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	<title>Nuok &#187; fotografia</title>
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	<description>Alla scoperta di New York e delle città più belle del mondo</description>
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		<title>I mille volti di Cindy Sherman al MoMA</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 18:24:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia De Stefani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Uno, nessuno, centomila: non è solo un romanzo di Pirandello ma anche la retrospettiva della fotografia newyorkese Cindy Sherman, inaugurata il 26 febbraio al MoMA e aperta fino all’11 giugno 2012. Una nobile donna dell’aristocrazia, una Madonna, un frate, un clown, una pornostar: quante cose può essere Cindy Sherman e in quante cose è stata in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-large wp-image-48124" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/Cindy-Sherman-MoMA-08-592x396.jpg" alt="" width="592" height="396" /></p>
<p><strong> Uno, nessuno, centomila</strong>: non è solo un romanzo di Pirandello ma anche la <a href="http://www.moma.org/interactives/exhibitions/2012/cindysherman/"><strong>retrospettiva della fotografia newyorkese Cindy Sherman</strong>,</a> inaugurata il 26 febbraio al MoMA e aperta fino all’11 giugno 2012. Una nobile donna dell’aristocrazia, una Madonna, un frate, un clown, una pornostar: quante cose può essere Cindy Sherman e in quante cose è stata in grado di trasformarsi nei suoi 35 anni di carriera?</p>
<p>Artista americana, nata nel New Jersey e cresciuta a Long Island, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Cindy_Sherman">Sherman</a> si è resa presto nota al grande pubblico per la sua personale, violenta quanto onesta, rappresentazione della realtà. <strong>Gioca con le immagini e con le sue rappresentazioni, banalizza la fotografia e il concetto di istantanea,</strong> crea una parodia di realtà ricomposta “in laboratorio” &#8211; il suo studio – criticando la cultura dell’immagine che diviene tirannia, rendendo ogni intuizione artistica già  “calcolabile” in partenza. Niente di nuovo, insomma. E la cultura si fa retorica.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-48117" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/Cindy-Sherman-MoMA-011-592x396.jpg" alt="" width="592" height="396" /></p>
<p>Entrando nel grande atrio del museo, curiosando con lo sguardo verso l’alto, si nota subito una luce proiettata sul muro, al sesto piano. Ricompone il nome dell’artista mutando il carattere tipografico: ora Arial, ora Verdena, ora corsivo, ora grassetto. “Cindy” cambia senza posa, un espediente luminoso che preannuncia le forme, gli sguardi e i corpi che la Sherman può incarnare.</p>
<p><strong>Non siamo al cospetto (solo) di una fotografa: Sherman è anche attrice, modella, truccatrice, regista, costumista, artista a tutto tondo.</strong> Si pone da entrambe le parti dell’obiettivo, guarda e si fa guardare.</p>
<p>Lavora nel suo studio di SoHo in totale autonomia, senza assistenti. “<em>Ho provato a lavorare con amici e parenti, a metterli davanti all’obiettivo, ma, anche se pagati, rimane la sensazione di doverli intrattenere. Lavorando da sola, invece, posso pretendere di più da me stessa, posso mettermi sotto pressione. E in più io non mi lamento.</em>” è il commento della fotografa.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-48118" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/Cindy-Sherman-MoMA-03-592x396.jpg" alt="" width="592" height="396" /></p>
<p>Sherman inizia la sua carriera artistica 35 anni fa, partendo da un compito assegnatole al College: “<em>Confrontarsi con qualcosa di difficile, era l’esercizio richiesto. Feci una serie di scatti di me stessa, nuda, davanti all’obiettivo”</em>. Da lì non ha più smesso di reinventarsi. <em>“Trasformavo il mio volto e il mio corpo in quello di vari personaggi, con trucchi e maschere, per ingannare il tempo”.</em> Un gioco, che ben presto si spinge <strong>oltre i confini dell’autorappresentazione per aprirsi ad un’osservazione e ad una critica della realtà.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-48116" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/Cindy-Sherman-MoMA-01-592x396.jpg" alt="" width="592" height="396" /></p>
<p>Ad aprire la mostra, gigantografie stagliate su uno sfondo bucolico –<strong> è Central Park &#8211; in bianco e nero: un giocoliere di strada, un cavaliere nudo, una damigella, una matrona.</strong> Ognuna di esse ha il volto di Sherman, ritoccato al computer: occhi più piccoli, nasi schiacciati, menti allungati. E’ l’ultima delle sue creazioni, e più che di autocelebrazione, si tratta di critica al mondo artistico cui appartiene:</p>
<p><em>“Un numero crescente di artisti maschi, quando invitati ad allestire le mostre, riempie spesso una parete con opere giganti”.</em> Atteggiamento pretenzioso, soluzione facile. Le artiste donna farebbero lo stesso?</p>
<p>Addentrandosi nella mostra troviamo <strong>Untitled Film Still</strong>, la prima “serie”, datata 1970. <a href="http://www.nuok.it/venessia/venessia-54°-biennale-it’s-raining-art/">Un grande successo di pubblico e critica, </a>tanto che Madonna finanziò l’esposizione al Museo di Arte Modena di New York nel 1977.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-48119" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/Cindy-Sherman-MoMA-02-592x396.jpg" alt="" width="592" height="396" /></p>
<p>Uno accanto all’altro, esposti in cornici nere, gli scatti di <strong>Untitled Film Still</strong> sembrano negativi di una pellicola srotolata, uno sguardo rubato ad una scena di un film anni ’70, istantanea densa di autenticità. Niente di tutto questo. Gli scatti riproducono infatti <strong>scene tratte da film inesistenti</strong>, esaminano la natura stessa della rappresentazione, l’artificio della fotografia e quel filtro culturale attraverso cui leggiamo una parte di storia (reale e cinematografica).</p>
<p>Sono tutte <strong><em>Untitled</em></strong> (come del resto tutti gli altri scatti delle altre serie) per non condizionare lo spettatore in una interpretazione che deve rimanere libera. Ma c’è di più: l’immagine è spersonalizzata, ogni riferimento reale perso. Sherman vuole riprodurre un fenomeno: <strong>la forza di un immaginario collettivo</strong> formatosi con il cinema americano anni ’70. Quasi uno “stereotipo fotografico” della produzione su pellicola.</p>
