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	<title>nuok &#187; film</title>
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		<title>Lannon: Non solo cinema al Prince Charles</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 15:09:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Viviana Calmasini</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Se è venerdì sera e avete deciso di iniziare la vostra serata con una passeggiata nel centro di Londra, vi troverete inevitabilmente ad attraversare <strong>Leicester Square, situata a poca distanza da Piccadilly Circus</strong>. A Leicester Square si trovano i più celebri cinema londinesi e hanno luogo le cerimonie delle prime cinematografiche. Qui, con un po’ di fortuna, potreste vedere <strong>il famigerato tappeto rosso e magari scorgere qualche star hollywoodiana</strong> ma, se è proprio venerdì sera, potreste anche trovarvi intrappolati nella folla. Per evitarla, il nostro consiglio è quello di svoltare verso a destra subito dopo la stazione della metropolitana, verso Leslie Street. <strong>Obiettivo? Il <a href="http://www.princecharlescinema.com/index.php">Prince Charles Cinema</a></strong>.</p>
<p><em><img class="alignnone size-full wp-image-38332" title="prince charles 1" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/prince-charles-1.jpg" alt="prince charles 1 Lannon: Non solo cinema al Prince Charles" width="480" height="360" /><br />
</em></p>
<p>Il Prince Charles Cinema non ha <strong>nulla a che vedere con i numerosi altri cinema</strong> che si trovano in zona. Non proietta i film appena usciti o quelli campioni d’incassi: in poche parole, se volete vedere <strong>l’ultimo film di Spielberg non è il posto che fa per voi</strong>.</p>
<p><em><img class="alignnone size-full wp-image-38333" title="prince charles 2" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/prince-charles-2.jpg" alt="prince charles 2 Lannon: Non solo cinema al Prince Charles" width="480" height="360" /><br />
</em></p>
<p>Il programma del Prince Charles, infatti, <strong>è piuttosto inconsueto, per non dire unico</strong>. Comprende la proiezione dei classici del grande cinema, di documentari, pellicole in bianco e nero e perfino film splatter o demenziali. In pratica, da <em>Colazione da Tiffany</em> a<em>Ghostbusters</em>, <strong>senza dimenticare una serie di meno noti film underground</strong>.</p>
<p><em><img class="alignnone size-full wp-image-38334" title="prince charles 3" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/prince-charles-3.jpg" alt="prince charles 3 Lannon: Non solo cinema al Prince Charles" width="480" height="320" /><a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/prince-charles-3.jpg"><br />
</a><span style="color: #888888;">Photo credits: <a href="http://www.princecharlescinema.com/html/cinema_hire.php"><span style="color: #888888;">The Prince Charles Cinema</span></a></span></em></p>
<p><em></em>Oltre alle proiezioni normali, il Prince Charles propone numerosi altri eventi. Ci sono le maratone di film per gli appassionati di una serie o di un genere, oppure<strong> le proiezioni del Breakfast Club ogni domenica mattina</strong>, durante le quali vengono serviti tè e caffè gratuiti.</p>
<p><em><img class="alignnone size-full wp-image-38335" title="prince charles 4" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/prince-charles-4.jpg" alt="prince charles 4 Lannon: Non solo cinema al Prince Charles" width="480" height="360" /><br />
</em></p>
<p><strong>Non vi va di starvene seduti per due ore? Provate allora i Sing-along</strong>: si tratta di proiezioni speciali di musical cult come <em>Grease</em> o <em>The Rocky Horror Picture Show</em> durante le quali il pubblico è invitato a cantare insieme agli attori e a partecipare in vari altri modi. <strong>Travestirsi come uno dei personaggi è d’obbligo</strong>. Potete cliccare <a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=7K4_W-f7IIc#">qui</a> per avere un esempio! Se poi c’è un vecchio film che avreste proprio voglia di rivedere nelle sale, <strong>potete proporlo sul sito internet del cinema</strong>, dove c’è una sezione apposita. I film con il maggior numero di richieste verranno proposti nella stagione successiva.</p>
<p><em><img class="alignnone size-full wp-image-38338" title="prince charles 5" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/prince-charles-5.jpg" alt="prince charles 5 Lannon: Non solo cinema al Prince Charles" width="480" height="360" /><br />
</em></p>
<p>Insomma, potreste vedere<strong> il vostro film preferito finalmente sul grande schermo</strong> oppure, se preferite, esaudire il desiderio di cantare a squarciagola, nella sala di un cinema, le canzoni del musical che sapete a memoria. In entrambi i casi, si tratta di <strong>un’occasione da non perdere</strong>.</p>

<p style="padding-left: 30px;"><strong><span style="color: #888888;">The Prince Charles Cinema<br />
</span></strong><span style="color: #888888;">7 Leicester Place, London WC2H 7BY<br />
</span><span style="color: #888888;">Telefono: 020 7494 3654 ‎</span></p>

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		<title>Stoccòlm: Tappeti rossi per il Film Festival</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 10:34:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Lombardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si apre il 9 novembre lo Stockholm Film Festival e per dieci giorni sarà un turbinio di cocktail e tappeti rossi in giro per la città. Non avete mai sentito parlare di questo evento? Ecco due solidi fatti per voi: è stato il primo festival internazionale a premiare il genio Tarantino (per Le iene nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_33577" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-33577" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/filmfestival2.jpg" alt="filmfestival2 Stoccòlm: Tappeti rossi per il Film Festival" width="480" height="304" title="Stoccòlm: Tappeti rossi per il Film Festival" /><p class="wp-caption-text">photo credit: Elena Lombardi</p></div>
<p>Si apre il 9 novembre lo <a href="http://www.stockholmfilmfestival.se/en/festival/2011/">Stockholm Film Festival</a> e per dieci giorni sarà <strong>un turbinio di cocktail e tappeti rossi in giro per la città</strong>. Non avete mai sentito parlare di questo evento? Ecco due solidi fatti per voi: è stato il primo festival internazionale a premiare il genio Tarantino (per <em>Le iene</em> nel 1992); il premio in questione è <strong>un grazioso cavallo di bronzo del peso di 7 kg</strong>. Conquistati? Ecco una guida per orientarvi…</p>
<div id="attachment_33578" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-33578" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/filmfestival3.jpg" alt="filmfestival3 Stoccòlm: Tappeti rossi per il Film Festival" width="480" height="320" title="Stoccòlm: Tappeti rossi per il Film Festival" /><p class="wp-caption-text">photo credit: Elena Lombardi</p></div>
<div id="attachment_33579" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-33579" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/filmfestival4.jpg" alt="filmfestival4 Stoccòlm: Tappeti rossi per il Film Festival" width="480" height="320" title="Stoccòlm: Tappeti rossi per il Film Festival" /><p class="wp-caption-text">photo credit: Elena Lombardi</p></div>
<p>Il sito del festival è la vostra bibbia per <a href="http://www.stockholmfilmfestival.se/en/festival/2011/program/view/day/date/2011-11-09/">programmi e orari</a>. I biglietti si acquistano on-line o al cinema e <strong>vi consigliamo la prenotazione soprattutto per gli spettacoli serali</strong>. La tessera soci consente di acquistare i biglietti a 70kr e conviene nel caso si vogliano vedere diverse proiezioni (inoltre offre la possibilità di vedere anteprime gratuite tutto l&#8217;anno). La tessera non è obbligatoria e si possono comprare biglietti singoli per 120kr (<em>prova på-biljett</em>). I biglietti prenotati on-line si ritirano al festival center presso la <a href="http://www.kulturhuset.stockholm.se/default.asp?id=5661">Kulturhuset</a>. Attenzione! <strong>I posti non sono numerati, meglio arrivare in anticipo.</strong></p>
