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	<title>Nuok &#187; Chinatown</title>
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	<description>Alla scoperta di New York e delle città più belle del mondo</description>
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		<title>Guardando il sole in faccia e passeggiando a Chinatown</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 09:56:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Catani</dc:creator>
				<category><![CDATA[torontoo]]></category>
		<category><![CDATA[Chinatown]]></category>
		<category><![CDATA[cucina cinese]]></category>
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		<description><![CDATA[photo credit Sviluppatasi durante il 19° secolo, la Chinatown di Toronto è oggigiorno una delle Chinatown più vaste del Nord America, nonché una delle comunità cinesi più grandi dell’Occidente. E’ solo una delle 6 Chinatown in tutta la provincia di Toronto, ma è senz’altro la più importante sia dal punto di vista economico che dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/Toronto_Chinatown_1-592x444.jpg" alt="" width="592" height="444" /><br />
<span style="color: #888888"><a href="http://www.flickr.com/photos/judley/2592800419/lightbox/" target="_blank"><span style="color: #888888">photo credit</span></a></span></p>
<p>Sviluppatasi durante il 19° secolo, la <strong>Chinatown di Toronto</strong> è oggigiorno una delle Chinatown più vaste del Nord America, nonché <strong>una delle comunità cinesi più grandi dell’Occidente</strong>. E’ solo una delle 6 Chinatown in tutta la provincia di Toronto, ma è senz’altro la più importante sia dal punto di vista economico che dal punto di vista della posizione. Il suo epicentro si trova infatti in una zona centralissima di Toronto, ovvero fra <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dundas_Street"><strong>Dundas St.</strong></a> e<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Spadina_Avenue" target="_blank"><strong> Spadina Ave.</strong></a>, due delle strade principali della città.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-50087" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/Chinatown_Toronto_Dragon_City-592x395.jpg" alt="" width="592" height="395" /></p>
<p>La comunità cinese a Toronto, come le tantissime altre comunità etniche in terra canadese, è da anni ormai pienamente integrata. A dispetto di molte altre Chinatown sparse per il mondo, come ad esempio <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kobe_Chinatown" target="_blank"><strong>quella di Kobe</strong></a> o <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/London_Chinatown" target="_blank"><strong>quella di Londra</strong></a>, sembra che non abbia bisogno di colori sgargianti o pagode di plastica per caratterizzarsi a tutti i costi. Architettonicamente infatti, <strong>la Chinatown di Toronto non ha grandi differenze da altri quartieri del centro</strong>. Anzi, se non fosse per  gli ideogrammi  nelle insegne e qualche leone guardiano cinese (i cosiddetti <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Chinese_guardian_lion" target="_blank"><strong>Shishi</strong></a>, 石獅, letteralmente “leone di pietra”) di fronte ai negozi, un visitatore distratto potrebbe addirittura non rendersi conto di essere finito nel quartiere cinese.</p>
<p><img class="alignnone  wp-image-50089" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/CHinatown_Toronto_3-401x600.jpg" alt="" width="294" height="436" /> <img class="alignnone  wp-image-50088" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/Chinatown_Toronto_1-401x600.jpg" alt="" width="292" height="436" /></p>
<p>Spoglia di qualsiasi orpello, <strong>Chinatown sembra non preoccuparsi minimamente di dovere attirare i turisti</strong> (nonostante il turismo ricopra una buona fetta dell&#8217;economia del quartiere). Si possono infatti trovare diversi negozi dedicati principalmente ad una clientela cinese, dal momento che le insegne e le targhette non presentano una traduzione in inglese. E’ questo il caso delle botteghe che vengono radici di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ginseng" target="_blank"><strong>ginseng</strong></a> e alimenti secchi, ma anche delle videoteche con solo ed esclusivamente film cinesi o in lingua cinese.</p>
<p><img class="alignnone  wp-image-50093" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/Chinatown_Toronto_Food_2-592x395.jpg" alt="" width="592" height="395" /></p>
<p><img class="alignnone  wp-image-50226" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/Chinatown_1_Toronto_Food-401x600.jpg" alt="" width="294" height="438" /> <img class="alignnone  wp-image-50227" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/Chinatown_Toronto_Food_3-401x600.jpg" alt="" width="294" height="438" /></p>
<p><strong>La ristorazione è senz’altro una delle maggiori attrazioni</strong>, nonché ciò che anima la vita notturna del quartiere. I ristoranti a Chinatown sono tantissimi e offrono svariate tipologie di cucina cinese. Nonostante alcuni pregiudizi più o meno diffusi, che vorrebbero la maggior parte dei ristoranti di Chinatown <strong>scadenti e poco igienici</strong>, molti sono i ristoranti che negli anni si sono guadagnati un’ottima fama e sono diventati dei veri e propri “must see” per ogni appassionato di cucina cinese.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-50092" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/Chinatown_Toronto_Restaurant-592x395.jpg" alt="" width="592" height="395" /></p>