<p>Sullo stesso <em>leitmotiv</em> si muovono gli scatti di <strong>Centerfolder</strong>: immagini di fanciulle dalle pagine di playboy ricreano una parodia della rappresentazione erotica anni ’80.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-48120" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/Cindy-Sherman-MoMA-04-592x396.jpg" alt="" width="592" height="396" /></p>
<p>Le protagoniste – sempre e solo Cindy Sherman declinata in molteplici versioni &#8211; mostrano un’ampia gamma di sentimenti: sorpresa, spavento, pudore, malinconia. <strong>Le foto sono seducenti e ansiogene al tempo stesso.</strong> L’alienazione delle donne si accresce nel dramma di ogni scatto. L’atto di fotografare e guardare coincidono, e lo spettatore si sente testimone di un momento di vita privata, che nella sua drammaticità dovrebbe rimanere tale.</p>
<p>La serie successiva svela un punto di rottura: Sherman scompare dal quadro. Secrezioni, muffe, escrementi, liquidi, fanno parte della serie <strong>Disaster</strong> (1986-89). In <strong>Sex Pictures</strong> (1992) il corpo, quando c’è, è frantumato, scomposto e ricomposto, secondo una sintesi pornografica. Ma le foto più spinte non sono appese alle pareti del MoMA.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-48121" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/Cindy-Sherman-MoMA-07-592x396.jpg" alt="" width="592" height="396" /></p>
<p>Incontrando Clown mostruosi e personaggi sognanti dalla serie <strong>Fairy Tales </strong>(1985), si arriva al cospetto di <strong>History Portraits</strong>, una delle serie più sorprendenti della Sherman. Attingendo alla pittura del Rinascimento, Barocca e Roccocò, avvalendosi dell’uso di protesi e maschere, Cindy si reinventa <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_Fornarina"><strong>Fornarina di Raffaello</strong></a> o un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bacco_(Caravaggio)">Bacco caravaggiesco</a>; è una dama stanca di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Auguste-Dominique_Ingres">Ingres</a>, un mercante disincantato di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rembrandt">Rembrandt</a>.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-48123" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/Cindy-Sherman-MoMA-05-592x396.jpg" alt="" width="592" height="396" /></p>
<p>Ma è con la serie dei <strong>Ritratti di Hollywood</strong> che Sherman centra il bersaglio: attraverso la parodia di attrici, modelle, cantanti, troppo truccate e vittime della loro stessa fragilità, <strong>il ciclo dei desideri e delle ambizioni fallite che anima Hollywood</strong> è messo in mostra. Le protagoniste scadono nel ridicolo, ma un attimo dopo se ne avverte il dramma, in una fiera delle vanità in perpetuo divenire.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-48122" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/Cindy-Sherman-MoMA-06-592x396.jpg" alt="" width="592" height="396" /></p>
<p>Chiudono il cerchio i <strong>Ritratti di signore</strong>, trucco pesante e pesanti gioielli. La giovinezza sfiorisce, si sa, ma il tentativo di contrastare il tempo si rivela un maestoso inganno. Le rughe si accentuano, la pelle si affina. Si intravedono spesse calze coprenti spuntare da ciabattine rosa di seta. Sotto spessi strati di cipria queste donne non sorridono. Ne la Sherman ride di loro. Non è la vecchiaia a spaventare, ma l’inesorabile, volgare opposizione che queste donne cercano di attuare disperatamente nei confronti della morte.<strong></strong></p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-48126" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/Cindy-Sherman-MoMA-09-592x396.jpg" alt="" width="592" height="396" /></p>
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		<title>Fotografia giapponese a Palazzo Franchetti</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 18:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Turbiglio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[istituto veneto di scienze lettere e arti]]></category>
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		<address>Campo Santo Stefano 2842 - Venezia   </address>

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		<description><![CDATA[Venezia, fin dal suo storico ruolo di porta sull’Oriente, è sempre stata attenta alla ricchezza della cultura asiatica. La sua università è la prima in Italia per lo studio delle lingue orientali, e capita spesso di imbattersi, tra le numerose iniziative culturali cittadine, in progetti dedicati all’est del mondo. Fino al 1 aprile 2012 è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.nuok.it/category/taly/venessia/">Venezia</a></strong>, fin dal suo storico ruolo di <strong>porta sull’Oriente</strong>, è sempre stata attenta alla ricchezza della cultura asiatica. La sua università è la prima in Italia per lo studio delle <strong>lingue orientali</strong>, e capita spesso di imbattersi, tra le numerose iniziative culturali cittadine, in progetti dedicati all’est del mondo.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-37954" title="giappone_venezia_014" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/giappone_venezia_014.jpg" alt="" width="480" height="319" /><br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Fino al 1 aprile 2012</strong> è in programma all’<a href="http://www.veneziainiziativeculturali.it/index.htm"><strong>Istituto</strong> <strong>Veneto di Scienze Lettere e Arti</strong></a> la mostra <strong><a href="http://www.fotografiagiappone.it/index.html">Fotografia del Giappone (1860-1910). I capolavori.</a></strong> Lo splendido <strong><a href="http://www.veneziainiziativeculturali.it/sale.htm">Palazzo Franchetti</a></strong>, la cui facciata sul Canal Grande si può ammirare dal ponte dell’Accademia, è una cornice perfetta per ospitare questa esposizione.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-37955" title="giappone_venezia_011" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/giappone_venezia_011.jpg" alt="" width="480" height="319" /></p>