<div id="attachment_33582" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-33582" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/the_skin_i_live_in.jpg" alt="the skin i live in Stoccòlm: Tappeti rossi per il Film Festival" width="480" height="320" title="Stoccòlm: Tappeti rossi per il Film Festival" /><p class="wp-caption-text">The Skin I Live In</p></div>
<div id="attachment_33575" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-33575" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/coriolanus.jpg" alt="coriolanus Stoccòlm: Tappeti rossi per il Film Festival" width="480" height="320" title="Stoccòlm: Tappeti rossi per il Film Festival" /><p class="wp-caption-text">Coriolanus</p></div>
<div id="attachment_33583" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-33583" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/this_must_be_the_place.jpg" alt="this must be the place Stoccòlm: Tappeti rossi per il Film Festival" width="480" height="320" title="Stoccòlm: Tappeti rossi per il Film Festival" /><p class="wp-caption-text">This Must Be The Place</p></div>
<div id="attachment_33584" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-33584" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/wuthering_heights.jpg" alt="wuthering heights Stoccòlm: Tappeti rossi per il Film Festival" width="480" height="318" title="Stoccòlm: Tappeti rossi per il Film Festival" /><p class="wp-caption-text">Wuthering Heights</p></div>
<p>Oltre ai film in competizione, il programma contiene <a href="http://www.stockholmfilmfestival.se/en/festival/2011/program/view/section/">sezioni per tutti i gusti</a>: la<em> Twilight Zone </em>con i film dell&#8217;orrore, A<em>sian Images</em> dedicata all&#8217;oriente, gli <em>American Independents</em> e altre ancora. I <a href="http://www.stockholmfilmfestival.se/en/festival/2011/face2face/">Face2Face</a> prevedono dibattiti con registi, sceneggiatori e attori dopo la proiezione dei film. Quest&#8217;anno al festival anche <a href="http://www.stockholmfilmfestival.se/en/film/this_must_be_the_place/"><em>This Must Be The Place</em></a> del nostro Sorrentino. I film sono proiettati in lingua originale e sottotitolati in inglese.</p>
<div id="attachment_33581" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-33581" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/skandiaeatern.jpg" alt="skandiaeatern Stoccòlm: Tappeti rossi per il Film Festival" width="480" height="679" title="Stoccòlm: Tappeti rossi per il Film Festival" /><p class="wp-caption-text">photo credit: Stockholm Film Festival</p></div>
<div id="attachment_33576" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-33576" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/filmfestival-6.jpg" alt="filmfestival 6 Stoccòlm: Tappeti rossi per il Film Festival" width="480" height="320" title="Stoccòlm: Tappeti rossi per il Film Festival" /><p class="wp-caption-text">photo credit: Elena Lombardi</p></div>
<p>Le proiezioni si svolgono<a href="http://www.stockholmfilmfestival.se/en/festival/2011/theatres/"> nei cinema più belli della città</a>, quelli <strong>con gli interni <em>vintage</em> e le insegne rosse al neon</strong>: bellissime le decorazioni dello <em>Skandia</em>, dove viene proiettato il film vincitore. I bar ufficiali del festival sono il <a href="http://www.berns.se/">Berns</a> e il <a href="http://www.diplomathotel.com/sv/Hotel-Diplomat-Stockholm/tbar/">T-bar</a>, dove <strong>entrare in atmosfera partecipando ad un film quiz o bevendo un drink a tema</strong>. Infine una data da segnare: il 9/11 ore 20 per la festa a tema <em>Arancia Meccanica</em> per l&#8217;<a href="http://www.stockholmfilmfestival.se/en/festival/2011/parties/">inaugurazione del festival</a>!</p>
<div id="attachment_33574" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-33574" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/10/aliminiumhast.jpg" alt="aliminiumhast Stoccòlm: Tappeti rossi per il Film Festival" width="480" height="320" title="Stoccòlm: Tappeti rossi per il Film Festival" /><p class="wp-caption-text">photo credit: Daniel Rohlin</p></div>
<p>Avete già deciso quali film mettere in agenda? Buona visione!</p>
<p><span style="color: #888888"><span style="color: #888888"><a href="http://www.stockholmfilmfestival.se/en/festival/2011/">Stockholm Film Festival</a><br />
</span></span><a href="http://www.facebook.com/stockholmfilmfestival">Stockholm Film Festival su Facebook</a><br />
</p>
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		<title>Milan: Il cinema è servito!</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 10:15:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erica Galluzzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[MILAN]]></category>
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		<description><![CDATA[La fine dell&#8217;estate a Milano coincide con uno degli appuntamenti più attesi e seguiti: il Milano Film Festival. Nato nel 1996 come festival-concorso di cortometraggi riservato ai giovani film-maker milanesi, oggi ospita una sezione dedicata ai lungometraggi provenienti dal tutto il mondo che dà la possibilità al pubblico di scoprire pellicole impossibili da trovare nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-30125" title="Film Festival 1" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/09/Film-Festival-1.png" alt="Film Festival 1 Milan: Il cinema è servito!" width="250" height="155" />La fine dell&#8217;estate a Milano coincide con uno degli appuntamenti più attesi e seguiti: il <a href="http://www.milanofilmfestival.it/portal/2011/IT/homepage/" target="_blank">Milano Film Festival</a>. Nato nel 1996 come <strong>festival-concorso di cortometraggi</strong> riservato ai giovani film-maker milanesi, oggi ospita una sezione dedicata ai lungometraggi provenienti dal tutto il mondo che dà la possibilità al pubblico di scoprire pellicole impossibili da trovare nelle sale cinematografiche.</p>
<p>Per l&#8217;edizione 2011 il calendario prevede una serie fittissima di proiezioni, incontri, workshop ed eventi musicali che trasformeranno <strong>il Teatro Strehler, il Parco Sempione, l&#8217;Acquario Civico</strong> e altri luoghi della città in templi della cinematografia internazionale. <strong>Nuok</strong> ci sarà e ha già adocchiato una serie di appuntamenti interessanti.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-30126" title="Fim festival 2" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/09/Fim-festival-2.jpg" alt="Fim festival 2 Milan: Il cinema è servito!" width="480" height="320" /></p>
<p>Come ogni anno non mancherà  la <strong>sezione Retrospettiva</strong> che negli anni passati ha regalato omaggi ai grandi geni del cinema e che quest’anno sarà interamente dedicata al regista premio Oscar <a href="http://www.milanofilmfestival.it/portal/2011/IT/programma_db/rassegna.php?cr=11" target="_blank">Jonathan Demme</a>, figura chiave del cinema americano che ha firmato capolavori come “<em>Il silenzio degli innocenti</em>”, “<em>Qualcosa di travolgente</em>” e “<em>Philadelphia</em>”.<br />
Demme inoltre incontrerà il suo pubblico per una lezione di cinema e presenterà l&#8217;anteprima europea del suo ultimo film “<em>Neil Young Life</em>”.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-30127" title="Film festival 3" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/09/Film-festival-3.jpg" alt="Film festival 3 Milan: Il cinema è servito!" width="480" height="320" /></p>
<p>Per i cultori dei grandi registi fuoriclasse da non perdere la <a href="http://www.milanofilmfestival.it/portal/2011/IT/programma_db/rassegna.php?cr=12" target="_blank">sezione Outsider</a>: in anteprima italiana gli autori che sfidano l&#8217;ordinario e che raccontano personaggi fuori al comune. Oltre agli appuntamenti cinematografici, il MFF offre anche <strong>concerti gratuti</strong>. Grandi ospiti musicali in programma ogni sera e una selezione di dj della scena indipendente italiana da seguire birra in mano!</p>