<p>A causa dei cambiamenti demografici degli ultimi decenni  Chinatown ha subito una contaminazione da parte di altre comunità asiatiche in crescita. Ciò si nota specialmente nell’ambito della ristorazione: <strong>nonostante la cucina cinese continui a fare da padrona</strong>, come è ovvio, non mancano anche ristoranti con cucina tailandese, vietnamita, taiwanese, honkongese, etc.</p>
<p><img class="alignnone  wp-image-50090" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/CHinatown_Toronto_2-401x600.jpg" alt="" width="294" height="440" /> <img class="alignnone  wp-image-50091" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/Chinatown_Toronto_4-401x600.jpg" alt="" width="294" height="440" /></p>
<p><strong>Ma Chinatown non è solo un luogo in cui andare per riempirsi la pancia</strong>. Aggirandosi fra i vari negozi e botteghe è possibile trovare articoli di ogni tipo, generalmente ad un prezzo molto ridotto rispetto al resto della città. Tantissimi sono i negozi d’abbigliamento, usato e non, così come i negozi di elettrodomestici o di souvenir. Anche il centro commerciale cinese, il<strong> <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dragon_City_Mall" target="_blank">Dragon City Mall</a></strong>, nonostante il disordine e la scortesia, può risultare un luogo di discreto interesse se non altro per i prezzi bassissimi e la sua atmosfera unica.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-49797" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/Toronto_Chinatown_2-592x394.jpg" alt="" width="592" height="394" /><span style="color: #888888"><a href="http://www.flickr.com/photos/rfzappala/4485244376/lightbox/" target="_blank"><span style="color: #888888"><br />
photo credit</span></a></span></p>
<p>Anche per quanto riguarda i mercati c’è da fare un discorso analogo: è possibile trovare cibo etnico asiatico di ogni tipo e a prezzi piuttosto convenienti. Ma messa da parte la curiosità iniziale per la scoperta di tanti alimenti introvabili in Occidente, <strong>fare la spesa nel quartiere di Chinatown rimane una scelta assai sconsigliata</strong>, almeno per quanto riguarda i prodotti ittici. Certamente in nessun’altra zona di Toronto riuscirete a trovare del pesce a così basso prezzo, ma il tanfo insopportabile che si sente a qualsiasi ora del giorno fuori dai mercati (tanfo oltretutto diventato segno distintivo di Chinatown) dovrebbe riuscire a scoraggiare chiunque. <strong>Dovrebbe</strong>.</p>
<p><img class="alignnone  wp-image-50095" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/Chinatown_Toronto_Murales_2-592x347.jpg" alt="" width="592" height="344" /></p>
<p><img class="alignnone  wp-image-50094" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/Chinatown_Toronto_murales_1-592x345.jpg" alt="" width="592" height="344" /></p>
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		<title>Chinatown: assenzio e camici bianchi nella Apotheke</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 18:22:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Nicoletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[nuok]]></category>
		<category><![CDATA[By Night]]></category>
		<category><![CDATA[Chinatown]]></category>
		<category><![CDATA[new york]]></category>
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		<description><![CDATA[Ad Apotheke non ci si arriva per caso. Nessuna insegna chiassosa. Nessun cartello conduce in questo bar segreto, incastonato nel cuore della zona più labirintica di Chinatown, in Doyers street. Solo una porta scura e la presenza, pur sospetta, di un buttafuori in una viuzza deserta lasciano intuire che dietro quell’uscio si nasconda uno di quei posti che New York si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ad <a title="Apotheke" href="http://www.apothekenyc.com/" target="_blank">Apotheke</a> non ci si arriva per caso.</strong> Nessuna insegna chiassosa. Nessun cartello conduce in questo <strong>bar segreto, incastonato nel cuore della zona più labirintica di Chinatown, in Doyers street</strong>. Solo una porta scura e la presenza, pur sospetta, di un buttafuori in una viuzza deserta lasciano intuire che dietro quell’uscio si nasconda uno di quei posti che New York si diverte a celare in quartieri insospettabili (<a href="http://www.nuok.it/nuok/new-york-un-morso-alla-nightlife-della-grande-mela/" target="_blank">anche se Chinatown ci aveva già sorpreso con la sua movimentata nightlife</a>), dove lo stesso vagabondare è parte della scoperta. Accostandosi alla porta, un battito ritmico conferma ogni sospetto. E una scrittina bianca in cima, “Apotheke”, scioglie ogni dubbio. “Your ID, please”, e poi la porta si apre. <strong>Un drappeggio rosso, raccolto da un nastro dorato, si solleva il sipario e il meraviglioso mondo di Apotheke finalmente si svela, senza più filtri.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-47282" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/Apotheke_night-592x369-544x320.jpg" alt="" width="544" height="320" /><br />
<em><span style="color: #888888">photo credit: <a href="http://www.ceeceesinspirations.com/" target="_blank"><span style="color: #888888">ceeceesinspirations.com</span></a></span></em></p>
<p><strong>Apotheke è quel che resta di una vecchia farmacia di Chinatown</strong>, il cui scheletro è rimasto intatto, con le sue credenze in legno, la tappezzeria barocca, i cunicoli e gli anfratti, trasformati in eleganti privé. Tutto è stato ricostruito ispirandosi ai bistrot francesi della Belle Epoque e alle drogherie di un tempo. Dal soffitto calano <strong>lampadari a forma di alambicco</strong>, boccettine impilate l’una sull’altra decorano le pareti e il mobilio è quello di un’antica sala d’attesa, con poltrone rigonfie e sedie essenziali, divani arabescati e soffitti preziosi. <strong>Ma è dietro il bancone che Apotheke dà il meglio di sé</strong>. Alle spalle dei <strong>barman, tutti in camice bianco</strong>, sfilano eleganti le bottiglie e misteriose bacheche custodiscono erbe e radici, bacche e misture di una volta.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-47285" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/Apotheke_bar-592x369-544x320.jpg" alt="" width="544" height="320" /><br />