<p>Si tratta di più di <strong>centocinquanta fotografie</strong> della <strong>Scuola di Yokohama</strong>, realizzate tra Ottocento e Novecento con la <strong>tecnica della <a href="http://www.fotografiagiappone.it/mostra2.html">stampa all’albumina</a></strong>, e <strong>colorate</strong> secondo il procedimento che il veneziano <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Felice_Beato">Felice Beato</a></strong> introdusse in Giappone in quel periodo. Sospesi <strong>tra fotografia e</strong> <strong>pittura</strong>, realtà e sogno, i soggetti ritratti vogliono restituire l’esotismo che affascinava tanto gli occidentali che cominciavano allora a guardare al Giappone.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-37956" title="giappone_venezia_003" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/giappone_venezia_003.jpg" alt="" width="480" height="319" /></p>
<p>Queste fotografie, antenate preziose delle odierne cartoline, avevano infatti un <strong>pubblico di turisti e curiosi europei e nordamericani</strong>, e spesso perfino i fotografi non erano giapponesi. Accanto a <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ueno_Hikoma"><strong>Ueno Hikoma</strong> </a>e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kusakabe_Kimbei"><strong>Kusakabe Kimbei</strong> </a>troviamo infatti <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Baron_Raimund_von_Stillfried"><strong>Raimund von Stillfried-Ratenicz</strong> </a>e lo stesso Beato. Di conseguenza, i soggetti ritratti rispondevano al gusto dei viaggiatori dell’epoca e alla <strong>percezione occidentale del Giappone</strong>: si cade così nello stereotipo e nella ricerca forzata del diverso.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-37957" title="giappone_venezia_013" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/giappone_venezia_013.jpg" alt="" width="480" height="319" /></p>
<p>Attraversando le sale ci si imbatte in giovani <strong>geishe</strong>,<strong> samurai</strong>, <strong>lottatori di sumo</strong>, uomini <strong>tatuati</strong> e contadini dai particolari copricapi, <strong>lavoratori della seta</strong> e perfino in un <strong>massaggiatore cieco</strong>. Le fotografie di <strong>camelie e <a href="http://www.nuok.it/2011/03/chioto-in-attesa-dei-sakura-ci-si-accontenta-dei-baika/">fiori di ciliegio</a></strong> sembrano ancora meno tangibili, con i loro colori delicati e sfumati. Non mancano neppure i paesaggi, che erano spesso inseriti nelle guide di viaggio dell’epoca.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-37958" title="mostra2" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/mostra2.jpg" alt="" width="240" height="301" /><img class="alignnone size-full wp-image-37959" title="mostra3" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/mostra3.jpg" alt="" width="234" height="301" /><strong><span style="color: #888888;"><a href="http://www.fotografiagiappone.it/mostra3.html"><span style="color: #888888;"><br />
copyright</span></a></span></strong></p>
<p>L’<strong>esotismo affascinante e straniante</strong> di questi lavori, capace tutt’ora di trasportare in altri luoghi e tempi, piaceva però anche ai giapponesi, che potevano così fermare sulla stampa l’immagine passata di un <strong>Paese che stava procedendo verso l’industrializzazione e l’apertura all’Occidente</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-37960" title="mostra1" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/mostra1.jpg" alt="" width="368" height="474" /><span style="color: #888888;"><strong><a href="http://www.fotografiagiappone.it/mostra.html"><span style="color: #888888;"><br />
copyright</span></a></strong></span></p>
<p>Se avete la fortuna di andare a vedere questa mostra <strong>tra febbraio e marzo</strong>, magari in occasione del Carnevale, noi di <strong><a href="http://www.nuok.it/">Nuok</a></strong> vi consigliamo di approfittare anche della serie di <a href="http://www.fotografiagiappone.it/info.html"><strong>conferenze sulla cultura del Giappone</strong></a> organizzate dall’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti.</p>
<p style="padding-left: 60px;"><span style="color: #888888;"><strong><br />
</strong></span></p>
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		<title>Una libreria&#8230; con stile!</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 19:52:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia Santi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dite la verità: quante volte siete entrati in una libreria e ne siete usciti poco soddisfatti perché era carente la sezione artistica? Ebbene noi ne abbiamo trovata una che non ha di queste pecche: stiamo parlando di E’ STILE BOOKSTORE. Passeggiando nell’elegante quartiere Parioli-Salario, ci siamo imbattuti in una vetrina molto accattivante, che spiccava fra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dite la verità: quante volte siete entrati in una libreria e ne siete usciti poco soddisfatti perché era carente la sezione artistica? Ebbene noi ne abbiamo trovata una che non ha di queste pecche: stiamo parlando di <strong><a href="http://www.estileroma.it/" target="_blank">E’ STILE BOOKSTORE</a></strong>.</p>
<p><img class="size-full wp-image-34074 alignnone" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/11/2.jpg" alt="" width="426" height="281" /></p>
<p>Passeggiando nell’<strong>elegante quartiere <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parioli" target="_blank">Parioli-Salario</a>,</strong> ci siamo imbattuti in una vetrina molto accattivante, che spiccava fra le altre: era quella al numero <strong>15 di Via Chiana</strong>. Incuriositi, siamo entrati e abbiamo scoperto questo particolarissimo negozio.</p>
<p><em><img class="size-full wp-image-34075 alignnone" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/11/3.jpg" alt="" width="424" height="281" /><br />
</em></p>
<p><em>E’ Stile Bookstore</em> è prima di tutto una <strong>libreria</strong> dove regna tutto ciò che è arte: <strong>fotografia, viaggi, moda, design, arti, architettura, grafica</strong>. E’ così che ha voluto plasmarla il suo proprietario, Pino Vastarella, perché lui stesso un appassionato di tutti questi ambiti. Se siete operatori del settore, studenti o professionisti, non potrete non apprezzare la vasta scelta di testi che trabocca dagli scaffali. Ma anche semplici appassionati o inguaribili curiosi avranno di che saziare i loro appetiti più particolari.</p>
<p>Accanto a <strong>monografie di nomi noti, come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grace_Kelly">Grace Kelly</a> o <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Frank_Gehry">Frank Gehry</a></strong>, troverete i lavori dell’<strong>illustratore di Edgar Allan Poe</strong>, tantissimi volumi della prestigiosa <strong>casa editrice FMR</strong>, e tante piccole chicche, dedicate ad artisti di cui probabilmente non avete mai sentito il nome. Insomma, la selezione sembra davvero ottima.</p>