<p>Noi di Nuok vi consigliamo, come per ogni Festival che si rispetti,  di buttarvi alla cieca tra corti e lungometraggi. <a href="http://www.milanofilmfestival.it/portal/2011/IT/homepage/" target="_blank">Qui trovate</a> tutte le informazioni sugli appuntamenti.</p>
<p>Buona visione!<br />
</p>
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		<title>Arreda la tua casa come in Sex and The City!</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 11:53:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose pazze]]></category>
		<category><![CDATA[arredamento]]></category>
		<category><![CDATA[arredi da film]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
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		<description><![CDATA[Vi chiedete che fine fanno tutti gli arredi delle serie dei serial, degli spot, dei film e degli spettacoli teatrali girati a New York? Ebbene, ve lo sveliamo noi di Nuok: nel magazzino Film Biz Prop Shop al 540 di President Street nel South Brooklyn! I prezzi non sono altissimi! Potrete portarvi a casa un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-21766" title="filmbiz1" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/filmbiz1.jpg" alt="filmbiz1 Arreda la tua casa come in Sex and The City!" width="480" height="319" /></p>
<p>Vi chiedete che fine fanno<strong> tutti gli arredi delle serie dei serial, degli spot, dei film e degli spettacoli teatrali girati a New York? </strong>Ebbene, ve lo sveliamo noi di Nuok: nel magazzino <a href="http://www.filmbizpropshop.org"><strong>Film Biz Prop Shop</strong></a> al 540 di President Street nel South Brooklyn!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-21767" title="filmbiz2" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/filmbiz2.jpg" alt="filmbiz2 Arreda la tua casa come in Sex and The City!" width="480" height="319" /></p>
<p>I prezzi non sono altissimi! Potrete portarvi a casa <strong>un divano del film “Sex and the City 2” costa per esempio dai 100 ai 200 dollari</strong>, i vestiti delle vostre attrici dei serial preferiti dai 25 ai 40 dollari.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-21768" title="filmbiz3" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/filmbiz3.jpg" alt="filmbiz3 Arreda la tua casa come in Sex and The City!" width="480" height="360" /></p>
<p>Il negozio &#8211; aperto a maggio 2008 nel Queens e poi spostato a Brooklyn lo scorso dicembre &#8211; è un&#8217;idea di Eva Radke, che dopo 15 anni nel settore cinematografico, ha deciso di dedicarsi all&#8217;arredamento di design.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-21769" title="filmbiz4" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/filmbiz4.jpg" alt="filmbiz4 Arreda la tua casa come in Sex and The City!" width="480" height="315" /></p>
<p>In negozio troverete anche una<strong> inquietantissima</strong> sedia elettrica (fake!) alla modica cifra di 500 dollari!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-21771" title="Electric-Chair1" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/Electric-Chair1.jpg" alt="Electric Chair1 Arreda la tua casa come in Sex and The City!" width="480" height="720" /><br />
</p>
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		<title>BORLIN &#8211; Call for Entries: il cortometraggio della moda</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Dec 2010 21:57:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ola Kozlowska</dc:creator>
				<category><![CDATA[BORLIN]]></category>
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		<description><![CDATA[Sei appassionato di moda e di cinema, la tua testa è piena di idee creative e hai una grandissima voglia di agire? Sì? Beh, allora abbiamo qualcosa per te: un concorso per cortometraggi fashion organizzato dal marchio tedesco di abbigliamento René Lezard e sostenuto da interfilm Berlin. L’idea è quella di stimolare i cineasti ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-17629" style="border: 10px solid white; margin: 10px;" title="-20" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/12/20.jpg" alt="20 BORLIN   Call for Entries: il cortometraggio della moda" width="197" height="263" />Sei appassionato di moda e di cinema, la tua testa è piena di idee creative e hai una grandissima voglia di agire?</strong> Sì? Beh, allora abbiamo qualcosa per te: un concorso per cortometraggi fashion organizzato dal marchio tedesco di abbigliamento <a href="http://www.rene-lezard.com/en">René Lezard</a> e sostenuto da <a href="http://www.interfilm.de/en/interfilm-de.html">interfilm Berlin</a>. <strong>L’idea è quella di stimolare i cineasti ad occuparsi della moda a livello filmico</strong>, per cui ti puoi sentire totalmente libero nel scegliere sia la tematica che l’estetica e il genere.</p>
<p>Che tu scelga un cartone animato, una fiction, un film sperimentale o un documentario non importa. <strong>Quello che conta è avere qualcosa di interessate e creativo da raccontare. </strong>Puoi giocare con tagli, colori e temi, con le tendenze, le forme  e i motivi. Le regole sono queste: il film non deve essere più di 7 minuti e deve essere presentato in formato DVD, <strong>la deadline è il 5 gennaio 2011.</strong></p>
<p>Passate le selezioni iniziali, <strong>i cortometraggi migliori verranno inseriti nel programma di un micro festival di corti della moda, </strong>organizzato da René Lezard durante la <a href="http://www.fashion-week-berlin.com">Fashion Week Berlin</a> dal 19 al 21 Gennaio 2011. Una giuria di esperti del mondo del film e dei media <strong>sceglierà 8-10 film che poi verranno presentati </strong>al PREMIUM stand di René Lezard e alla premiazione presso la <a href="http://www.sohohouseberlin.com">SOHO House Berlin</a>. In palio per il vincitore una CANON EOS 5D Mark II, mentre per il secondo e il terzo classificato <strong>è previsto un premio materiale da definire del valore di 1000 euro.</strong></p>
<p><strong>Tutte le informazioni necessarie </strong>e il modulo di iscrizione sono già disponibili <a href="http://www.rene-lezard.com/en">sul sito di René Lezard</a>. Per cui, non perdere tempo: inventati qualche storia interessante, filmala e mandala al concorso.<strong> In bocca al lupo!</strong><br />
</p>
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		<title>PERIS &#8211; E’ tutto così bello che sembra di essere in un film!</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Nov 2010 23:37:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Depentor</dc:creator>
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		<category><![CDATA[SITIS]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Parigi nei film]]></category>
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		<description><![CDATA[Vi è mai capitato, passeggiando per i boulevards di Parigi, di guardarvi intorno disorientati e chiedervi&#8230;”Ma dove ho già visto questo posto? Mi sembra di esserci già stato!”. Se non siete vittime di uno strano déjà-vu, allora sicuramente vi trovate in un luogo della Ville Lumière reso ancor più indimenticabile da qualche regista che ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Vi è mai capitato, passeggiando per i boulevards di Parigi, di guardarvi intorno disorientati e chiedervi&#8230;</strong>”Ma dove ho già visto questo posto? Mi sembra di esserci già stato!”. Se non siete vittime di uno strano déjà-vu, allora sicuramente vi trovate in un luogo della Ville Lumière <strong>reso ancor più indimenticabile da qualche regista che ha deciso di girarvi una scena così famosa&#8230; </strong>che vi pare di credere di esserne stati voi i protagonisti!</p>