<span style="color: #888888">photo credit: <a href="http://torontomoda.blogspot.com/" target="_blank"><span style="color: #888888">torontomoda.blogspot.com</span></a></span></p>
<p>E, se siete fortunati, potrete assistere ad un vero e proprio spettacolo, che Apotheke mette in scena, con qualche replica, quasi ogni sera. <strong>Il bancone diventa non solo un laboratorio di chimica, ma un vero e proprio palcoscenico</strong> dove vengono allineati dieci o dodici bicchieri. Sul fondo si accumulano le erbe, poi si versa l’assenzio, la scintilla di un fiammifero e <strong>tutto il bancone si incendia</strong>. La musica si ferma, tra lo stupore dei clienti e gli sguardi soddisfatti dei baristi, e il locale si infiamma fin quando dall’ultimo calice di cristallo non calano le volute di fuoco.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-47286" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/Apotheke_cocktail-544x320.jpg" alt="" width="544" height="320" /></p>
<p>Il menu, anzi, pardon, la <strong>“Prescription List”</strong>, provoca capogiri da imbarazzo della scelta con una variegatissima offerta di cocktail, preparati secondo la politica <strong>&#8220;Farm to Bar&#8221;</strong>, con ingredienti made in Apotheke con <strong>erbe e prodotti biologici, reperiti nei mercatini locali o, come garantiscono, raccolti dalle aiuole coltivate sul loro rooftop</strong>!</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-47287" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/Apotheke_barman-544x320.jpg" alt="" width="544" height="320" /><br />
<span style="color: #888888">photo credit: <a href="http://www.bigapplemoveorbust.com/" target="_blank"><span style="color: #888888">bigapplemoveorbust.com</span></a></span></p>
<p>Take your medicine, quindi! E si può scegliere tra: <strong>“pain killers”</strong>, a base di nettare di agave, tintura d’eucalipto, tamarindo e paprika affumicata; <strong>“stimulants”</strong>, come il Fire of Valhalla, a base di mele fresche e apple cider; <strong>“stress relievers”</strong>, tra cui il buonissimo Botanical Garden, una passeggiata alcolica e profumata di gin, mirtilli, cardamomo e assenzio; <strong>“Euphoric Enhancers”</strong>, all&#8217;aroma di creme de violet, infuso di basilico corretto con il gin, ‘butterfy sensa tea’; <strong>“Therapeutic Treatments”</strong>, che vantano il Cilantro Paso, con cocomero e white lillet e l’Edamame and Shiso, con crema di edamame, ginger, wasabi e sale dell&#8217;Himalaya; gli <strong>estratti di frutta</strong>, come il Pearadise Lost e il Blue Mauritius; e gli imperdibili <strong>“Aphrodisiacs”</strong>, tra cui l’eloquente Deal Closer, con menta, essenza di vaniglia e misteriosi afrodisiaci locali, reperiti a Chinatown.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-47288" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/Apotheke_assenzio-544x320.jpg" alt="" width="544" height="320" /></p>
<p><strong>Un avvertimento è doveroso:</strong> assaggiate pure gli intrugli composti dai sedicenti ingredienti tipici di Chinatown indicati nel menu, ma attenzione, perché non è vero che, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=IbqQc5yxH9A" target="_blank">come canta Tom Waits</a>, &#8220;in Chinatown everything&#8217;s cheap&#8221;. <strong>Apotheke non è certo il locale più economico del quartiere</strong>. Ma, limitandosi ad un cocktail, e soprattutto facendo finta di non sapere cosa significhi “tip”, Apotheke vi schiuderà i suoi segreti, per soli 15 dollari.</p>
<p>Tenete d&#8217;occhio il <a title="Apotheke blog" href="http://www.apothekenyc.com/blog" target="_blank">blog</a>, per non perdere i numerosi eventi, essere aggiornati sulle lezioni della <strong>Apotheke Academy</strong> e partecipare ai fantastici <strong>Prohibition Wednesday</strong>!</p>
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		<title>In diretta da Chinatown: buon anno!</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 13:55:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta Spreafico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[capodanno cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Chinatown]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
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		<description><![CDATA[Nell’area metropolitana di New York vive la più grande comunità di cinesi al di fuori della Cina. Questi, negli anni, hanno dato vita a sei Chinatowns, tra le quali la più numerosa e rinomata è sicuramente quella di Manhattan, che conta più di 250.000 abitanti. Anche quest’anno, come da tradizione, è stato festeggiato il capodanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’area metropolitana di New York vive la più grande comunità di cinesi al di fuori della Cina. Questi, negli anni, hanno dato vita a sei Chinatowns, tra le quali la più numerosa e rinomata è sicuramente quella di Manhattan, che conta più di 250.000 abitanti.<br />
Anche quest’anno, come da tradizione, è stato festeggiato il <strong>capodanno cinese</strong>, che è ormai diventato un evento di grande rilevanza per tutta la città.<br />
Più di 6000 persone hanno assistito ai due eventi principali.<br />
Il primo si è tenuto a Roosevelt Park il <strong>3 febbraio</strong>: <em>fuochi d’artificio</em> (vera e propria passione per i cinesi) seguiti dal <em>“festival della cultura”</em>, durante il quale si sono esibiti cantanti e ballerini contemporanei.<br />