<p><em><img class="size-full wp-image-34076 alignnone" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/11/4.jpg" alt="" width="424" height="281" /><br />
</em></p>
<p>Ma <em>E’ Stile Bookstore</em> è anche qualcos’altro. Accanto alle lunghe mensole e ai tavoli colmi di libri e riviste, si trovano <strong>oggetti d’arte</strong> di ogni genere, sparpagliati qua e là come piccole sorprese, o semplicemente raggruppati in angoli dedicati: dalle opere di design, come i classici di <strong>Alessi, Driade, Bitossi, Brionvega, Fabriano</strong> (e sono solo alcuni!), a complementi di arredo, <strong>pezzi da collezione e modellismo</strong>.<em></em></p>
<p><em><img class="size-full wp-image-34077 alignnone" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/11/5.jpg" alt="" width="427" height="280" /></em></p>
<p>Non potrete uscire da qui senza una delle particolarissime action figure: le riproduzioni dei personaggi più famosi della storia (da Marilyn Monroe a Elvis Presley, passando per Betty Boop e Muhammad Ali).</p>
<p><img class="size-full wp-image-34073 alignright" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/11/1.png" alt="" width="205" height="153" />Questo amore per l’arte in tutte le sue forme non poteva non comprendere anche una <strong>gallery</strong>: si trova al piano inferiore del negozio, ed è uno spazio <strong></strong>che ospita esposizioni, mostre, eventi e incontri. Purtroppo non abbiamo avuto il piacere di imbatterci in nessuno di questi appuntamenti, ma la stagione degli eventi riprenderà a febbraio, e ci sembra proprio un ottimo motivo per tornare in questo piccolo negozio delle meraviglie!</p>
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		<title>La fotografia interpreta l&#8217;arte</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 15:32:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuela Cadeddu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“La fotografia non mostra la realtà, mostra l’idea che se ne ha”. Attirati da questa frase del fotografo statunitense Neil Leifer, stampata nella locandina pubblicitaria, siamo andati all’inaugurazione della mostra T Fotografo allestita nella hall del T Hotel. L’idea è interessante: quattro fotografi interpretano con le loro fotografie le opere di altrettanti artisti. Siamo tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>La fotografia non mostra la realtà, mostra l’idea che se ne ha</em>”. Attirati da questa frase del fotografo statunitense Neil Leifer, stampata nella locandina pubblicitaria, siamo andati all’inaugurazione della mostra <strong>T Fotografo</strong> allestita nella hall del <a href="http://www.thotel.it/" target="_blank">T Hotel</a>. L’idea è interessante: <strong>quattro fotografi interpretano con le loro fotografie le opere di altrettanti artisti</strong>.</p>
<p>Siamo tra i primi visitatori, incuriositi di scoprire in che modo i professionisti dello scatto hanno affrontato la sfida. Entrando nella sala ci imbattiamo in una particolare composizione marina, opera della ceramista e scultrice Vanna Seddone, in arte <strong><a href="http://www.jubanna.altervista.org/" target="_blank">Jubanna</a>.</strong></p>
<p><a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/foto-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33612" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/foto-1.jpg" alt="" width="480" height="640" /></a></p>
<p>L’opera è realizzata con la <strong>tecnica raku</strong>, una particolare forma di fabbricazione delle ceramiche di origine giapponese, molto amata dai ceramisti sardi.</p>
<p><strong>Alessandra Spano</strong>, <strong>Luca De Melis</strong> e <strong>Alessandro di Naro</strong>, tutti appartenenti all’associazione culturale <a href="http://www.sumbrafotografia.it/" target="_blank"><strong>S’Umbra Progetti Fotografici</strong></a>, sono i giovani fotografi impegnati nel catturare particolari dell’opera. Una bella carrellata di <strong>foto in bianco e nero</strong> realizzate con <strong>macchine analogiche</strong> ci colpisce per l’intensità: le creature marine adagiate con delicatezza sulla sabbia hanno una grande forza espressiva.</p>
<p>Avevamo avuto la fortuna di vedere in anteprima alcuni scatti durante la fase di <strong>sviluppo in camera oscura</strong>, e ora che gustiamo l’intero lavoro, abbiamo modo di apprezzarlo nella sua completezza.</p>
<p><a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/foto-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33613" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/foto-2.jpg" alt="" width="480" height="409" /></a></p>
<p>Continuando la nostra visita inciampiamo in un gruppo di valigie colorate. Una cosa usuale in un albergo ma ci rendiamo subito conto della loro particolarità. Si tratta, infatti, delle borse da viaggio di cartone realizzate dall’artista <a href="http://www.sardegnacultura.it/j/v/253?c=2678&amp;c1=2818&amp;s=25913&amp;t=1&amp;v=2&amp;visb=" target="_blank"><strong>Antonello Ottonello</strong></a>.</p>
<p><a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/foto-3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33614" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/foto-3.jpg" alt="" width="480" height="478" /></a></p>
<p>All&#8217;esterno ognuna di queste borse è dipinta in maniera diversa, e all&#8217;interno rivestita con indumenti ricoperti di sabbia, materiale che l’artista cagliaritano utilizza spesso nelle produzioni degli ultimi anni.</p>
<p>Le valigie sono riempite con istantanee scattate da <strong>Giorgio Dettori</strong> e rappresentano una Sardegna d’altri tempi: donne in costume, anziani di paese dal volto segnato e il richiamo a una tradizione pastorale. Il futuro è nel viso di un ragazzo che guarda l’orizzonte con espressione fiera.</p>
<p><a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/foto-4.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33615" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/foto-4.jpg" alt="" width="480" height="533" /></a></p>
<p>Voltando lo sguardo ci troviamo proiettati in una visione completamente diversa, quasi lunare. Le ceramiche lineari di <a href="http://www.terrapintada.com/" target="_blank"><strong>Terrapintada</strong></a> vengono condensate negli scatti della fotogiornalista <a href="http://www.danielazedda.it/home.html" target="_blank"><strong>Daniela Zedda</strong></a>.</p>
