività del paese negli anni del dopoguerra</strong>, tanto quanto il suo bisogno (o abilità) di sviluppare un senso estetico che non fosse ristretto negli standard europei di bellezza.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-14321" title="P1050037" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/10/P1050037.jpg" alt="P1050037 Anteprima MoMA. Abstract Expressionist New York." width="580" height="435" /></p>
<p><strong>Il movimento attrasse l&#8217;attenzione, nei primi anni cinquanta, della CIA. </strong>Vi videro un mezzo ottimale per la promozione dell&#8217;ideale statunitense di libertà di pensiero e di libero mercato, uno strumento perfetto per competere sia con gli stili del socialismo realista prevalente nelle nazioni comuniste, sia con il mercato dell&#8217;arte europea, allora dominante.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-14319" title="P1050038" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/10/P1050038.jpg" alt="P1050038 Anteprima MoMA. Abstract Expressionist New York." width="580" height="435" /></p>
<p>Dal 1960, la corrente perse d&#8217;impatto e non fu più a lungo tanto influente. Alcuni movimenti, come<strong> la pop art e il minimalismo, furono una controrisposta e una ribellione verso quello che l&#8217;espressionismo astratto aveva generato.</strong> Ad ogni modo, molti pittori, come Fuller Potter, che aveva creato opere espressioniste astratte, continuarono a lavorare su questa linea per molti anni ancora, <strong>a volte estendendo ed espandendo le implicazioni estetiche e filosofiche di questa ricerca artistica.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-14320" title="P1050046" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/10/P1050046.jpg" alt="P1050046 Anteprima MoMA. Abstract Expressionist New York." width="580" height="435" /></p>
<p>Fonte testi: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Espressionismo_astratto">Wikipedia</a><br />
</p>
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		<title>Abramovic against Abercrombie: Art or Frottage?</title>
		<link>http://www.nuok.it/2010/06/abercrombie-vs-abramovic-art-or-frottage/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 20:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrew Z. Giacalone</dc:creator>
				<category><![CDATA[abercrombie]]></category>
		<category><![CDATA[Abercrombie & Fitch]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Abramovic]]></category>
		<category><![CDATA[modelli]]></category>
		<category><![CDATA[Moma]]></category>

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		<description><![CDATA[translation by Andrew Z. Giacalone original article here by Leonardo Staglianò Marina Abramovic is an internationally renowned performance artist whose explorations of the human body and its limitations frequently coerce the audience into a forced interaction with her art. Over the past 40 years, whether alone or in the company of her ex-partner Ulay, Abramovic [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #888888;">translation by <a href="http://www.nuok.it/team/andrew-z-giacalone">Andrew Z. Giacalone</a><br />
<a href="http://www.nuok.it/2010/06/abramovic-vs-abercrombie-larte-dello-strusciarsi/">original article here</a> by <a href="http://www.nuok.it/team/leonardo-stagliano">Leonardo Staglianò</a></span></strong></p>
<p><strong>Marina Abramovic</strong> <strong>is an internationally renowned performance artist </strong>whose explorations of the human body and its limitations frequently coerce the audience <strong>into a forced interaction with her art.</strong></p>
<p>Over the past 40 years, whether alone or in the company of her ex-partner Ulay,<strong> Abramovic has pushed herself to new limits through her art</strong>. She has eaten unpeeled onions despite the inevitable urge to tear-up and vomit; <strong>she has taken pills that induced catatonia</strong> and caused seizures; <strong>she has performed naked with Ulay</strong>, the two of them walking the length of a room only to repeatedly bump into each other; and, by placing 70 objects, including a pistol and a knife, on a table, <strong>she has challenged the public to interact with her… even through violence.</strong></p>