Tre giorni dopo, il <strong>6 febbraio</strong>, abbiamo invece assistito alla vera e propria <em>parata del Capodanno lunare</em> tra Mott, Canal, Bayard streets e East Broadway.<br />
Non è stato facile farsi strada tra la gente, che invadeva ogni angolo, a partire dalle fermate della metropolitana della zona.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19438" title="1" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/11.jpg" alt="" width="480" height="320" /></p>
<p>Il 2011 (insieme a 1915, 1927, 1939, 1951, 1963, 1975, 1987, 1999, 2011) è l’anno del coniglio.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19439" title="2" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/21.jpg" alt="" width="480" height="320" /></p>
<p>Secondo la tradizione, si tratta di persone affettuose, amichevoli, serene ed equilibrate (che solitamente diventano avvocati, diplomatici o attori…).<br />
Il colore dominante era ovviamente il rosso che, come abbiamo detto anche <a href="http://www.nuok.it/2010/02/draghi-e-lanterne-a-san-valentino/">un anno fa</a>, simboleggia il fuoco, l’elemento in grado di allontanare la sfortuna.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19440" title="3" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/3.jpg" alt="" width="480" height="320" /></p>
<p>Qualcuno ha cantato, altri hanno ballato, altri ancora (soprattutto bambini) si sono cimentati in salti acrobatici.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19441" title="4" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/41.jpg" alt="" width="480" height="320" /></p>
<p>Tutto in un grande spirito di festa e di integrazione con gli americani, che non mancavano all’interno della sfilata.</p>
<p>Degno di nota è anche il lato commerciale della parata. Ogni anno, infatti, la maggior parte dei carri è sponsorizzata da grandi marchi, che approfittano dell’evento per ottenere un po’ di visibilità.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-19442" title="5" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/02/51.jpg" alt="" width="480" height="320" /></p>
<p>Il capodanno cinese dovrebbe anche segnare la fine dell’inverno, dato che coincide con il periodo in cui le giornate iniziano veramente ad allungarsi. Speriamo che questo, insieme al <a href="http://www.silive.com/northshore/index.ssf/2011/02/groundhog_day_2011_its_an_earl.html">responso</a> della marmotta, ci liberi dal freddo glaciale di questi giorni!</p>
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		<title>La nuova faccia di Chinatown, la piccola Cina di New York City</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Dec 2010 17:54:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Abbona</dc:creator>
				<category><![CDATA[nuok]]></category>
		<category><![CDATA[Chinatown]]></category>
		<category><![CDATA[Mahayana Buddhist Temple]]></category>
		<category><![CDATA[moca]]></category>
		<category><![CDATA[Vivi Bubble Tea]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando pensate a Chinatown vi vengono in mente solo bancarelle e negozi di souvenir? Borsette e orologi contraffatti venduti a ogni angolo della strada? Una miriade di ristoranti cinesi che di “caratteristico” hanno ben poco? Ebbene, Chinatown non è solo questo, ma è molto di più. Questo quartiere è una vera e propria cittadina all’interno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-17143" title="-1" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/12/11.jpg" alt="" width="480" height="640" /></p>
<p><strong>Quando pensate a Chinatown vi vengono in mente solo bancarelle e negozi di souvenir?</strong> Borsette e orologi contraffatti venduti a ogni angolo della strada?<strong> Una miriade di ristoranti cinesi che di “caratteristico” hanno ben poco?</strong> Ebbene, Chinatown non è solo questo, ma è molto di più.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-17152" title="-9" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/12/91.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p>Questo quartiere è una vera e propria cittadina all’interno di New York. <strong>Tutte le insegne sono in caratteri cinesi e alcuni abitanti, soprattutto i più anziani, non parlano una parola d’inglese. </strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-17144" title="-2" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/12/21.jpg" alt="" width="480" height="640" /><br />
</strong></p>
<p>Negli ultimi anni, <strong>la città di New York ha investito moltissimo nel miglioramento di alcune aree di Downtown tra cui Chinatown. </strong>L’intento del comune del sindaco Bloomberg è di <strong>spingere i turisti (e non) all’interno del quartiere e non solo sulla sempre affollata Canal Street.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-17153" title="-14" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/12/141.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p>Sono state tolte quindi le numerosissime bancarelle sulla via più famosa del quartiere e al loro posto <strong>sono stati aperti veri e propri souvenir shops, in questo modo, i turisti sono costretti a entrare in questi negozietti senza intasare inutilmente il marciapiede. </strong>Ma non è finita qui! Anche le vie secondarie sono state rimodernate e ristrutturate per attrarre più turisti e<strong> il livello di sicurezza del quartiere è aumentato moltissimo.</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-17145" title="-3" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/12/3.jpg" alt="" width="580" height="435" /><br />
</strong></p>