<p><a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/Foto-5.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33616" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/Foto-5.jpg" alt="" width="480" height="434" /></a></p>
<p>Andiamo via col sorriso, contagiati dall’allegria dei colori che abbelliscono i tessuti confezionati da <strong>Maria Cristina Boy</strong> e <strong>Margherita Usai</strong> di <a href="http://www.tramare.it/" target="_blank"><strong>TRAmaRE</strong></a>.</p>
<p>Infatti la collezione di sciarpe dipinte su materiali naturali come organza e seta sono le protagoniste degli scatti di <a href="http://www.marcellotreglia.com/"><strong>Marcello Treglia</strong></a><strong></strong> che con grande maestria cattura forme e trame dei tessuti.</p>
<p><a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/foto-6.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33617" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/foto-6.jpg" alt="" width="480" height="392" /></a></p>
<p>La mostra è visitabile gratuitamente, tutti i giorni dalle 9 alle 23, fino al 27 novembre.</p>
<p><span style="color: #888888;"><strong>T Fotografo</strong><br />
T Hotel, via dei Giudicati 66, Cagliari<br />
Tel: 07047400</span></p>
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		<title>Todo o nada, la moda incontra il nudo</title>
		<link>http://www.nuok.it/rroma/rroma-todo-o-nada-dove-la-moda-incontra-il-nudo/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 13:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Antonella Carrozza</dc:creator>
				<category><![CDATA[rroma]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Testino]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Ruspoli]]></category>
		<category><![CDATA[Rroma]]></category>
		<category><![CDATA[Todo o nada]]></category>
		<taxonomy>Urban Safari</taxonomy>
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		<description><![CDATA[Tutte le foto &#8211; ©2011 Mario Testino Mario Testino non è un semplice fotografo di moda. Nel corso della sua carriera, iniziata negli anni &#8217;80 a Londra con aspiranti modelle che potevano aggiudicarsi un suo portfolio per 25 sterline, ha immortalato top model, attrici, cantanti, persino la famiglia reale inglese, da Lady D. a Kate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-30075" title="Tutte le foto - ©2011 Mario Testino" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/09/Screen-shot-2011-09-06-at-11.01.40-AM.png" alt="Tutte le foto - ©2011 Mario Testino" width="480" height="119" /></p>
<p><span style="color: #888888;">Tutte le foto &#8211; ©2011 Mario Testino</span></p>
<p><a href="http://mariotestino.com/" target="_blank">Mario Testino</a> non è un semplice fotografo di moda. Nel corso della sua carriera, iniziata negli anni &#8217;80 a Londra con aspiranti modelle che potevano aggiudicarsi un suo portfolio per 25 sterline, ha immortalato top model, attrici, cantanti, persino la famiglia reale inglese, da Lady D. a Kate &amp; William.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-30069" title="Tutte le foto - ©2011 Mario Testino" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/09/Screen-shot-2011-09-06-at-10.36.37-AM.png" alt="Tutte le foto - ©2011 Mario Testino" width="480" height="325" /></p>
<p>Fino al 23 novembre, presso la <a href="http://www.palazzoruspoli.it/Location_Centro_Congressi_Roma/Homepage.html" target="_blank">Fondazione Memmo </a>in Via del Corso 418, sarà possibile visitare <strong>Todo o nada</strong>, la mostra che raccoglie 54 tra gli scatti più celebri del fotografo peruviano/londinese e che ha avuto il suo battesimo a <a href="http://www.mariotestino.com/page/693" target="_blank">Madrid</a>, nel 2010.</p>
<p>L&#8217;espressione <strong>Todo o nada</strong> racchiude l&#8217;essenza e il fine ultimo non solo dell&#8217;esposizione in sè ma anche della professione di Testino: il binomio <strong>moda &#8211; nudo</strong>, in una contrapposizione solo apparente che, a una più attenta e profonda analisi, rende palese che le due realtà sono facce della stessa medaglia.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-30070" title="Tutte le foto - ©2011 Mario Testino" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/09/Screen-shot-2011-09-06-at-10.36.57-AM.png" alt="Tutte le foto - ©2011 Mario Testino" width="240" height="319" /><img class="alignnone size-full wp-image-30071" title="Tutte le foto - ©2011 Mario Testino" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/09/Screen-shot-2011-09-06-at-10.39.20-AM.png" alt="Tutte le foto - ©2011 Mario Testino" width="240" height="319" /></p>
<p>L&#8217;inizio vede protagonisti gli abiti: <strong>Stella Tennant</strong> in stile Maria Antonietta di Francia, <strong>Sienna Miller</strong> sul set di un servizio fotografico del 2007 per <strong>Vogue America</strong>, immortalata tra statue di marmo bianco che riflettono il candore del suo abito di piume, la divina <strong>Nicole Kidman</strong> fasciata in un abito haute couture, in ambientazione barocca.</p>
<p>E ancora la super top <strong>Eva Herzigova</strong> e il premio Oscar <strong>Reese Whiterspoon</strong>, entrambe in rosso, tanto bad girl l&#8217;una quanto eterea ed elegante l&#8217;altra.</p>
<p>Gli scatti si susseguono e le stoffe di variegata fattura lasciano lentamente spazio al nudo, integrale talvolta, mai volgare.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-30072" title="Screen shot 2011-09-06 at 10.39.07 AM" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/09/Screen-shot-2011-09-06-at-10.39.07-AM.png" alt="Tutte le foto - ©2011 Mario Testino" width="480" height="326" /></p>
<p>Nel mezzo, un trait d&#8217;union fatto di abiti che scivolano lentamente (<strong>Natalia Vodianova</strong>) o <a href="http://www.mariotestino.com/file/3661" target="_blank">lenzuola ad accogliere e svelare</a> il corpo perfetto della top più pagata e celebre del momento, <strong>Gisele Bundchen</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-30073" title="Screen shot 2011-09-06 at 10.38.04 AM" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/09/Screen-shot-2011-09-06-at-10.38.04-AM.png" alt="Tutte le foto - ©2011 Mario Testino" width="480" height="360" /></p>