<p>Se i vostri sonni sono ancora turbati dalla visione della splendida Eva Green, <strong>basco rosso fuoco e sigaretta all’angolo della bocca, incatenata alle sbarre della <a href="http://www.cinematheque.fr">Cinémathèque Française</a></strong> occupata dagli studenti nella primavera del ’68&#8230; non vi resta che recarvi al Palais de Chaillot (M: Trocadéro) che ospita la fondazione dal 1963 e <strong>sperare di poter incontrare l’affascinante Isabelle di “The Dreamers” di Bernardo Bertolucci,</strong> senza il possessivo fratello gemello Theo.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/9j5_6lBsX_I?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/9j5_6lBsX_I?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>Se invece il vostro ideale di donna si incarna nel caschetto corvino e nel sorriso ingenuo di Audrey Tautou</strong>, allora Montmartre è il posto che fa per voi, ma vi deluderà. Avete in mente le stradine inondate di sole che solo a guardarle sembra che profumino di cannella, <strong>dove la dolce Amélie Poulain è prodiga di buone azioni e si innamora del misterioso Nino?</strong> Del “favoloso mondo” pieno di piccoli piaceri come rompere la crosta caramellata della crème brûlée, qui ci sono solo il “Café des deux Moulins” (15, rue Lepic), <strong>dove la protagonista lavora, e la drogheria dell’arrogante Collignon</strong> (rue des Trois Frères). Naturalmente, entrambi hanno perso quasi tutta la magia poiché sono praticamente ricoperti dai manifesti della celebre pellicola. <strong>Per assaporare un po’ dello spirito del film, invece vi consiglio una passeggiata lungo il Canal Saint-Martin,</strong> luogo preferito da Amélie per far rimbalzare i sassi sull’acqua. (M: République, Jaurès o Goncourt)</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/T-kY7JEGrNI?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/T-kY7JEGrNI?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>Vi ricordate Marlon Brando che in “Ultimo Tango a Parigi” si tappa le orecchie per ripararsi dall’assordante sferragliare della metropolitana?</strong> Il ponte sotto il quale l’affascinante Paul di Bertolucci sta passeggiando è Bir-Hakeim (metropolitana omonima o Passy) e poco distante (1, Rue de l’Alboni) si trova <strong>l’appartamento dove Marlon Brando e Maria Schneider intrecciano la loro torbida relazione.</strong> Se avete voglia di una Parigi malinconica e insolita, vi consiglio inoltre di spingervi un po’ più a ovest e di entrare nell’ Île aux Cygnes, una strada&#8230; in mezzo alla Senna. <strong>E’ come un ponte, ma nell’altro senso! E’ molto suggestivo.</strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/vIZ3s3iZDzc?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/vIZ3s3iZDzc?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>Per una cenetta romantica -e costosa-, l’indirizzo giusto  è il numero 2 di rue Vivienne: </strong>è qui, infatti, al ristorante <a href="http://www.legrandcolbert.fr"><strong>“Le Grand Colbert”</strong></a>, che Diane Keaton capisce di preferire Jack Nicholson a Keanu Reeves in “Tutto può succedere”. D’obbligo, <strong>una passeggiata digestiva mano nella mano nei favolosi giardini del Palais Royal e per finire uno dei posti che preferisco di Parigi: </strong>la <a href="http://www.galerie-vivienne.com"><strong>Galerie Vivienne</strong></a> che sembra appartenere al passato. Fermatevi ad ammirare l’entrata del numero 70, in puro stile art nouveau: la scala a chiocciola voluttuosa che si arrampica verso l’alto accompagnata dal suo corrimano in ferro battuto, l’elegante lampadario di vetro&#8230; <strong>tutto è ricoperto da una patina d’altri tempi che lascia senza fiato.</strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/QKcaY2jJTFQ?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/QKcaY2jJTFQ?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>E a proposito di problemi respiratori</strong>, “A’ bout de souffle” di Jean-Luc Godard! Dirigetevi verso gli Champs-Élysées e immaginate la magnetica Jean Seberg con il suo fascio di giornali in mano che urla “New York Herald Tribuuune!”. Deliziosa vero? <strong>Jean-Luc Godard non ne sbaglia una. Ricordate la rocambolesca corsa all’interno del Louvre in “Bande à part”?</strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/c4l00kP2XWM?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/c4l00kP2XWM?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>E se questo tour cinematografico di Parigi ancora non vi è bastato, vi consiglio di guardare “Paris je t’aime. Petites Romances de quartiers”, <strong>un film diviso a episodi ognuno dei quali è dedicato a un particolare arrondissement della città.</strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/LkrqtxogmME?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/LkrqtxogmME?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>Ed è proprio il caso di dirlo&#8230; Parigi, ti amo!</strong><br />
</p>
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		<title>Chioto: Alieni, robot e Power Rangers</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 21:10:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Catani</dc:creator>
				<category><![CDATA[ASIA]]></category>
		<category><![CDATA[CHIOTO]]></category>
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		<category><![CDATA[cultura giapponese]]></category>
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		<category><![CDATA[kyoto]]></category>
		<category><![CDATA[musei]]></category>
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		<category><![CDATA[super sentai]]></category>
		<category><![CDATA[Toei Uzumasa Eigamura]]></category>
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		<description><![CDATA[Al contrario di molti Paesi europei, chi visita il Giappone per la prima volta difficilmente si ritroverà ad aver tempo per visitare un museo. Tanto più se ci si trova in una città come Kyoto, che con i suoi più di 2000 siti storici (fra templi buddisti, santuari scintoisti, giardini zen, etc.) vi darà già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al contrario di molti Paesi europei, <strong>chi visita il Giappone per la prima volta difficilmente si ritroverà ad aver tempo per visitare un museo</strong>. Tanto più se ci si trova in una città come Kyoto, che con i suoi più di 2000 siti storici (fra templi buddisti, santuari scintoisti, giardini zen, etc.) vi darà già <strong>l&#8217;impressione di passeggiare per un museo a cielo aperto</strong>.</p>
<p>Ovviamente i musei interessanti non mancano a Kyoto: fra i più popolari vanno citati il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/National_Museum_of_Modern_Art,_Kyoto">Museo Nazionale di arte contemporanea</a> e il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kyoto_International_Manga_Museum">Museo dei manga</a>. I turisti tuttavia, tendono generalmente a dar loro una priorità di secondo piano, prediligendo la visita ad altri luoghi, forse ritenuti più “caratteristici”. <strong>Una scelta sacrosanta e in gran parte condivisibile</strong>, ma che potrebbe farvi perdere l’occasione di visitare uno dei luoghi più curiosi di Kyoto: <strong>il museo del parco di Eigamura  </strong>(映画村, significa letteralmente “il paese dei film”), dai profani chiamato anche “il museo dei Power Rangers”.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-15832" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/11/IMGP4460-1024x680.jpg" alt="IMGP4460 1024x680 Chioto: Alieni, robot e Power Rangers" width="483" height="320" title="Chioto: Alieni, robot e Power Rangers" /></p>
<p>Situato nella provincia di<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Uky%C5%8D-ku,_Kyoto"> Ukyō-ku </a>(右京区), <strong>il Tōei Uzumasa Eigamura è un parco tematico su un certo tipo di cinema giapponese</strong>. Ospita al suo interno una grande esposizione di attrezzature e costumi, utilizzati nelle produzioni televisivo/cinematografico che in Giappone prendono il nome di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tokusatsu">Tokusatsu</a> (特撮, ovvero “effetti speciali”).</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-15842" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/11/IMGP4486-680x1024.jpg" alt="IMGP4486 680x1024 Chioto: Alieni, robot e Power Rangers" width="239" height="352" title="Chioto: Alieni, robot e Power Rangers" /><img class="alignnone size-large wp-image-15837" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/11/IMGP44561-722x1024.jpg" alt="IMGP44561 722x1024 Chioto: Alieni, robot e Power Rangers" width="249" height="352" title="Chioto: Alieni, robot e Power Rangers" /></p>