<p><strong>Chi si ricorda Chinatown come un quartiere fatiscente, ricco solo di negozi di souvenir, magliette, sciarpe e borse contraffatte, rimarrà sorpreso </strong>nel constatare l’imponente cambiamento di questa zona.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-17157" title="-10" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/12/102.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p>Infatti, se vi allontanate dalla famosa Canal Street e vi addentrate all’interno del quartiere, <strong>potete trovare non solo fornitissimi negozi di frutta e verdura, pesce, spezie particolari e tè orientali, ma anche nuovi bar e locali</strong> che sono stati aperti per invogliare la gente a trascorrere più tempo in Chinatown (da provare assolutamente il <strong>Vivi Bubble Tea</strong> al 49 Bayard Street, il cui tè alle perle di tapioca è il migliore di tutta Manhattan!).</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-17146" title="-4" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/12/4.jpg" alt="" width="480" height="640" /></p>
<p><strong>Columbus Park, tra Mulberry e Baxter Street, è un po’ il cuore del quartiere.</strong> In questo parco, alcuni abitanti della zona praticano il Tai Chi al mattino presto e, durante il giorno, giocano a scacchi o a carte.<strong></strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-17151" title="-12" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/12/121.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p><strong>Se volete sfidarli a una partita siete i benvenuti ma sappiate che il tutto il gioco si svolgerà in religioso silenzio</strong> (a meno che non parliate il cinese!).</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-17147" title="-5" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/12/5.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p><strong>Tra Mott e Pell Street c’è la Church of the Transfiguration</strong>, che è dal 1840 una delle chiese degli immigrati di New York. E’ stata utilizzata prima dalla comunità irlandese, in seguito da quella italiana e ora da quella cinese. <strong>Le messe ovviamente sono disponibili sia in inglese sia in cinese.</strong> Invece, vicino al Manhattan Bridge c’è il <strong><a href="http://www.nuok.it/2010/01/pick-your-fortune-and-donate/">Mahayana Buddhist Temple</a>, il più famoso tempio buddista di Chinatown, la cui statua di Buddha è la più grande di tutta New York. </strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-17142" title="DSCN2102" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/12/DSCN2102.jpg" alt="" width="480" height="640" /><br />
</strong></p>
<p>Se volete sapere qualcosa di più sulla comunità cinese di New York, <strong>potete visitare il <a href="http://www.mocanyc.org/">MOCA, Museum of Chinese American</a>. </strong>Il museo è situato in Centre Street, al numero 215, e potrete non solo ripercorrere le tappe più importanti dell’immigrazione cinese e le numerose discriminazioni subite, ma anche <strong>scoprire qualcosa in più sulla cultura asiatica.</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-17148" title="-6" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/12/6.jpg" alt="" width="580" height="435" /><br />
</strong></p>
<p><strong>Chinatown è diventata una delle nuove locations più interessanti di Manhattan,</strong> soprattutto per la sua vicinanza a Soho e a Tribeca. Le catene di hotels Sheraton e Holiday Inn hanno da poco inaugurato due nuove sedi nel quartiere, segno che <strong>anche questa zona è diventata una delle mete preferite dai turisti</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-17150" title="-8" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/12/81.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p>Insomma, se capitate a New York, non potete di certo farvi mancare un giro per la nuova Chinatown! <strong>Rimarrete sicuramente affascinati da questa zona e vi sembrerà di essere realmente in una cittadina cinese.</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-17149" title="-7" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/12/71.jpg" alt="" width="580" height="435" /><br />
</strong></p>
<p>E se amate contrattare sui prezzi, o volete migliorare le vostre “bargain skills,” questo è il posto per voi! Potrete effettivamente fare affari d’oro dato che tutti i prezzi sono trattabili, ma sappiate che i cinesi sono maestri nell’arte del mercanteggiare. <strong>Sarà veramente una battaglia all’ultimo dollaro, ma ne sarà sicuramente valsa la pena! </strong></p>
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		<title>Chinatown: Dim Sum Go Go</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 11:23:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonardo Staglianò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I viaggiatori che percorrevano la Cina lungo la Via della Seta di tanto in tanto facevano brevi soste per mangiare qualcosa: di norma si trattava di piccoli piatti, nulla che comportasse una digestione lunga e che richiedesse più tempo di quello necessario per bere una tazza di the. Quei piatti erano chiamati, genericamente, “Dim Sum”. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I viaggiatori che percorrevano la Cina lungo la Via della Seta di tanto in tanto facevano<strong> brevi soste per mangiare qualcosa</strong>: di norma si trattava di piccoli piatti,<strong> nulla che comportasse una digestione lunga</strong> e che richiedesse più tempo di quello necessario per bere una tazza di the. Quei piatti erano chiamati, genericamente, “Dim Sum”. Volendo fare un parallelo con le abitudini alimentari di noi italiani,<strong> potremmo dire che si trattava di uno spuntino. </strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-9663" title="P1030722" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/06/P1030722.jpg" alt="" width="580" height="435" /><br />