<p><a href="http://www.mariotestino.com/file/1435" target="_blank">Ritratto di gruppo per le super model</a> degli anni &#8217;90 su Vanity Fair: riuscire a fotografare insieme <strong>Naomi Campbell</strong>, <strong>Claudia Schiffer</strong>, <strong>Cindy Crawford</strong>, <strong>Linda Evangelista</strong>, <strong>Christy Turlington</strong> e <strong>Stephanie Seymour</strong> è impresa ardua eppure Testino ha saputo creare, come sempre, la giusta armonia.</p>
<p>L&#8217;ultimo settore della mostra è dedicato al nudo: modelle e attrici che non vengono nascoste o protette dagli abiti ma si affidano al fotografo, certe che saprà far risaltare la bellezza e femminilità più pura, senza orpelli o ritocchi.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-30074" title="Screen shot 2011-09-06 at 10.39.29 AM" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/09/Screen-shot-2011-09-06-at-10.39.29-AM.png" alt="Tutte le foto - ©2011 Mario Testino" width="480" height="360" /></p>
<p>Tra tutte le <em>celebrities</em> spicca <strong>Kate Moss</strong>, la preferita di Testino, emblema di una donna complicata e difficile, forte e imprevedibile, con cui non ci si annoia mai. Proprio come <strong>Todo o nada</strong>, che rivedremmo ancora, ancora e ancora.</p>
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		<title>Barcellona in bianco e nero</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 04:36:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla Leonori</dc:creator>
				<category><![CDATA[barselo]]></category>
		<category><![CDATA[Barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Brangulí]]></category>
		<category><![CDATA[CCCB]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia Barcellona bianco e nero]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile spagnola]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona – CCCB, presenta una nuova mostra che ci permettere di scoprire e di ricordare una Barcellona di altri tempi: le opere del fotogrago e giornalista barcellonese Josep Brangulí Soler. Brangulí . Barcelona 1909 – 1945 è la  prima mostra antologica di Brangulí che raccoglie più di 300 foto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="http://www.cccb.org/ca/">Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona</a> – CCCB, <strong>presenta una nuova mostra che ci permettere di scoprire e di ricordare una Barcellona di altri tempi</strong>: le opere del fotogrago e giornalista barcellonese <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Jos%25C3%25A9_Brangul%25C3%25AD">Josep Brangulí Soler</a>.</p>
<div id="attachment_25417" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-25417" title="branguli 1" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/branguli-1.jpg" alt="" width="480" height="336" /><p class="wp-caption-text">photo credit: Camilla Leonori</p></div>
<p><strong><em><a href="http://www.cccb.org/ca/exposicio-brangul-35958">Brangulí . Barcelona 1909 – 1945</a> </em></strong><strong>è la  prima mostra antologica di Brangulí che raccoglie più di 300 foto dell’autore </strong>oltre a materiale originale dell’epoca e si potrà visitare fino al 23 ottobre 2011.</p>
<p>Brangulí ci fa vedere attraverso il suo sguardo i <strong>grandi cambiamenti architettonici e urbanistici della città di Barcellona</strong>, la costruzione della metropolitana e dei tram, ci mostra <strong>i mestieri antichi, i bar ed i ristoranti emblematici della città, l’arrivo delle fabbriche e dell’industria</strong>, con un’attenzione costante agli uomini, le donne ed i bambini che parteciparono a questi cambiamenti.</p>
<div id="attachment_25418" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-25418" title="branguli 2" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/branguli-2.jpg" alt="" width="480" height="320" /><p class="wp-caption-text">photo credit: Camilla Leonori</p></div>
<p>Sono ritratte feste popolari, vecchie tradizioni e nuove mode,<strong> le spiagge piene di bagnanti, i nuovi costumi della società dell’epoca</strong> e le opere fatte per l’esposizione universale del 1929.</p>
<div id="attachment_25419" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-25419" title="branguli 3" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/branguli-3.jpg" alt="" width="480" height="320" /><p class="wp-caption-text">photo credit: Camilla Leonori</p></div>
<p>E ancora foto di cronaca, dei pompieri, del porto, di scuole e di ospedali, <strong>un ritratto fedele e affascinante degli abitanti della Barcellona del secolo scorso.</strong></p>
<div id="attachment_25420" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-25420" title="branguli 4" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/branguli-4.jpg" alt="" width="480" height="320" /><p class="wp-caption-text">photo credit: Camilla Leonori</p></div>
<p><strong>Ma Brangulí era soprattutto un fotografo giornalistico</strong>, e in questa mostra si espongono <strong>immagini storiche</strong> della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Settimana_Tragica">settimana tragica</a>, della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_repubblica_spagnola">II repubblica</a>, della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_civile_spagnola">guerra civile</a> e della seconda guerra mondiale, non foto del fronte, ma dei politici che furono protagonisti di quest’epoca e dei barcellonesi durante questo periodo.</p>
<p>Una lunga mostra in cui le tante foto in bianco e nero ci mostrano tante realtà ormai sparite, volti e spazi di un tempo lontano, testimoni ed artefici dell’identità barcellonese di oggi.</p>
<div id="attachment_25421" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-25421" title="branguli 5" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/06/branguli-5.jpg" alt="" width="480" height="320" /><p class="wp-caption-text">photo credit: Camilla Leonori</p></div>
<p><strong>Il CCCB ci propone, alla fine della mostra, di essere anche noi testimoni della città:</strong> Immortalare con la nostra macchina fotografica la Barcellona d’oggi, la sua gente, le grandi trasformazioni ed i piccoli particolari della vita quotidiana, ci chiede quindi di mandare le nostre foto che saranno esposte in una mostra nel centro. Tutti i particolari di questa iniziativa si possono trovare nella pagina web <strong><a href="http://www.brangulivaseraqui.com/">www.brangulivaseraqui.com</a></strong>.</p>
<p>Dunque vi consigliamo di vedere questa mostra unica e stimolante, di trarre ispirazione da Josep Brangulí e di partecipare, macchina fotografica alla mano, al mosaico d’immagini che compone la Barcellona attuale.</p>