<p>In <em>Imponderabilia</em>, one of her more famous ‘human installations’, <strong>she and Ulay, naked as always, were positioned on opposing sides of a tight passageway</strong>, requiring the public to squeeze past them. It was first ‘performed’ at Bologna’s Gallery of Modern Art in 1977 and <a href="http://www.youtube.com/watch?v=QgeF7tOks4s">put the public in the awkward position of having to rub against a naked body</a>- either his or hers- in order to access the performance space.</p>
<p>And recently, the <strong><a href="http://www.moma.org">MoMA</a> </strong>brought Marina Abramovic to New York,<strong> where for three months she sat, immobile on a chair at the center of a vast, empty room</strong> and stared at individual members of the public who would sit across from her. I saw people break down and cry after 15 minutes of silent staring. And if you visit <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=122578407758954&amp;v=wall&amp;ref=search"><strong>this Facebook page</strong></a> you will find the enthusiastic testimonies of those who endured the experience.</p>
<div id="attachment_10894" class="wp-caption alignnone" style="width: 590px"><img class="size-full wp-image-10894" title="DSCN3414" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/06/DSCN3414.jpg" alt="DSCN3414 Abramovic against Abercrombie: Art or Frottage?" width="580" height="435" /><p class="wp-caption-text">MoMA, May 2010 - photo credit: Beatrice Avallone</p></div>
<p><strong>While all of this was taking place on the ground floor</strong>, the sixth floor featured video and other ‘human’ installations reaching into Abramovic’s performance past, including a reworking of Imponderabilia. With the usual two naked performers standing on either side of a narrow passageway, <strong>the public was invited to pass through them as many times as they wished</strong>, inescapably rubbing against them. And, of course, the blogs picked up the widely spread gossip that <a href="http://www.newser.com/story/86473/lusty-nude-is-booted-from-moma-exhibit.html">one of the performers was duly fired for his continuous and unrestrained erections.</a></p>
<div id="attachment_10890" class="wp-caption alignnone" style="width: 590px"><img class="size-full wp-image-10890  " title="MG_7144-1024x682" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/06/MG_7144-1024x682.jpg" alt="MG 7144 1024x682 Abramovic against Abercrombie: Art or Frottage?" width="580" height="368" /><p class="wp-caption-text">MoMA - photo credit: Valentina Locatelli</p></div>
<p><strong>MoMA is located at 11 West 53rd Street. </strong>A mere three blocks away, at 720 Fifth Avenue- two steps away from Prada and Tiffany- is the infamous and least tacky of the <a href="http://www.abercrombie.com/"><strong>Abercrombie &amp; Fitch</strong></a> shops- a brand that appeals mostly to capricious teenagers and the eternally youthful. With stores across America, in Milan and in Tokyo, Abercrombie is very popular because, yes, it is fashionable, but also because its advertising features<strong> a multitude of half-naked models shot by Calvin Klein photographer Bruce Weber</strong>.  Abercrombie is also doing very well financially:<strong> the Fifth Avenue flagship store is only second to the nearby Apple Store in terms of being the neighborhood’s most profitable outlets.</strong></p>
<p>Another aspect rendering Abercrombie a must-see destination spot (other than the clothes, of course) is<strong> the club-like atmosphere that reigns within the shop itself- dimly lit, perfumed chambers, pulsing music, luxurious leather armchairs </strong>conveniently placed here-and-there. The ratio of scantily clad models-cum-salespeople to customers is comparable to that of teachers to students in an Ivy League school, or 10-to-1.</p>
<div id="attachment_10891" class="wp-caption alignnone" style="width: 590px"><img class="size-full wp-image-10891" title="05272010_0168" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/06/05272010_0168.jpg" alt="05272010 0168 Abramovic against Abercrombie: Art or Frottage?" width="580" height="435" /><p class="wp-caption-text">Abercrombie &amp; Fitch - Beatrice Avallone, our reporter</p></div>
<p>When you first enter Abercrombie &amp; Fitch, you’re greeted by the cheeky, white-toothed grin of a tall, blond Californian dude; further in, <strong>a slender, leggy, honey-dew-skinned model gives you a casual ‘Hi.’</strong> They both wear tight jeans and unbuttoned shirts <strong>and an endless line of young girls (and the occasional boy) is queued up to take pictures with them</strong>. With adolescent been-there-done-that insouciance, the boy slowly pulls his shirt up to reveal his hard-earned abs; the girl strikes a pose with pouted lips. <strong>The camera flashes; the crowd goes wild.</strong></p>