</strong></p>
<p>Nel tempo “Dim Sum” è diventato <strong>sinonimo di piatti anche più abbondanti ed elaborati</strong>, e oggi nei ristoranti cinesi la differenza con un main course è spesso poco rilevante. Il ristorante “<a href="http://nymag.com/listings/restaurant/dim-sum-gogo/"><strong>Dim Sum Go Go</strong></a>”, a due passi da Canal Street e dalla Chinatown di Manhattan, ha un menu di oltre 100 portate, e una buona metà sono appunto “Dim Sum”, ovvero “spuntini”. Fra questi, <strong>la parte del leone la fanno i dumplings, i ravioli</strong>, disponibili in oltre 20 versioni.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-9664" title="P1030721" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/06/P1030721.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p>Avevamo già parlato di dumplings a New York segnalando tre locali: <a href="http://www.nuok.it/2010/01/oh-man-dumpling-man/"><strong>Dumpling Man</strong></a>, nel Lower East Side, e poi <a href="http://www.nuok.it/2010/01/la-cucina-di-shanghai-da-joe/"><strong>Joe’s Shangai</strong></a> e la <a href="http://www.nuok.it/2010/03/excellent-dumpling-house-tra-caos-zuppe-calde-e-gustosi-ravioli-cinesi/"><strong>Excellent Dumpling House</strong></a> nel cuore di Chinatown. I ravioli di Dumpling Man <strong>sono carichi di ripieno, massicci </strong>potremmo dire, e hanno una pasta callosa che ricorda da vicino quella dei pierogi polacchi. La specialità di Joe e della Exellent Dumpling House sono invece i <strong>dumplings di carne ripieni di brodo</strong>: per mangiarli è necessario un cucchiaio oltre alle bacchette, perché bisogna bucare la morbida pasta e raccogliere l’ottimo sughetto; solo dopo potrete addentare il ripieno.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-9665" title="P1030723" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/06/P1030723.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p>Da “<strong>Dim Sum Go Go</strong>” abbiamo invece assaggiato<strong> il loro piattone con ben 10 tipi diversi di ravioli, tutti cucinati al vapore</strong> (il Dim Sum Platter), e abbiamo scoperto una variante ancora diversa. Ogni dumpling era unico per forma e contenuto (pesce, carne, verdura, pasta gialla, bianca, rosa…), ma tutti avevano un elemento in comune: la pasta che avvolgeva il ripieno era leggera e morbida, come a esaltare le qualità del ripieno stesso. <strong>Il nostro preferito? Senza dubbio quello con l’anatra. </strong>E il più esotico? Ce n’era uno con un sapore nuovo, difficile da definire: non eravamo neanche sicuri se fosse carne o pesce; comunque un sapore forte. Andando per esclusione, <strong>riteniamo fosse il dumpling con la carne di squalo! </strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-9666" title="P1030724" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/06/P1030724.jpg" alt="" width="580" height="435" /><br />
</strong></p>
<p>Vi segnaliamo infine che gli <strong>spring rolls sono buonissimi, freschi e croccanti</strong>, chiaramente fatti in casa, e vi invitiamo inoltre ad accompagnare i ravioli con le loro salsine: tutte ottime. <strong>Eccezionale quella con le erbette e il ginger</strong>: delicata e saporita, una meraviglia per il palato.</p>
<p>Un’ultima cosa: incredibile ma vero, <strong>i camerieri sono educati e non vi mettono fretta</strong>. Il più giovane di loro, che si fa chiamare <strong>Billy, è davvero un tipo in gamba</strong>: parla un ottimo inglese ed è probabile che si fermi al vostro tavolo a fare due chiacchiere. Chiunque abbia messo piede a Chinatown<strong> potrà capire al volo di che rarità stiamo parlando.</strong></p>
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		<title>Nella Chinatown del Queens con l&#8217;International Express</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 22:05:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice Avallone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Chinatown]]></category>
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		<category><![CDATA[Queens]]></category>
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		<description><![CDATA[Andate a Times Square o a Grand Central e salite sull&#8217;unica linea viola: la numero 7. Vi godrete un viaggio bellissimo con l&#8217;International Express (che segue il national historic trail) &#8211; come essere su una giostra. Questa linea metropolitana serve un vivace arco di quartieri interconnessi: sono qui i nuovi americani da tutto il mondo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-7553" title="P1020419" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/P1020419.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p><strong>Andate a Times Square o a Grand Central </strong>e salite sull&#8217;unica linea viola: la numero 7. Vi godrete un viaggio bellissimo con l&#8217;<em>International Express</em> (che segue il <em>national historic trail</em>) &#8211; come essere su una giostra.</p>
<p>Questa linea metropolitana serve un vivace arco di quartieri interconnessi: <strong>sono qui i nuovi americani da tutto il mondo</strong>. Dal Pakistan all&#8217;Irlanda, dall&#8217;Ecuador alla Cina.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-7554" title="P1020423" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/P1020423.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p>Questo percorso è stato un corridoio di immigrazione per quasi cento anni, da <strong>quando la metropolitana è stata aperta nel 1913.</strong></p>