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		<title>Un intermezzo americano a Berlino</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 00:24:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ola Kozlowska</dc:creator>
				<category><![CDATA[borlin]]></category>
		<category><![CDATA[Berlino]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
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		<description><![CDATA[Nonostante Berlino sia bellissima e sfaccettata, se un pomeriggio vi venisse voglia di passare qualche momento tipico americano che va oltre una cupcake o un caffè da Starbucks, abbiamo per voi la soluzione pronta e perfetta: la piccola mostra di fotografia American Photography. From Berenice Abbott to Alec Soth al Kunsthandel Jörg Maaß. La fotografia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nonostante Berlino sia bellissima e sfaccettata</strong>, se un pomeriggio vi venisse voglia di passare qualche momento tipico americano che va oltre una cupcake o un caffè da Starbucks, abbiamo per voi la soluzione pronta e perfetta: la piccola mostra di fotografia <em><strong>American Photography. From Berenice Abbott to Alec Soth al Kunsthandel Jörg Maaß.</strong></em></p>
<p>La fotografia americana ci racconta le storie delle limitate e nello stesso tempo sconfinate possibilità di questo paese straordinario e così ci fa partecipare al famoso American Dream. Anche in questa mostra troverete una serie di motivi tipici americani che per un istante vi faranno sentire parte di questo mondo lontano ma familiare:<strong> la vita quotidiana nelle grandi città con i suoi simboli ormai fissi come le macchine, cartelli stradali, pubblicità vistose e bandiere nazionali.</strong> Quello che non manca è ovviamente anche il motivo di una camera al motel e le foto che documentano diversi road trip tra deserti, selvaggi e infiniti paesaggi americani.</p>
<div id="attachment_24686" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-24686 " title="Ilse-Bing_Flags_copyright-Estate-of-Ilse-Bing" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/Ilse-Bing_Flags_copyright-Estate-of-Ilse-Bing.png" alt="" width="480" height="388" /><p class="wp-caption-text">Ilse BingFlags. Fifth Avenue, Fourth of July, New York, 1936 - Copyright Estate of Ilse Bing</p></div>
<p>La fotografia americana non riproduce solo i posti ma anche e soprattutto le persone che nella loro diversità rappresentano le svariate sfaccettature degli Stati Uniti. Le foto esposte alla mostra narrano la vita di tutte le classi sociali, dalle persone più povere ai margini della società agli americani standard<strong> per poi raccontarvi anche la ricca, chic e glamorosa vita hollywoodiana.</strong></p>
<p>Così avrete la possibilità di ammirare la foto di Jackie e Joan Collin scattata nel 1987 a Los Angeles da Annie Leibovitz, o la serie Black Sitting di Milton H. Greene che vi avvicinerà alla bellezza e al mito di Marilyn Monroe. <strong>Da non perdere anche le foto di un fotografo newyorchese, Joel Meyerowitz, che vi porterà nella lontana provincia americana.</strong></p>
<p>La galleria è anche un negozio di oggetti d’arte quindi tutte le fotografie sono anche in vendita, ma i prezzi partono da duemila per andare oltre diecimila euro. Se non avete voglia di vendere tutti i vostri averi per comprare una delle fotografie, vale assolutamente la pena fare un salto a vederle. La galleria si trova <strong>nella zona di Ku’damm, al primo piano della Rankestr. 24.</strong> È possibile vedere la mostra <strong>fino al 17 giugno 2011</strong>, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 18. Buon pomeriggio americano!</p>
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		<title>Dentro l’armadio dei newyorkesi</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 15:21:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Locatelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[armadio]]></category>
		<category><![CDATA[DESIGN]]></category>
		<category><![CDATA[Erin Kleinberg e Stephanie Mark]]></category>
		<category><![CDATA[FASHION]]></category>
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		<description><![CDATA[A chi non è capitato, da bambino, di nascondersi in un armadio. Della mamma, nonno, zio, zia&#8230; Immergersi nei loro effetti personali era come entrare nel loro intimo mondo. Io ad esempio mi intrufolavo in quello della nonna paterna. Vestiva di stoffe morbide: seta d&#8217;estate, cashmere d&#8217;inverno. Mi inebriavo del suo Chanel n°5, sentivo i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/Immagine-9.png"><img class="alignnone size-full wp-image-19962" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/Immagine-9.png" alt="" width="483" height="321" /></a></p>
<p>A chi non è capitato, da bambino, di nascondersi in un armadio. Della mamma, nonno, zio, zia&#8230; Immergersi nei loro effetti personali era come <strong>entrare nel loro intimo mondo</strong>. Io ad esempio mi intrufolavo in quello della nonna paterna. Vestiva di stoffe morbide: seta d&#8217;estate, cashmere d&#8217;inverno. Mi inebriavo del suo Chanel n°5, sentivo i tessuti sfiorarmi la pelle, toccavo gli accessori immaginando, al buio, cosa potessero essere. E quando penso a lei oggi, penso anche al suo armadio. O viceversa.<br />
Nostalgici come me o assidui giocatori di nascondino <strong>Erin Kleinberg e Stephanie Mark</strong>, coppia di fotografi che hanno <strong><em>sbirciato</em> nel gurdaroba di importanti personalità newyorkesi</strong> per presentarcele attraverso i loro effetti.</p>
<p><a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/Immagine-6.png"><img class="alignnone size-large wp-image-19963" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/Immagine-6-1024x593.png" alt="" width="473" height="273" /></a></p>
<p>Si parte sempre da un dettaglio, perchè, come cita la frase in apertura al sito : &#8220;<em>It&#8217;s more interesting to have just a picture of a small detail &#8211; then you can dream all the rest around it. Because when you see the whole thing, what is there to imagine?&#8221;. </em>E&#8217; come vedere una scarpa che fa capolino da sotto al letto, un pezzo di stoffa che spunta da un armadio e immaginarsi la parte mancante, la persona che possiede quegli oggetti. <strong>E&#8217; proprio questo il concept del progetto &#8220;<a href="http://www.thecoveteur.com/">The Coveteur</a>&#8220;, mostrare la piccola parte di mondi intimi</strong>. Dettare stile coi dettagli e -ecco il fine e il motore del progetto- pubblicizzare i prodotti.</p>