<p><strong>Il genere Tokusatsu era, e continua ad essere, un genere estremamente popolare in Giappone</strong>. Si tratta di film e serie televisive fra il fantasy e il fantascientifico dove un gruppo di super-eroi, generalmente estrapolati dalle leggende del Sol Levante, si ritrova a dover salvare le sorti della terra da minacciose forze extraterrestri o demoniache.</p>
<p>Il genere, che ha avuto un boom fra gli anni &#8217;60 e &#8217;70, <strong>è caratterizzato da un gusto grottesco e trash,</strong> probabilmente considerato alla stregua del ridicolo dai più. <strong>Bisogna però tenere presente il lavoro creativo artigianale che c’era dietro queste produzioni</strong>: scenografie visionarie, enormi plastici paesaggistici, riproduzioni di astronavi, modelli in scala di mostri d’ogni sorta, effetti speciali pirotecnici e soprattutto  la regia, rozza ma drammatica e coinvolgente.</p>
<p><img src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/11/IMGP4483-757x1024.jpg" alt="IMGP4483 757x1024 Chioto: Alieni, robot e Power Rangers" width="254" height="348" title="Chioto: Alieni, robot e Power Rangers" /><img class="alignnone size-large wp-image-15839" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/11/IMGP4482-680x1024.jpg" alt="IMGP4482 680x1024 Chioto: Alieni, robot e Power Rangers" width="234" height="348" title="Chioto: Alieni, robot e Power Rangers" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-34823" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/11/64014_164962700184463_100000122038412_583421_1086266_n.jpg" alt="64014 164962700184463 100000122038412 583421 1086266 n Chioto: Alieni, robot e Power Rangers" width="246" height="367" title="Chioto: Alieni, robot e Power Rangers" /><img class="alignnone size-full wp-image-34822" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/11/40884_164962686851131_100000122038412_583420_2528462_n.jpg" alt="40884 164962686851131 100000122038412 583420 2528462 n Chioto: Alieni, robot e Power Rangers" width="241" height="367" title="Chioto: Alieni, robot e Power Rangers" /></p>
<p>Al museo di Eigamura è possibile fare un tuffo nel passato e riscoprire un modo di fare cinema che oggi, abituati agli effetti speciali computerizzati onnipresenti, si è per forza di cose definitivamente perso. <strong>La maggior parte dei pezzi esposti, fra mostri e robot, appartengono a serie tv famosissime in Giappone</strong>, ma poco conosciute in Occidente. Fra queste spiccano senz&#8217;altro <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ultraman">Ultraman</a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Megaloman">Megaloman</a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kamen_Rider">Kamen Rider</a>, etc.</p>
<p><img src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/11/IMGP4476-1024x680.jpg" alt="IMGP4476 1024x680 Chioto: Alieni, robot e Power Rangers" width="483" height="319" title="Chioto: Alieni, robot e Power Rangers" /></p>
<p>Nella sezione dedicata alle <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Super_sentai">Super Sentai</a> (スーパー戦隊, letteralmente “Super Squadre”), ovvero le tipiche squadre di eroi multicolori, <strong>è possibile trovare le armature dei mitici <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Power_Rangers">Power Rangers</a></strong>, forse l’unico format televisivo del genere che abbia avuto successo anche in Italia. Anzi, per dirla tutta <strong>sono presenti più di 30 modelli diversi della celebre armatura rossa</strong> (quella indossata dal protagonista), in varie versioni quante sono le serie create ad oggi.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-15843" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/11/IMGP44661-1024x680.jpg" alt="IMGP44661 1024x680 Chioto: Alieni, robot e Power Rangers" width="483" height="316" title="Chioto: Alieni, robot e Power Rangers" /></p>
<p><img src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/10/IMGP4469-1024x738.jpg" alt="IMGP4469 1024x738 Chioto: Alieni, robot e Power Rangers" width="482" height="346" title="Chioto: Alieni, robot e Power Rangers" /></p>
<p>Al museo di Eigamura <strong>è inoltre presente un teatro dove per tutto il giorno vengono messi in scena vari spettacoli dal vivo</strong> la cui trama ricalca spesso quella dei film Tokusatsu. D’altronde il genere ha origine dal più antico teatro giapponese, nello specifico il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kabuki_theater">teatro Kabuki</a> e il<a href="http://www.nuok.it/2012/01/chioto-awaji-lisola-dei-burattinai/">teatro Banraku</a> (che già faceva utilizzo di marionette e rudimentali effetti speciali).</p>
<p><img src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/11/IMGP4495-1024x680.jpg" alt="IMGP4495 1024x680 Chioto: Alieni, robot e Power Rangers" width="483" height="318" title="Chioto: Alieni, robot e Power Rangers" /></p>
<p>Assistere agli spettacoli non prevede alcun costo aggiuntivo e, secondo il nostro modesto parere, <strong>vale davvero la pena parteciparvi</strong>. Si tratta di un genere teatrale in cui difficilmente vi sarà già capitato di imbattervi: si mischiano epoche storiche, si fanno combattere samurai dai poteri magici contro giganteschi robot, si coinvolge il pubblico nella vicenda, <strong>ma soprattutto si ha l’idea che quella che per noi è la più totale demenzialità, i giapponesi la prendano dannatamente sul serio</strong>.</p>

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<p><span style="color: #888888"><strong><a href="http://www.toei-eigamura.com/"><strong>Toei Kyōto Studio Park</strong></a><br />
</strong>Kyōto-shi, Ukyō-ku,</span><br />
<span style="color: #888888"> Uzumasa, Higashi-Hachigaoka-chō 10</span><br />
<span style="color: #888888"> +81 75-862-5003</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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</div>

]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Zombie, fantasmi, vampiri e demoni a New York!</title>
		<link>http://www.nuok.it/2010/10/zombie-fantasmi-vampiri-e-demoni-a-new-york/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 03:59:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna Martino</dc:creator>
				<category><![CDATA[MOVIE]]></category>
		<category><![CDATA[VESTITO A FESTA]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>

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		<description><![CDATA[Halloween è l’occasione giusta per una bella maratona di film, da godersi spaparanzati sul divano, che diano la scossa dopo l’intorpidimento ipoglicemico da dolcetti scofanati a più non posso per tutta la notte del 31 ottobre. Di solito però si finisce sempre per vedere qualche episodio della saga omonima oppure qualche horror-movie con assassino mascherato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Halloween è l’occasione giusta per una bella maratona di film</strong>, da godersi spaparanzati sul divano, che diano la scossa dopo l’intorpidimento ipoglicemico da <strong>dolcetti scofanati a più non posso per tutta la notte del 31 ottobre.</strong><br />
Di solito però si finisce sempre per vedere qualche episodio della saga omonima oppure  qualche horror-movie  con assassino mascherato in agguato.<br />
Quest’anno, tanto per cambiare un po’, <strong>ecco tre Top 3 di film sui mostri più noti che tornano in vita, cioè zombie, fantasmi e vampiri&amp;demoni. </strong>In fondo, è o non è la notte dei morti viventi?<br />
Per ogni categoria, per mantenere il tono da “scherzetto”, <strong>ecco per voi un suggerimento “fuori dal coro”.</strong><br />