<p>This phenomenon is even more acute at Abercrombie’s younger, sister store, <a href="http://www.hollisterco.com/"><strong>Hollister</strong></a>. In fact, its success amongst its teenage target almost ruffled Abercrombie’s first-place feathers. Consequently, <strong>Hollister has cheaper and less ‘sophisticated’ clothes.</strong></p>
<p>Hollister’s NY shop, at the corner of Houston and Broadway, <strong>vaunts a series of video displays featuring images of the current season</strong>. In summer, for example, <strong>lazy waves lap onto naked shores</strong>. The speakers throb with funk music interspersed with erotic sighs making one question whether they’re in a ‘70s porno or a high-street shop. <strong>The models, needless to say, trot around in skimpy bathing suits.</strong></p>
<div id="attachment_10887" class="wp-caption alignnone" style="width: 590px"><img class="size-full wp-image-10887" title="DSCN3149" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/06/DSCN3149.jpg" alt="DSCN3149 Abramovic against Abercrombie: Art or Frottage?" width="580" height="435" /><p class="wp-caption-text">Hollister - Beatrice Avallone, our reporter</p></div>
<p>While one undecidedly sifts through a pile of horizontal-striped t-shirts and peruses other buttoned-downs with tiny checkers, the Beautiful People linger listlessly behind you, s<strong>lowly folding merchandise, talking amongst themselves, and standing on either side of the narrow passageways</strong> (brings anything to mind?). If one climbs to the next few levels (both Abercrombie and Hollister have 4 floors), <strong>the models are there, waiting on the landings, concealed around every bend, posing in every corner. </strong>And if one wants to go up or down, left or right, take a look at that shirt, try those pants on, there is no escaping it: you inevitably rub up against them. <strong> Your only choice, it would seem, is deciding against whom to rub up against.</strong></p>
<div id="attachment_10889" class="wp-caption alignnone" style="width: 590px"><img class="size-full wp-image-10889" title="DSCN3146" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/06/DSCN3146.jpg" alt="DSCN3146 Abramovic against Abercrombie: Art or Frottage?" width="580" height="435" /><p class="wp-caption-text">Hollister - photo credit: Beatrice Avallone</p></div>
<p>So, perhaps I’m running around in circles on this one, but as far as I’ve understood, this is how things stand: <strong>if I’m 20 years old, have rock hard abs, and can maintain a flaccid penis, I can work for both Abercrombie &amp; Fitch and Marina Abramovic</strong>. The choice is mine. In the latter case, I’d be an artist, expressing himself within the context of performance, and would be observed and evaluated even by those haughty critics from The New York Times. But in the former scenario, I’d be a salesperson with an ego,<strong> conceding an occasional cheap-feel to a pimple-faced teen</strong>. A part from the fact that at MoMA photograph taking was prohibited and at Hollister and Abercrombie it is encouraged, <strong>what’s the big difference between the two?</strong></p>
<div id="attachment_10888" class="wp-caption alignnone" style="width: 590px"><img class="size-full wp-image-10888" title="DSCN3147" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/06/DSCN3147.jpg" alt="DSCN3147 Abramovic against Abercrombie: Art or Frottage?" width="580" height="435" /><p class="wp-caption-text">Hollister - Beatrice Avallone, our reporter</p></div>
<p>I’ll leave you with one last anecdote: <strong>Hollister will soon be opening a megastore at 666 Fifth Avenue</strong> in New York City, just a few steps from MoMA. The distance between the museum and the store is now, at least physically, almost nothing. The question is: <strong>how close are the two from a conceptual point of view?</strong></p>
<div id="attachment_10892" class="wp-caption alignnone" style="width: 590px"><img class="size-full wp-image-10892" title="MG_7145-1024x682" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/06/MG_7145-1024x682.jpg" alt="MG 7145 1024x682 Abramovic against Abercrombie: Art or Frottage?" width="580" height="368" /><p class="wp-caption-text">MoMA - photo credit: Valentina Locatelli</p></div><br />

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