<p>Da Manhattan alla fine della linea 7, ci vuole poco più di mezz&#8217;ora. In un unico pomeriggio avrete la visione piuttosto completa del Queens, anche se girare a piedi è tutt&#8217;altra cosa.<strong> Il mio consiglio è di arrivare fino a Flushing, e poi fare il percorso inverso a piedi, finché non siete distrutti.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-7555" title="P1020424" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/P1020424.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p>Dall&#8217;alto passerete <strong>Long Island City</strong>, zona industriale e naturale prolungamento orientale di Midtown. Seconda tappa: <strong>Sunnyside</strong>, un delizioso piccolo quartiere &#8211; diviso dalla sopraelevata della metropolitana 7 e occupato Queens Boulevard &#8211; abitato da coreani, turchi e rumeni.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-7556" title="P1020427" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/P1020427.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p>Terza tappa: <strong>Woodside</strong>, con i suoi pub irlandesi ed una serie di ristoranti e negozi filippini che formano così una piccola Manila. Quarta tappa: <strong>Jackson Heights</strong> e la Little India.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-7557" title="P1020428" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/P1020428.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p>Quinta tappa: <strong>Corona Plaza</strong>, e la casa della leggenda del jazz Louis Armstrong e sua moglie Lucille. Sesta tappa:<strong> lo stadio dei Mets, un zoo, un museo della scienza</strong>, un porticciolo, due laghi, una pista di pattinaggio, un sacco di piazzole di calcio. E l&#8217;aeroporto di La Guardia a due passi (non spaventatevi degli aerei bassissimi!).</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-7558" title="P1020429" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/P1020429.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p>Ma la vera sorpresa è qui, al capolinea: Main Street / Flushing. <strong>E&#8217; qui la vera Chinatown. </strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-7559" title="P1020430" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/P1020430.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p><strong>Taiwan, Korea, Cina.</strong> La Chinatown del Queens è quasi il doppio di quella di Manhattan.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-7560" title="P1020431" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/P1020431.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p><strong>L&#8217;Esposizione Universale del 1939</strong> contribuì molto a migliorare questa zona un tempo paludosa.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-7561" title="P1020432" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/P1020432.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p><strong>Potreste addirittura comprare una piantina di ciliegio</strong>, da far crescere rigoglioso come quelli che si vedono in questa stagione lungo le Avenue e nei parchi di Manhattan.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-7562" title="P1020433" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/P1020433.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p>Dal sito <a href="http://www.queenscouncilarts.org/">www.queenscouncilarts.org</a> potrete scaricarvi una piantina dettagliata del percorso della linea 7 &#8211; <strong>così da programmare per bene tutte le vostre tappe!</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-7563" title="P1020434" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/P1020434.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.nuok.it/team/alice-avallone"><strong>Alice Avallone</strong></a><br />
<span style="color: #888888;"><em>testi e foto, 19 aprile 2010</em></span></p>
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		<title>New York, China &#8211; Chinatown</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 12:39:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine Savarese</dc:creator>
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		<category><![CDATA[China]]></category>
		<category><![CDATA[Chinatown]]></category>
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		<description><![CDATA[New York, China &#8211; Chinatown New Eyes – © copyright Carmine Savarese]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-5325" title="ny_carmine_16" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/03/ny_carmine_16.jpg" alt="" width="500" height="352" /></p>
<h3>New York, China &#8211; Chinatown</h3>
<p><strong>New Eyes</strong> – © copyright <a href="http://www.nuok.it/team/carmine-savarese/">Carmine Savarese</a></p>
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		<title>Jing Fong experience</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 14:32:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Locatelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Jing Fong Restaurant è uno dei ristoranti cinesi tradizionali di Chinatown, famoso oltre che per la qualità del cibo, per le sue proporzioni. E&#8217; infatti uno dei ristoranti più grandi della città. Vi si accede da una porta di vetro su Elizabeth Street, all&#8217;ingresso ti viene consegnato un numero e si inizia la scalata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3639" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/02/2010_02_XX_NYC_297.jpg" alt="2010_02_XX_NYC_297" width="575" height="383" /><br />