<strong>Molti dei film segnalati, </strong>come Ghost e Rosemary’s baby (con il famoso e inquietante Dakota Building) <strong>sono ambientati a New York.</strong> Mentre Romero, regista della saga sui morti viventi è nato proprio nella Grande Mela.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-15658" title="441858611_ebef2c9a65" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/10/441858611_ebef2c9a65.jpg" alt="441858611 ebef2c9a65 Zombie, fantasmi, vampiri e demoni a New York!" width="500" height="343" /><br />
<span style="color: #888888;"><em>photo: </em></span><a href="http://www.flickr.com/photos/g205/"><span style="color: #888888;"><em>Mark Lobo</em></span><br />
</a></p>
<h3>Top 3 film sugli Zombie</h3>
<p><strong>La notte dei morti viventi </strong>di George A. Romero del 1968<br />
<strong>Dead Snow</strong> di Tommy Wirkola del 2009<br />
<strong>La terra dei morti viventi</strong> di George A. Romero del 2005</p>
<p>Outsider: <strong>La notte dei morti dementi</strong> di Edgar Wright del 2004<br />
+ video di <strong>Thriller</strong> di John Landis del 1982 &#8211; in memoria di Michael Jackson</p>
<h3>Top 3 film sui Fantasmi</h3>
<p><strong>The Others </strong>di Alejandro Amenàbar del 2001<br />
<strong>Sospesi nel tempo </strong>di Peter Jackson del 1996<br />
<strong>Il sesto senso</strong> di M. Night Shyamalan del 1999</p>
<p>Outsider: <strong>Ghost </strong>di Jerry Zucker del 1990 &#8211; in memoria di Patrick Swayze</p>
<h3>Top 3 film su Vampiri (van tanto di moda!) &amp; demoni</h3>
<p><strong>Dracula</strong> di Bram Stocker di Francis Ford Coppola del 1992<br />
<strong>Rosemary’s Baby </strong>di Roman Polanski del 1968<br />
<strong>La casa del diavolo</strong> di Rob Zombie del 2006</p>
<p>Outsider: <strong>Fracchia contro Dracula </strong>di Neri Parenti del 1985<br />
&amp; <strong>Piccolo Diavolo</strong> di Roberto Benigni del 1988<br />
</p>
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		<title>Movie Tour a New York: i luoghi dei film</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 08:21:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri Matteo ci ha presentato i dieci film essenziali per conoscere New York dal vostro salotto di casa. Oggi rispolveriamo un vecchio articolo del 2004 apparso sul New York Mag: Top 25 Movie Shots in New York Moments. Riprendiamo qui i nostri film preferiti tra quelli segnalati! 34th St. and 5th Ave &#8211; Manhttan King [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri Matteo ci ha presentato i <strong><a href="http://www.nuok.it/2010/07/new-york-city-in-dieci-film-da-non-perdere/">dieci film essenziali per conoscere New York</a></strong> dal vostro salotto di casa. Oggi rispolveriamo un vecchio articolo del 2004 apparso sul New York Mag: <strong><a href="http://nymag.com/visitorsguide/sightseeing/movies.htm">Top 25 Movie Shots in New York Moments</a></strong>. Riprendiamo qui i nostri film preferiti tra quelli segnalati!</p>
<p style="text-align: center;"><strong>34th St. and 5th Ave &#8211; Manhttan</strong><br />
<strong>King Kong (1933)</strong></p>
<p style="text-align: left;">King Kong raggiunge il punto più alto della città con la &#8220;sua&#8221; bella Anna, l&#8217;Empire State Building (allora l&#8217;edificio più alto del mondo), ma purtroppo il suo destino è segnato: una pattuglia di aerei biplani dell&#8217;aviazione americana lo assale e lo colpisce a morte, ma non prima che egli abbia deposto delicatamente Anna su un cornicione del grattacielo, per poi cadere nel vuoto</p>
<p style="text-align: center;"><strong>34th St. and 6th/7th Aves &#8211; Manhattan</strong><br />
<strong>Miracle on 34th Street (1947)</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-12035 aligncenter" title="Immagine 53" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/07/Immagine-53.png" alt="Immagine 53 Movie Tour a New York: i luoghi dei film" width="440" height="290" /></p>
<p>Susan Walker, 6 anni, nutre dei dubbi su uno dei più duraturi miracoli dell&#8217;infanzia: Babbo Natale. Sua madre le raccontò il segreto di Babbo Natale molto tempo prima, così Susan non si aspetta di ricevere i regali più importanti della sua lista. E&#8217; proprio ai grandi magazzini Macy&#8217;s che incontra uno speciale Babbo Natale convinto di essere quello reale, Susan riceve il dono più prezioso: qualcosa in cui credere.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Hudson River<br />
On the Waterfront (1954)</strong></p>
<p>Terry Malloy, scaricatore di porto ed ex pugile, è il fratello di un boss che controlla il sindacato dei portuali di New York. Una faticosa crisi di coscienza lo spinge però a testimoniare contro la sua corruzione criminale&#8230; Fronte del Porto è l&#8217;unico film in cui si vede il transatlantico italiano Andrea Doria, affondato nel 1956 in seguito a una collisione nell&#8217;Atlantico con una nave svedese. In una scena, Marlon Brando osserva la nave mentre discende il fiume Hudson.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>34th St. and 5th Ave, Manhattan<br />
An Affair to Remember (1957)</strong></p>
<p>Nickie Ferrante (Cary Grant) è un artista che vive alle spalle delle sue varie successive fidanzate, aiutato in questo dal suo charme. Ora è in crociera, da solo, consapevole che qualsiasi donna potrebbe essere vittima del suo fascino. Sta tornando a New York, dove a breve sposerà un&#8217;affascinante attrice. Sulla nave, però, incontra una bellissima donna anch&#8217;essa fidanzata. Si rincontreranno sei mesi dopo proprio qui, sulla cime dell&#8217;Empire.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>52nd St. and Lexington Ave, Manhattan<br />
The Seven-Year Itch (1955)</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-12034 aligncenter" title="ma" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/07/ma.png" alt="ma Movie Tour a New York: i luoghi dei film" width="440" height="290" /></p>
<p>Dopo aver mandato moglie e figlio in vacanza nel Maine per farli sfuggire all&#8217;afa estiva cittadina, Richard Sherman conosce la giovane annunciatrice televisiva che ha affittato l&#8217;appartamento sopra il suo. La commedia gioca sul contrasto che vive il protagonista, tra la volontà di essere fedele alla moglie nonostante la temporanea solitudine e la tentazione di approfittare dell&#8217;occasione fortuita per sedurre l&#8217;affascinante vicina &#8211; caso vuole che egli abbia appena letto che la maggior parte delle infedeltà coniugali si consumi entro i primi sette anni dal matrimonio, da cui il titolo originale, che si può tradurre con &#8220;il prurito del settimo anno&#8221;. E&#8217; in questo film la leggendaria scena con la gonna di Marilyn Monroe che si alza, proprio sulla grata della metropolitana tra la 52nd strada e Lexington Ave.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Hell&#8217;s Kitchen, Manhattan<br />
West Side Story (1961)</strong></p>
<p>Maria e Tony si incontrano durante un ballo, si innamorano, iniziano ad incontrarsi in segreto e progettano di fuggire insieme e di sposarsi. Tuttavia le due bande rivali decidono di risolvere una volta per tutte le loro controversie e si danno un appuntamento notturno per suonarsele di santa ragione fino a che una delle due dovrà lasciare il campo all&#8217;altra. La storia è ispirata ad una vera guerra di bande di Hell&#8217;s Kitchen, e la tragedia inizia proprio con spettacolari vedute aeree della City.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>5th Ave. and 56th St, Manhattan<br />
Breakfast at Tiffany&#8217;s (1961)</strong><a href="http://www.nuok.it/2010/07/new-york-city-in-dieci-film-da-non-perdere/"></a></p>
<p><a href="http://www.nuok.it/2010/07/new-york-city-in-dieci-film-da-non-perdere/">Ne ha già parlato ieri Matteo tra i film da non perdere</a>, ma chi può non pensare a Holly Golightly (Audrey Hepburn) stare in piedi davanti alle vetrine di Tiffany? Qualche curiosità. La gioielleria Tiffany aprì di domenica per la prima volta nella sua storia, per permettere le riprese del film. Audrey Hepburn odiava i danesi, dolcetti che il suo personaggio mangia a colazione, il che rese le riprese della scena iniziale piuttosto ardue per lei. L&#8217;abito da sera nero indossato da Audrey Hepburn è stato venduto all&#8217;asta per 467.200 sterline.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Times Square, Manhattan<br />