<p><a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/Immagine-14.png"><img class="alignnone size-full wp-image-19969" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/Immagine-14.png" alt="" width="468" height="352" /></a></p>
<p>Adesso facciamo finta che la parola &#8220;armadio&#8221; significhi &#8220;mondo&#8221; e<strong> iniziamo a giocare agli esploratori.</strong><br />
<strong>Un anello e una sigaretta</strong> sono le chiavi per conoscere Ryan, un interior design un po&#8217; dark un po&#8217; rock. Nel suo guardaroba tanta pelle nera e animali impagliati (rabbrrrividisco).<br />
Un gatto -vero- e una camicetta rosa, i biglietti da visita di Harley, bellissima DJ newyorkese che ama il vintage, che siano occhiali da sole, giacchette e scarpe. <strong>Stampe multicolor</strong> per la dolce Mary Kate, fashion market editor, che colleziona cinture, gonne e braccialetti un po&#8217; hippy. E così via con le <strong>spille</strong> di Keith e le scarpe di Jane, entrambi giornalisti, camicie per Dan e pesanti gioielli per Joanna.</p>
<p><a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/Immagine-1.png"><img class="alignnone size-full wp-image-19964" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/Immagine-1.png" alt="" width="265" height="352" /></a><a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/Immagine-4.png"><img class="alignnone size-full wp-image-19965" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/Immagine-4.png" alt="" width="222" height="350" /></a><br />
<a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/Immagine-5.png"><img class="alignnone size-full wp-image-19967" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/Immagine-5.png" alt="" width="486" height="328" /></a><br />
<a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/Immagine-10.png"><img class="alignnone size-full wp-image-19970" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/Immagine-10.png" alt="" width="486" height="492" /></a><br />
<a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/Immagine-13.png"><img class="alignnone size-full wp-image-19973" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/Immagine-13.png" alt="" width="484" height="322" /></a><br />
<a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/Immagine-15.png"><img class="alignnone size-full wp-image-19971" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/Immagine-15.png" alt="" width="485" height="297" /></a><br />
<a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/Immagine-7.png"><img class="alignnone size-full wp-image-19978" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/Immagine-7.png" alt="" width="485" height="321" /></a></p>
<p><strong>Spunti di stile e spunti per gli acquisti</strong>, oltre che un&#8217;idea originale per presentare persone, si può dire &#8220;ai piani alti&#8221; (sono tutti importanti giornalisti, designer, registi..) come comuni possessori di comuni oggetti (tantissimi e carissimi).<br />
L&#8217;armadio è ciò che contiene gli specchi della nostra personalità, gli strumenti che usiamo tutti i giorni per comunicare ciò che siamo, i simboli che ci rappresentano. <strong>Niente di più intimo. Niente di più pubblico.</strong><br />
Vi lascio dunque con un dilemma: l&#8217;abito fa o non fa il monaco?</p>
<p><em><br />
</em></p>
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		<title>Claudia Mozzillo, novembre in dieci foto / 10</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 18:27:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Cecilli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<h3><img class="alignnone size-full wp-image-16349" title="bridge" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/12/10.jpg" alt="" width="580" height="442" /></h3>
<h3><strong>:: Tradiresti Londra solo per…</strong></h3>
<p>Il mare. Sono nata a due passi dal mare ed è vicino al mare che vorrei passare la mia vita. Ma non lo reputo un tradimento, bensì un&#8217;evoluzione che sicuramente mi riporterà là da dove sono partita. Oggi Londra mi da le stesse sensazioni che provo quando sono vicina al mare: la libertà e l&#8217;energia, soprattutto. E se mi metto in silenzio ad ascoltare, a volte mi sembra di percepire il suono dei miei sogni che accarezzano il bagnasciuga.</p>
<p>Photo: <a href="http://www.lacameradiclaudia.com/">Claudia Mozzillo</a></p>
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		<title>Claudia Mozzillo, novembre in dieci foto / 9</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 18:14:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Cecilli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[:: Consiglia qualche posto speciale ai lettori di NUOK che sono appassionati di fotografia. Il posto che più mi affascina e che consiglio vivamente è il Regent&#8217;s Canal. Uno specchio d&#8217;acqua sottile che attraversa Londra da una parte all&#8217;altra, da Little Venice fino ad East, in un percorso ideale che riflette tutte le facce della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><img class="alignnone size-full wp-image-16347" title="canarywharf" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/11/93.jpg" alt="" width="580" height="442" /></h3>
<h3><strong>:: Consiglia qualche posto speciale ai lettori di NUOK che sono appassionati di fotografia.</strong></h3>
<p>Il posto che più mi affascina e che consiglio vivamente è il Regent&#8217;s Canal. Uno specchio d&#8217;acqua sottile che attraversa Londra da una parte all&#8217;altra, da Little Venice fino ad East, in un percorso ideale che riflette tutte le facce della città.</p>
<p>Il Regent&#8217;s Canal è come un enorme laboratorio, gratuito e interessante per ogni tipologia di fotografia. C&#8217;è la natura, i colori, le razze, le età, lo sport, l&#8217;architettura, il relax, le stagioni, i lavori, l&#8217;amore e la decadenza. La ricchezza più sfrontata e la povertà più misera. Un canale metafora che parla della città e che cambia con essa.</p>
<p>Personalmente adoro passeggiare lungo le sue sponde e scoprire ogni volta qualche particolare nuovo. Un luogo pieno di storie da raccontare.</p>
<p>Photo: <a href="http://www.lacameradiclaudia.com/">Claudia Mozzillo </a></p>
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