Il <a href="http://jingfongrestaurant.com/index.html">Jing Fong Restaurant</a> è uno dei ristoranti cinesi tradizionali di Chinatown, famoso oltre che per la qualità del cibo, per le sue proporzioni. <strong>E&#8217; infatti uno dei ristoranti più grandi della città</strong>. Vi si accede da una porta di vetro su Elizabeth Street, all&#8217;ingresso ti viene consegnato un numero e si inizia la scalata verso il secondo piano, raggiungibile attraverso enormi scale mobili illuminate da un altrettanto imponente lampadario di vetro.<br />
Arrivati in cima, lo sguardo si perde in questa<strong> immensa sala ristorante che si estende per circa 80 metri</strong>! Spesso lo spazio viene suddiviso da separè, specie in occasione di matrimoni tradizionali. La domenica mattina il Jing Fong è meta di numerose famiglie cinesi che si radunano per il brunch con ricco buffet; ma la cosa più caratteristica sono i carrelli pieni di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dumpling">dumplings</a> guidati da cameriere che parlano solo ed esclusivamente cinese. Diventa quindi pressochè impossibile comprendere cosa contengano questa specie di ravioli fritti, tipici della cucina <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dim_sum">Dim Sum</a>. Ecco perchè <strong>chi mette piede in questo ristorante deve essere <em>pronto a tutto</em> e amare le sorprese.</strong><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-3642" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/02/2010_02_XX_NYC_286.jpg" alt="2010_02_XX_NYC_286" width="328" height="492" /><br />
Lo scorso weekend, in occasione del <a href="http://www.nuok.it/2010/02/draghi-e-lanterne-a-san-valentino/">capodanno cinese</a>, la sala si è riempita di leoni in cartapesta che venivano &#8220;imboccati&#8221; dai commensali con banconote e monetine.<br />
<strong>Il Jing Fong non è solo un ristorante, ma un luogo dove fare una vera e propria esperienza alternativa</strong>. Sconsigliato agli<em> schizzinosi</em>, consigliato invece a chi è aperto di mente e non ha paura nemmeno di assaggiare le &#8220;zampine di pollo galleggianti in brodo&#8221;.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-3646" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/02/2010_02_XX_NYC_2511.jpg" alt="2010_02_XX_NYC_251" width="503" height="335" /><img class="alignnone size-full wp-image-3648" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/02/2010_02_XX_NYC_277.jpg" alt="2010_02_XX_NYC_277" width="503" height="332" /><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-3650" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/02/2010_02_XX_NYC_258.jpg" alt="2010_02_XX_NYC_258" width="503" height="333" /></p>
<p><em>foto di Rafael Gamo</em></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Valentina Locatelli</strong></p>
<p><em><br />
</em></p>
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		<title>Nonna Irma vi racconta New York</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 11:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non siete ancora stati a New York e volete farvi un&#8217;idea su questa incredibile città? Nessuna paura: ve lo racconta nonna Irma con questi cinque esclusivi video. Da Tiffany a Chinatown, dai taxi alla Statua della Libertà: tutti i luoghi comuni sulla Grande Mela raccontati da questa simpatica vecchina! Vip &#8211; NUOK Party &#8211; NUOK [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Non siete ancora stati a New York e volete farvi un&#8217;idea su questa incredibile città?</strong> Nessuna paura: ve lo racconta nonna Irma con questi cinque esclusivi video. Da Tiffany a Chinatown, dai taxi alla Statua della Libertà: tutti i luoghi comuni sulla Grande Mela raccontati da questa simpatica vecchina!</p>
<p><strong>Vip &#8211; NUOK</strong></p>
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<p><strong>Party &#8211; NUOK</strong></p>
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<p><strong>Shopping &#8211; NUOK</strong></p>
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<p><strong>Tiffany &#8211; NUOK</strong></p>
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<p><strong>Taxi &#8211; NUOK</strong></p>
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		<title>Colorful parade in Chinatown</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 01:11:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Locatelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[capodanno cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Chinatown]]></category>
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		<category><![CDATA[reportage]]></category>
		<category><![CDATA[San Valentino]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco alcune immagini del reportage realizzato dal nostro fotografo Rafael Gamo, presente alla parata del capodanno cinese che ha attraverato le vie di Chinatown.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco alcune immagini del reportage realizzato dal nostro fotografo Rafael Gamo, presente alla parata del <a href="http://www.nuok.it/2010/02/draghi-e-lanterne-a-san-valentino/">capodanno cinese</a> che ha attraverato le vie di Chinatown.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3578" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/02/2010_02_XX_NYC_167.jpg" alt="2010_02_XX_NYC_167" width="567" height="378" /><img class="alignnone size-full wp-image-3551" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/02/2010_02_XX_NYC_183.jpg" alt="2010_02_XX_NYC_183" width="567" height="374" /><img class="alignnone size-full wp-image-3548" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/02/2010_02_XX_NYC_173.jpg" alt="2010_02_XX_NYC_173" width="567" height="376" /><img class="alignnone size-full wp-image-3554" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/02/2010_02_XX_NYC_219.jpg" alt="2010_02_XX_NYC_219" width="567" height="374" /></p>
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