Midnight Cowboy (1969)</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-12036 aligncenter" title="Immagine 54" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/07/Immagine-541.png" alt="Immagine 541 Movie Tour a New York: i luoghi dei film" width="440" height="291" /></p>
<p>E&#8217; la storia di un giovane texano, Joe Buck (Jon Voight), il quale, stanco della sua vita noiosa e piena di brutti ricordi e del suo lavoro di lavapiatti in una tavola calda, decide di partire per New York. Nella Grande Mela Joe, nelle vesti di un cowboy da rodeo, spera di guadagnarsi da vivere facendo il gigolò, in quanto, per sua stessa ammissione, l&#8217;unica cosa che gli riesce bene è fare l&#8217;amore (è un ragazzone alto, biondo, e con un certo fascino, molto bravo a letto). I primi tempi a New York si rivelano però poco soddisfacenti: il fare lo spaccone lo rende ridicolo, e l&#8217;incapacità di approcciarsi alle clienti, non gli procurano soldi. E&#8217; a Times Square che incontrerà Ratso Rizzo (Dustin Hoffman)..</p>
<p style="text-align: center;"><strong>86th St, Brooklyn<br />
The French Connection (1971)</strong></p>
<p>Due poliziotti  della squadra narcotici di New York dalla vita sregolata, solitaria e dai metodi assai violenti, sono in difficoltà con i superiori a causa di alcune operazioni fallite. Basandosi unicamente su vaghi indizi, riescono ad intercettare un’importante spedizione di stupefacenti proveniente da Marsiglia, coordinata da un misterioso e raffinato trafficante francese. Ci sarà una spettacolare corsa di macchine giù per la 86th strada di Brooklyn, che ha ispirato numerosi film successivi.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Park Slope, Brooklyn<br />
Dog Day Afternoon (1975)</strong></p>
<p>Con un giovanissimo Al Pacino, il film è basato sugli eventi di una vera rapina tentata in una banca di New York, nel quartiere di Brooklyn di Park Slope, avvenuta il 22 agosto del 1972  ed è incentrato su uno dei due rapinatori, Sonny Wortzik, che, con il complice Salvatore Naturile, tenne in ostaggio i dipendenti dell&#8217;istituto. Molte scene con i dipendenti della banca facevano intendere che faceva abbastanza caldo durante la rapina, ma molte sequenze esterne sono state fatte in inverno, con molto freddo, e per ovviare a questo problema gli attori hanno dovuto recitare con del ghiaccio in bocca per non far vedere il vapore alle telecamere. Le riprese esterne sono state filmate al Prospect Park West di Brooklyn fra la 17° e la 18° strada al Windor Terrace mentre gli interni sono stati ripresi in un magazzino.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Fourth Ave, Brooklyn<br />
Saturday Night Fever (1977)</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/07/Immagine-551.png"><img class="alignnone size-full wp-image-12040" title="Immagine 55" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/07/Immagine-551.png" alt="Immagine 551 Movie Tour a New York: i luoghi dei film" width="440" height="291" /></a></p>
<p>La febbre del sabato sera è il film che più rappresenta lo spirito che aleggiava negli anni settanta. In questo film viene raccontata la vita dei giovani dell&#8217;epoca dal punto di vista di Tony Manero (interpretato da John Travolta), un ragazzo di origini italiane che vive in un sobborgo di New York, nella zona di Bay Ridge. La sua vita è basata sul ballo e sul sabato sera, quando si scatena in pista; nelle discoteche da lui frequentate Tony è il re: tutte le ragazze impazziscono solo a vederlo, e gode del rispetto di tutti.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>4th St. and Waverly Pl, Manhattan<br />
Annie Hall (1977)</strong></p>
<p>Dopo che il comico Alvy Singer si è lasciato con Annie dopo un anno circa di relazione, si ritrova ora a raccontare la storia del loro rapporto, cercando di capire quali suoi problemi sviluppati durante l&#8217;infanzia (depressione, nevrosi) possano essere stati complici della fine della storia. Partendo dal loro primo incontro, Alvy spiega l&#8217;evoluzione del loro amore, dalle prime fasi di felicità al deterioramento, fino alla definitiva rottura. Durante il film si vedono numerosi scorci di Washington Square Park ed infinite altre perle di Manhattan.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>5th Ave. &amp; E. 58th St, Manhattan<br />
Big (1988)</strong></p>
<p>Vi ricordate Tom Hanks in Big, mentre suonava rimbalzando sui tasti della tastiera gigante da Fao? Potrete farlo anche voi. Entrate nel negozio di giocattoli più famoso di New York FAO Schwarz, al 767 Fifth Avenue, all’altezza della 58esima strada. All’ultimo piano, dopo essere passati attraverso file e file di pelusche giganti, troverete questo super pianoforte a piedi di sei metri! Dance-On Piano funziona attraverso sensori e può essere suonato saltando da un tasto all’altro. Il prezzo di questo gioco? Appena, si fa per dire, 250 mila dollari.<br />
</p>
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		<title>New York City in dieci film da non perdere</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 11:22:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vivere a New York è come vivere in una televisione accesa ventiquattro ore su ventiquattro: è tutto come nei film. Tutti siamo stati a New York, almeno una volta nella vita &#8211; anche semplicemente rimanendo a seimila km di distanza. Oggi Nuok ha il piacere di ospitare un nuovo collaboratore: Matteo Girardi, 33 anni, Bolognese, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vivere a New York è come vivere in una televisione accesa ventiquattro ore su ventiquattro: <strong>è tutto come nei film. </strong>Tutti siamo stati a New York, almeno una volta nella vita &#8211; anche semplicemente rimanendo a seimila km di distanza.</p>
<p><span style="color: #000000;">Oggi Nuok ha il piacere di ospitare un nuovo collaboratore: <strong>Matteo Girardi</strong>,  33 anni, Bolognese, malato di cinema.. e di tante altre cose.  Un giorno spera di potersi trasferire a New York; per ora ci torna appena può e placa la distanza con film, Blog, amici e i  New York Knicks. Con Matteo, <strong>partiamo alla scoperta della Grande Mela</strong> &#8211; comodamente seduti davanti alla televisione di casa!<strong><br />
</strong></span></p>
<h3>•	Harry ti presento Sally</h3>
<p><img class="size-full wp-image-11953 alignnone" title="Immagine 65" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/07/Immagine-65.png" alt="Immagine 65 New York City in dieci film da non perdere" width="441" height="290" /></p>
<p>Un film emblematico su New York, a partire dal fatto che i due protagonisti a New York decidono di andarci a stare o perlomeno ci finiscono, come la maggior parte dei new yorkesi. Il film segue le stagioni, la complessità delle relazioni ed il culto verso la ristorazione. Allo stesso modo il film ha letteralmente lanciato il locale “<a href="http://www.katzdeli.com/">Katz Deli</a>”, dove è ambientata la famosa scena del finto orgasmo di Meg Ryan.</p>
<h3>•	I Guerrieri della Notte</h3>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11954" title="Immagine 66" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/07/Immagine-66.png" alt="Immagine 66 New York City in dieci film da non perdere" width="440" height="268" /></p>
<p>Il film è una pietra miliare del cinema, diretto da un maestro quale Walter Hill. Nello specifico i “Warriors”, traditi durante un raduno di bande al <a href="http://www.nuok.it/2010/04/nuok-from-the-block-the-bronx-dalla-138-alla-161/">Bronx</a>, devono attraversare tutta Manhattan per tornare a Coney Island. Durante questa movimentata fuga, tra corse e pericolose imboscate , i “Warriors” arrivano al duello finale a <a href="http://www.nuok.it/2010/04/coney-island-l-isola-dei-conigli-1/">Coney Island</a>. Memorabile l’inizio del film, con tutte le bande che accorrono in metropolitana nelle rispettive uniformi.</p>
<h3>•	Taxi Driver</h3>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11955" title="Immagine 67" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/07/Immagine-67.png" alt="Immagine 67 New York City in dieci film da non perdere" width="440" height="284" /></p>
<p>Taxi Driver, indiscutibile successo di Martin Scorsese e film che lanciò la carriera di Jodie Foster ed Harvey Keitel, oltre alla conferma De Niro, più che un film è un’esperienza. Scorrendo le immagini sembra quasi di stare seduti nel taxi di De Niro ed odorare la città, le sue strade, la sua gente.  Ma allo stesso modo fa venire ben poca voglia di scendere dal taxi, per tuffarsi in una città troppo spesso dipinta come un luogo paradisiaco, ma allo stesso tempo abitata da più o meno reali demoni. La pazzia che porta un poco alla volta De Niro all’estremo gesto finale rappresenta quel seme di follia forse presente in ogni abitante di quella incredibilie città che è New York.</p>
<h3>•	Sex and The City</h3>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11956" title="Immagine 68" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/07/Immagine-68.png" alt="Immagine 68 New York City in dieci film da non perdere" width="440" height="290" /></p>
<p>La serie TV ne ha decretato un successo globale, forse il maggiore per la emittente Tv Newyorkese HBO, giustificandone la realizzazione di ben due film. Ma cose c’è di New Yok in queso film? Beh, tutto: i suoi quartieri, i suoi Starbucks usati come ufficio, la costante crisi rispetto alla propria vita e le fantastiche penthouse viste parco dell’Upper West Side. Ma soprattutto una delle più riuscite rappresentazioni delle stagioni a New York: da un Capodanno pieno di neve, ad un autunno con stupende foglie che cadono dai rami degli alberi in città.</p>
<h3>•	Manhattan</h3>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11957" title="Immagine 69" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/07/Immagine-69.png" alt="Immagine 69 New York City in dieci film da non perdere" width="440" height="292" /></p>
<p>Atto d’amore verso New York;  Woody Allen ne crea un quadro di rara bellezza ed intensità. Mentre Sex and The City ne racconta la convulsione, superficialità e globalizzazione, Allen ne crea qualcosa di completamente diverso ma altrettanto newyorkese; bianco e nero, piccoli caffè e non Starbucks, crisi raccontate sottovoce rispetto a quelle urlate nei blackberry. Manhattan è così, un qualcosa di sospeso , resa ancora più irreale dalla scela cromatica del regista.</p>
<h3>•	La 25°  Ora</h3>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11958" title="Immagine 70" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/07/Immagine-70.png" alt="Immagine 70 New York City in dieci film da non perdere" width="440" height="293" /></p>
<p>L’amore ed ossessione di Spike Lee per New York è paragonabile a quella di Woody Allen per Manhattan; mentre tanti suoi film newyorkesi sono più dedicati a singoli quartieri che alla città in generale (He’s Got Game e Coney Island, Fa’ la Cosa Giusta e Brooklyn, Jungle Fever e Harlem e Benshonurst ), La 25° Ora rappresenta la metropoli newyorkese appena ferita dall’11 Settembre (la vista dall’attico di Barry Pepper è da brividi) e preannuncia il prossimo crollo borsistico di Settembre 2008, citando appunto la spregiudicatezza e l’avidità di società come la  Worldcom o la Enron. Ma la parte davvero memorabile è il monologo di fronte allo specchio di Edward Norton, arrabbiato contro tutte le communità e tipologie di newyorkese possibile, a cui augura di venire bruciati e spazzati via da una inondazione.</p>
<h3>•	Die Hard 3</h3>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11959" title="Immagine 72" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/07/Immagine-72.png" alt="Immagine 72 New York City in dieci film da non perdere" width="440" height="290" /></p>
<p>Die Hard 3 fa parte di quella categoria di film su New York in cui la città viene presa da mira da attentati terroristici ( “Attacco al Potere”, una quasi premonizione sull’11 Settembre , il futuristico “1997 – Fuga da New York”) o amenità di vario genere, atmosferiche (“The Day After Tomorrow”) ed extraterrestri (“Ghostbusters”, “Cloverfield”, “Godzilla”). Ma Die Hard 3 sfrutta al meglio la città, nelle sue smisurate dimensioni: un terrorista, “Simon”, ha seminato ordigni pronti ad esplodere per tutta New York. L’unica possibilità di fermarlo è fare quello che ordina e rispondere ai suoi indovinelli. Due newyorkesi che non potrebbero essere più diversi (lo sbirro proletario Willis, ed il razzista Jackson) corrono letteralmente da Wall Street al Giants Stadium per fermare il piano del pazzo terrorista. Imperdibile la prima richiesta di Simon,  che spedisce Bruce Willis direttamente ad Harlem, con un cartello per cui gli sarà difficile passare inosservato.</p>
<h3>•	Colazione da Tiffany</h3>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11960" title="Immagine 73" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/07/Immagine-73.png" alt="Immagine 73 New York City in dieci film da non perdere" width="440" height="296" /></p>
<p>Altro da aggiungere?</p>
<h3>•	Il Falò delle Vanità</h3>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11961" title="Immagine 74" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/07/Immagine-74.png" alt="Immagine 74 New York City in dieci film da non perdere" width="440" height="267" /></p>
<p>Un romanzo ed un autore di successo (Tom Wolfe), un regista in ascesa ed in odore di Oscar (Briand De Palma) ed un terzetto di prime scelte quali Bruce Willis, Tom Hanks e Melanie Griffith, per uno dei più grossi disastri commerciali della Warner Brothers. Ma questo il film, una satira su New York, sugli anni Ottanta e sul suo razzismo e rampantismo, raffigura una città piena di caste e di regole non scritte. Di ricchi che diventano sempre più ricchi e protetti nei loro loft ed attici a Park Avenue, al ghetto nero di New York, dove sembra non ci sia scampo, soprattutto per i giovani. La Manhattan di De Palma è anche la parabola di un uomo dato per finito (Willis) che diventa uomo dell’anno, a discapito dell’uomo dell’anno (Hanks) che in una città improvvisamente a caccia di un colpevole bianco, ne diventa il bersaglio principale. De Palma usa la città come fosse uno dei suoi attori: i titoli di apertura del film mostrano una città ed il suo ritmo frenetico spiata da un gargoyle in alto su un grattacielo, la Park Avenue di Tom Hanks, il ghetto del reverendo Beacon (ogni riferimento a Jesse Jackson è assolutamente voluto), i ristoranti in centro ed il verde fuori città rappresentano un ritratto di New York anni ’80, ma  forse più vicina di quel che sembra. Una battuta ne raccoglie l’essenza: “Pensate che un povero non sia in grado di attraversare un ponte?”.</p>
<h3>•	Guida per riconoscere i tuoi santi</h3>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11962" title="Immagine 75" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/07/Immagine-75.png" alt="Immagine 75 New York City in dieci film da non perdere" width="440" height="273" /></p>
<p>Il romanzo di <a href="http://www.nuok.it/2009/11/la-astoria-di-dito-montiel/">Dito Montiel</a> è assolutamente trascinante e spaccacuore, ed è un omaggio all’infanzia dell’autore trascorsa nel Queens di New York. Potrebbe essere un film come tanti che celebra la fine dell’adolescenza e la durezza dell’età adulta come “Sleepers”, ma “Guida per riconoscere i tuoi Santi” è diverso. Parla di quanto può essere soffocante e sonnolenta l’estate a New York, del baseball giocato per le strade deserte, di una metropolitana presa anche solo per raggiungere il capolinea dall’altra parte della città, e vedere cosa c’è fuori. La scena bellissima, in cui Shia LaBouf (Dito da giovane) prende la metro con un amico, e si trascina fino a Manhattan, senza mai scendere veramente, ma osservando la città, le sue persone, dal finestrino del vagone. Una gita che forse tutti una volta nella vita dovremmo fare a New York.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Matteo Girardi</strong></p>

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